Il giallo nell’arte

Buon lunedì lettori! Questo è l’ultimo articolo dedicato al giallo, in cui vi parlo di “giallo nell’arte”.

Come vi ho già accennato nei post precedenti, il giallo è un colore “controverso”: se da un lato è simbolo di energia e forza, dall’altro è malattia e ansia. Molto dipende dalla tonalità e dal contesto in cui viene utilizzato (storico, geografico e culturale), vediamo alcuni esempi.

Culture:

  • Antico Egitto: simbolo di tutto ciò che è eterno e forte (positivo);
  • Grecia: simbolo di follia;
  • Impero romano: simbolo di forza, potenza, esaltazione della personalità (giallo-oro)
  • In Oriente: il giallo è il colore del sole, della fertilità e della regalità

Artisti:

  • Klimt: utilizza spesso un giallo-oro, anche in questo caso con un significato contrastante che rappresenta da un lato il malessere diffuso nella società e dall’altro la gioia di vivere, l’allegria.
  • Kandisky: si affida al colore in tutto e per tutto per esprimere emozioni e pensieri attraverso le sue opere (un esempio di utilizzo “positivo” del colore giallo è Piccole gioie)
  • Van Gogh: utilizza il giallo in molte delle sue opere, una tra tutte I Girasoli, anche nel suo caso spesso il giallo viene utilizzato con significato positivo, ma altrettanto spesso assume un significato negativo (Il caffè di notte)

Per approfondire l’argomento vi segnalo il libro “I colori nell’arte” di Stefano Zuffi, edito da Rizzoli.

 

 

 

Giallo: quando sceglierlo per la grafica

Buon venerdì lettori! Questo pomeriggio vi propongo il secondo dei quattro post dedicati al colore giallo e vi racconto come viene utilizzato nel mondo del Graphic Design.

Come vi ho già spiegato nel post precedente, il giallo è un colore controverso: ha molti aspetti positivi (è allegro, vivace, stimola la concentrazione…) ma ha anche delle controindicazioni: mai eccedere con questo colore!

Molto apprezzato nel mondo della grafica e della pubblicità per le sue capacità di attirare l’attenzione, proprio come il rosso (che sarà il tema di dicembre, ndr), utilizzato soprattutto per promuovere prodotti per giovani e bambini; attenzione però: è molto “commerciale” e per chi volesse un’immagine raffinata andrebbe sicuramente evitato o utilizzato a piccole dosi.

Sicuramente, se la vostra intenzione fosse quella di incuriosire, sarebbe il colore adatto.

Non è finita qui: pare che questo colore sia in grado di stimolare l’appetito, come il rosso e l’arancione. Per questo motivo viene spesso utilizzato nel campo della ristorazione… Qualcuno ha detto McDonald?!

La seconda versione del giallo nella grafica è il contrasto: esistono pochi colori che riescano a creare un contrato così evidente se associati al nero o al grigio. In questo caso viene utilizzato esclusivamente un duetto di colori, soprattutto per agenzie di comunicazione e simili.

Detto questo, il giallo è da scegliere o no?

Come già detto, stiamo parlando di un colore molto vivace e allegro, da scegliere quindi per composizioni grafiche rivolte ad un pubblico giovane (locali, eventi…) oppure per promuovere una campagna pubblicitaria che punti sull’aspetto economico e prettamente commerciale (saldi, sconti, e così via). Ovviamente è un colore perfetto per chi si occupa di ristorazione e derivati.

In alternativa lo si può “alterare”: giallo pastello per i bambini, ocra per ambienti rustici; oppure abbinare ad altri colori: giallo-blu-bianco, molto particolare e sicuramente d’impatto, giallo-rosso per macellerie o centri commerciali, ecc.

Da evitare categoricamente per ambienti eleganti e raffinati, perderebbero la loro classe.

Da ricordare: secondo alcune ricerche, il giallo associato al nero forma la combinazione di colori che si nota e ricorda con più facilità.

Giallo: significato e caratteristiche

Giallo…

Il tema di novembre è il colore giallo, con questo e con i seguenti tre articoli di questo mese ho intenzione di raccontarvi qualcosa in più su questo colore.

Ogni colore, infatti, ha delle proprietà per quanto riguarda l’arte, la grafica e l’immagine in generale, ma tuttavia anche dei significati diversi che vengono assimilati spontaneamente dalla mente umana ma che, solitamente, non ci soffermiamo a considerare.

Per esempio il colore giallo ha diversi significati per quanto riguarda le emozioni e i sentimenti, è spesso associato al tradimento, all’invidia, alla malinconia, alla potenza, a tratti alla natura e al sole, nonché alla luce e alle ombre in base all’intensità e alla gradazione di colore con cui viene utilizzato.

Si tratta di un colore molto particolare, molto vivace e che spicca spesso tra gli altri: per questo viene utilizzato anche come segnale di pericolo, (basti pensare al semaforo – che in realtà non è propriamente giallo ma arancione, anche se viene identificato come “semaforo giallo”) in questo caso il giallo assume il significato di pericolo o attenzione.

Il giallo insieme al ciano e al magenta è uno dei tre colori primari, è il primo colore che viene percepito dall’occhio umano e viene utilizzato soprattutto dai bambini in quanto facilmente percepibile rispetto ad altri colori.

Essendo un colore primario ed essendo così vivace, è carico di significati: proprio per questo è indispensabile anche nell’arte, di qualsiasi genere si tratti.

Giallo: significato

La prima cosa a cui si pensa quando viene nominato il giallo  è probabilmente il sole, di conseguenza calore, forza, potenza, quindi è evidente che questo colore possa assumere anche significati positivi al contrario di quanto detto poco fa, in particolare è utile per trasmettere sensazioni di gioia e allegria, esuberanza ed entusiasmo.

È un colore dai significati controversi, oltre a questi aspetti positivi citati poc’anzi sicuramente viene associato alla paura e alla malattia o addirittura alla morte, addirittura la luce che collega la vita e la morte spesso viene indicata e rappresentata con il colore giallo.

A questo punto è evidente che il giallo non sia assolutamente un colore neutro ma piuttosto una tinta da usare con cautela, in quanto potrebbe influire grandemente sulla percezione di ciò che si sta considerando, che si tratti di un elemento grafico, un testo, un’immagine una fotografia luogo o qualsiasi altra cosa venga in mente.

Immagine // Il New York Times

Pensando ad un giornale, qual è il primo che vi viene in mente? State pensando al New York Times?

Io si. Sarà perché viene nominato in quasi tutti i libri e film americani, sarà perché in fin dei conti ha fatto la storia, in ogni caso credo che sia la testata che più identifica il mondo del giornalismo sotto l’aspetto dell’immagine.

Nonostante sia un giornale nato recentemente rispetto ad alcune testate italiane ed europee, è fuori dubbio che sia più che conosciuto anche qui, magari non letto ma di certo conosciuto da tutti. Quindi perché non conoscerlo meglio?

Il New York Times è il quotidiano statunitense per eccellenza, fondato nel 1951, è disponibile anche in versione internazionale (International New York Times) – è stato il primo giornale ad avere una sede in uno stabile costruito appositamente: l’attuale Times Square (un tempo Long Acre Square) è una delle piazze newyorkesi più famose al mondo.

Si tratta di una testata da record, con una diffusione giornaliera di circa due milioni di copie, tra cartaceo e digitale.

  • Il quotidiano ha vinto più premi Pulitzer di qualsiasi altro giornale, 101 per l’esattezza (solo negli ultimi anni vale la pena di citare gli articoli riguardanti il  Conflitto del Darfur,  l’immigrazione negli USA, L’inchiesta sulla filiera farmaceutica che ha messo sul mercato prodotti pericolosi provenienti dalla Cina, la serie The DNA Age, e così via).
  • Offre una versione web assolutamente completa e molto elegante, con un archivio di contenuti pressoché infinito.

Vi lascio con il motto del New York Times, che è All the News That’s Fit to Print

Sei proprio il mio Typo

Sei proprio il mio Typo Book Cover Sei proprio il mio Typo
Simon Garfield
Saggio, Comunicazione
Ponte alle Grazie
2014
Copertina flessibile
356

Pressoché sconosciute fino a vent'anni fa, grazie all'avvento della tecnologia informatica oggi le font sono a tutti gli effetti protagoniste del nostro quotidiano. Ma quali sono state le tappe che le hanno portate a uscire dalla ristretta cerchia di addetti ai lavori e di qualche sparuto appassionato? La risposta è in questo saggio di Simon Garfield, che rappresenta un autentico compendio della secolare storia della tipografia, da Gutenberg ai giorni nostri, che conta oltre centomila tra font e caratteri tipografici, ognuno con le sue peculiarità e le sue alterne fortune.

Condito di divertenti aneddoti sul design delle parole intorno a noi, Sei proprio il mio Typo impone come testo di riferimento per quanti desiderano conoscere l'affascinante mondo delle font che, come sottolinea l'autore, non sono il semplice disegno di lettere dell'alfabeto, ma costituiscono un vero e proprio veicolo di emozioni.
E, come vedremo, è proprio in virtù di questa loro innata capacità comunicativa che, in molti casi, sono finite per diventare icone universalmente riconoscibili, scolpite per sempre, nel bene e nel male, nell'immaginario collettivo di ogni epoca e latitudine.

Buon venerdì lettori! Come già detto nei due post precedenti, questo mese il tema del blog è il giornale e oggi vi scrivo per consigliarvi un libro.

Font: cosa nascondono?

Per la mia rubrica #LibriATema, ho deciso di proporvi “Sei proprio il mio typo – la vita segreta dei caratteri tipografici” di Simon Garfield, giornalista e autore britannico.

Si tratta di un volume di 364 pagine che racconta la storia dei font, partendo da Gutemberg per arrivare fino all’utilizzo dei caratteri tipografici in larga scala: al giorno d’oggi i font e caratteri tipografici conosciuti e utilizzati, sia su supporti cartacei e sia digitali, sono più di centomila ed ognuno ha delle caratteristiche proprie, uno stile in grado di trasmettere sensazioni.

Ogni font può essere più o meno adatto per un determinato settore (food, design, abbigliamento, sport e così via), ed è proprio questo il motivo per cui i font sono determinanti nella comunicazione visiva.

Tornando al libro, “Sei proprio il mio typo” è scritto in modo scorrevole, suddiviso in più parti, e può essere apprezzato anche da chi volesse leggerlo solo per curiosità e non necessariamente per sfruttare i font a scopo commerciale. Oltre agli aspetti tecnici sulla “vita segreta” dei font, il libro contiene alcuni aneddoti divertenti come la storia del Comic Sans (utilizzato per da molti e odiato da altrettanti!).

Lo consiglio assolutamente: ☆☆☆☆☆/5


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