Il sogno

Il sogno Book Cover Il sogno
Mary Shelley
Gotico, Racconto, Classico
La Vita Felice
2019
Copertina flessibile
67

The Dream (“Il sogno”) è un racconto gotico scritto da Mary Shelley e pubblicato per la prima volta sull’annuario letterario «The Keepsake» nel 1832. Era accompagnato da un’illustrazione dipinta da Louisa Sharpe e incisa da Charles Heath. Da allora è stato ristampato in diverse antologie. La riproduzione di un manoscritto olografico del racconto, conservata nella Carl H. Pforzheimer Library di New York, mostra come Mary Shelley abbia modificato la versione originale del racconto per adattare meglio il personaggio di Constance all’illustrazione di Louisa Sharpe. Ambientato in Francia intorno al volgere del XVII secolo, è la storia di una giovane donna, la contessa Constance di Villeneuve, innamorata di Gaspar de Vaudemont, figlio del nemico di suo padre. Poiché i loro padri si erano uccisi l’un l’altro in battaglia, Constance è divisa tra il suo amore per Gaspar e il senso del dovere nei confronti del defunto padre.

Il sogno di Mary Shelley è un racconto breve in pieno stile gotico, stile caratteristico dell’autrice.

In breve la storia è questa: una coppia di amanti si trova ad affrontare scelte di vitale importanza. Il ragazzo e la ragazza infatti sono figli di due famiglie rivali, che hanno portato avanti litigi e scontri fino al punto di commettere omicidi.

A farne le spese sono stati il fratello e il padre della ragazza, e il principale sospettato è proprio lo sventurato ragazzo di cui lei è innamorata. I due giovani amanti hanno portato avanti una relazione in segreto per diverso tempo, fino a quando i sospetti di questo terribile crimine hanno fatto allontanare la ragazza dal suo amato.

Nonostante i ripetuti tentativi da parte di lui di dimostrare la sua innocenza, la ragazza è dibattuta a tal punto di non riuscire a scegliere tra amore e famiglia. Il racconto infatti viene narrato attraverso il punto di vista della ragazza, che vive una lotta interiore estenuante tra il suo smisurato affetto nei confronti del giovane e i sensi di colpa nei confronti dei suoi cari defunti.

Non potendo trovare una soluzione al suo dilemma e trovandosi ormai prossima al ritiro in convento, decide – su consiglio di una persona amica – di recarsi su una sorta di “roccia della verità“, ossia una sporgenza a picco sulla Loira che, secondo la leggenda, porterebbe consiglio durante la notte.

Per affrontare la sfida la ragazza deve recarsi da sola sul promontorio e addormentarsi, con il rischio di cadere nel fiume e morire. L’epilogo sarà assolutamente positivo e i due potranno coronare il loro Sogno d’amore senza doversi sentire in colpa per rivalità ormai passate, ma la parte più coinvolgente del racconto è sicuramente l’analisi interiore dei pensieri e degli stati d’animo della ragazza, nonché l’aspetto gotico tipico di Mary Shelley.

Prima di arrivare al fatidico sogno infatti la ragazza ha delle visioni di fantasmi dei suoi cari defunti, viene perseguitata da allucinazioni e in qualche modo vive parallelamente ad un senso di morte incombente. In conclusione si tratta di un racconto breve ma molto intenso e caratteristico: uno stile gotico incredibilmente elegante e curato che spinge a leggere una pagina dopo l’altra senza fermarsi.

Mary Shelley, benché sia conosciuta principalmente per la sua opera maggiore – Frankenstein, ha scritto in realtà molti altri romanzi e racconti gotici, nonché articoli di giornale, poesie e romanzi storici.

Solo recentemente alcuni dei suoi scritti sono stati rivalutati e tradotti in molti paesi e riportati alla portata di tutti. In questo caso una nota di merito va fatta anche all’edizione, che presenta il testo inglese e il testo italiano a fronte, un piccolo gioiellino da conservare e rileggere davanti a un camino e una tisana calda. Buona lettura!

@alice.sogno

 

La storia segreta di una contessa irlandese

La storia segreta di una contessa irlandese Book Cover La storia segreta di una contessa irlandese
Joseph Sheridan Le Fanu
Giallo, Epistolare
ABEditore
2020
Copetina flessibile
100

La storia segreta di una Contessa irlandese è un racconto di Joseph Sheridan Le Fanu appartenente ai Purcell Papers (1880), una raccolta di leggende sul soprannaturale e dell’orrore tratte dalla tradizione irlandese. Questo racconto, in particolare, porrà le basi da cui Le Fanu trarrà ispirazione per il famoso romanzo gotico Uncle Silas. Interessante notare come il testo faccia parte di quel sottogenere poliziesco conosciuto come “enigma della camera chiusa”, in cui l'indagine si svolge intorno a un delitto compiuto in circostanze apparentemente impossibili - come quello scoperto in una camera chiusa dall'interno - e come sia esso un primissimo esempio di questa particolare forma narrativa. Nonostante abbia tutte le carte in regola per essere indicato come un primo esperimento del genere, è anche importante notare la riuscita da parte dell’autore nel mettere in evidenza il lato di orrore psicologico che si rivela con il dipanarsi della trama. Alla morte del padre, l’ereditiera Lady Margaret va a vivere con lo zio Sir Arthur e la sua famiglia fino al raggiungimento della maggiore età. L’uomo vive in isolamento volontario nel suo lugubre castello, dopo essere stato accusato di un omicidio accaduto in quel luogo anni prima. Ma lei non ha dubbi sulla sua innocenza, e si sente accolta e benvoluta da lui e dal resto dei famigliari. Non sa, però, che qualcuno sta tramando nel buio per impossessarsi del suo patrimonio, e che presto quel castello diventerà una prigione. La sua ribellione e i continui tentativi di salvezza potrebbero costarle la vita…

La storia segreta di una contessa irlandese è un racconto di Joseph Sheridan Le Fanu pubblicato nell’800 ed ora portato in Italia da ABEditore, nel “funesto anno 2020”.

L’autore di questo racconto è celebre soprattutto per essere stato il primo a portare nella letteratura inglese la figura del vampiro, l’unico precedente a Bram Stoker.

In questo racconto vediamo come protagonista una giovane donna che è rimasta orfana di madre da piccola e di padre prima del compimento della maturità viene mandata a vivere con lo zio ed il cugino.

La giovane donna non ha mai nutrito una grande simpatia per lo zio né tantomeno per il cugino, con ha avuto corrispondenza nel periodo precedente al suo trasferimento. Il cugino infatti è sempre risultato una persona poco raccomandabile, antipatica e con cattiva intenzione; mentre lo zio confidava essere una persona migliore, soprattutto per via della stima che il padre riponeva in lui.

Dopo un breve periodo trascorso tutti sotto lo stesso tetto, il cugino si offre di diventare suo sposo, ma lei rifiuta categoricamente sottolineando la repulsione che prova nei confronti di questa persona.

Zio e cugino si ritrovano ad essere molto offesi e contrariati da questa decisione, perciò escogitano un piano per ottenere comunque i loro interessi.

La giovane donna inizia a sospettare che i due stiano tramando qualcosa a suo discapito e si confida unicamente con la cugina minore.

In un primo momento sembra che lo zio voglia essere accondiscendente con lei e rispettare la sua scelta di non sposare il figlio: questo infatti sembra essere partito per non ritornare.

Si scoprirà invece che il temibile cugino non è mai partito e,anzi, ha pessime intenzioni nei confronti della ragazza. La poverina si salverà solo grazie al suo sesto senso e alla sua furbizia, che l’hanno condotta a prendere precauzioni nei confronti di questi parenti scellerati.

Tutta la vicenda viene raccontata in prima persona dalla ragazza che si confida in una lettera ad un amico e riporta i fatti in ordine cronologico per come li ha vissuti e per come sono accaduti. Si tratta quindi di una sorta di racconto epistolare benché la lettera sia soltanto una.

La storia segreta di una contessa irlandese

Lo stile dell’autore è incredibilmente elegante e scorrevole come d’altronde la maggior parte degli scritti che appartengono alla sua epoca: oggi lo potremmo definire un racconto thriller o quantomeno con degli elementi del giallo classico, benché non ci siano vere e proprie indagini, ma semplicemente un racconto passo a passo di come si sono svolti gli eventi.

Non ci sono elementi che lo rendano gotico, non ci sono fantasmi, apparizioni e simili, ma l’atmosfera che si percepisce è quella gotica.

Nota: edizione spettacolare ABeditore con illustrazioni e prefazione.

La strada senza ritorno

La strada senza ritorno Book Cover La strada senza ritorno
Andrzej Sapkowski
Fantasy, raccolta di racconti
Nord
2017-10
420

Un cavaliere costretto a combattere per una congrega di maghi potenti e senza scrupoli; un manipolo di soldati finiti per sbaglio nell’inquietante città delle streghe; una giovane pronta a stringere un patto con un demone, pur di vendicarsi di chi le ha mancato di rispetto; un re trincerato nella torre più alta del suo castello, in attesa che avvenga un miracolo… I personaggi che animano gli otto racconti raccolti in questo libro si trovano loro malgrado ad affrontare sfide pericolose e scelte impossibili, battaglie sanguinose e tradimenti inaspettati. Armati solo del proprio coraggio, dovranno attingere a ogni risorsa immaginabile per sopravvivere in un mondo in cui nulla è come sembra, in cui il mostro più feroce si nasconde dietro la maschera dell’uomo comune e persino il più innocente dei sorrisi può celare una minaccia letale

La strada senza ritorno (Maladie i inne opowiadania) è una raccolta di racconti scritta dallo scrittore polacco Andrzej Sapkowski.

Su esplicita richiesta dell’autore, nell’edizione italiana sono stati esclusi i racconti Coś się kończy, coś się zaczyna (Qualcosa finisce, qualcosa comincia) e Bitewny pył (La polvere della battaglia).

Ma facciamo un passo indietro: la saga che ha reso celebre l’autore nel mondo è chiaramente The Witcher, anche grazie agli adattamenti che hanno visto lo strigo protagonista di videogiochi e serie TV. Ciò non toglie che Sapkowski avesse già raggiunto una notorietà non indifferente grazie ai suoi racconti, pubblicati su riviste e antologie.

In Italia, infatti, l’uscita della saga dello strigo si è fatta attendere diversi anni rispetto alla prima pubblicazione, ma Editrice Nord ha “recuperato in fretta”, pubblicando i 5 romanzi e le 2 raccolte di racconti in poco tempo.

Successivamente però, al posto di puntare sulle saghe più recenti, la casa editrice italiana ha scelto di pubblicare una racconta contenente racconti decisamente più datati rispetto allo Strigo.

In questa raccolta troviamo quindi otto racconti diversi in tutto: personaggi, ambientazione, ma soprattutto genere.

C’è del fantasy classico (racconto che si ricollega alla saga dello strigo tramite la storia della madre), c’è della fantascienza e dell’horror cosmico in stile Lovecraft.

Questo può essere destabilizzante: per i lettori che hanno conosciuto l’autore esclusivamente per The Witcher – e, magari, scoprendo prima il franchise e poi la saga – sarà probabilmente difficile apprezzare questa raccolta.

Ma attenzione, va fatta una precisazione: la saga dello strigo non è stata scritta in un giorno, ha accompagnato l’autore per anni. Anni in cui, ovviamente, l’autore stesso si è evoluto nelle capacità e nello stile che lo rende unico.

Questa raccolta va letta proprio in questo modo, nell’ottica di ammirare l’evoluzione dell’autore e di apprezzarne le abilità nello scrivere generi diversi e non esclusivamente fantasy classico.

Perciò, a mio avviso, il “flop” che sembra aver colpito La strada senza ritorno soprattutto sul web e sui social è dovuto a come è stata presentata la raccolta, ossia una serie di racconti inerenti o affini alla saga dello Strigo. Manovra utile alla vendita, ma non alla soddisfazione dei fan del Witcher, che si sono trovati a pensare “ah, ma quindi Geralt non viene nemmeno nominato?”.

Detto ciò, se ci si approccia alla lettura dei racconti in modo consapevole, o quantomeno con un po’ di spirito d’avventura, non si rimarrà certamente delusi.

Sapkowski dimostra in questa raccolta sue capacità sotto molti punti di vista, a partire dal cambiamento repentino di genere, fino al fatto di saper creare un intero mondo, atmosfera e ambientazione, personaggi e trame in un racconto, che è ben diverso da un romanzo perché obbliga l’autore a concentrare tutto in poche pagine e a dover comunque avere lo stesso effetto di trasporto e coinvolgimento del lettore.


Dopo questa lunga premessa, ecco i racconti:

  1. La strada da cui non c’è ritorno, prequel della saga del celebre Strigo, che vede come protagonista Visenna, la madre di Geralt;
  2. I musicanti, retelling psichedelico de I musicanti di Brema dei fratelli Grimm;
  3. Tandaradei! racconto horror psicologico che come elemento horror ha la trasformazione di una donna in chiave sessuale; la storia è scritta attorno ad una poesia, cosa che rende tutto ancora più delicato e allo stesso tempo più horror. Qui, ancora una volta, Sapkowski dimostra la sua incredibile capacità di scrivere personaggi. Non solo personaggi maschili, scrivere di donne in modo credibile e verosimile;
  4. Nel cratere della bomba: una guerra futuristica che mescola elementi attuali r fantascienza;
  5. Pomeriggio doratoretelling di Alice nel paese delle meraviglie, narrato dal punto di vista dello Stregatto;
  6. I fatti di Mischief Creek: streghe nel vecchio west, scontri tra puritani e donne “strane”;
  7. Spanienkreuzscience fiction ambientato in Spagna, scritto per una convention letteraria spagnola a tema noir.
  8. Maladieretelling del grande classico di Tristano e Isotta.

Una nota di merito, ulteriore, va fatta all’autore per le premesse scritte ad ogni racconto: Sapkowski si è “tolto tanti sassolini dalle scarpe”, restituendo un po’ di ciò che si è sentito dire nel corso della carriera. Ora può, e fa bene.

Per concludere, a differenza di ciò che ho letto qua e là, mi sento di consigliare questa raccolta ad un pubblico molto vasto e variegato, benché Sapkowski non sarà mai apprezzato universalmente – o lo si ama o lo si odia. Ma ogni racconto è a sé stante e può aggiungere un nuovo lettore alla schiera di fan di Sapkowski. Anzi, forse sarebbe consigliabile leggere prima i racconti e poi le saghe.

Gotico Femminile – 16 racconti di autrici dell’orrore

Gotico femminile Book Cover Gotico femminile
Various
Horror, Gotico
Mimesis

Le donne non sono più cattive, né meno cattive degli uomini, semplicemente lo sono in modo diverso. Quando a sollevare la paura al livello di orrore è l’immaginazione femminile, l’orrore è essenzialmente orrore quotidiano: non l’invenzione di quel che è orribile, perché strano, ma la scoperta di quanto vi sia di orribile in quel che è quotidiano. Dagli orrori tragicamente possibili, quali la violenza del potere – non solo e, forse, non soprattutto fisica – alle realtà capovolte, riflesse, rovesciate come un guanto, un filo rosso fatto di “brividi sottili, arcani, inquietanti” tiene uniti questi racconti. Un orrore autentico, sottile e molteplice, ma anche pragmatico, ragionevole e concreto. Il lettore verrà condotto nei sotterranei più affascinanti e misteriosi che ci siano: quelli della natura umana e femminile. Poiché se non vi è orrore dove non vi è immaginazione, non vi è orrore fuori di noi che non rifletta quello che è in noi.

Gotico femminile è una raccolta di racconti edita da Jouvence Edizioni. Racchiude sedici racconti horror-gotici di autrici vissute nei due secoli passati.

Attraverso questi sedici racconti si esplorano vari aspetti dell’orrore: dalla superstizione popolare al dolore fisico, dal terrore dell’ignoto all’angoscia della sofferenza e della perdita.

Ogni racconto è scritto con uno stile ed un ritmo diverso, ma tutti con estrema eleganza: un esempio su tutti è Mary Shelley, qui citata con un estratto di Frankenstein, maestra di stile ed eleganza ma al contempo di orrore e suggestione.

Nello specifico, la raccolta è così suddivisa:

    1. ORRORE ANTICO:
      – Margherita di Navarra – Novella XXXI e XXXII
      – Aphra Behn  – I Rossi, I Neri e i Bianchi
      – Madame d’Aulony – Il ramoscello d’oro
    2. GOTICO E IL NERO
      – MAdame de Stael – Paesaggio, Leonora
      – Ann Redcliffe – Elena e Schedoni, Il velo nero
      – Jane Austen – il piacere della paura
      – Mary Shelley – Nascita di Frankenstein
      – George Sand – L’iniziazione
      – Charlotte Bronte – La camera rossa
      – Emily Bronte – Una voce
      – Matilde Serao – Gioco e delirio, La fattucchiera
      – Vernon Lee – La voce malefica
      – Carolina Invernizio – La morta vive
      – Grazia Deledda – Un grido nella notte
    3. ALTRI ORRORI
      – Wanda von Sacher-Masoch – Temporale, Apparizione
      – Annie Vivanti – Sulle coste di Malabar, La curva dell’arcobaleno

Alcuni racconti sono crudi (Aphra Behn), altri sono inquietanti (Jane Austen), altri sono macabri (Mary Shelley):  in questa raccolta si esplorano tutte le possibili paure umane, sfociando appunto nell’orrore. Non solo: mettendo in risalto le paure, si mettono ugualmente in risalto le conseguenze alle paure: i lati più oscuri e deplorevoli dell’animo umano, la meschinità, l’ignoranza, la cattiveria e l’invidia.

Trattandosi di racconti estratti da romanzi o antologie famosi, è possibile che gli appassionati del genere li abbiano già letti. Tuttavia è interessante leggerli tutti insieme per avere una visione complessiva sia delle autrici che dell’interpretazione della paura che gli autori della raccolta hanno voluto dare.

Infine, contiene note biografiche su ogni autrice, prima di ogni racconto.

Le fantasime e i  negromanti piacciono al volgar popolo come alle colte persone; un avanzo è questo della nordica mitologia; è una disposizione che naturalmente ispirano le lunghe notti de’ climi settentrionali; e per altro canto, benché il cristianesimo combatta tutti i mal fondati timori, non però meno le popolari superstizioni hanno sempre una certa affinità colla religion dominante.

 

Personalmente  ho trovato questa raccolta Gotico femminile molto interessante, ben strutturata e ben curata, nonostante avessi già letto alcuni dei racconti. Mi hanno particolarmente colpito quelli di Aphra Behn perché, riferendosi alle barbarie realmente perpetrate dai bianchi dei confronti degli indigeni americani, hanno reso quel tipo di orrore ancora più percepibile e impressionante.


Articoli correlati: HORROR

@alice.sogno

Il mondo è un alveare

Il mondo è un alveare Book Cover Il mondo è un alveare
Joanne Harris
Romanzo, Fantasy
Garzanti
2021
Copertina rigida
416

C'è una storia che le api raccontano a cui è impossibile non credere. Una storia che si perde nei secoli. Ha inizio con la nascita di Re Crisopa, un uomo crudele e ingannatore, che trova la redenzione compiendo un lungo viaggio dentro sé stesso e nel cuore silenzioso del mondo. È qui che incontra individui straordinari, ognuno dei quali ha qualcosa da insegnare. La creatività è il primo regalo che riceve, da un abile giocattolaio che rincorre l'opera perfetta, perché incapace di sacrificare la purezza dell'arte in nome della cinica materialità. La conoscenza è il secondo dono e giunge da una principessa tenace il cui animo si riscalda con le parole del sapere e si inaridisce di fronte alle rigide regole di corte. Grande esempio di solidarietà è per lui il cane più piccolo che si sia mai visto, il più insospettabile degli esseri mondani che nasconde un coraggio senza pari. Poi è la volta della regina innamorata della luna, che gli trasmette la bellezza come nessun altro sa fare. Incontro dopo incontro, Re Crisopa impara a guardarsi intorno con occhi diversi e scopre che il mondo assomiglia a un grande alveare. Come la casa delle api, è un mosaico di tanti microcosmi abitati da centinaia di migliaia di creature che, industriose, si adoperano perché tutto funzioni alla perfezione. Nessuna creatura può fare a meno dell'altra. Soltanto con uno sforzo collettivo si può tessere un grande racconto che si nutre del nettare magico dell'immaginazione. "Il mondo è un alveare" racchiude un universo di opposti dove luci e ombre, sogni e incubi, virtù e malvagità convivono e creano un perfetto equilibrio. Un universo dove la parola è una forza in grado di plasmare la realtà che ci circonda e di renderla intelligibile a chi è disposto ad ascoltare la sua voce senza pregiudizi.

Il mondo è un alveare è un romanzo di Joanne Harris e può essere definito in molti modi, oltre che “romanzo”. È una fiaba moderna che contiene altre piccole fiabe; è una raccolta di racconti con un racconto portante che fa da trama per tutti gli altri. Un bel libro che, con metafore e morali, affronta molti temi importanti e da riflettere.

Il protagonista del libro è il Re Crisopa: lo conosciamo da ragazzino e lo seguiamo fino all’anzianità. È il classico personaggio antipatico, che si fa volutamente odiare per il suo comportamento e la sua arroganza. È il personaggio che, sbagliando ripetutamente per egoismo o altro, ci mette davanti a morali e riflessioni.

I personaggi secondari sono coloro che vengono traditi, ingannati, umiliati, abbandonati o – raramente – amati dal Re Crisopa.

Il libro è strutturato in modo da alternare un capitolo su Crisopa e la sua storia e una breve fiaba su un qualsiasi altro membro del popolo della seta.

“Ci sono storie che le api raccontano…”

Le storie sono queste: senza tempo, sempre valide, sempre con una morale da insegnare. Per questo sono le api a raccontarle…

O forse aveva finalmente ritrovato la via di casa, perché il Sogno è un fiume che attraversa Nove Mondi, e Morte è solo uno di loro.

Il mondo è un alveare. Oltre la trama

L’atmosfera è quella tipica della fiaba classica: la lettura è avvolta da un alone di magia e mistero che resta costante anche quando cambia il l’ambientazione. Tuttavia ci sono racconti con contenuti più classici e altri con contenuti più moderni: un esempio è quello dei materiali che in alcuni racconti sono esclusivamente di fantasia (stoffe di rete di ragno o ali di falena) e per questo riportano maggiormente ad una fiaba classica, mentre in altri sono assolutamente contemporanei (plastica, metalli…).

Il fatto di apprezzare o meno queste differenze tra i vari racconti è soggettivo (personalmente avrei preferito tralasciare gli elementi che lo fanno sembrare anacronistico, anche se non ha né tempo né spazio reali).

Lo stile dell’autrice è molto scorrevole, il ritmo di lettura è veloce – benché alcuni racconti, che tendono a divagare molto dal fulcro del romanzo, danno l’idea che la lettura sia rallentata.

Per quanto riguarda gli argomenti trattati, invece, bisogna aprire una parentesi a sé.
Il volume è suddiviso in due libri e in ognuno di essi ci sono 50 racconti. Approssimativamente metà dei racconti tratta la storia di Crisopa, il cui tema principale è l’individuo. La crescita personale, i difetti di ognuno, l’egoismo e così via. Nella sua stessa storia vengono inseriti argomenti secondari, tra cui la diversità, il desiderio di potere, l’individualismo ecc.

L’altra metà dei racconti è dedicata a singole storie autoconclusive, con una morale o un messaggio. Ci sono storie che parlano di politica, di uguaglianza e disuguaglianza, di razze e popoli, di amicizia, di rabbia e vendetta.

Alcune di queste storie sono ispirate alle fiabe classiche o a celebri opere della letteratura contemporanea, altre sono storielle piacevoli, frutto dell’immaginazione dell’autrice.

D’ora in poi, ogni cosa che cuocerai nel tuo forno saprà di cenere, diventerà rafferma, si brucerà o sarà infestata dai curcunioli. Tuttavia ti pago per il profumo del tuo pane… con il rumore dei miei soldi.

In conclusione

Il mondo è un alveare è un libro adatto a tutti, che può essere letto velocemente o a più riprese, grazie alla sua struttura; è un libro piacevole, che fa compagnia, fa riflettere ma lascia un bel ricordo.

 


blog