Pelle d’asino

Pelle d'asino. Ediz. a colori Book Cover Pelle d'asino. Ediz. a colori
Cécile Roumiguière
Fiaba, Illustrati
2020
160

Pelle d’asino è una fiaba molto antica, narrata presso vari popoli con caratteristiche differenti ma con la stessa morale e, ora, ripresentata da Rizzoli in una nuova veste illustrata: da non perdere!

Pelle d’asino (Peau d’âne) è una fiaba popolare francese, resa celebre dalla versione che ne fu fatta da Charles Perrault. Essa venne pubblicata per la prima volta nel 1694, e venne in seguito integrata nelle Histoires ou contes du temps passés, avec des moralités, noti col titolo di I racconti di mamma l’oca (Contes de ma mère l’Oye), pubblicati nel 1697. (wikipedia)

Questa illustrazione, infatti, è illustrata da Alessandra Maria, raccontata da Cécile Roumiguière e basata sulle precedenti versioni di Charles Perrault, dei fratelli Grimm e di Jacques Demy.

PELLE D’ASINO

Una giovane principessa cresce tra le attenzioni amorevoli del padre e della madre, fino a quando questa – la donna più bella che si sia mai vista – non si ammala gravemente e muore.

Dopo  la sua morte, la principessa e il padre si allontanano: uno sempre rinchiuso nelle sue stanze e l’altra nella sua voliera, alle prese con le arti che più le piacciono, per concentrarsi su qualcosa di bello e non rimuginare sulla morte della madre, con la sola compagnia saltuaria della sua adorata madrina.

La Regina, prima di morire, si fa promettere dal marito che non avrebbe sposato nessun’altra donna finché non ne avesse trovata una più bella di lei. Impossibile, tant’è che che le ricerche dei consiglieri del Re si rivelano costantemente inutili e il Re appare sempre più depresso e isolato. Un giorno incontra per caso la figlia nella voliera e comprende che lei è la sola a poter competere con la bellezza della madre.

La fa chiamare e chiede la sua mano. La figlia, sbigottita e turbata, chiede consiglio alla madrina per rifiutare la proposta del padre senza mancargli di rispetto. La madrina le suggerisce di chiedere al padre abiti impossibili da creare fino a farlo desistere; purtroppo, però, il padre riesce sempre ad esaudire ogni sua richiesta, addirittura quando gli viene chiesto di sacrificare il suo asino portafortuna per farne una pelliccia.

Disperata, la principessa comprende di non avere altra scelta se non la fuga: su consiglio della madrina, si rende irriconoscibile, si copre con la sua pelliccia d’asino e si nasconde nel bosco. Trova una casupola dove nascondersi e inizia a lavorare come serva.

Un po’ di fortuna e un po’ di astuzia, però, la portano a conoscere l’amore della sua vita, a riscattarsi dalla sua misera condizione e riappacificarsi con il padre.

Oltre la trama

Pelle d’asino è una fiaba molto semplice ma estremamente ricca di significato: la principessa è una ragazza coraggiosa che rispetta profondamente il padre che l’ha cresciuta ma che di oppone ad un matrimonio insensato; è una ragazze istruita, astuta ed educata, che sa sfruttare queste virtù a suo favore, e che riesce con le sue forze a tirarsi fuori da una situazione sgradevole e a ribaltare le sue sorti.

Questa fiaba è stata raccontata in decine di versioni, una delle quali ad esempio si intitolava l’Orsa, in quanto l’animale sacrificato era un’orsa e non un asino. La morale però è rimasta la stessa e negli anni ha rafforzato il suo valore, essendo utile a fanciulle di tutte le epoche. Il bello delle fiabe è questo, in fondo: cambiano i protagonisti e gli antagonisti, cambiano le figure che questi rappresentano, cambiano le ere, ma il messaggio rimane sempre valido.

L’edizione

Il testo:
La fiaba viene raccontata in modo molto basilare: il lessico è semplice, il ritmo costante e piuttosto veloce; a tratti è ripetitiva, come quasi tutte le fiabe.

Le illustrazioni:
Lo stile dell’illustratrice è molto particolare: abbina tratti somatici e fisici realistici e in tre dimensioni ad elementi del paesaggio o dell’abbigliamento stilizzati e piatti. La tavolozza scelta è composta da pochi colori, che vanno dal nero all’ocra, con l’aggiunta di dettagli oro. Personalmente lo trovo uno stile singolare e originale, perfetto per rappresentate una fiaba in cui non si raccontano solo scene felici, adatto quindi a rappresentate in modo ancora più espressivo alcuni passaggi del racconto in cui le emozioni dominanti sono paura e incertezza.

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INDICE RECENSIONI

Reflections

Reflections Book Cover Reflections
Cris Ortega
Comics & Graphic Novels
9 January 2014
Copertina flessibile
64

"There is a legend that tells Reynaud Manor is haunted by the apparition of a lady in a wedding gown, seen from time to time reflected in the mirrors.But as its inhabitants are found dead under strange circumstances, what appeared to be a common tale starts to become a fateful reality."Reflections is a one-shot comic book that includes two short stories: "Reflections", an horror story that takes place in victorian times, and "The Valley of Olives", a tragic medieval romance.

Reflections è una graphic novel di Cris Ortega, nota illustratrice spagnola.

In questa sua pubblicazione sono presenti due racconti: il primo dei due, Reflections, da il nome al libro.

Come suo solito, l’artista unisce gotico e romantico all’horror, creando una perfetta combinazione di generi e stili. Il risultato finale è, in questo caso, un fumetto con la struttura narrativa di un giallo classico, ma in cui subentrano componenti tipiche dell’horror.

Nei due racconti, infatti, compaiono fantasmi e presenze sinistre che vengono coinvolte in omicidi e quant’altro.

Reflections: l’arte

La struttura dei racconti è piuttosto semplice, come giusto che sia, per permettere al lettore di concentrarsi maggiormente sulle tavole presenti nel libro.

Cris Ortega è un’artista straordinaria e, ancor di più, è una colorista incredibilmente dotata. In quest’opera in particolare si possono notare le sue abilità di colorista soltanto in copertina, ma il contenuto non è assolutamente di minor qualità nonostante sia in bianco e nero.

Reflections è un libricino che si legge molto in fretta, data la sua lunghezza. Tuttavia, merita soffermarsi sulle illustrazioni per apprezzarlo a pieno.

In conclusione: mi sento di consigliarlo a tutti gli amanti del fumetto e dei libri illustrati. Personalmente l’ho apprezzato molto… Buona lettura!


Recensioni: INDICE

I luoghi della Terra di Mezzo

Guida ai luoghi della Terra di Mezzo. Disegni da casa Baggins a Mordor Book Cover Guida ai luoghi della Terra di Mezzo. Disegni da casa Baggins a Mordor
John Howe
Illustrati
2018
192

I luoghi della Terra di Mezzo  è un libro illustrato che racconta, attraverso parole e immagini, i luoghi da casa Baggins a Mordor.

Si tratta di un volume per appassionati, non solo per l’edizione curata “da collazione”, ma soprattutto per il contenuto: una quantità indefinibile di dettagli su ogni luogo menzionato nella trilogia fantasy più celebre al mondo.

Per avere un’idea del contenuto di questo libro di può fare in questo modo: immaginare di fare una passeggiata partendo da casa Baggins per andare a Mordor, passando per tutti i luoghi in cui sono stati i protagonisti della saga.

Attenzione: non bisogna immaginare di vivere le loro avventure. Semplicemente di viaggiare con loro senza farsi coinvolgere, come se si stesse fluttuando alle loro spalle, dentro una bolla.

A questo punto basta osservare ciò che il panorama e i paesaggi hanno da offrire: questi sono i luoghi della Terra di mezzo.

Questo libro illustrato offre al lettore un vero e proprio viaggio “turistico” attraverso il mondo de Il signore degli anelli, con tanto di guida. Di tanto in tanto, infatti, tra le varie illustrazioni si trovano delle digressioni in cui vengono spiegati dei dettagli aggiuntivi che potrebbero non trapelare dai disegni.

Per esempio vengono raccontati fatti e curiosità sulla vita nella Contea: molto interessante.

I luoghi della Terra di Mezzo

Nel complesso questo libro è un vero gioiellino: permette di cogliere delle peculiarità che potrebbero sfuggire leggendo la saga. Allo stesso tempo, è come se mettesse a disposizione un ulteriore “filtro” attraverso cui guardare il mondo tolkieniano.

Lo consiglio assolutamente a tutti gli appassionati di Tolkien e anche a chi ha preferito seguire solo le versioni cinematografiche delle sue storie: semplicemente BELLISSIMO.


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L’amico devoto

L'amico devoto Book Cover L'amico devoto
Oscar Wilde
Racconto, Illustrati
2005
32

"L'amico devoto" è un racconto che fa parte della raccolta "Il principe felice", scritta e pubblicata da Oscar Wilde nel 1888. Il racconto affronta i temi dell'amicizia, dell'onestà e del sacrificio contrapposti all'ipocrisia della società abbiente e benpensante.

“L’amico devoto” è un racconto che fa parte della raccolta “Il principe felice”, scritta e pubblicata da Oscar Wilde nel 1888. Il racconto affronta i temi dell’amicizia, dell’onestà e del sacrificio contrapposti all’ipocrisia della società abbiente e benpensante.

L’amico devoto

Come molti degli scritti di Oscar Wilde, anche questa breve fiaba affronta temi importanti e – soprattutto – si pone come critica della società. Il narratore è un uccellino che, spalleggiato da un’anatra, racconta una storia ad un topo di fogna: la storia è quella del piccolo Hans, una persona di buon cuore, altruista e sempre sorridente nonostante le sue scarse possibilità economiche e la sua vita modesta.

Il piccolo Hans crede profondamente nella vera amicizia ma, ahimè, la sua fiducia è riposta nella persona sbagliata: il suo “migliore amico” infatti è un mugnaio benestante e tutt’altro che altruista, che sfrutta il piccolo Hans fino alla morte. Con la scusa di prestargli un carriola, lo mette continuamente  nella posizione di sentirsi in debito, tant’è che il piccolo Hans fa tutto ciò che gli viene chiesto, mettendosi a disagio, rimettendoci e rischiando la vita per l’amico.

Alla fine, il piccolo Hans muore proprio per cercare di fare un favore all’amico che, nemmeno davanti ad una necessità del suo stesso figlio, riesce ad essere altruista.

La storia si conclude con il mugnaio che si rimprovera per essere stato troppo buono nel concedere la carriola in prestito ed averci rimesso con la morte del piccolo Hans. L’uccellino narratore chiude la fiaba spiegando la morale ai suoi ascoltatori e, ovviamente, Wilde rivolge la morale all’intera società: sempre ipocrita ed egoista.

In più

L’edizione de L’amico devoto che ho avuto il piacere di leggere è un molto carina: un piccolo libro illustrato che contiene questa sola favola e non l’intera raccolta. Molto breve ma altrettanto curato. Lo consiglio senza dubbio!

 

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Perfide

Perfide Book Cover Perfide
Roberta Balestrucci Fancellu, Loputyn
Biografia, illustrati
2019
128

Servono più cattive di qualità! Nella letteratura per ragazzi ci sotto otto volte più cattivi maschi che femmine. E le femmine sono quasi sempre solo streghe. La storia insegna che ci sono sempre state donne cattive, molto cattive. Davvero perfide. Questa è una raccolta appassionante di ritratti e storie di donne realmente vissute che hanno agito male, facendo della perfidia la loro arma prediletta, adoperata per avere o mantenere il potere, per vendicarsi, per resistere a coercizioni, per ottenere giustizia o per rispondere a una passione irrefrenabile.

Perfide è un libro illustrato che racconta tramite parole e immagini, la vita di alcune delle più celebri donne spietate e sanguinarie.

Perfide

Se la famosa Bloody Mary è passata alla storia per la sua sanguinosa storia familiare ed è conosciuta da tutti, ci sono altre donne passate alla storia, come lei, per fatti ben più inquietanti… ma forse sono meno conosciute!

In questo libricino scopriamo una moltitudine di donne che hanno compiuto gesta incredibili: amore, giustizia, vendetta, pazzia, sono solo alcune delle cause scatenanti delle loro azioni.

La prima donna samurai che lotta per la sua terra e il suo popolo, una donna che fa giustizia per altre donne che hanno subito abusi da parte di mariti e padri, una “strega” che cura un intero villaggio. Ma anche una Dracula che beve il sangue dei suoi servi, una levatrice omicida e una ladra senza scrupoli.

Queste sono solo alcune delle donne descritte nel libro. Ad ognuna di esse sono dedicate poche pagine di testo accompagnate da piccole illustrazioni e un’illustrazione iniziale, in cui vengono raffigurate mettendo in evidenza le loro caratteristiche principali.

Perfide è quindi un bel volumetto: illustrato molto bene e scritto in modo scorrevole e riassuntivo. Consigliato a tutti, lettori e appassionati d’illustrazione, ad eccezione di chi fosse in cerca di informazioni dettagliate sui personaggi storici citati perché, in questo caso, si rivelerebbe “troppo riassuntivo”. Vale comunque la pena di averlo nella collezione dei libri illustrati, tanto più considerandone l’originalità: non spesso, infatti, si trovano biografie illustrate!


Indice recensioni

 

A est del sole, a ovest della luna e Kay Nielsen

Kay Nielsen. A est del sole e a ovest della luna Book Cover Kay Nielsen. A est del sole e a ovest della luna
Noel Daniel
Fiaba, Illustrati
2018
192

La ristampa di un grande classico della cultura mondiale. Entrate in un mondo fatto di innamorati osteggiati dal destino, venti magici e troll dispettosi, e lasciatevi incantare da alcune delle più raffinate illustrazioni nella storia del libro. Con questa ristampa, l’editore fa rivivere il più ambizioso progetto editoriale dell’amato artista danese Kay Nielsen, uno dei più apprezzati illustratori di libri per l’infanzia di tutti i tempi. Inizialmente pubblicato nel 1914, East of the Sun and West of the Moon è una celebre antologia di fiabe che i leggendari folkloristi norvegesi Peter Christen Asbjornsen e Jorgen Engebretsen Moe hanno raccolto nel corso dei loro viaggi per la Scandinavia a metà del XIX secolo. L’edizione illustrata da Nielsen dei racconti di Asbjornsen e Moe è considerata un gioiello della letteratura per ragazzi del Ventesimo secolo, osannato dai collezionisti d’arte e di libri di tutto il mondo. Una copia originale autografata di questo libro è stata venduta all’asta nel 2008 per il prezzo più alto mai pagato per un libro illustrato di letteratura per ragazzi. Questa curatissima riproduzione presenta 10 delle fiabe originali, con un totale di 46 illustrazioni e numerosi ingrandimenti degli acquerelli originali di Nielsen, stampati in cinque colori per consentire agli straordinari dettagli di brillare di luce propria. Il volume include inoltre due saggi illustrati da decine di opere rare e inedite di Nielsen, ed esplora la storia delle fiabe norvegesi, la vita e le opere dell’artista, nonché la genesi del libro.

 


 

A est del sole, a ovest della luna è una raccolta di fiabe norvegesi (prende il nome da una di esse), illustrata dell’artista danese Kay Nielsen.

In particolare, questa edizione firmata Taschen è suddivisa in due parti: la prima parte è sostanzialmente una biografia del celebre illustratore; la seconda parte contiene la raccolta di fiabe.

Kay Nielsen

Celebre artista danese, è vissuto nell’epoca d’oro dell’illustrazione. Ha partecipato alla realizzazione di alcune opere che hanno fatto la storia, tra cui illustrazioni per la Disney. Tuttavia, la sua celebrità si è accresciuta maggiormente dopo la sua morte piuttosto che in vita, come spesso accade per gli artisti innovativi e fuori dagli schemi.

Le fiabe

La raccolta è composta da fiabe classiche, perciò i temi e la struttura sono simili in tutte. La struttura e la trama si basano sempre su protagonista e antagonista (anche multipli), una situazione iniziale, un fatto decisivo, una trasformazione o evoluzione e un epilogo.

Nella raccolta si ripresentano spesso anche alcune figure importanti: per esempio, in quasi tutte le fiabe si trovano del troll. Creature malvagie e subdole, che hanno la capacità di assumere le sembianze umane e trarre in inganno gli ignari protagonisti delle storie.

Altrettanto importanti sono alcuni elementi della natura, rappresentati come figure pensanti, con una volontà propria: l’esempio più rilevante è quello dei Venti, capaci di aiutare i protagonisti in più occasioni.

Lo stie narrativo è ovviamente molto semplice e scorrevole, adatto ad un pubblico di età varia. I periodi sono brevi ed essenziali, il lessico altrettanto semplice. Va da sé che la lettura nel suo complesso acquisisca un ritmo veloce e un andamento costante.

Come per ogni fiaba che si rispetti, la funzione di queste storie risiede nella morale: fiducia, amicizia, amore, famiglia, inganno, curiosità e rispetto, sono solo alcuni degli argomenti che stanno alla base dei messaggi veicolati in questi racconti!

Le illustrazioni

Ovviamente il punto di forza di questo libro sta nelle illustrazioni, opera di Kay Nielsen, che vede proprio in questa raccolta una delle sue opere più grandiose e complesse.

Ogni fiaba contiene numerose illustrazioni che accompagnano la trama dall’inizio alla fine. Ogni illustrazione è caratterizzata da una quantità incalcolabile di dettagli e da contrasti forti, in netta contrapposizione con i tratti semplici e la composizione delle tavole.

 

 


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Le più belle serie di fumetti sui supereroi!

Ci siamo trovati tutti con un sacco di tempo libero, vero? Beh potrebbe essere il momento di recuperare qualche serie di fumetti sui supereroi! Quali vi chiedete? Sono qui per questo: nell’articolo di oggi scopriremo qualche serie da recuperare assolutamente!

Secret Wars.

Iniziamo dalla serie di fumetti sui supereroi che preferisco in assoluto: Secret Wars. Da non confondere con Secret War, che potrebbe essere in questa lista, ma anche no. Jim Shooter ci racconta un evento catastrofico all’interno dell’universo Marvel: gli universi sono collassati uno sull’altro, al centro di ciò che rimane siede, e domina, Dr Doom in una bianca e potentissima veste completamente nuova. Ho adorato questa serie per i diversi livelli di profondità nella caratterizzazione dei personaggi e di come riesca a far relazionare i nostri eroi preferiti da mondi diversi nel modo migliore. E poi Dr. Doom è troppo forte.

Sentry (2011).

La struttura di Sentry del 2011 è molto particolare: piuttosto che raccontare gli eventi in ordine ci vengono presentati in volumi in base al personaggio con cui si relaziona Sentry, abbiamo quindi titoli come Sentry/Hulk e così via. In questa serie seguiamo l’uomo con il potere di mille Soli che esplodono mentre cerca di tenere al sicuro il mondo ma anche tenere a bada la sua doppia personalità. Il tutto per culminare in un episodio finale in cui vediamo l’odiatissimo, quanto amatissimo, The Void. Ah e c’è anche Watchdog, un corgi con i poteri di Sentry: ne vale la pena. (la copertina non è quellla della serie che ho citato è di Siege, altra serie molto bella con protagonista Sentry).

Doomsday clock.

Passiamo al lato Dc con un evento a dir poco importante: cosa potrebbe succedere se tutti i supereroi dell’universo Dc decidessero che Dr. Manhattan rappresenta una minaccia? Esattamente, un grosso problema. Tutta la serie gira attorno a flashback e scontri fra eroi, che vengono completamente obliterati, e un Dr Manhattan sempre più alienato dalla razza umana e sempre più vicino al divino. Una storia che prende i delicatissimi personaggi di Alan Moore ma li introduce con tatto in un contesto completamente supereroistico,  da leggere assolutamente.

Queste sono soltanto 3 della miriade di serie interessanti che ogni anno vengono sfornate dalle due case più grandi del mondo, se invece dovesse interessarvi qualcosa di più oscuro vi consiglio il mio articolo sui fumetti horror

 


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Fumettedì: fumetti horror!

Se anche voi, come me, siete amanti dell’horror ricco di significati, sottili messaggi e critiche, l’argomento di oggi fa per voi. Infatti oggi andremo all’esplorazione di due dei fumetti horror che più mi sono piaciuti degli ultimi anni.

The Black Monday Murders.

Un fumetto investigativo con pesanti sfumature horror, The Black Monday Murders ci rende partecipi del viaggio di un investigatore privato all’interno dei segreti e degli elementi soprannaturali che circondano i mercati finanziari. Una premessa molto semplice che però porta a risvolti estremamente vari ed inaspettati: The Black Monday Murders è uno di quei fumetti horror che non fa leva su immagini forti e violenza per catturare il lettore, si basa invece su una costante, ma persimoniosa, rivelazione dei misteri del mondo della finanza.

The Black Monday Murders è anche ricco di critiche, più o meno sottili, al sistema capitalista e all’effetto che il denaro ha sulle persone. Il lavoro di Jonathan Hickman e Tomm Coker fonde investigazione noir con horror supernaturale consegnando a tutti gli amanti di entrambi i generi un buon compromesso che si rivela essere uno dei migliori fumetti horror in circolazione. Una nota di merito va allo stile artistico scelto da Tomm Coker che rende perfettamente le atmosfere e le emozioni dei personaggi.


Regression.

Regression è un horror psicologico estremamente curato sia dal punto di vista della narrativa sia dal punto di vista artistico. Si tratta di un fumetto horror che accompagna il lettore in un viaggio all’indietro nella psiche del protagonista. Molto spesso Regression usa un mix di immagini crude e disegni onirici: l’horror si trasmette tramite il passaggio tra uno stile pulito, colorato e forti immagini di insetti che ricoprono corpi umani o simili. La narrativa di quest’opera non è da sottovalutare: il fatto che tutto giri attorno alla psiche danneggiata del protagonista fa sì che l’intreccio sembri naturale, per nulla forzato e sopratutto è sempre coinvolgente.

Alcuni potrebbero rimanere delusi dalla piega “particolare” che la trama segue verso la fine del racconto, io l’ho trovata un’aggiunta, forse un po’ banale, ma completamente in tono con il resto della narrazione. Anche se, personalmente, credo che una storia così bella sia molto difficile da chiudere senza deludere qualcuno (sto guardando te, George Martin).

Altri fumetti horror consigliati!

Altri fumetti horror che ci tengo a consigliare sono: il Neonomicon di Alan Moore, il fumetto di Silent Hill, Gideon Falls, tutti i lavori di Junji Ito e il manga Homunculus di Hideo Yamamoto. Approfondiremo questi titoli in altri articoli ma sono sicuramente letture consigliate anche se, specialmente il Neonomicon, i manga di Junji Ito e Homunculus, richiedono uno stomaco particolarmente forte per essere completati.

A venerdì prossimo!


 

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Dracula

Dracula! Ediz. illustrata Book Cover Dracula! Ediz. illustrata
Bram Stoker
Classici, Horror
Mondadori
2019
Copertina rigida
531

«Dracula», archetipo delle infinite storie di vampiri narrate dalla letteratura e dal cinema, mette in scena l'eterna lotta tra il Bene e il Male, tra la ragione e l'istinto, tra le pulsioni più inconfessabile e il perbenismo non solo vittoriano. Una storia scaturita dall'inconscio ed entrata in tutti i nostri incubi che questo volume presenta insieme ad altri testi, di Stoker o di altri autori, che rendono conto dell'eccezionale "vitalità" dei non-morti.

Dracula di Bram Stoker è IL grande classico dell’horror gotico: un romanzo epistolare che presenta una nuova versione del vampiro, diversa da quella nota nel folklore popolare fino al momento della sua pubblicazione.

Dracula

Trattandosi di un romanzo interamente epistolare, tutti i fatti che ne compongono la trama sono deducibili da ciò che viene raccontato nello scambio di lettere tra i personaggi principali.

La narrazione inizia il 3 maggio 1890, quando Jonathan Harker parte per la Transilvania e si reca dal Conte Dracula, acquirente di una tenuta a Londra, per conto del suo capo – il Signor Hawkins.

Oltre alle lettere, i fatti vengono raccontati attraverso i diari personali dei protagonisti: Jonathan annota ogni dettagli della sua permanenza presso la dimora del Conte, in modo da non dimenticare ciò che accade e non cadere nella confusione causata dagli avvenimenti strani e da orari e consuetudini particolari del Conte.

In questo modo si apprende, poco per volta, come Jonathan si trovi coinvolto nel piano diabolico del Conte di trasferirsi in Inghilterra per avere accesso illimitato a nuove fonti di nutrimento: il sangue degli inglesi.

Poco alla volta, infatti, Jonathan ha modo di intuire e poi confermare il grande segreto del Conte: è un vampiro.

Dall’altra parte dell’Europa, nel frattempo, Mina e la sua amica Lucy scrivono lettere e diari a loro volta: da questi si può capire come anche loro siano coinvolte in fatti strani e sinistri.

Proprio quando inizia a temere per la propria vita, Jonathan riesce a tornare in Inghilterra… ma questo è solo l’inizio!

Oltre la trama

Dracula è il frutto di studi approfonditi da parte del suo creatore: Stoker, infatti, si è basato su un personaggio storico realmente esistito ma ha anche articolato personaggi e ambientazione in modo che ogni dettagli rappresentasse qualcosa di specifico e assolutamente voluto.

Il Conte rappresenta lo straniero, come veniva visto dal popolo inglese dell’epoca; la sua crudeltà rappresenta ciò che l’Inghilterra ha subito dai popoli invasori.

La scelta dalle Transilvania come luogo d’origine del Male è stata particolarmente oculata: quella terra, infatti, è stata culla di popoli diversi per secoli e ha creato una fusione di religioni, credenze e culture più unica che rara. Inoltre la morfologia di questa zona geografica si adatta perfettamente al genere gotico di Stoker: una terra fredda e ostile, che viene rappresentata come praticabile soltanto da creature non umane.

Il Conte Dracula di Stoker è comunque ispirato alla figura storica del principe Vlad III di Valacchia: governatore della Valacchia – terra al confine con l’Impero Ottomano – fu investito dall’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo ed entrò a far parte dell’Ordine del Dragone: Draculea. “Drac” significa sia drago che demonio, da qui l’associazione a “figlio del demonio”.

Vlad III è passato alla storia come Vlad l’Impalatore a causa della sua propensione a punire gli avversari attraverso l’impalatura, tecnica appresa durante i suoi dieci anni di prigionia presso i turchi.

Questo personaggio già di per sé molto complicato e cruento, è stato l’ispirazione perfetta per creare il vampiro elegante e maestoso di Stoker.

Ovviamente la figura del vampiro non ha fatto la sua prima apparizione con Stoker, infatti era già largamente riportata nelle storie popolari e ripresa da altri autori prima di Stoker.

Tuttavia Stoker fornisce una nuova visione del vampiro: elegante, raffinato, subdolo e pianificatore, anziché bestia selvatica e aggressore senza scrupoli.

Sembra che Dracula sia nato da un incubo di Stoker, che poi ha studiato e approfondito nel dettagli tutto ciò che è servito per la composizione del romanzo.

Lo stile di Stoker

Con Dracula, Stoker è diventato il maestro dell’horror gotico, così come altri autori si sono contraddistinti in altre sottocategorie dell’horror: Poe con il classico, Lovecraft con il cosmico e così via.

Oltre alla trama, agli aspetti psicologici, alle metafore e ai personaggi, ciò che rende questo libro un grande classico da leggere assolutamente è lo stile dell’autore.

Si tratta di un romanzo epistolare, perciò ogni “visione” della storia è scritta e trasmessa attraverso i pensieri di personaggi diversi: ogni penna è caratterizzata in modo diverso; ogni personaggio è costruito non solo esteticamente e caratterialmente, ma anche psicologicamente e questo traspare da un diverso stile di scrittura per ogni narratore.

Il ritmo di lettura è lento: ogni dettaglio è volutamente descritto nel modo più accurato e preciso possibile. Questo, unito alla quantità di fatti e alla molteplice narrazione, inevitabilmente rende la lettura più lenta rispetto alla media. Ciò non toglie che sia un romanzo estremamente coinvolgente e appassionante.

Per quanto riguarda il lessico, invece, basta una parola: affascinate. Come ogni classico, grazie al lessico riesce a trasportare il lettore in un’atmosfera d’altri tempi e trasmettere una cura per il linguaggio che non è più così osservata al giorno d’oggi.


In conclusione: consiglio questo libro a tutti gli amanti del genere ma anche agli amanti dei classici; lo stile di Stoker è qualcosa di unico e merita di essere scoperto anche dai lettori meno avvezzi all’horror.

Dracula è il mio romanzo preferito in assoluto, l’ho letto più volte a distanza di anni  e in diverse edizioni. A questo proposito mi permetto di consigliarvi l’edizione OscarVault Mondadori: dire che è estremamente curata è poco. Non solo la copertina, non solo la costa della pagine nera, non solo le illustrazioni interne, le foto d’epoca, gli schizzi: l’insieme. Ogni dettaglio è perfetto!

 

Parliamo di Watchmen.

Esiste un fumetto che mi ha fatto capire come questo tipo di media possa essere usato per rappresentare ben più che una stereotipata lotta fra bene e male in costume: Watchmen di Alan Moore.

ATTENZIONE: cercherò di non fare troppi spoiler del fumetto perchè, secondo me, va letto e apprezzato; tuttavia è impossibile parlarne senza svelare alcuni punti fondamentali della trama, procedete a vostra discrezione!

Un po’ di contesto.

La premessa del fumetto è proprio basata sulla tipologia di fumetti che l’opera cerca e riesce ad evolvere: un team di supereroi, ormai ritirati per ordini governativi, viene minacciato da un “assassino di maschere” che, nelle prime pagine del fumetto, uccide il Comico: uno dei membri più importanti del gruppo. In seguito i membri del gruppo continuano a vivere la loro vita, alcuni più preoccupati, altri meno dalla minaccia dell’assassino di maschere.

Il fumetto in sè parla di supereroi, ma non come siamo abituati a vederli: forti, uniti e positivi al 100%. Il fumetto parla di un gruppo di persone che vogliono fare del bene, seppur deviati dalla natura umana e dalla loro avidità, fama e così via. Solo uno dei nostri eroi ha scelto di vivere una vita senza compromessi anche dopo lo stop alle azioni “eroiche” voluto dal governo: Rorschach (personaggio che sicuramente approfondiremo in un futuro articolo). Ed è proprio Rorschach che apre le danze, ricostruendo gli avvenimenti che hanno portato alla morte del Comico.

L’indagine di Rorschach lo porterà a scoprire un complotto per assassinare tutti gli ex-Watchmen: ma nulla è ciò che sembra in un fumetto di Alan Moore.

Da questo punto in poi il fumetto è un costante intreccio di flashback, intrighi e storie personali degli eroi creato in modo magistrale da Alan Moore. Per non spoilerare tutto il fumetto continuerò a parlarne senza riassumerlo.

Che cos’è un eroe?

Watchmen sembra presentare, dall’inizio alla fine, una domanda: come si può definire un eroe? La risposta sembra arrivare alla fine del racconto, con un finale devastante per il lettore, ma in realtà viene svelata nelle prime pagine dell’opera da un personaggio in particolare. Alan Moore si è divertito a destrutturare il concetto comune di eroe tramite critiche mirate alla figura del soldato, dello scienziato e, ovviamente, alla figura del supereroe dei fumetti. Il punto del fumetto è che gli eroi esistono ma molto spesso è una questione di punti di vista e contesto: una vita o milioni?

Il contrasto tra ciò che potrebbe essere ognuno degli eroi e ciò che effettivamente è viene ulteriormente sottolineato da Dr. Manhattan, il quale pur essendo onnipotente non riesce ad essere un buon compagno per Silk Ghost, la sua compagna. In più anche gli altri personaggi presentano gravi conflitti, familiari o personali: nessuno degli “eroi” presenti nel fumetto rispetta il canone del cavaliere in armatura splendente senza macchia e senza colpa.

L’eroe di Alan Moore non è colui che combatte il male, perchè il male è spesso una questione di punti di vista; l’eroe di Alan Moore è colui che sceglie una morale e la segue, senza compromessi. 

Cosa rende speciale Watchmen.

Watchmen è un titolo che pone domande, non è una lettura semplice, anche se potrebbe sembrarlo. Sta al lettore cercare di trovare le risposte, e crearsi un suo punto di vista sull’intera questione. E sono proprio le domande, sia sui personaggi, che sull’intreccio a portare avanti una storia intrigante e coinvolgente.

Per chi ha già letto titoli come Old man Logan, Sin city e the killing joke il genio di Alan Moore potrebbe sembrare una cosa già vista: ma ci sono fondamentali differenze fra i titoli citati e Watchmen. In titoli come Old man Logan sappiamo benissimo che stiamo leggendo un fumetto di supereroi e che il nostro eroe è il Wolverine che abbiamo sempre conosciuto, messo in difficoltà dal tempo e dal contesto in cui si trova, ma pur sempre Wolverine.

In Watchmen invece, grazie anche alla creazione di personaggi completamente nuovi, Alan Moore non ci dà nessun punto di riferimento: fin dall’inizio non sappiamo a cosa aggrapparci, stiamo leggendo un fumetto di supereroi in cui nulla è super e gli eroi sono difficili da trovare. Eppure il conflitto che si sviluppa nel lettore lo fa empatizzare ancora di più con dei personaggi che alla fine dei conti sono umani, che provano a fare del loro meglio.

Per tornare a ciò che ho detto all’inizio: Alan Moore ha preso in giro un’intera industria vendendo per storia di supereroi quello che in realtà è un racconto della vita travagliata di persone , più o meno comuni, che provano a fare del bene; così facendo ha dimostrato all’industria dei fumetti che alla gente piace leggere qualcosa che non sia per forza super testosteronico e super semplice.

Per parlare di Watchmen non basterebbero mille pagine, ma credo che quello che ho detto sia sufficiente a far incuriosire qualcuno. In futuro arriveranno sicuramente articoli più approfonditi sui singoli personaggi che compongono quest’opera stupenda.

Esiste anche il film di Watchmen: una dei pochi adattamenti cinematografici di un fumetto venuti bene.

A venerdì prossimo!


 

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Guida all’esplorazione della fumetteria.

Quello dei fumetti è un mondo vasto che può risultare dispersivo al non addetto ai lavori: Marvel, DC, saghe, personaggi, eventi canonici e non… Insomma, da dove inizio a leggere? Nell’articolo di oggi cercherò di fare un po’ di chiarezza sulla faccenda, dando anche qualche consiglio ai neofiti.

Mi ritrovai per una selva oscura, che la diritta via era smarrita.

La mia esperienza nel mondo dei fumetti è iniziata in tenera età, quando non avevo ancora accesso a tutte le informazioni che ho oggi, per questo motivo la mia immersione nel genere è stata progressiva e “poco traumatica”… Tranne per quel preciso fumetto, ma ne parleremo un’altra volta. Ma veniamo al punto: da dove inizia un novizio a leggere fumetti? Il mio consiglio è quello di perdersi e provare un po’ di tutto, per poi scegliere quello che più piace e tuffarcisi a capofitto.

Comprendo però che spendere soldi per un fumetto, che poi magari non piace nemmeno , alla cieca può non essere la scelta migliore. Che fare dunque? Un’ottima idea potrebbe essere quella di seguire determinati generi o autori, personaggi o saghe e poi cercare cose simili.

Prendiamo per esempio la Marvel: uno dei colossi del fumetto, al momento offre una scelta di eroi, saghe e universi sconfinata. Io, personalmente non sono mai stato un appassionato di Hulk, ma ho sempre avuto un particolare interesse per le serie di Dr. Strange. I personaggi sono tutti e due della stessa “categoria” di fumetti (i supereroi) e della stessa casa editrice, ma sono completamente diversi. Lo stesso esempio si potrebbe applicare alla DC (Batman è un personaggio interessantissimo, mentre Superman lo trovo noioso) e così via. Il punto è questo: se avessi letto per primo un fumetto di Superman, non mi sarei mai appassionato ai supereroi, ma fortunatamente esiste Batman, che mi ha fatto incuriosire.

 

Parlando di altri generi, meno conosciuti ma comunque molto presenti, esistono fumetti horror, romantici, fantasy, fantascientifici e chi più ne ha più ne metta. A volte basta una semplice ricerca su Google per scoprire un mondo. Per esempio posso consigliare agli amanti dell’horror illustrato la sezione “horror” dello shop online della Image Comics, dove possono trovare perle di horror psicologico come “Regression”, oppure thriller inquietanti come “The Black Monday Murders” e molte altre fantastiche letture.

 

La ricerca “del fumetto da cui iniziare” è ardua: io consiglierei di partire da qualcosa di semplice come la Marvel o la DC comics, magari incuriositi dai carnevaloni portati al cinema ultimamente dalle due case (i fumetti sono meglio ve lo assicuro). Oppure potrei consigliare di partire da generi cinematografici d’interesse, generi videoludici e così via…

Se invece ad attirarvi verso i fumetti sono le loro qualità artistiche per orientarvi vi basta scegliere il vostro disegnatore o inchiostratore preferito e seguire le sue pubblicazioni, magari prestando attenzione ad altre iterazioni dello stesso personaggio o tema da parte di altri artisti. Anche in questo caso, non fermatevi alla Marvel e alla DC: ci sono centinaia di bravissimi artisti che lavorano per case minori.

Ma quindi vado a caso?

Fondamentalmente: sì. Informarsi prima di acquistare è sempre una buona idea, ma come per le canzoni, i fumetti migliori sono sempre quelli scoperti per caso. A parte per i grandi cla

ssici, che approfondiremo in futuri articoli della rubrica, che sono famosi e ben conosciuti gli altri comics subiscono il triste destino di venire dimenticati e sepolti da altre pubblicazioni costantemente. I miei acquisti migliori sono sempre stati quelli spontanei e quasi casuali in fumetteria: scegliendo per la copertina, l’autore, il personaggio, il genere o qualsiasi cosa che mi abbia colpito.

Se spendere da 3 a 15 euro per un fumetto vi sembra troppo, specialmente alla cieca, vi consiglio di farvi un giro nei mercantini dell’usato della vostra zona, lì potrete sicuramente trovare qualche affarone!

L’importante è esplorare il mondo dei fumetti: che ,vi assicuro, è sconfinato.

Nei prossimi articoli mi assicurerò di approfondire i generi di cui ho conoscenza maggiore e dare dei consigli più specifici a chi già sa orientarsi nel mondo dei fumetti e vorrebbe trovare le perle nascoste in fondo agli scaffali delle fumetterie.

A venerdì prossimo!

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Fumetti: introduzione alla nuova rubrica!

Sì: da oggi As.tratto avrà una rubrica dedicata ai fumetti. Tutti i venerdì scriveremo un articolo sul mondo del fumetto, gli argomenti saranno vari, dai disegni al significato delle storie; dai classici alle nuove uscite.

Fumetti: troppo spesso maltrattati.

 

Uno dei motivi che ci ha spinti a creare una rubrica dedicata all’analisi dei fumetti è quello di sdoganare l’idea generale secondo la quale tutti i fumetti sono creazioni poco interessanti, o comunque dedicate ad un pubblico molto giovane. Come scopriremo insieme, parlando di autori come Alan Moore, Frank Miller ecc ecc… I fumetti sono molto più che una semplice  storia con dei bei colori. I fumetti a volte sono sottili critiche ad aspetti della società, viaggi introspettivi nelle motivazioni dei personaggi mentre altre volte rappresentano soltanto un buon modo per staccare il cervello dalla realtà.

Di cosa parleremo?

Come accennato in precedenza, teniamo moltissimo all’importanza artistica e creativa dei fumetti ma ci teniamo anche ad analizzare il modo in cui sono stati scritti, le scelte stilistiche e così via… Insomma, non propriamente una recensione ma comunque un ottimo modo per informarsi prima di acquistare un fumetto o una collana di fumetti. Ci

saranno anche degli speciali dedicati a disegnatori, scrittori o altri artisti che hanno contribuito particolarmente al genere e così via.


 

Riguardo la mia passione per i comics.

 

 

Quasi mi scordavo di scrivere un’altra novità molto importante: la rubrica sarà interamente gestita dal fratello nerd di Alice, me!
La mia passione per i comics inizia molto presto nella mia vita: c’era qualcosa di magico nel ricevere la mancetta a fine settimana e spenderla in un Dylan dog o uno Zagor. Con il tempo, e le ore di lettura, i miei gusti sono cambiati, naufragando sempre di più nel mare della Marvel comics, della DC comics e di tutte quelle case minori come la Image, la Star Comics Presents ecc ecc… Ad oggi la mia collezione di fumetti è abbastanza vasta, spero che lo sia anche la mia conoscenza in materia!

 

 

 

A venerdì prossimo!

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Il vecchio e il mare, graphic novel

Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway Book Cover Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway
Thierry Murat
Comics & Graphic Novels
Oscar Ink
2018
125

Cuba, anni ’50. Dopo tre mesi in cui non è riuscito a prendere nulla, Santiago riprende il mare per dare la caccia a un enorme pesce spada. La disperata, epica lotta tra l’anziano pescatore e l’animale, e poi contro gli squali che pezzo a pezzo gli divorano la preda, rivive in una serie di tavole evocative, dal tratto essenziale, duro e suggestivo come la natura del Caraibi e la scrittura di Hemingway.

La graphic novel Il vecchio e il mare è liberamente ispirata al celebre romanzo di Ernest Hemingway, di cui ho pubblicato la recensione qualche tempo fa.

Il vecchio e il mare, graphic novel

La trama, ovviamente, rimane invariata rispetto al romanzo originale. La quantità di testo è notevolmente ridotta, quasi al minimo, riportando unicamente alcuni stralci di dialogo e i passaggi fondamentali della trama.

L’intero racconto avviene dunque attraverso le immagini. Le illustrazioni sono tutte molto pulite e basiche: l’autore usa una palette limitata di quattro colori base (e le loro gradazioni) come tinte piatte, senza sfumature; i tratti neri sono marcati e netti, le ombre decise e il contrasto molto alto.

Questo aumenta notevolmente l’impatto visivo e fa in modo che il lettore si concentri sulla storia. Anche l’impaginazione aiuta molto in questo senso: schematica e ordinata, al contrario di molte graphic novel, si amalgama perfettamente con lo stile e l’impostazione di tutto il libro, dando un effetto finale perfetto.

Un capolavoro, sempre

Chi segue il blog o la pagina Instagram sa quanto io stimi Hemingway e quanto apprezzi i suoi scritti: Il vecchio e il mare è uno dei romanzi più belli che abbia mai letto, soprattutto grazie allo stile narrativo dell’autore.

Tuttavia, questo romanzo deve la sua grandezza anche al messaggio che contiene e al modo in cui è veicolato tramite i personaggi: questo non cambia se il viene rappresentato in prosa o in tavole!

Questo, unito ad una rappresentazione grafica ad hoc, origina una graphic novel veramente bella e piacevole.

In conclusione:

Consiglio questo libro a tutti gli amanti delle graphic novel perché merita davvero di essere letta e osservata per le sue caratteristiche grafiche, ma anche agli amanti di Hemingway, perché è una degna rappresentazione del suo più celebre romanzo.


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