Mosca Cieca: Ti fidi dei tuoi vicini di casa?

Mosca Cieca Book Cover Mosca Cieca
Viviana Spoldi
Giallo
8 Gennaio 2018
Copertina flessibile, e-book
222

Florent è un piccolo paese. Circondati dalla campagna, gli abitanti trascorrono una vita tranquilla tra il bar della piazza, il panificio, le chiacchiere coi vicini di casa e il parco dove giocano i bambini. Poi una mattina la quotidianità a cui sono abituati viene stravolta da un delitto inspiegabile. La vittima è Teodor Banisten che vive, con la moglie Catherine e la governante, in una villetta al quartiere Giada. L’ex giudice in pensione Walter Noel, insieme all’energica e pettegola cognata Clotilde Gamble, sono coinvolti dalla polizia nella ricerca di un assassino che non ha lasciato nessuna traccia dietro di sé. Due giorni dopo, un secondo omicidio, al quartiere Ambra, scatena un’ondata di panico all’interno del paese e ogni persona, ogni parola e piccoli episodi del presente e del passato iniziano ad assumere significati diversi e cruciali in un cammino alla ricerca della verità.

Mosca Cieca: Ti fidi dei tuoi vicini di casa? 

?Trama

Un duplice omicidio in un paese di campagna in cui tutti si conoscono e in cui la quotidianità è scandita da pettegolezzi e battibecchi tra vicini di casa.

La prima vittima è Teodor, un uomo che vive nel villaggio Giada insieme a sua moglie. Successivamente, pochi giorni dopo, si verifica un secondo omicidio.

Per tentare di riappacificare questo tranquillo paese di campagna, un giudice in pensione e sua cognata, cercheranno di scoprire la verità su questi casi che hanno portato lo scandalo all’interno della comunità: sono collegati tra loro? L’assassino è il medesimo? Cosa ha spinto l’assassino ad uccidere due persone in una cittadina come questa?

Tutto gira intorno a pettegolezzi, parole dette o non dette, anche in passato.

?Il libro

Questo romanzo è un “giallo diverso”: la struttura è quella classica del giallo, con omicidio, inchiesta, risoluzione del caso. La particolarità, però, sta nel fatto che – come detto in precedenza –  tutta la vicenda sia scandita dai pettegolezzi e dai litigi tra vicini. La trama è ben costruita e tutti i dettagli prendono significato mentre si procede con la lettura.

Si generano le classiche situazioni che si possono trovare solo in un paese di campagna: vicini di casa che si spiano, che fingono amicizie, che sparlano e che criticano per il gusto di farlo. Ma, allo stesso, una comunità dove tutti si conoscono e dove, in un modo o nell’altro, si è tutti uniti.

Il ritmo è medio, scandito dalla quotidianità degli abitanti di Florent; nonostante la cerchia ristretta di persone e sospettati, non mancano i colpi di scena! L’ambientazione, un piccolo paese, aiuta a creare l’atmosfera giusta, soprattutto considerando gli intrighi e le vicende che portano all’assassinio.

Lo stile è chiaro e descrittivo al punto giusto. I personaggi sono ben definiti e, benché all’inizio alcuni possano sembrare incerti, alla fine risultano tutti ben delineati e comprensibili.

?Cosa mi è piaciuto:

  1. La scelta del “paesino”;
  2. La particolarità del racconto

?Cosa ne penso?

Una lettura piacevole e scorrevole, adatta agli amanti del giallo.  Nonostante si tratti di un giallo con omicidi e quant’altro, personalmente non l’ho trovato eccessivamente “crudo”, adatto quindi a chi adora il mistero ma senza troppi spargimenti di sangue e scene macabre.

Link per l’acquisto: Amazon

Pagina Facebook dell’autrice: qui.

Ringrazio infinitamente l’autrice per avermi dato la possibilità di leggerlo e recensirlo 🙂

Il fuoco segreto di Altea – Gli Arconti Ombra

Gli arconti. Il fuoco segreto di Altea Book Cover Gli arconti. Il fuoco segreto di Altea
Isabel Harper
Juvenile Fiction
2020
320

Ailan e Marill, amici inseparabili, si trovano coinvolti in un'avventura mozzafiato per contrastare il potere del malvagio Victor Vimperion e ritrovare la fiamma da cui dipende la vita di tutta Altea. Tra prigioni e palazzi reali, pericolosi marchingegni, misteriosi tecnomaghi, gendarmi in velocipede, tradimenti e nuove amicizie, dovranno scoprire la verità e ritrovare il Prisma Stellato, il prezioso scrigno in cui è racchiusa la Fiamma di Altea. Età di lettura: da 9 anni.

Il fuoco segreto di Altea – Gli Arconti Ombra, I. Harper

? Trama

Ailan è un ragazzino curioso e vivace, ha un’amica da cui non si separa mai e a cui è particolarmente legato – Marill. Vivono al Altea, un luogo in cui la popolazione ha perso l’entusiasmo e la vitalità a causa della sparizione della Fiamma.

Senza nemmeno accorgersene, Ailan e Marill si trovano in una strabiliante “missione” alla ricerca della fiamma scomparsa, con l’intenzione di riportare la serenità e la vitalità di un tempo ad Altea a contrastare il malvagio Victor Vamperion.

Una corsa contro il tempo che li porterà a scoprire molte cose sul loro mondo, il loro passato e persino loro stessi!

? Il libro:

Un libro molto piacevole e leggero, adatto per essere letto da e a bambini e ragazzini. Nonostante la sua semplicità apparente, prende in considerazione temi quali l’amicizia, il rapporto tra le persone all’interno di una società o un paese, la famiglia.

Sicuramente si distingue da molti altri racconti per ragazzi per l’ambientazione, i dettagli e gli accostamenti di magia nera, incantesimi e meccanismi particolari.

? Cosa mi è piaciuto:

  1. L’ambientazione: stile Steampunk, ingranaggi, colori particolari.. mi è piaciuta un sacco!
  2. La bottega delle invenzioni dimenticate (potrei perdermi in un posto così…)
  3. Lo stile

?  Cosa ne penso?

Una lettura piacevole, un’avventura tutta da scoprire e un’ambientazione diversa dal solito: un libro adatto ai lettori più giovani e da leggere ai più piccoli! Consigliato senza dubbio 🙂

Grazie a IL TACCUINO – UFFICIO STAMPA per avermi dato la possibilità di leggerlo

 

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Recensioni: INDICE

Riparto da qui

Riparto da qui Book Cover Riparto da qui
Beatrice Bracaccia
Romanzo rosa
LibroSì
e-book

Martina, 'Marti' come tutti la chiamano, torna nella città dove è cresciuta. Sono passati dieci anni da quella che è stata una vera e propria fuga, da se stessa, da un amore spezzato e da emozioni da cui non è stata capace di guarire. Martina torna ad incontrare ciò da cui è fuggita: gli amici di un tempo, i luoghi dove è vissuta e soprattutto Filippo, il suo migliore amico, che non ha più visto, ma con cui ha continuato a scambiarsi mail e confidenze. Filippo che, saputo del suo ritorno, vuole rincontrarla...
Sarà capace Martina di fare pace con il passato? e Filippo è veramente solo un buon amico? Riparto da qui è una storia avvincente, romantica, appassionata, con una grande protagonista capace di emozionare.

Beatrice Bracaccia vive ad Orvieto, una graziosa cittadina immersa nelle verdi colline umbre. Lettrice appassionata, si diletta da sempre a scrivere piccoli episodi di vita quotidiana che poi racconta con disancantanta ironia sul suo profilo Facebook. La sua sensibilità e vivacità fanno di lei una persona "speciale e fuori del comune, sempre pronta ad ascoltare e a sorridere", dicono gli amici. Riparto da qui è il suo romanzo d'esordio che pubblica con la casa editrice Librosì Edizioni.
Una nuova autrice emergente, degna di attenzione.

Riparto da qui di Beatrice Bracaccia

✒ “Svanì così, tutto d’un fiato, il mio interesse verso qualsiasi cosa e verso chiunque. Azzerai tutti i tipi di stimoli esterni, niente che potesse catturare la mia attenzione, né, soprattutto, che potesse suscitare in me qualsiasi sensazione”.

“Ho il sorriso, è quella davvero è una sorpresa inaspettata”

“Vittime o complici di un destino che, tenendoci per mano, ci ha condotti a quell’istante preciso, che nei nostri racconti diventerà il momento in cui è cambiato tutto […]”

Incipit

Io e Pietro ci siamo messi insieme un sabato pomeriggio.
14 aprile, terza media.

? Trama

Martina, Pietro e Filippo sono i tre personaggi principali di questa storia: una storia che inizia in terza media con il “primo amore” tra Martina e Pietro e che si sviluppa con diversi episodi, tra gioie e – soprattutto – dolori.

La relazione tra Martina e Pietro prosegue, sono felici ed innamorati. Purtroppo, però, un tragico evento sconvolgerà la vita dei tre protagonisti e non solo. Questo porterà Martina, in particolare, ad isolarsi dal  mondo e a trascinarsi in una vita in cui non riesce più ad inserirsi.

“Svanì così, tutto d’un fiato, il mio interesse verso qualsiasi cosa e verso chiunque. Azzerai tutti i tipi di stimoli esterni, niente che potesse catturare la mia attenzione, né, soprattutto, che potesse suscitare in me qualsiasi sensazione”.

Questo malessere interiore accompagnerà Martina per diversi anni, fino a diventare parte di lei: non vorrà più essere felice, pensando di non meritarlo e di non esserne capace. Dopo molto tempo, ci sarà ancora qualcuno disposto ad aiutarla, ma lei riuscirà a cambiare e ad accettare un aiuto?

? Il libro:

Un libro ben scritto, che analizza in modo molto preciso l’umore e i sentimenti dovuti alla perdita di una persona cara. Non è semplicemente un romanzo rosa, è qualcosa in più: più profondo, più complicato.

Lo stile è molto semplice e si segue facilmente, potendosi concentrare sull’aspetto emotivo della protagonista: i comportamenti e le scelte di Martina, dovuti al suo stato d’animo, rappresentano molto bene ciò che potrebbe capitare a chiunque dopo una situazione spiacevole (non necessariamente la perdita di una persona cara, ma comunque un evento negativo). La difficoltà ad accettarsi ed i sensi di colpa, infatti, sono ciò che spesso colpisce le persone più sensibili.

La narrazione avviene alternando le fasi della storia, vissute dai vari protagonisti. Questo aiuta a confrontare i fatti accaduti con l’aspetto emotivo del racconto.

? Cosa mi è piaciuto:

  • l’universalità del personaggio di Martina: come già detto, chiunque può attraversare un brutto periodo ed aver difficoltà ad uscirne;
  • la famiglia: il padre e il fratello di Martina, sempre pronti ad aiutarla.

?  Cosa ne penso?

Premessa: il romance non è il mio genere preferito. Tuttavia, come ho già detto in altre occasioni, credo che, se i  romanzi in questione contengono altri fattori oltre a quelli caratteristici del romanzo rosa, siano comunque una buona fonte di riflessione. In questo caso, a parer mio, soprattutto per quanto riguarda le difficoltà dovute ad eventi spiacevoli e l’importanza di trovare aiuto in altre persone.

? L’autrice: 

Beatrice Bracaccia vive ad Orvieto, una graziosa cittadina immersa nelle verdi colline umbre. Lettrice appassionata, si diletta da sempre a scrivere piccoli episodi di vita quotidiana che poi racconta sul suo profilo Facebook. La sua sensibilità e vivacità fanno di lei una persona “speciale e fuori del comune, sempre pronta ad ascoltare e a sorridere”, dicono gli amici. Riparto da qui è il suo romanzo d’esordio che pubblica con la casa editrice Librosì Edizioni.

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Recensioni: INDICE

L’insana improvvisazione di Elia Vettorel

L'insana improvvisazione di Elia Vettorel Book Cover L'insana improvvisazione di Elia Vettorel
Anemone Ledger
2017
168

L’insana improvvisazione di Elia Vettorel: “Ho sempre creduto e saputo di essere diverso […]”

? Incipit

“…la prego mi parli liberamente, come se io non ci fossi o come se fossi il suo amico più intimo, se le fa piacere. Mi parli di tutti i suoi problemi, di tutti quello che ha passato, parliamo dapprincipio. Non estrometta nulla. Siamo solo io e lei, soltanto noi due.”

? Sinossi

Improvvisazioni negative accompagnano tutta la fiaba nera di Elia Vettorel, dai suoi primi anni in orfanotrofio fino alla morbosa attenzione nei confronti di sua madre, al delirio completo, alla perdita di se stesso. La collezione di quadri inquietanti raffiguranti bambini uccisi in modi brutali, l’adrenalina nel compiere atti immondi, la derisione per il suo aspetto e la cicatrice sulla guancia, vero e proprio squarcio nell’abisso infernale e sconnesso della sua anima; come non poteva, Elia Vettorel, compiere un atto insano?

? Trama

Elia Vettorel, un bambino diverso dagli altri, un bambino fondamentalmente arrabbiato con tutto e tutti, è un bambino problematico che viene lasciato in orfanotrofio dopo la sua nascita dalla madre che, si coprirà nel corso del racconto, tenta in questo modo di proteggere il figlio dal padre.

Lo lascia poco dopo la sua nascita, salvandolo da un atroce destino ed affidandolo alle suore. Elia non può sapere questa verità ed è molto arrabbiato anche con la madre, proprio perché lo ha abbandonato. Esterna i suoi pensieri per tutta la durata del libro, raccontando come si sia trovato in primo luogo ad affrontare gli altri bambini, ed in seguito le suore stesse.

Poco alla volta matura nella sua mente il desiderio di una famiglia felice: ne  immagina una e disegna su un muro dell’orfanotrofio (questo originerà una delle sue punizioni più severe).

Allo stesso modo, disegna il suo amico immaginario: un amico che “gli parlerà” e lo consiglierà durante tutta la sua permanenza all’orfanotrofio.

Solo una delle suore crede ancora nella bontà di Elia e cerca di aiutarlo in tutti i modi possibili, finché un giorno non scopre che Elia è in possesso di un quotidiano trafugato dalle proprietà delle suore.

Quel tipo di lettura è vietato ai bambini ma uno di loro riesce ugualmente ad impossessarsene e, in seguito, finisce nelle mani di Elia, che lo custodisce gelosamente sotto il materasso e rilegge in modo assiduo i fatti di cronaca.

La vita nell’orfanotrofio procede tra alti e bassi ed Elia è sempre più feroce e introverso, tant’è che le suore non vedono l’ora di liberarsene.

Un giorno la madre di Elia arriva a prenderlo: lo carica in macchina e lo porta a casa. Elia è spaesato, combattuto tra la rabbia che prova ancora nei confronti della madre e la voglia di fuggire da quel posto.

Il tempo passa ma Elia continua a sentirsi inadatto, brutto e fuori luogo. Inizia ad avere pensieri inquietanti nei confronti della madre e a scoprire verità sconcertanti sul padre: questo e molto altro ancora sarà raccontato da un Elia adulto, davanti ad uno psicologo che, ancora una volta, tenterà di capire lui, la sua mente e gli atti sconcertanti che ha compiuto e che sta raccontando.

? Il libro:

Lo stile dell’autrice è molto chiaro e lineare, benché spesso tratti argomenti tutt’altro che semplici. Il ritmo è piuttosto veloce, scandito dai continui turbamenti del protagonista e dalle sue reazioni a ciò che gli accade. La narrazione avviene in prima persona: Elia bambino che racconta tramite i suoi pensieri ed Elia adulto che narra la vicenda allo psicologo. Lo stile cambia leggermente tra i due momenti della vita di Elia e questo credo faciliti molto a distinguere le fasi del racconto.

? Cosa mi è piaciuto:

  1. Lo stile di scrittura;
  2. La particolarità del racconto;
  3. I dettagli e il paragone tra improvvisazione e musica jazz.

?  Cosa ne penso?

Penso sia un libro spaventosamente realistico sotto molti punti di vista: la mente umana sa essere indecifrabile e incomprensibile, soprattutto se pensieri e atteggiamenti perversi iniziano durante l’infanzia. Le cause scatenanti possono essere molte: abbandono, difficoltà, incomprensioni. Ma molto è dovuto anche al carattere e alla determinazione di ognuno.

Un apprezzamento particolare per l’autrice: la sua capacità di descrivere la mente umana e i suoi “scherzi” è incredibile. Lo stesso vale per i pensieri più cupi, gli istinti, il disagio. Complimenti! Grazie per avermi dato la possibilità di leggerlo!

Vi lascio il link al suo libro su Amazon qui.

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Recensioni: INDICE

Perso tra le pagine

Perso tra le pagine Book Cover Perso tra le pagine
Barbara Pasinato
2017
236

“Era il primo giorno di scuola di una calda giornata di inizio ottobre". Così inizia la storia di un bambino di undici anni, che nel giro di poco si ritrova a vivere un’esperienza completamente diversa da quella che si era immaginato. Verrà catapultato in un luogo a lui estraneo, solo e senza che nessun adulto gli conceda delle risposte che possano aiutarlo a comprendere l’improvviso cambiamento di vita. L’unico conforto lo troverà tra le pagine dei libri, in un alternarsi tra vita reale a lui incomprensibile e storie fantastiche ed avvincenti. Cercherà d’affrontare le sue paure, scoprirà misteri ma soprattutto viaggerà con la fantasia attraverso i preziosi racconti dei suoi eroi.

Perso tra le pagine, Barbara Pasinato

? Trama

1968, un bambino di undici anni si appresta a passare dalle scuole elementari alle medie: è un bambino sorprendentemente intelligente e studioso per la sua età e questo lo aiuterà durante tutte le avventure che dovrà affrontare: dovrà, infatti, trascorrere diversi mesi in un istituto per bambini gestito dalle suore.

La mamma lo lascia in quel luogo spiegandogli che è per il suo bene, per questioni di salute. All’interno dell’istituto il bambino passerà un periodo piuttosto lungo della sua vita, soprattutto considerando la fase delicata in cui si trova: la crescita, il confronto con persone nuove e sconosciute.

Ciò che aiuterà maggiormente il bambino a superare positivamente questo periodo e ad apprendere il più possibile da questa esperienza saranno un diario e dei libri. Inizierà, quasi per gioco e per passare il tempo, a scrivere un diario per annotare tutto ciò che gli succede: l’amicizia con Anna, poco più grande di lui e da più tempo nell’istituto, gli insegnamenti del professore, le letture e i rari incontri con i parenti.

Le letture, soprattutto, lo aiuteranno a “misurare” la sua crescita e i suoi mutamenti nel carattere e nella personalità: molto giudizioso e intelligente sin da piccolo, si troverà a valutare lui stesso i cambiamenti dovuti alla sua crescita e, poco a poco, ripensare ai primi giorni passati all’istituto, a come abbia cambiato punti di vista e appreso molte cose sulle persone che gli stanno intorno.

La madre andrà a riprenderlo dopo alcuni mesi: troverà un bambino più maturo e adulto, con un bagaglio di esperienze che non dimenticherà mai.

Alla fine del libro, infatti, lo ritroviamo adulto, mentre pensa ai tempi passati e riceve un pacco decisamente inaspettato, che lo farà partire per una nuova avventura strepitosa.

? Il libro:

Perso tra le pagine è un libro molto scorrevole, dal sapore nostalgico: la storia del bambino si mescola alle sue letture e ai personaggi che lui giudica e con cui si confronta, sullo sfondo il Piemonte d’altri tempi.

Il ritmo del libro è scandito dalle giornate annotate sul diario, dalle vicissitudini del bambino e dal cambiare delle stagioni, viste attraverso le mura dell’istituto. La narrazione viene fatta dal bambino in prima persona, attraverso i suoi pensieri ed il suo diario.

Un libro molto piacevole che racconta la storia del Piemonte e del Canavese, di alcuni personaggi che ne hanno fatto la storia, visti con gli occhi di un bambino curioso e intelligentissimo.

? Cosa mi è piaciuto:

  1. La storia del Canavese vista attraverso quella del bambino;
  2. Le foglie;
  3. L’apprendimento a la formazione di una persona attraverso i libri.

?  Cosa ne penso?

Penso sia molto interessante per gli amanti del nostro territorio, per chi si rifiuta di dimenticare la storia e dei personaggi che hanno contribuito a dare un’identità a queste zone.

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