La spada del destino – The witcher 2

La spada del destino. The Witcher Book Cover La spada del destino. The Witcher
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
2019
438

Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può sopraffare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un'orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio... Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l'unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore...

La spada del destino è il secondo volume della saga di Geralt di Rivia, in ordine cronologico di narrazione ma il primo di ordine di pubblicazione.

La spada del destino – The Witcher 2

In questo secondo volume continuano le avventure dello strigo Geralt, della maga Yennefer, del fedele compagno di viaggio Ranuncolo e della giovane Ciri.

Il volume è composto da sei racconti, può quindi essere definito come una raccolta di racconti. Benchè, appunto, siano racconti separati, sono comunque legati da un ordine cronologico di fondo: durante la lettura capita di fare salti temporali ma sempre piuttosto ravvicinati e mantenendo l’ordine in cui si svolgono gli eventi.

I sei racconti sono:
Il limite del possibile
Una scheggia di ghiaccio
Il fuoco eterno
Un piccolo sacrificio
La spada del destino
Qualcosa di più

Nel loro insieme portano all’evolversi della storia e del ruolo di Geralt e Yennefer, ad alcune rivelazioni sulla misteriosa Ciri e, in qualche modo, all’avvicinamento dello stirgo con il “premio” della legge della sorpresa a cui è vincolato.

Al di là dei risvolti della trama, che vanno giudicati in base al gusto personale di ogni lettore, ci sono alcuni elementi su cui vale la pena soffermarsi, come anticipato nel primo volume:

  • la struttura della trama: benché strutturata in racconti, mantiene un filo conduttore saldo e ben celato tra le scene, tant’è che il lettore viene magnetizzato dalla lettura dall’inizio alla fine;
  • i personaggi: oltre a quanto detto già nel primo volume riguardo alla caratterizzazione di ognuno, va aggiunto un appunto sulla dualità dei protagonisti. Geralt: uomo e strigo. Yennefer: maga e donna. Ciri: bambina e creatura dai poteri inestimabili. Ognuno dei protagonisti si trova a lottare con la propria natura, ma allo stesso tempo a difenderla; si trova ad odiarla e ad amarla, perché grazie ad essa può fare cose che altri non possono fare, decidere di salvare il possibile, cambiare il mondo in qualche modo.
  • gli elementi mitologici e storici riportati nei racconti. La trama, come per ogni fantasy, riprende la Storia, che si ripete inesorabilmente tra guerre e rinascite. Inoltre sono presenti riferimenti alla mitologia e alla religione nordiche: per esempio, un’intera scena che vede protagonisti Geralt e Yennefer fa riferimento alla festa di Belleteyn – o Beltane, una delle principali ricorrenze nella tradizione celtica.Belleteyn! Si divertono. Festeggiano il ciclo secolare della natura che rinasce. E noi? Che ci facciamo qui? Noi, due relitti condannati all’estinzione, allo sterminio e all’oblio? La natura rinasce, il ciclo si ripete. Ma noi no, Geralt. Noi non possiamo ripeterci. Siamo stati privati di questa possibilità. Ci è stata data la facoltà di fare cose straordinarie con la natura, a volte perfino contrarie a essa. E al tempo stesso ci è stato tolto ciò che in natura c’è di più semplice e naturale. Che importa che viviamo più di loro? Al nostro inverno non seguirà una primavera, non rinasceremo. Ma sia tu sia io siamo attratti da questi fuochi, sebbene la nostra presenza a questa festa sia una beffa malevola ed empia. (Yennefer)

Per quanto riguarda lo stile e il ritmo di lettura, non si può che confermare quanto detto per il primo volume: estremamente scorrevole, scritto in modo impeccabile, piacevole e coinvolgente. Mantiene, come nel primo volume, alcuni tratti caratteristici della fiaba tradizionale, della leggenda e del racconto popolare.

Appunti personali

Finora ho analizzato il libro in modo oggettivo, ma vorrei aggiungere alcune considerazioni personali. Ho letto opinioni contrastanti su questa saga, soprattutto per quanto riguarda lo stile. Ho letto che alcuni lettori lo ritengono adolescenziale e troppo semplice. Personalmente credo che la “semplicità” apparente e lo stile non eccessivamente arricchito ed elaborato siano una scelta ben calcolata. In questa saga sono presenti moltissimi personaggi, luoghi, creature di ogni sorta ed eventi da ricordare: sovraccaricare il testo con uno stile eccessivamente elaborato avrebbe reso il testo difficile da seguire e ricordare; questo tipo di stile narrativo, invece, rende il testo molto scorrevole e magnetico, tant’è che il lettore viene assorbito completamente e riesce a seguire la lettura senza difficoltà.

Si tratta di un libro di più di 400 pagine che può essere letto in pochi giorni: credo che questo sia sinonimo di maestria nello scrivere, non di scarsità nello stile. Sicuramente non è una saga rivolta a ragazzini, ma ad un pubblico adulto o comunque ad adolescenti che siano lettori incalliti di ogni genere.

L’illusione della fenice

L'illusione della fenice Book Cover L'illusione della fenice
Demetrio Verbaro
Romanzo
2018
257

Il romanzo è diviso in tre storie che si svolgono in luoghi geografici diversi e in momenti storici differenti. Tre vicende che narrano di amore, sofferenza, vita, speranza, cadute e rinascite. I protagonisti sono legati da qualche filo visibile e da molti invisibili, come i personaggi di uno spettacolo di marionette fatte muovere da un abile burattinaio. Ma cosa possono avere in comune Sara, una contadina sedicenne rimasta suo malgrado incinta, che vive nel periodo del dopoguerra a Mosorrofa, un piccolo paese della Calabria, aggrappato all’Aspromonte, con Amy, un’attrice che lavora nel mondo del porno nella Los Angeles degli anni 90, con Sadie, una neolaureata con il massimo dei voti alla facoltà d’ingegneria del Politecnico di Zurigo nel 2034?

L’illusione della fenice è un romanzo suddiviso in tre parti. Ognuna di esse ha una protagonista diversa, è ambientata in un’epoca e in un’area geografica differente.

L’illusione della fenice

La prima storia parla di Sara, una ragazza sedicenne che vive in un paesino in provincia di Reggio Calabria, nel primo dopoguerra. Sara è la figlia di un carbonaio alcolizzato, che maltratta lei e sua madre; si innamora di un ragazzo e decide che il suo futuro sarà con lui. Rimane incinta ma, dopo aver partorito viene cacciata di casa dal padre, che si prende la nipotina per sfruttarla come aveva fatto in precedenza con la figlia. Questo è solo l’inizio della tormentata vita di Sara, che porta ad un epilogo tanto dolce quanto amaro. Infine, si scopre cosa succede nel futuro della piccola Mary.

La seconda storia parla di un’altra ragazza: Amy. Vive in California, è un’attrice porno. Frequenta Thomas, personaggio attraverso il quale viene vista questo secondo racconto. Thomas prova un’attrazione indescrivibile per Amy e decide di stare con lei nonostante il suo mestiere. Anche per Amy l’epilogo non è dei più rosei ma ha una funzione: un collegamento con il precedente racconto e un messaggio per il lettore.

Infine, la terza storia: Sadie, vive a Zurigo, è ingegnere e la sua storia viene raccontata a partire dal 2034. Anche in questo caso la protagonista è una donna, diversa dalle precedenti e, anche in questo caso, luoghi e nomi si ripetono, come fili conduttori tra un racconto e l’altro.

Oltre la trama

L’intenzione dell’autore in questo libro è quella di creare una sorta di circolo, di ripetizione, tra luoghi e persone. Il titolo, L’illusione della fenice, ha proprio questo significato.

Lo stile è semplice e scorrevole. I racconti sono narrati in terza persona ma viene comunque fornito un punto di vista predominante. Il ritmo di lettura è veloce, grazie allo stile dell’autore e alla suddivisione in tre sezioni.

Ciò che fa perdere qualche punto a questo libro è l’insieme. Gli argomenti trattati sono molti, seppur tutti contestualizzati in esperienze di vita ordinaria: per esempio, il dolore del parto e l’abbandono vissuti da una donna e la sfera sessuale vissuta da un uomo. Questi due esempi sono sufficienti per rendere l’idea: riuscire ad esternare sensazioni tanto diverse, vissute da un uomo e da una donna oltretutto, non è semplice; di conseguenza, non è semplice creare empatia tra il lettore e i personaggi.

Inoltre, nei tre racconti cambia anche il lessico: nel primo prevalgono vocaboli che creano una predominanza di sentimento e “racconto appassionato”, mentre nel secondo il linguaggio è più scurrile, colloquiale, diretto. Questo sarebbe più indicato, a mio avviso, per una raccolta di racconti auto-conclusivi e non collegati tra loro.

In conclusione:

Personalmente, credo che l’idea alla base del libro sia buona ma sia semplicemente da curare un po’ di più. E, se posso aggiungere una nota personale, credo che anche l’estetica voglia la sua parte (sarà deformazione professionale!). Lo consiglio comunque ai lettori appassionati di letteratura contemporanea e come lettura leggera! 🙂


Recensioni INDICE

Ma tu sei felice?

Ma tu sei felice? Book Cover Ma tu sei felice?
Federico Baccomo
Fiction
Solferino
2019
Copertina rigida

Tutto comincia con una domanda: Ma tu sei felice? È l'inizio di un dialogo all'apparenza ordinario, quello tra Vincenzo e Saverio, due amici seduti al tavolino di un bar per il classico aperitivo. Vincenzo ha un problema che riguarda suo figlio: un incidente con un compagno di classe, una maestra indelicata, un colloquio imbarazzante. Saverio ha un dilemma più immediato: la sua dieta iperproteica funzionerà davvero? Entrambi sono presi dall'epica di una quotidianità le cui tappe obbligate prevedono di prendersi cura della famiglia, sopravvivere al lavoro, arrivare a fine mese, oltre naturalmente a mentire, tradire, imbrogliare. Vincenzo e Saverio, insomma, sono tutti noi. Nel botta e risposta trascinante che questo romanzo mette in scena, ci appassioniamo ai colpi di teatro delle loro vite, e nelle loro vicissitudini di umanissimi antieroi riconosciamo le nostre. Ma le cose, nella letteratura come nella realtà, non sono mai come sembrano. Federico Baccomo si diverte a ribaltare i luoghi comuni e a giocare con le nostre aspettative di lettori, in un romanzo diverso da ogni altro. Un dialogo perturbante, comico, insensato, commovente: come la vita. Una moderna, irresistibile commedia dell'assurdo.

Ma tu sei felice? Una domanda semplice, quasi banale, ma che può generare una serie infinita di pensieri e riflessioni.

MA TU SEI FELICE?

Prima pagina:

Seduti al tavolino all’aperto di un bar, due uomini parlano.

Questo è tutto ciò che viene detto sull’ambientazione del romanzo: un bar qualunque, due amici qualunque. Sui due protagonisti, però, si ha modo si scoprire di più andando avanti con la lettura.

Sono Saverio e Vincenzo, i due amici protagonisti del dialogo che compone il romanzo: si, perché l’intero romanzo è un dialogo, botta e risposta. Una discussione che tocca svariati argomenti della vita di entrambi i protagonisti e che, di conseguenza, assume “importanza” diversa a seconda dello stralcio che si considera.

I due uomini parlano della rispettiva vita sentimentale e coniugale, di figli, di eventi passati e momenti di quotidianità di ognuno, di fatti e “dilemmi” apparentemente insensati. Come detto poco fa, si tratta di due persone qualunque ed è proprio questo, unito alla varietà di argomenti menzionati, a dare un senso al testo: attimi di vita analizzati e derisi o rimpianti, per poi arrivare alla domanda decisiva, “Ma tu sei felice?”.

Non ci sono pause, suddivisioni in capitoli, scene di contorno al dialogo. Ci sono solo battute consecutive. L’unico fattore che riesce a dare una parvenza di suddivisione è il cambiamento di emozione derivante da ciò che viene detto: per esempio il passaggio da dialogo comico e irriverente a triste e nostalgico.

Questo libro viene definito una “commedia dell’assurdo” e in effetti di assurdo c’è molto: i temi trattati, ma soprattutto il modo in cui vengono trattati; il fatto che in un solo, unico dialogo vengano portate a galla così tante cose diverse tra loro.

Il fatto che sia un unico flusso ininterrotto di battute è sicuramente voluto, per dare maggior peso al senso del romanzo: la vita è un flusso continuo di cose che hanno senso oppure no, di attimi, di battute e di risposte.
Tuttavia, visto dalla parte del lettore, questo flusso può creare perplessità: ha senso se letto tutto d’un fiato ed è difficile interrompere la lettura proprio perché non ci sono occasioni di pausa.

Ma tu sei felice? è un romanzo dal ritmo molto veloce, è scorrevole e il lessico è colloquiale, perciò lo si può leggere davvero molto velocemente. Ciò nonostante, la mancanza di interruzioni può creare un po’ di scompiglio, pur sapendo che il flusso continuo è assolutamente voluto e necessario alla resa finale.

In conclusione:

Consiglio questo libro a lettori “esploratori”, e a chiunque voglia provare un genere diverso e uno stile narrativo alternativo.


Ringrazio: Bookrepublic.it e Solferino


Recensioni: INDICE

 

Radici d’inverno

Gloria
Gloria
Venus Marion
Novella
Self-published
2020
80

❄ IL MEDIOEVO COME LO AVETE GIA' LETTO... solo in GLORIA! ❄Prima novella sequel spin-off della saga di GLORIA. Di ritorno dall'avventura nella città di Damietta, Goliath Damian di Rochester si ritrova a dover fare i conti con un futuro nebbioso e un passato che credeva sepolto. Nella terra, vecchie radici faranno sbocciare nuovi fiori.❄ Dopo l'epilogo di GLORIA, una novella spin-off dedicata ad uno dei personaggi più controversi della contea di Nottingham. ⚠ ATTENZIONE: alto rischio di contenuti estremamente estrogeni - non adatto a giovani lettori.Cover Art by © Alice Sogno

Radici d’inverno è uno spin-off di Gloria, dedicato ad uno dei protagonisti – Goliath di Rochester.

Radici d’inverno

Ambientato dopo la trilogia di Gloria (raccolta in un volume unico, acquistabile su Amazon), questa novella fa chiarezza sulle radici di un personaggio controverso come quello di Goliath.
Goliath viene presentato in Gloria come promesso sposo di Cybele e, dopo svariati tentativi, ripensamenti, vittorie e sconfitte, si ritrova a dover ammettere di essersi realmente innamorato di Cybele ma di non poterla avere. Inoltre, Goliath svolge un ruolo importante nelle vicende politiche che coinvolgono Nottingham e non solo.

In questo scenario Goliath raccoglie pareri opposti tra i lettori: c’è chi lo ama e chi lo odia, ovviamente, per ciò che si legge dalla sua comparsa sulla scena.
Ciò che non si scopre, leggendo Gloria, è il passato di Goliath: del periodo precedente al suo arrivo a Nottingham, infatti, si ha modo di scoprire soltanto del suo cattivo rapporto col padre e con la sua famiglia in generale, si sa che la sua intenzione è quella di distinguersi dai familiari, nient’altro.

Ed ecco che Radici d’invero fa chiarezza su tutto ciò: Goliath è figlio di Sir William di Rocherster, ha cinque sorellastre e una madre che non ha mai conosciuto e ha sempre creduto morta.

Radici d’inverno si apre con il matrimonio di Goliath e Kelsey: un matrimonio voluto o no? Cosa prova veramente Kelsey? Servirà un matrimonio a rimettere insieme i pezzi in cui si è frantumato il povero Goliath dopo l’epilogo di Gloria? Queste sono le domande con cui si apre la novella.

Un marito. Un padre. Un figlio. Un amante. Niente. Non sono niente. Ma posso imparare. Insegnami, e sarò cera nelle tue mani […].

Ma non è finita qui: non dimentichiamo che, in Radici d’Inverno, Goliath deve scoprire quali siano le sue radici e se sia disposto ad “essere radice” a sua volta, per qualcun altro.

[…] Sarò radice. Lo sarò insieme a te. Radici intrecciate, solide; sepolte, ma vive. Vive anche in pieno inverno.

Oltre la trama

Tutto ciò che c’è da sapere sull’autrice, sullo stile e sul ritmo di narrazione, lo trovate nella recensione di Gloria. Quello che si può aggiungere – o meglio, ribadire – dopo aver letto queste ulteriori 80 pagine di approfondimento, è una nota sulla costruzione e caratterizzazione dei personaggi: un grandissimo lavoro!

Di nuovo, nulla è lasciato al caso: ogni dettaglio psicologico e caratteriale è assolutamente studiato, voluto e reso alla perfezione. E, ovviamente, leggendo una novella interamente dedicata ad un personaggio, non si può fare altro che ammirare ulteriormente questa capacità.

Seconda lode per la scelta di ogni singola parola: una scrittura sempre più vivida e percepibile.

In conclusione

Leggete Gloria e poi leggete Radici d’inverno. E, mi raccomando, spargete la voce <3 (anche sulle copertine, se vi va :P)


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Latte e sangue

Latte e sangue Book Cover Latte e sangue
Carlo Silini
Romanzo
Gabriele Capelli Editore
2019
Copertina flessibile
480

“Un romanzo carico di tensione, una storia sensuale e violenta ambientata tra il Ceresio e il lago di Como.” Secolo brumoso e sanguinario, il Seicento, nelle terre tra la il Ducato di Milano e i baliaggi svizzeri a sud delle Alpi. Maddalena de Buziis è l’ultima sopravvissuta di un’atroce vicenda di rapimenti, stupri ed uccisioni commessi da un oscuro personaggio dedito alle arti negromantiche fuggito da Vimercate verso le terre elvetiche: il Mago di Cantone. Vicenda narrata nel precedente romanzo, “Il ladro di ragazze”. Maddalena vive in un villaggio discosto della Brianza e si occupa dei nonni acquisiti. Li cura con “erbe e sguardi” perché conosce i segreti delle piante. Inquieta, cerca amore e, soprattutto, la verità su se stessa. Mentre cerca di riprendersi dalla sconvolgente disavventura vissuta nelle terre svizzere, qualcuno si mette sulle sue tracce per scovarla a tutti i costi. È un sicario della più feroce banda criminale del confine italo-svizzero. Il mandante è un enigmatico religioso, l’Uomo dei Trii Böcc, che elabora trame inquietanti in uno spartano riparo sul Monte Generoso.

PremessaLatte e sangue è il secondo volume della saga di Carlo Silini (non ho letto il primo volume perché non conoscevo la saga e questo libro mi è stato inviato da Il Taccuino – Ufficio Stampa).

Latte e sangue

Ambientato nel ‘600, Latte e sangue racconta la seconda parte della storia di Maddalena de Buziis, scampata (nel primo libro) ad una serie di stupri e uccisioni ad opera del Mago di Cantone. Il Mago è un uomo estremamente crudele e sanguinario che ha massacrato, violentato e ucciso diverse ragazzine nell’attuale territorio lombardo e svizzero.

Da un paio d’anni si era trasferita da loro in una cascina a mezz’ora di cammino dal paese, in una zona isolata al limitare del bosco, dove poteva raccogliere gli ingredienti per le proprie medicine, lontano dal cicaleggio e dai sospetti dei comuni cristiani che poi, però, venivano a cercarla quando il corpo doleva e la imploravano di dar fondo alle sue arti – non importa se stregonesche o no.

Una volta lasciatasi alle spalle la terribile vicenda, Maddalena si stabilisce in un villaggio della Brianza e vive con i “nonni acquisiti”, fino a quando l’incubo del passato non torna a cercarla. A questo punto Maddalena lascia i nonni e si mette in viaggio tra desiderio di fuggire e di scoprire la verità.

Non era nel bosco. Lei era bosco.

Maddalena presto viene accusata di stregoneria: è una donna sola, una donna che ha visto e sentito cose che potrebbero compromettere noti personaggi della Chiesa e non solo.

Era una strega buona, capace di creare magie dal nulla, da tutto quello che gli altri consideravano niente.

L’intera trama si snoda tra incontri, fughe, intrighi e nascondigli di fortuna. Maddalena incontra alcune persone che la aiutano e tante di più che la temono che vorrebbero vederla bruciare su un rogo. Tuttavia, riesce in qualche modo a salvarsi fino al momento della resa dei conti – momento in cui anche il titolo del romanzo assume il suo pieno significato.

Oltre la trama

Latte e sangue è un romanzo storico molto curato e accurato: le donne dell’epoca erano palesemente considerate inferiori o maligne e, nel migliore dei casi, erano semplicemente subordinate ad un uomo e soggette al suo volere indiscusso. Spesso venivano accusate di stregoneria. I motivi più assimilabili ad una vera causa erano quelli religiosi, ma molto più spesso venivano accusate per coprire o mascherare eventi atroci e intrighi di uomini di potere o noti e “rispettabili”.

Questo è il caso di Maddalena, una strega buona. Una donna dalle molte conoscenze riguardo erbe e cure naturali: questa era la stregoneria, un sapere che faceva paura.

Gli antagonisti sono principalmente due: l’aguzzino (con i vari scagnozzi che manda a svolgere il lavoro sporco) e la Chiesa, ovviamente solo nella sua parte sporca e corrotta, non “tutta la Chiesa”.

Ci sono poi personaggi secondari che entrano ed escono dalla trama e dalla vita di Maddalena: Giacomo e la Rina, Giacinta – una ragazza che viene scambiata per la protagonista, Don Tommaso e i vari ecclesiastici che in un modo o nell’altro prendono parte alla vicenda e così via.

Ogni personaggio è caratterizzato nel minimo dettaglio: viene descritto maggiormente dal punto di vista psicologico e ideologico, solo marginalmente dal punto di vista fisico. Questo aiuta molto ad avere un’idea complessiva della società e della mentalità seicentesca, secondo i punti di vista più rilevanti e diffusi per l’epoca.

L’atmosfera e l’ambientazione sono perfettamente unite tra loro: ciò che si percepisce è un ambiente cupo e oppressivo, fatto di bugie e intrighi, di sospetti e accuse, di paura. Un mondo in cui una donna sola e capace non può fare altro che essere condannata come strega, dopo essere stata devastata in tutti gli altri modi possibili. Un mondo in cui un uomo (di Chiesa o no) può uccidere e violentare ma una donna non può aver perso la verginità, nemmeno in caso di stupro, perché equivarrebbe ad un’ammissione di aver ceduto a Satana.

Il ritmo di lettura è medio: si tratta di un romanzo storico che racconta di zone raramente citate in letteratura e che approfondisce ogni aspetto della società e dei personaggi in modo da rendere la narrazione percettibile, perciò non può avere un ritmo veloce ed è giusto che sia così.

Sullo stile si può dire solo una cosa: impeccabile. Moderno ma “adattato” all’epoca e ai fatti di cui il romanzo tratta. Lessico curato e ricercato e, anzi, a questo punto merita soffermarsi su alcune curiosità.

  • “La Rina”: ogni nome, o quasi, è preceduto da un articolo. Perché così vuole la tradizione, soprattutto al Nord Italia, soprattutto nelle zone in cui è ambientato il romanzo!
  • la Besta, il Sacco, Caligola: un soprannome per ogni personaggio, o quasi. Perché, anche in questo caso, così vuole la tradizione, soprattutto al Nord Italia, soprattutto nelle zone in cui è ambientato il romanzo. Un’abitudine molto in voga soprattutto nei paesi e nei villaggi e che, ahimè, si sta perdendo.

In conclusione:

Consiglio questo libro a tutti gli amanti del romanzo storico o del periodo in cui è ambientato il racconto. Ma soprattutto consiglio Latte e sangue perché non “forza” i personaggi: le streghe sono quello che sono, la Chiesa è quello che è, la società lo stesso. Nessun eccesso, nessun evento “magico”, nessun tentativo di distorcere la Storia o le figure che l’hanno scritta.

Infine, lo consiglio perché è un romanzo “del popolo paesano” e credo che sia molto più verosimile ed espressivo rispetto a molti romanzi che narrano di Dame e Signori. Buona lettura e grazie a Il Taccuino per avermi fatto scoprire questo romanzo!

Ah, ricordate:

L’importante è ballare […]. La musica la suona la vita, non la decidi tu. Tu puoi solo avanzare a passo di danza verso l’ignoto. Con leggerezza, con attenzione, con precione.


Recensioni: INDICE

Un saggio a tema che vi consiglio: I ROGHI DELLE STREGHE

Dracula

Dracula! Ediz. illustrata Book Cover Dracula! Ediz. illustrata
Bram Stoker
Classici, Horror
Mondadori
2019
Copertina rigida
531

«Dracula», archetipo delle infinite storie di vampiri narrate dalla letteratura e dal cinema, mette in scena l'eterna lotta tra il Bene e il Male, tra la ragione e l'istinto, tra le pulsioni più inconfessabile e il perbenismo non solo vittoriano. Una storia scaturita dall'inconscio ed entrata in tutti i nostri incubi che questo volume presenta insieme ad altri testi, di Stoker o di altri autori, che rendono conto dell'eccezionale "vitalità" dei non-morti.

Dracula di Bram Stoker è IL grande classico dell’horror gotico: un romanzo epistolare che presenta una nuova versione del vampiro, diversa da quella nota nel folklore popolare fino al momento della sua pubblicazione.

Dracula

Trattandosi di un romanzo interamente epistolare, tutti i fatti che ne compongono la trama sono deducibili da ciò che viene raccontato nello scambio di lettere tra i personaggi principali.

La narrazione inizia il 3 maggio 1890, quando Jonathan Harker parte per la Transilvania e si reca dal Conte Dracula, acquirente di una tenuta a Londra, per conto del suo capo – il Signor Hawkins.

Oltre alle lettere, i fatti vengono raccontati attraverso i diari personali dei protagonisti: Jonathan annota ogni dettagli della sua permanenza presso la dimora del Conte, in modo da non dimenticare ciò che accade e non cadere nella confusione causata dagli avvenimenti strani e da orari e consuetudini particolari del Conte.

In questo modo si apprende, poco per volta, come Jonathan si trovi coinvolto nel piano diabolico del Conte di trasferirsi in Inghilterra per avere accesso illimitato a nuove fonti di nutrimento: il sangue degli inglesi.

Poco alla volta, infatti, Jonathan ha modo di intuire e poi confermare il grande segreto del Conte: è un vampiro.

Dall’altra parte dell’Europa, nel frattempo, Mina e la sua amica Lucy scrivono lettere e diari a loro volta: da questi si può capire come anche loro siano coinvolte in fatti strani e sinistri.

Proprio quando inizia a temere per la propria vita, Jonathan riesce a tornare in Inghilterra… ma questo è solo l’inizio!

Oltre la trama

Dracula è il frutto di studi approfonditi da parte del suo creatore: Stoker, infatti, si è basato su un personaggio storico realmente esistito ma ha anche articolato personaggi e ambientazione in modo che ogni dettagli rappresentasse qualcosa di specifico e assolutamente voluto.

Il Conte rappresenta lo straniero, come veniva visto dal popolo inglese dell’epoca; la sua crudeltà rappresenta ciò che l’Inghilterra ha subito dai popoli invasori.

La scelta dalle Transilvania come luogo d’origine del Male è stata particolarmente oculata: quella terra, infatti, è stata culla di popoli diversi per secoli e ha creato una fusione di religioni, credenze e culture più unica che rara. Inoltre la morfologia di questa zona geografica si adatta perfettamente al genere gotico di Stoker: una terra fredda e ostile, che viene rappresentata come praticabile soltanto da creature non umane.

Il Conte Dracula di Stoker è comunque ispirato alla figura storica del principe Vlad III di Valacchia: governatore della Valacchia – terra al confine con l’Impero Ottomano – fu investito dall’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo ed entrò a far parte dell’Ordine del Dragone: Draculea. “Drac” significa sia drago che demonio, da qui l’associazione a “figlio del demonio”.

Vlad III è passato alla storia come Vlad l’Impalatore a causa della sua propensione a punire gli avversari attraverso l’impalatura, tecnica appresa durante i suoi dieci anni di prigionia presso i turchi.

Questo personaggio già di per sé molto complicato e cruento, è stato l’ispirazione perfetta per creare il vampiro elegante e maestoso di Stoker.

Ovviamente la figura del vampiro non ha fatto la sua prima apparizione con Stoker, infatti era già largamente riportata nelle storie popolari e ripresa da altri autori prima di Stoker.

Tuttavia Stoker fornisce una nuova visione del vampiro: elegante, raffinato, subdolo e pianificatore, anziché bestia selvatica e aggressore senza scrupoli.

Sembra che Dracula sia nato da un incubo di Stoker, che poi ha studiato e approfondito nel dettagli tutto ciò che è servito per la composizione del romanzo.

Lo stile di Stoker

Con Dracula, Stoker è diventato il maestro dell’horror gotico, così come altri autori si sono contraddistinti in altre sottocategorie dell’horror: Poe con il classico, Lovecraft con il cosmico e così via.

Oltre alla trama, agli aspetti psicologici, alle metafore e ai personaggi, ciò che rende questo libro un grande classico da leggere assolutamente è lo stile dell’autore.

Si tratta di un romanzo epistolare, perciò ogni “visione” della storia è scritta e trasmessa attraverso i pensieri di personaggi diversi: ogni penna è caratterizzata in modo diverso; ogni personaggio è costruito non solo esteticamente e caratterialmente, ma anche psicologicamente e questo traspare da un diverso stile di scrittura per ogni narratore.

Il ritmo di lettura è lento: ogni dettaglio è volutamente descritto nel modo più accurato e preciso possibile. Questo, unito alla quantità di fatti e alla molteplice narrazione, inevitabilmente rende la lettura più lenta rispetto alla media. Ciò non toglie che sia un romanzo estremamente coinvolgente e appassionante.

Per quanto riguarda il lessico, invece, basta una parola: affascinate. Come ogni classico, grazie al lessico riesce a trasportare il lettore in un’atmosfera d’altri tempi e trasmettere una cura per il linguaggio che non è più così osservata al giorno d’oggi.


In conclusione: consiglio questo libro a tutti gli amanti del genere ma anche agli amanti dei classici; lo stile di Stoker è qualcosa di unico e merita di essere scoperto anche dai lettori meno avvezzi all’horror.

Dracula è il mio romanzo preferito in assoluto, l’ho letto più volte a distanza di anni  e in diverse edizioni. A questo proposito mi permetto di consigliarvi l’edizione OscarVault Mondadori: dire che è estremamente curata è poco. Non solo la copertina, non solo la costa della pagine nera, non solo le illustrazioni interne, le foto d’epoca, gli schizzi: l’insieme. Ogni dettaglio è perfetto!

 

Il guardiano degli innocenti – The Withcer 1

Il guardiano degli innocenti. The Witcher Book Cover Il guardiano degli innocenti. The Witcher
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
Editrice Nord
2019
Copertina flessibile
372

Geralt è uno 'strigo', un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, che si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi... Strappato alla sua famiglia quand'era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte. Per questo lui ha chiesto asilo a Nenneke, sacerdotessa del tempio della dea Melitele e guaritrice eccezionale, nonché l'unica persona che può aiutarlo a ritrovare Yennefer, la bellissima e misteriosa maga che gli ha rubato il cuore...

Il guardiano degli innocenti è il primo volume della saga The Witcher: un gran bel fantasy.

Il guardiano degli innocenti

Il primo volume della saga The Witcher fa egregiamente il suo lavoro: catapultare il lettore in questo mondo fantastico sapientemente creato e raccontato, e invogliarlo a leggere l’intera saga.

Si comincia con una scena che presenta il protagonista, Geralt di Rivia, e da questo momento si inizia a seguirlo in tutte le sue avventura a caccia di mostri imbattibili e creatura di ogni genere.

Il guardiano degli innocenti si basa sulla perfetta unione di quattro elementi fondamentali:

  • lo stile;
  • i personaggi;
  • l’ambientazione;
  • l’atmosfera.

La prima cosa da analizzare è sicuramente l’insieme dei personaggi.

Come ogni fantasy che si rispetti, anche questo libro contiene una grande varietà di personaggi umani e non: ci sono molti personaggi dalle sembianze umane ma dai poteri sovrannaturali; e poi ci sono moltissime creature di ogni forma e genere, che riprendono in qualche modo le fattezze di quelle menzionate o descritte in testi del passato, o sono originate dall’unione di alcune di queste creature.

Il protagonista è, come accennato poco fa, Geralt di Rivia (lo strigo, o witcher): un uomo a tutti gli effetti, ma dotato di forza, capacità e conoscenze fuori dal comune. Subito dopo di lui, come importanza, ci sono Jennefer e Cirilla: due donne con poteri incredibili e con ruoli estremamente diversi all’interno della storia.

Dopodiché compaiono una serie infinita di personaggi secondari e creature mostruose: re e regine, elfi, fauni, strigi, maghe, e così via.

Ovviamente, essendo il primo volume di una saga composta da sette libri, alla fine si hanno le soluzioni ad alcuni dei fatti che hanno inizio in questa prima fase, ma non a tutti: ci sono alcuni punti che rimangono in sospeso e che, giustamente, invogliano il lettore a proseguire. Principalmente si tratta dei legami che uniscono i tre protagonisti e le vicende che riguardano il loro passato o futuro, mentre le vicende risolte nell’immediato sono quelle che danno un senso ai personaggi e, se vogliamo, spiegano anche il significato del titolo.

Il guardiano degli innocenti è, infatti, Geralt, lo strigo dalla fama indiscussa di uccisore, mercenario e spietato, che però si trova più di una volta a salvare vite innocenti e spiegare misteri incompresi da persone che altrimenti avrebbero continuato ad agire nell’ignoranza.

Ambientazione e atmosfera

Come anticipato, questi due elementi sono molto rilevanti e vanno avanti di pari passo: nel momento in cui una scena cambia, cambia l’ambientazione, e l’atmosfera di conseguenza. Questo avviene molto spesso e talvolta velocemente: le scene si susseguono repentinamente e si alternano momenti di tensione e di pace; ciò che si percepisce è sempre molto chiaro: al variare della scena, cambia nettamente anche l’atmosfera, passando da scene di battaglia a scene scherzose di dialogo e svago.

Ciò che non cambia per tutta la durata del testo, è la capacità dell’autore di far immaginare ogni dettaglio pur non essendo prolisso nella descrizione dei luoghi, dei personaggi e degli avvenimenti.

Infine, lo stile

Lo stile dell’autore ne Il guardiano degli innocenti, è assolutamente impeccabile: scorrevole, divertente e crudo al punto giusto, mai prolisso, mai eccessivo in alcun senso. Tant’è che ci si ritrova a leggere un libro di 500 pagine in tre giorni, e senza nemmeno avere tanto tempo a disposizione (o, almeno, questo è ciò che è successo a me!).

Il ritmo di lettura è quindi veloce, non tanto per la trama in sé (che è piuttosto articolata), quanto per lo stile dell’autore. Oltre tutto il libro è stato tradotto, su richiesta dell’autore, direttamente dalla lingua originale, senza passare per la traduzione intermedia in inglese!

 


Libro e Serie TV Netflix

Personalmente cerco sempre di non paragonare il libro alla sua trasposizione cinematografica, ma piuttosto cerco di vederli come due elementi ben distinti da valutare separatamente.

Ad ogni modo, ho pensato di riportare la mia opinione anche sulla serie TV.

Trattandosi appunto di una serie, è stata realizzata senza dubbio in modo strategico: senza aver letto il libro molti collegamenti rimangono irrisolti fino alla fine della stagione. Inoltre è strutturata con molteplici salti avanti e indietro nel tempo, a differenza del libro che è molto più lineare.

Ovviamente, come serie incuriosisce molto di più essendo strutturata in questo modo piuttosto che “in linea retta”, e invoglia gli spettatori a rimanere incollati allo schermo puntata dopo puntata.

Ci sono poi altre due differenze rispetto al libro: nella serie i tre protagonisti assumono importanza quasi equivalente sin dall’inizio, mentre nel libro Geralt rimane sempre un gradino più in alto; infine, sono state apportate alcune modifiche allo svolgimento della trama (il motivo per cui Geralt si trova a corte con la regina Calathe, per esempio).

 

In conclusione vi consiglio sia il libro che la serie, magari senza paragonarli troppo! La saga merita davvero… e la serie è ben fatta nonostante le incongruenze con il libro! Buona lettura e buona visione!


Recensioni: INDICE

4 3 2 1

4 3 2 1 Book Cover 4 3 2 1
Paul Auster
Narrativa contemporanea
Einaudi
2017
Copertina flessibile
939

Cosa sarebbe stato della nostra vita se invece di quella scelta ne avessimo fatta un'altra? Che persone saremmo oggi se quel giorno non avessimo perso il treno, se avessimo risposto al saluto di quella ragazza, se ci fossimo iscritti a quell'altra scuola, se... Ogni vita nasconde, e protegge, dentro di sé tutte le altre che non si sono realizzate, che sono rimaste solo potenziali. E cosi ogni individuo conserva al suo interno, come clandestini su una nave di notte, le ombre di tutte le altre persone che sarebbe potuto diventare. La letteratura, e il romanzo in particolare, ha da sempre esplorato la «vita virtuale»: non la vita dei computer, ma i destini alternativi a quelli che il caso o la storia hanno deciso, quasi che attraverso la lettura si riesca a fare esperienza di esistenze alternative. Paul Auster ha deciso di prendere alla lettera questo compito che la letteratura si è data: e ha scritto "4321", il romanzo di tutte le vite di Archie Ferguson, quella che ha avuto e quelle che avrebbe potuto avere. Fin dalla nascita Archie imbocca quattro sentieri diversi che porteranno a vite diverse e singolarmente simili, con elementi che ritornano ogni volta in una veste diversa: tutti gli Archie, ad esempio, subiranno l'incantesimo della splendida Amy. Auster racconta le quattro vite possibili di Archie in parallelo, come fossero quattro libri in uno, costruendo un'opera monumentale, dal fascino vertiginoso e dal passo dickensiano, per il brulicare di vita e di personaggi. Ma c'è molto altro in “4321”. C'è la scoperta del sesso e della poesia, ci sono le proteste per i diritti civili e l'assassinio di Kennedy, c'è lo sport e il Sessantotto, c'è Parigi e c'è New York, c'è tutta l'opera di Auster, come un grande bilancio della maturità, e ci sono tutti i maestri che l'hanno ispirato, c'è il fato e la fatalità, c'è la morte e il desiderio.

4 3 2 1 è IL romanzo di Paul Auster. Per quanto tutti i suoi scritti sino geniali, questo li supera senza ombra di dubbio.

Si tratta infatti di un romanzo di più di 950 pagine che racchiude al suo interno quattro romanzi minori: attenzione, non è una raccolta di romanzi, ma bensì quattro versioni della stessa storia, la vita di Archie Ferguson.

4 3 2 1

4 3 2 1 inizia col raccontare la storia degli avi del protagonista e, nello specifico, del nonno paterno a cui deve il cognome. Il nonno è un immigrato ebreo, che cerca una nuova vita in America: a causa di un malinteso al suo arrivo su Ellis Island, il suo cognome rimarrà Ferguson.

Dopodiché Auster fornisce una panoramica sulla vita del padre di Archie, i  suoi fratelli e la moglie, introducendo in questo modo la prima versione della vita del bambino, che nasce nel 1947.

Da questo momento in posi si susseguono le quattro versioni (1.1, 2.1,…) in ordine cronologico rispetto alla vita del protagonista: infanzia, adolescenza, età adulta e così via.

Il romanzo ha quindi una struttura piuttosto complessa e, soprattutto all’inizio si può avere qualche difficoltà a ricordare cosa sia capitato ad ogni Archie.

Tuttavia la trama, o meglio le trame, si fanno più lineari e comprensibili man mano che si prosegue con la lettura.

Come in ogni romanzo di Auster sono fondamentali due componenti: l’atmosfera (e di conseguenza l’ambientazione) e i personaggi.

L’atmosfera

Varia più volte: in base alla fascia d’età del protagonista, alla situazione familiare ed economica, ai rapporti con la famiglia e gli amici o i parenti, all’ambientazione geografica e temporale di ogni scena. Ma rimane comunque sempre determinante per la piena resa del racconto.

L’atmosfera è assolutamente percettibile in ogni momento e, anzi, si può distinguere di due parti: una “micro-atmosfera“, che è quella che caratterizza ogni momento della vita di Archie, e una “macro-atmosfera“, cioè quella che dipende dalla storia d’America.

Ciò che rende questo libro un grande romanzo è proprio l’attenzione al minimo dettaglio: Auster non si lascia sfuggire nemmeno un particolare della storia d’America. Dall’arrivo degli immigrati ebrei, all’entrata in guerra, dall’elezione di Kennedy alla morte, dall’avvento del consumismo alla grande depressione.

In poche parole: la storia di una nazione raccontata da persone comuni, dagli occhi di un bambino che cresce e diventa adulto in quel determinato lasso temporale.

I personaggi

I personaggi sono tantissimi. Ce n’è però un numero ristretto che si ritrova in ogni versione, o quasi. Ovviamente sono fondamentali i genitori di Archie, i fratelli del padre e la sorella della madre, con rispettivi coniugi in alcuni casi. Ci sono poi alcuni amici ed Amy, il primo amore di Archie. La zia, sorella della madre, riappare in tutte le versioni con ruoli sempre piuttosto importanti.

In ogni versione della vita di Archie i personaggi sono caratterizzati in modo diverso in base a ciò che li ha formati: il loro passato, i loro rapporti, tutto ciò che li ha costruiti passo a passo, formando una personalità, un’identità e un aspetto ben precisi.

Questo fa parte del significato del libro: l’identità, le scelte, il passato, come è composto un essere umano.

Il mondo non era più reale. Tutto era una copia fasulla di quello avrebbe dovuto essere, e tutto quello che accadeva non sarebbe dovuto accadere.

Il significato

Il significato di tutto ciò (macro-storia e micro-storia) è intuibile sin dal momento in cui si comprende che il libro offre quattro possibili versioni di una vita: ogni individuo è ciò che sceglie in ogni istante della sua vita, ed è strettamente legato al suo passato (micro-storia di Archie) e a ciò che avviene attorno a lui (macro-storia d’America).

Inoltre…

4 3 2 1 è un libro piuttosto lungo e ha un ritmo di lettura medio. Il ritmo narrativo è volutamente lento: Auster spiega ogni singolo dettaglio della vita dei protagonisti, in ognuna della quattro versioni. Questo è determinante per immergersi nella lettura e, soprattutto, per avere una visione chiara di quello che sarà il messaggio finale.

Inoltre, come detto poco fa, Asuter integra all’interno della sua storia i dettagli della Storia d’America: tutto ciò rende la lettura complessa ed un ritmo lento è assolutamente indicato. Ciò che velocizza la lettura è, però, lo stile dell’autore: sempre scorrevole al punto che il lettore non si rende conto dello scorrere della pagine, curato e preciso.

In conclusione

Questo è il classico libro da consigliare a tutti. Probabilmente all’inizio è scoraggiante per via della mole (più di 900 pagine!) ma merita davvero di essere letto.

Personalmente ho preferito avvicinarmi ad Auster cominciando da Nel paese delle ultime cose, che tuttora rimane uno dei miei libri preferiti, per poi continuare con Mr.Vertigo e Trilogia di New York.

Tuttavia, come ho scritto all’inizio della recensione, questo rimane il grande romanzo di Paul Auster, perciò sta a voi la scelta di cominciare dal più celebre e impegnativo o da uno degli altri romanzi.


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7

7 Book Cover 7
Tristan Garcia
Narrativa contemporanea
NN
2018
Copertina flessibile
519

C'è una nuova droga sul mercato. Si chiama Alice e permette a chi la assume di rivivere il sé dei trent'anni, dei venti o perfino dei dodici. Chi non vorrebbe riprovare l'entusiasmo, le certezze, la sensazione di onnipotenza della giovinezza? Ci sono rulli di legno che vengono dal passato e portano incise le canzoni indimenticabili del presente, e forse anche del futuro. E poi ci sono dèi alieni che hanno perduto la fede, e realtà parallele dove la rivoluzione sociale è avvenuta davvero. 7 è un romanzo in sei quadri appesi sulla stessa parete, che insieme li contiene e ne illumina la posizione nello spazio e nel tempo. E i personaggi di queste storie, come surfisti temerari, cavalcano le onde per ritrovare quella parte di sé che crede ancora nel futuro, che ha ancora la possibilità di cambiare e di incidere sul destino con una nuova creazione originale.

7 di Tristan Gracia è un libro sconvolgente: per lo stile, per la trama, per il messaggio. Quindi direi di analizzare ognuna di queste cose separatamente.

Il popolo ama le storie. E io non sono da meno.

Prima di tutto va fatta una precisazione. Prendendo in mano questo libro per la prima volta, senza saperne nulla, si potrebbe fraintenderne in contenuto: leggendo quanto scritto sulla quarta di copertina, infatti, si ha l’impressione di avere tra le mani un romanzo contemporaneo o distopico incentrato sulla droga Alice. No, questa è solo la prima delle sette storie.

7: le trame e il legame.

 

Come detto poco fa, 7 è composto da sette parti: le prime sei sono storie nettamente diverse tra loro ma con alcuni punti in comune, la settima è la chiave di lettura di tutto il libro ed è a sua volta divisa in sette capitoli.

  1. Alice: un esperto trafficante di droga d’élite conosce un gruppo di ragazzi che sta lavorando ad un nuovo tipo di droga, diverso da ogni genere visto fino a quel momento. La droga si chiama Alice, è estremamente potente e ha la capacità di far tornare indietro nel tempo – solo mentalmente e non fisicamente – impersonando sé stessi negli anni passati. Il viaggio nel tempo dipende dalla quantità di droga assunta e, ovviamente, ha dei limiti. Si parte con buone intenzioni ma si finisce per…
    Siamo come pietre che, però, soffrono.
    – distopico, sconvolgente, estremamente vivido e verosimile.
  2. I rulli di legno: un musicista entra in possesso di rulli di legno che all’apparenza non sono altro che statuette; dopo svariati tentativi, però, scopre che contengono i pezzi fondamentali della storia della musica passata e futura: cosa farne? E soprattutto che ruolo ha lui nel regolare andamento della Storia.
    […] e penso che non abbia sopportato il suono del futuro
    – nostalgico, coinvolgente.
  3. Sanguine: una modella bellissima, che nonostante il passare del tempo sembra non subirne gli effetti. Lei stessa non si capacita di tutto ciò, lo prende semplicemente come un dato di fatto. Ha solo un problema: degli eritemi che periodicamente si ripresentano sul suo volto e non hanno cura né spiegazione fino a quando, quasi per caso, non scopre che hanno una spiegazione eccome! Questo cambierà la sua vita, la percezione di sé e del mondo.
    – pieno di significato, crudo, devastante.
  4. La rivoluzione permanente: un sogno che porta in un mondo parallelo, per poi scoprire che quello è il mondo vero, che tutto il resto è stata finzione. La percezione della realtà cambia e si sconvolge radicalmente.
    – sconcertante, fantasioso e originale.
  5. L’esistenza degli extraterrestri: extraterrestri o no, questo racconto vede il suo fulcro nella fede. Quanto è determinante ciò in cui si crede? Si potrebbe dire che senza credere in qualcosa non si esisterebbe?
    – significativo e introspettivo.
  6. Emisferi: un mondo diverso per ogni “categoria” umana (animalisti, cattolici…); ogni uomo appartenente ad una categoria viene risucchiato nell’emisfero di appartenenza a vive separato dagli altri universi.
  7. La settima: Un ragazzo vive e rivive la propria vita: è praticamente immortale e ad ogni vita si ripresentano alcuni momenti uguali alla precedente e alcuni diversi, per sei volte, fino alla settima vita, quando le cose cambiano drasticamente e il ragazzo si trova a chiedersi “perché io?“, prima, e “ora che cosa devo fare?”, poi.

7: Il messaggio

Scorrendo le sintesi delle sette trame, si vedono delle parole in grassetto: quelle compongono il legame, che altro non è che il messaggio del libro.

Le sette storie, infatti, sono unite superficialmente da alcuni “simboli” (come il titolo di una canzone, per esempio) ma sono legate nel profondo da tutti gli elementi che compongono un essere umano e, soprattutto, il suo aspetto “filosofico” dovuto a paure, domande senza una risposta e fragilità conseguenti al fatto di essere umano.

Tempo, ruolo nella Storia, percezione di sé, realtà, fede, categorizzazione degli esseri umani, senso della vita: tutto questo compone una grossa sfera che è l’identificazione di sé e del proprio ruolo e sarà il ragazzino protagonista dell’ultima parte del libro a dare un senso a tutto o, se non altro, a lasciare qualche domanda al lettore.

7: lo stile

Lo stile di Tristan Garcia è qualcosa di unico e, unito alla cura di NNEdiotre, crea un piccolo gioiellino.

Si tratta di uno stile estremamente curato e versatile: nonostante cambino il genere e l’ambientazione per ognuna delle sette parti, riesce ad essere sempre molto coinvolgente e a creare atmosfere talmente vivide da essere percettibili.

Tristan Garcia, però, mantiene sempre la stessa struttura narrativa in ognuno dei racconti: inizialmente si ha un ritmo di lettura lento, che poi cresce a mano a mano che si va avanti con la storia, coinvolgendo il lettore senza che se ne accorga, per trasportarlo fino all’epilogo, contente il messaggio.

In conclusione:

Questo è sicuramente uno dei libri di narrativa migliori che abbia letto: ha contenuti forti, spinge a riflettere su argomenti che spesso si preferisce accantonare ma merita davvero di essere letto per tutte le caratteristiche che ho elencato finora.

Se non ne avete mai sentito parlare e non siete sicuri di volerlo leggere proprio per come è fatto e ciò che contiene, vi posso dire questo: come struttura si può paragonare a Cloud Atlas, benché i legami che uniscono le storie siano diversi, meno palesi ma più profondi. Come genere, invece, lo si può associare a Black Mirror, la serie tv distopica che ha sconvolto migliaia di spettatori. Ecco, se avete visto Black Mirror, avete presente la sensazione che lascia: quella sensazione elevata al quadrato è questo libro… forse proprio perché è un libro!

Spero davvero di avervi convinti…Buona lettura!


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Gloria

Gloria Book Cover Gloria
Venus Marion
Fiction, Romanzo Storico
Self-published
2019
Copertina flessibile
619

⤜IL MEDIOEVO COME NON LO AVETE MAI LETTO⤞Un matrimonio combinato…Una contea in pericolo…Un gioco di bugie…Un richiamo di gloria.⤜SINOSSI⤞Nell’anno di Nostro Signore 1214, a seguito della morte della madre, Cybele si ritrova nella contea di Nottingham, sotto la custodia dell’unico parente in vita rimastole: il vice sceriffo suo zio Guy di Gisborne. Messa alle strette dalla prospettiva di un matrimonio combinato, pur di evitare il letto di uno sconosciuto stringe una deprecabile alleanza con i fuorilegge della foresta di Barnsdale, capitanati da Adam di Locksley, figlio del famigerato e ormai defunto Robin Hood. Nascondendosi dietro un muro di bugie, Cybele inizia a muoversi all’interno di due mondi, quello di facciata al cospetto dello sceriffo e dello zio, e quello reale dei fuorilegge e degli abitanti della contea. Ma con l’arrivo di Sir Goliath di Rochester, suo promesso sposo, tenere il piede in due staffe si rivela più complicato del previsto. E forse dietro un classico matrimonio combinato si nasconde più dell’intento di Gisborne di trovare l’uomo ideale per sua nipote…⤜QUELLO CHE LA SINOSSI NON DICE⤞1) Adam di Locksley è un idiota;2) Goliath di Rochester è più figo del previsto;3) le spade pesano davvero troppo;4) se non puoi essere te stessa fingi; a meno che tu non sia una Gisborne… allora fingi come una Gisborne.⚠ ATTENZIONE: alto rischio di contenuti estremamente estrogeni - non adatto a giovani lettori.Cover Art by © Alice Sogno

Gloria è la terza pubblicazione di Venus Marion, della quale ho recensito La settima imperatrice – Lo scettro un paio d’anni fa.

Devo fare una premessa, prima di iniziare con la recensione vera e propria: mi sono affezionata molto a questo libro, avendo avuto modo di leggerne una bozza precedente rispetto alla versione definitiva e avendone illustrato la copertina. Perciò, inevitabilmente, ci saranno alcune opinioni personali all’interno di questa recensione…

Gloria

Gloria è un romanzo storico anacronistico, ambientato nel Medioevo, in quel di Barnsdale. Perché anacronistico? Per due motivi: alcuni elementi inseriti nel romanzo (come il castello, per esempio) sono precedenti o antecedenti rispetto agli anni che compongono la trama; inoltre lo stile narrativo è moderno, così come il lessico utilizzato per i dialoghi e così via.

Analizzando questo libro in modo oggettivo, si nota come lo stile dell’autrice sia cambiato rispetto agli scritti precedenti: benché già ne La settima imperatrice fosse molto curato, in Gloria la cura è stata ancora maggiore. Ogni  parola è scelta con attenzione per trasmettere un’emozione ben precisa.

Emozione… questo è il pezzo forte di Gloria.
Questo romanzo contiene una quantità indefinibile di emozioni che vengono letteralmente scaraventate sul lettore. Attraverso le avventure dei protagonisti si passa dalla gioia incontenibile al dolore più forte, dalla rabbia all’orgoglio, dall’amore all’odio.

La trama è complessa ma ben strutturata, tant’è che il lettore si trova immerso negli intrighi dei protagonisti, tra bugie e inganni, per poi arrivare all’epilogo senza nemmeno accorgersene.

L’epilogo, per quanto doloroso *Venus I’ll find you*, è necessario e dà un significato molto profondo all’intero libro. Non è facile da metabolizzare perché, proprio quando si inizia a sperare che tutto prenda in verso giusto, succede qualcosa per cui la trama cambia rotta completamente… ma tant’è ed è giusto che sia così. Leggendolo capirete cosa intendo.

Oltre alle emozioni, ciò che dà valore a questo libro è la “costruzione“, sia dei personaggi che della struttura generale. I personaggi sono caratterizzati nel minimo dettaglio, fisicamente ma soprattutto caratterialmente e psicologicamente.

La protagonista principale è Cybele Gisborne, una ragazza condannata ad un matrimonio che non approva, che si ritrova a vivere nella foresta con una banda di fuorilegge. Attenzione, Cybele è tante cose in una: è una donna, è un’amica, una promessa sposa e una fidanzata in segreto, è una ragazza insicura ma coraggiosa.

Poi ci sono Adam e Goliath, Kate e Seth, e così via. Se non si entra in sintonia con uno, lo si fa necessariamente con un’altro e non c’è via d’uscita.

Scendere nei dettagli di questo libro non è semplice, ci sarebbero troppi aspetti di cui parlare. Perciò mi limito ad accennarne alcuni:

  • cristianesimo, paganesimo e religiosità nella vita quotidiana;
    Danzeremo scalzi fino all’inferno.
  • una forma di femminismo che non spesso si trova: quello che ogni donna nasconde nel suo profondo e tira fuori in caso di bisogno; in questo caso, in un’epoca in cui questo era il solo femminismo possibile;
    “Ragazze che dovevano stare a galla in un mondo di uomini, costruito dagli uomini per gli uomini. Io e Kate ci siamo dette, proviamo a vedere di che stoffa sono fatte. Così abbiamo racimolato armi, sparso la voce. E tenuto il segreto fino ad ora”. 
  • amicizia, legami che si creano nel corso di una vita, anche nei modi più inaspettati;
  • un amore come dovrebbe essere: con litigi, incomprensioni, ma soprattutto basato sulla fiducia e su un legame indissolubile;
  • scene di sesso (questa cosa ha scatenato una vera battaglia su Instagram): le scene in Gloria sono sempre molto curate, discrete ma decise, per trasmettere anche in questo caso ciò che realmente sentono i protagonisti – senza soffermarsi unicamente sulla scena fisica.

Note personali:

Ebbene, potrei andare avanti a blaterare di questo libro in eterno, ma finirei per spoilerare tutto. Quindi vi dico questo: leggetelo perché merita di essere letto e, soprattutto, parlatene perché merita di essere conosciuto. Ci sono stati dieci anni di studi, lotte e notti insonni da parte dell’autrice per tirare fuori questa storia: leggetelo! Si tratta di un romanzo anacronistico e scritto in chiave moderna ma, vi assicuro, si basa su studi approfonditi e ogni dettaglio è assolutamente voluto!

Lo trovate su Amazon in versione digitale e cartacea!

Gloria è un libro che porterò sempre nel cuore perché, grazie a questo libro, ho realizzato la mia prima copertina interamente illustrata e soprattutto ho trovato una vera amica.

 


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Prodotti GLORIA FAN MERCH: EMPORIO

Il vecchio e il mare, graphic novel

Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway Book Cover Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway
Thierry Murat
Comics & Graphic Novels
Oscar Ink
2018
125

Cuba, anni ’50. Dopo tre mesi in cui non è riuscito a prendere nulla, Santiago riprende il mare per dare la caccia a un enorme pesce spada. La disperata, epica lotta tra l’anziano pescatore e l’animale, e poi contro gli squali che pezzo a pezzo gli divorano la preda, rivive in una serie di tavole evocative, dal tratto essenziale, duro e suggestivo come la natura del Caraibi e la scrittura di Hemingway.

La graphic novel Il vecchio e il mare è liberamente ispirata al celebre romanzo di Ernest Hemingway, di cui ho pubblicato la recensione qualche tempo fa.

Il vecchio e il mare, graphic novel

La trama, ovviamente, rimane invariata rispetto al romanzo originale. La quantità di testo è notevolmente ridotta, quasi al minimo, riportando unicamente alcuni stralci di dialogo e i passaggi fondamentali della trama.

L’intero racconto avviene dunque attraverso le immagini. Le illustrazioni sono tutte molto pulite e basiche: l’autore usa una palette limitata di quattro colori base (e le loro gradazioni) come tinte piatte, senza sfumature; i tratti neri sono marcati e netti, le ombre decise e il contrasto molto alto.

Questo aumenta notevolmente l’impatto visivo e fa in modo che il lettore si concentri sulla storia. Anche l’impaginazione aiuta molto in questo senso: schematica e ordinata, al contrario di molte graphic novel, si amalgama perfettamente con lo stile e l’impostazione di tutto il libro, dando un effetto finale perfetto.

Un capolavoro, sempre

Chi segue il blog o la pagina Instagram sa quanto io stimi Hemingway e quanto apprezzi i suoi scritti: Il vecchio e il mare è uno dei romanzi più belli che abbia mai letto, soprattutto grazie allo stile narrativo dell’autore.

Tuttavia, questo romanzo deve la sua grandezza anche al messaggio che contiene e al modo in cui è veicolato tramite i personaggi: questo non cambia se il viene rappresentato in prosa o in tavole!

Questo, unito ad una rappresentazione grafica ad hoc, origina una graphic novel veramente bella e piacevole.

In conclusione:

Consiglio questo libro a tutti gli amanti delle graphic novel perché merita davvero di essere letta e osservata per le sue caratteristiche grafiche, ma anche agli amanti di Hemingway, perché è una degna rappresentazione del suo più celebre romanzo.


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La fattoria degli animali

La fattoria degli animali Book Cover La fattoria degli animali
George Orwell
Romanzo, Distopico, Satira
Mondadori
2016
Copertina flessibile

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri. Stanchi dei soprusi, gli animali di una fattoria decidono di ribellarsi agli umani e, cacciato il proprietario, danno vita a un nuovo ordine fondato sull'uguaglianza. Ben presto, però, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con astuzia, cupidigia e prepotenza si impongono sugli altri animali. L'acuta satira orwelliana contro il totalitarismo è unita in questo apologo a una felicità inventiva e a un'energia stilistica che pongono "La fattoria degli animali" tra le opere più celebri della narrativa del Novecento.


 

La fattoria degli animali è un romanzo di Orwell pubblicato nel 1945.

Secondo quanto affermato dall’autore stesso, il romanzo voleva essere una critica alla politica di Stalin e alla situazione generale della Russia durante e dopo la Rivoluzione.

Fu pubblicato per la prima volta con un sottotitolo (a fairy story), successivamente abolito per poi essere sostituito con altri sottotitoli nelle varie traduzioni che il romanzo ha avuto. In alcuni casi il sottotitolo faceva espressamente riferimento alla Russia.

Si tratta di un romanzo allegorico estremamente significativo e per comprenderlo a pieno bisogna analizzarne le singole parti.

La fattoria degli animali

Sinteticamente si può riassumere la trama in questo modo: gli animali presenti in una fattoria (gestita inizialmente da esseri umani, ovviamente) stabilisce una gerarchia interna, con un capo, dei subordinati, e ognuno ha il proprio compito. Ma, come in ogni comunità, col passare del tempo iniziano i problemi dovuti al pensiero politico e alle caratteristiche che contraddistinguono ogni corrente di pensiero.

La fattoria degli animali oltre a rappresentare la situazione politica russa negli anni ’40/’50, rappresenta in modo generico e universale le caratteristiche delle correnti politiche più rilevanti e le conseguenze della loro applicazione.

Per poi terminare con un epilogo significativo almeno quanto il contenuto del resto del romanzo. Gli animali cacciano il fattore, ma finiscono presto per instaurare un sistema altrettanto autoritario e problematico.

I personaggi

Vecchio Maggiore o Old Major nella versione originale, è un maiale rispettato da tutti gli altri animali poiché è il più longevo e di conseguenza il più saggio. Rappresenta Lenin: come Lenin muore dopo aver tenuto il suo discorso al popolo e, come per Lenin, il suo corpo (cranio) viene esposto come simbolo di rivoluzione.

Il discorso del maiale espone la teoria dell’Amimalismo, secondo la quale il lavoro di un animale produce più valore di quello necessario al suo mantenimento e le differenza viene “rubata” dall’umano parassita. Il Vecchio Maggiore è una sorta di rappresentazione dell’idea marxista.

Napoleone è un maiale opportunista che emerge rispetto agli altri animali, facendo leva sulla loro ignoranza. Rappresenta Stalin.

Palladineve, è un rivoluzionario convinto e sincero; non viene compreso dagli animali e viene boicottato da Napoleone, più astuto e crudele, che lo accusa di tradimento.

Clarinetto fa propaganda per conto di Napoleone, raccontando bugie e facendo leva sulla minaccia del possibile ritorno del fattore.

Boxer è un cavallo il cui lavoro è fondamentale per il funzionamento della fattoria. Rappresenta il lavoratore medio: umile e onesto. Il suo motto è “lavorerò di più”, ma questo lo porterà allo sfinimento e alla soppressione, su volere di Napoleone – che, tra l’altro il cavallo ha sempre sostenuto.

Beniamino è un cinico che dubita di tutti, un asino longevo e istruito che si rifiuta di mettere la sua istruzione al servizio degli altri animali. Rimane leale a Boxer fino alla fine e, solo dopo il crollo dell’Animalismo, accetta di leggere l’ultimo comandamento.

Berta (o Trifoglio) è la figura materna della fattoria, sensibile e di conforto per gli altri animali oppressi dai maiali; rappresenta il popolo ordinario, che viene inconsapevolmente manipolato e sfruttato.

Mollie è indifferente alla rivoluzione e sembra che tutto ciò che avviene nella fattoria non la tocchi realmente; le basta poter mantenere i suoi vizi. Rappresenta l’aristocrazia.

Mosè è il corvo rappresenta la Chiesa ortodossa russa: promette il paradiso agli animali, per alleviare il peso dello sfruttamento e indurli a sopportare ciò che avviene all’interno della fattoria, in accordo con chi la governa – in questo caso i maiali.

Minimus è il maiale poeta che canta le gesta di Napoleone, rappresenta l’intellettuale asservito al potere dittatoriale, che mette la sua cultura al servizio della propaganda.

I cani e le pecore vengono rappresentati come gruppo. I primi rappresentano la polizia politica che reprime le opposizioni, i secondi le masse facilmente manipolabili.

Ci sono, poi, le galline e i conigli e altri animali citati di rado: le galline, per esempio, simboleggiano il popolo costretto alla fame dal regime.

Infine c’è Jones, il fattore alcolista cacciato durante la rivoluzione dagli animali.

In questo libro l’ambientazione non è rilevante, in quanto la fattoria potrebbe essere ubicata in qualsiasi luogo del mondo: è un simbolo. L’atmosfera invece è molto rilevante, è percepibile: è la tipica atmosfera di inquietudine, oppressione, malessere comune, insoddisfazione generale e difficoltà che si percepisce in una qualsiasi comunità in cui a star bene sono solo i pochi al potere.

Per quanto riguarda lo stile, Orwell è un maestro. Riesce a coinvolgere a tal punto da far sembrare tutto reale e percepibile. Come in tutti gli altri suoi scritti, Orwell fa un uso magistrale del lessico, curato e appropriato: in questo modo riesce a rendere le sue storie assolutamente vere, pur essendo metafore.

La fattoria degli animali: significato

Oltre alla rappresentazione del regime di Stalin, della morte di Lenin, degli Zar di Russia e del popolo russo, La fattoria degli animali è la rappresentazione della politica e della natura umana egoista e autoritaria che si manifesta sotto forma di pensiero politico totalitario.

Inoltre rappresenta un ciclo che spesso si è ripetuto nella storia: una situazione di malessere e oppressione porta ad una rivoluzione. La rivoluzione ha successo grazie a degli esponenti capaci di coinvolgere le masse. Gli esponenti si trasformano in regime, proprio come coloro che hanno da poco spodestato.

In conclusione

Consiglio la lettura di questo libro a tutti. Si tratta di un romanzo che esce da tutti gli schemi ed è difficilmente assimilabile ad un genere. Piuttosto è un libro, come gli altri di Orwell (1984, Fiorirà l’aspidistra), che contiene una sorta di avvertimento a diffidare di chi si impone al governo, un’esortazione a riflettere sugli avvenimenti storici e politici per evitare di incappare negli errori sistematici già commessi più volte in passato.


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Il libro di Gaia

Il libro di Gaia Book Cover Il libro di Gaia
Giorgio Tarditi Spagnoli
Fantasy
bookabook
2019
Copertina flessibile
464

Sofia, maestra alchemica, è finalmente riuscita nell'impresa che nessuno prima di lei ha portato a termine: creare il cristallo dell’Io. Attraverso esso, ora l’Ebdomade può compiere la Grande Opera e far discendere lo spirito nella materia, per liberare il mondo dalla sofferenza e dalla morte. Ma una voce sconosciuta svela a Sofia le vere intenzioni dell’Ebdomade, smascherando la realtà in cui la ragazza ha sempre creduto. Insieme al giovane Teleo, Sofia verrà guidata lungo un viaggio pericoloso e incredibile, alla ricerca della verità e della salvezza, fra incredibili scoperte e poteri sconfinati.

Il libro di Gaia: un bellissimo viaggio tra alchimia e magia.

La trama è piuttosto articolata. Racconta la storia di Sofia, maestra alchemica eccellente, che riesce a sintetizzare il cristallo dell’Io e ad iniziare un percorso alla scoperta di limiti inesplorati dell’alchimia.

Una voce misteriosa, però, la mette in guardia da coloro per cui lavora e di cui si è sempre fidata. Sofia capisce di essere sfruttata per scopi tutt’altro che buoni e decide di seguire la voce sconosciuta che l’ha avvertita di tutto ciò.

Sempre grazie alla voce, incontra Teleo, un giovane ragazzo esperto di erbe, piante medicinali e quant’altro. I due iniziano in questo modo un lungo viaggio che li porta a scoprire cosa c’è oltre il mondo che conoscono e, nonostante siano ormai considerati nemici pubblici, riusciranno a salvare il mondo e i loro cari.

La voce sconosciuta si rivela essere Gaia, la voce della Terra stessa, che guida i due ragazzi durante la loro impresa.

Il libro di Gaia: oltre la trama

In questo libro l’aspetto più rilevane, oltre la trama in sé, è il legame uomo-pianeta: davvero molto forte e toccante, contro avversità e “cattivi” – che spesso sono gli stessi umani nei confronti della Terra.

Un libro molto carino, con una trama intricata e un messaggio molto profondo.

I protagonisti sono ben definiti, soprattutto caratterialmente e per tutto ciò che riguarda i loro ideali.

Lo stile è semplice ma molto curato, così come i dettagli: trattandosi si un libro basato sull’alchimia, riporta molte informazioni a riguardo ed è sempre molto preciso e dettagliato. Il ritmo di lettura è medio e costante dall’inizio alla fine, benché ci siano delle scene più movimentate rispetto ad altre.

In conclusione:

Il libro di Gaia è stato uno dei libri migliori del 2019 tra le nuove scoperte, sicuramente per l’originalità e il messaggio. Consigliatissimo!

 

 

L’autore:
Giorgio Tarditi Spagnoli
GIORGIO TARDITI SPAGNOLI è nato nel 1982 a Sestri Levante. Dopo la
laurea triennale in Scienze Naturali all’università di Genova e ha conseguito
quella magistrale in Paleobiologia all’Università degli Studi di Milano e in Biologia Evoluzionistica all’Imperial College di Londra. Ha conseguito il dottorato di Scienze della Formazione all’Università di Milano-Bicocca ed è diplomato in Naturopatia e Counseling presso l’Associazione Europea Medicine Tradizionali di Torino. Lavora come naturopata, fioriterapeuta e counselor biografico e tiene incontri sull’antroposofia e l’esoterismo occidentale. Nel 2018 ha pubblicato Cabala e Antroposofia.
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