I grandi scrittori non mangiano

I grandi scrittori non mangiano Book Cover I grandi scrittori non mangiano
Donato Montesano
Racconti
2017
112

I grandi scrittori non mangiano

I grandi scrittori non mangiano è una raccolta di 14 racconti molto stravagante e originale ma con una particolarità ben precisa: racconta realtà rovesciate e strampalate, ma con una base molto verosimile.

Questa è la caratteristica che personalmente ho apprezzato di più.

Il libro

La racconta è molto variegata: i temi trattati sono diversi e ogni racconto racchiude un pizzico di originalità e un messaggio per il lettore o comunque un incitamento a porsi davanti alla realtà e agli eventi in modo fantasioso e alternativo.

Il ritmo di lettura è medio: i racconti singolarmente si leggono ad un ritmo piuttosto veloce ma, leggendoli in sequenza, il ritmo viene leggermente rallentato dal cambiamento dell’ambientazione e dell’atmosfera, che sono diverse in ogni racconto.

Il lessico scelto è appropriato al genere di racconti e utilizza sia termini di uso comune e sia termini inventati, riproduzioni di rumori e suoni e così via.

I grandi scrittori non mangiano è un viaggio in mondi paralleli, a tratti malinconici e nostalgici ma pieni di una speranza nascosta – una speranza nel vedere le cose diverse da come sono, immaginare e sognare qualcosa di diverso, non per forza migliore e non per forza peggiore.

Credevano che l’arte fosse una forma di rivoluzione. Anzi, vivendo nel ventunesimo secolo, credevano che l’arte fosse l’unica forma e possibilità di rivoluzione.

 

L’autore

Donato Montesano (Tricarico, 1991) fa parte dello studio di architettura e laboratorio multidisciplinare Rabatanalab. I grandi scrittori non mangiano è il suo libro d’esordio.

 

In conclusione

Questo libro mi è piaciuto molto e lo consiglio a chiunque stia cercando una lettura “diversa” e fuori dagli schemi. Lo consiglio anche perché, essendo suddiviso in racconti, è adatto anche a chi non ha molto tempo da dedicare alla lettura e che in questo modo può concludere facilmente e velocemente un racconto alla volta.

Inoltre, offre punti di vista nuovi e lascia una piacevole sensazione di “se guardo le cose in modo fantasioso non è poi così male”!

Grazie infinite all’autore per avermi dato la possibilità di leggere la sua opera!

 

Link per l’acquisto su Eretica Edizioni: qui

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Il mio cammino di Santiago

Il mio Cammino di Santiago

quasi 800 km
quasi 800 versi

due componimenti poetici sul pellegrinaggio verso Compostela

Oggi, 21 marzo – giornata Mondiale della Poesia, ho deciso di parlarvi di un libro che contiene due componimenti poetici, dell’autrice Mara Spoldi (di cui potete leggere anche la recensione di Timidi Zampilli).

 

Il libro

Si tratta di un libro relativamente breve (circa 90 pagine) ma che contiene al suo interno una grande quantità di emozioni.

Come detto in precedenza, nella recensione di Timidi Zampilli, l’autrice è estremamente sensibile e allo stesso modo lo sono i suoi versi. Ciò che può risultare inconsueto è il fatto di “leggere un viaggio” sotto forma di versi: solitamente si è abituati a diari di viaggio piuttosto che romanzi “on the road”, questo libro invece racconta un viaggio in versi.

Riporto la prefazione, che contiene alcune informazioni utili sul testo:

In questi ultimi tempi (oltre che in tutti i tempi), il
pellegrinaggio a Santiago di Compostela ha
assunto un carattere molto profanato dai mezzi di
comunicazione. Affrontano questo viaggio anche
coloro che sono miscredenti, per sport, avventure e
divertimenti.
Alcune iniziative mi hanno addirittura lasciato
perplesso. Invece, nel viaggio della Spoldi, io vi
troverò un fervore che può essere paragonato,
mutate le epoche e le circostanze, a quello di
Caterina Benincasa, passata alla storia come Santa
Caterina da Siena, eletta addirittura a “dottoressa”
della Chiesa.
Non so se il misticismo aiuti a produrre o no arte e
poesia, ma di artisti, pittori, musicisti, scultori che
hanno compiuto le loro opere anche in preda a un
certo loro rapimento o a una ricerca mistica, ce ne
sono molti.
A me sembra che la poesia di Mara Spoldi, altresì
nella tendenza del suo linguaggio verso certi
arcaismi, lei si giovi di molte risorse spirituali e di
ieratica immaginazione, di accesi sentimenti e di
ferventi rappresentazioni, per ottenere l’ardore
ascetico, l’illuminazione, le risorse dall’Alto che va
cercando con fede e speranza, e non le mancano
squarci lirici suggestivi.
Insomma, sono onestamente convinto di trovarmi,
al di là d’ogni altra considerazione d’altro genere,
davanti ad una artista autentica.
Teodoro Giuttari

 

La particolarità

Come premesso all’inizio della recensione, Il mio cammino di Santiago non racconta solo il viaggio con le sue tappe e la sua dinamica, racconta principalmente le emozioni di una persona che ha deciso di intraprendere questo cammino di quasi 800 km.

Riporto i primi versi per dare un’idea dello straordinario lavoro dell’autrice:

Parti.
La paura del sogno
si fa presto magia
e la mente dischiusa
accoglie delicata
i colori del silenzio.

Lo stile è semplice, il lessico comune, il ritmo costante: tutto dà importanza al contenuto.

 

In conclusione

Consiglio questo libro a tutti gli amanti della poesia, anche a chi volesse sperimentare qualcosa di “diverso”, forte e delicato allo stesso tempo.

Trovate sia l’ebook che il cartaceo su Amazon.

Buona lettura e… Grazie Mara per avermi dato la possibilità di leggerlo!

Siamo solo piatti spaiati

Recensione Siamo solo piatti spaiati

Siamo solo piatti spaiati è un libro che tratta temi delicati come l’adolescenza, i problemi legati a questa età, le buone o cattive scelte, e l’importanza di trovare aiuto in una persona di riferimento.

Lo fa attraverso la storia dei due protagonisti: un ragazzo che viene inserito in una comunità e l’educatore che maggiormente si dedica a lui.

Siamo solo piatti spaiati è quindi un romanzo di formazione, che racconta di esperienze positive e negative, di cambiamenti interiori e crescita personale.

Detto ciò, passiamo all’analisi vera e propria.

Il libro

Preparare un viaggio non significa soltanto preparare le valigie, scegliere i vestiti, non dimenticare gli oggetti personali. Bisogna abituarsi al cambiamento, aprirsi al  nuovo orizzonte, ricordare tutte le esperienze precedenti per rinnovarle nel nuovo viaggio.

Si tratta di un libro piuttosto breve, dal ritmo di lettura medio. L’ambientazione e l’atmosfera sono abbastanza neutre: la storia potrebbe essere ambientata in una qualsiasi cittadina con un istituto e un gruppo di ragazzi.

L’atmosfera non incide particolarmente sul racconto e non è percettibile in modo netto, come avviene in altri romanzi.

Lo stile dell’autore è molto semplice, il lessico giovanile e quasi confidenziale.

La trama è anch’essa semplice e si sviluppa intorno alla storia del protagonista che, a causa di un evento, si ritrova a dover passare un periodo della sua vita in comunità: qui conosce un educatore che lo aiuta in modo determinante per il suo futuro ed un compagno che risveglia in lui riflessioni e pensieri accantonati.

In conclusione

Credo che l’autore e il genere siano potenzialmente validi, soprattutto per un pubblico giovane e che possa rispecchiarsi nei personaggi e nelle storie che vengono raccontate.

Tuttavia, mi sento di fare un piccolo appunto sulla qualità generale del libro: per prima cosa il testo può essere migliorato per dare più risalto al messaggio. Inoltre credo che l’aspetto del libro sia totalmente sbagliato: la copertina è davvero mal fatta: i piatti sono scontornati malamente e incollati senta un senso, il titolo e il nome dell’autore stanno malissimo sia tra loro e sia sullo sfondo su cui sono stati messi. In generale, credo che questo penalizzi tantissimo il libro perché, immaginando di trovarlo su uno scaffale, non si capirebbe nemmeno il genere dalla copertina. Poi, è vero che l’apparenza non determina la “sostanza” ma, a mio parere, può influire negativamente sull’impressione dei potenziali lettori.

Detto ciò, consiglio comunque questo libro a chi cerca una lettura leggera con temi non troppo scontati e un bel messaggio.

Ringrazio Il taccuino – ufficio stampa per avermi dato la possibilità di leggere questo libro e parlarvene.

Buona lettura!

Le altre recensioni alla pagina INDICE

L’isola bianca

Recensione  – L’isola bianca: 33°22’04.0″N, 112°16’10.0″W

Adesso che la civiltà è stata spazzata via, c’è qualcosa di sottile che ha penetrato il mio cuore. La portata del mio libero arbitrio è aumentata, sono giudice delle vite altrui e il mio fucile è il martello attraverso cui emetto il verdetto. 

Il libro

L’isola bianca è un romanzo post-apocalittico, crudo e diretto. Lo si intuisce già dall’incipit.

L’ambientazione e l’atmosfera sono ricreate alla perfezione: devastazione e desolazione occupano il mondo intero. Questo è percepibile sia attraverso le descrizioni e sia attraverso le azioni e i pensieri dei protagonisti. I personaggi sono pochi e vengono descritti sotto il punto di vista fisico ma soprattutto sotto quello psicologico: la solitudine, la fame e la disperazione portano alla pazzia e all’irrazionalità.

In questo modo viene descritta non solo la storia dei protagonisti ma la natura del genere umano: quella di prevaricare sugli altri, di salvarsi ad ogni costo.

Il ritmo di lettura è piuttosto frenetico: nonostante le descrizioni e i momenti “di tranquillità”, le vicende si susseguono con un ritmo tale che è difficile annoiarsi e considerare il romanzo “lento”, anzi! A creare ancora più curiosità e desiderio di proseguire la lettura è il susseguirsi di più protagonisti, che di volta in volta portano avanti la storia. Con il passaggio da un protagonista ad un altro, si ha anche un salto temporale e una descrizione dei luoghi, che permettono di comprendere come si sia trasformato il mondo nel lasso di tempo in questione.

Lo stile dell’autore è semplice ma estremamente curato. Il lessico scelto è perfetto per il tipo di narrazione, come se il lettore stesse leggendo un diario o ascoltando un racconto. Spesso si trovano dei momenti di ironia (o autoironia, dei protagonisti), dal sapore amaro, tipico della situazione in cui si trovano.

Dall’inizio alla fine, il lettore segue il percorso dei protagonisti (sia fisico che mentale) che parte dal disorientamento, passa per lo sconforto e successivamente arriva alla disperazione. Solo dopo aver affrontato ogni genere di emozione devastante e aver superato scelte e atti altrettanto devastanti, ecco che ricompare la speranza: L’isola Bianca. L’unico posto al mondo che non sia stato distrutto dai bombardamenti nucleari.

Il protagonista inizia quindi il suo ultimo viaggio, verso la speranza, verso l’isola bianca. Ma, ovviamente, non si tratterà di un viaggio semplice, tutt’altro!

In conclusione:

Consiglio questo libro per la cura con cui è stato scritto, prima di tutto. Lo consiglio ovviamente anche per la trama e per il ritmo di lettura, che formano una combinazione vincente. Vi avverto: non è un libro semplice da metabolizzare, è piuttosto crudo (per le scene descritte) e “duro” (per gli argomenti trattati, soprattutto i risvolti psicologici degli eventi sulla mente umana). In ogni caso, ne vale la pena. Buona lettura!

Grazie a @anubisgabriele per avermi dato la possibilità di leggere il suo libro! Vi lascio il link per il download su Amazon: qui.

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La filosofia di Zorba

La filosofia di Zorba

è un romanzo rosa attuale, leggero ma profondo. Racconta la storia di Valeria, una studentessa che frequenta l’ultimo anno di liceo e che affronta quotidianamente le sue incertezze e difficoltà.

In questo viene sostenuta dalle sue migliori amiche, spesso però il sostegno non è sufficiente a darle abbastanza forza. Valeria è una ragazza estremamente emotiva, solitaria, odia la popolarità e le gli atteggiamenti tipici dei suoi coetanei. Spesso viene messa da parte proprio a causa della sua difficoltà ad inserirsi e uniformarsi ai gruppi più popolari della scuola.

Nonostante ciò, entra nel raggio d’attenzione dei due ragazzi più popolari della scuola: Massi e Marco. Sono persone estremamente diverse da Valeria, così come le compagnie che frequentano. Inizialmente i dialoghi e gli incontri tra di loro sono perlopiù scontri e affronti. Successivamente, però, tra Massi e Valeria nasce un’attrazione che va crescendo a mano a mano che si conoscono. Sono uno l’opposto dell’altro: avranno qualche speranza di costruire qualcosa insieme? Lui, sfacciato e presuntuoso. Lei, introversa e insicura.

Come se non bastasse, c’è la presenza costante di Delia, la ragazza che sin da bambina ha una cotta insuperabile per Massi.

Ci sono però due fattori che contribuiscono a legare i due ragazzi. Il primo è l’aiuto che Valeria riceve da un professore, che la sprona ad affrontare le sue insicurezze all’insegna di esperienze nuove e importanti. L’altro è un concorso letterario a cui parteciperanno Valeria e Massi: questo evento, in particolare, metterà alla prova il loro rapporto, mettendoli di fronte a scelte, alla necessità di fidarsi uno dell’altro e comprendersi a vicenda, nonostante ciò che avviene intorno a loro.

Il libro

Questo romanzo si può definire Romance, ma contiene qualcosa in più oltre alla storia d’amore: introspezione e analisi del periodo adolescenziale, con i suoi problemi “insormontabili”.

Lo stile dell’autrice è semplice e scorrevole, il romanzo si legge facilmente, avendo modo di soffermarsi sui contenuti. Si alternano dialoghi, descrizioni dei luoghi e delle emozioni, dei personaggi e e delle loro esperienze. Infine, un epilogo sorprendente!

L’autrice, attraverso la figura riflessiva e matura di Valeria, trasmette un messaggio molto importante: è fondamentale saper unire responsabilità e riflessione ad una giusta dose d’istinto, per superare le proprie paure e vivere ogni esperienza al meglio.

In conclusione

Consiglio questo libro agli amanti del romanzo rosa ma anche a chi fosse in cerca di una lettura leggera ma significativa. La filosofia di Zorba è, in fondo, uno stile di vita che può essere adottato in qualsiasi momento della propria vita.

Ringrazio l’autrice per avermi dato la possibilità di leggere il suo romanzo e vi lascio il link per l’acquisto qui.

 

 

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