Cher – Memoir parte 1

Cher. Il memoir. Parte 1 Book Cover Cher. Il memoir. Parte 1
Cher
Biography & Autobiography
2024
608

La vita di Cher è talmente straordinaria che poteva essere raccontata solo da una persona… Cher.

 

Da più di settant’anni, Cher lotta per vivere la propria vita come vuole lei – e oggi, finalmente, racconta la sua vera storia in modo intimo e dettagliato, in un memoir in due volumi.

La sua eccezionale carriera non ha eguali. Unica donna ad aver raggiunto la vetta della classifica di Billboard per sette decenni consecutivi, ha vinto un Oscar, un Emmy, un Grammy e un premio come migliore attrice al Festival di Cannes, è entrata nella Rock and Roll Hall of Fame e ha ricevuto il Kennedy Center Honor per il suo contributo alla cultura americana e alle arti dello spettacolo. È un’attivista e filantropa di lunga data.

Da bambina dislessica che sognava di diventare famosa, Cher è cresciuta in circostanze spesso turbolente, circondata da cantanti, attori e una madre che, nonostante il loro difficile rapporto, l’ha sempre ispirata. Con la schiettezza e il senso dell’umorismo che la contraddistinguono, Cher – Il memoir racconta come questa ragazza, un diamante grezzo senza alcun piano e ben poca fiducia in se stessa, sia riuscita a diventare la camaleontica superstar che da oltre mezzo secolo continua a stupire il mondo.

Cher – Il memoir. Parte prima ricostruisce i suoi straordinari inizi, dagli anni dell’infanzia all’incontro e al matrimonio con Sonny Bono – e ripercorre la complicata relazione che li ha resi famosi in tutto il mondo come coppia, ma che alla fine li ha allontanati.

Cher – Il memoir svela la figlia, la sorella, la moglie, l’amante, la madre e la superstar.

Una vita troppo immensa per essere contenuta in un solo volume.

Nel suo attesissimo libro Cher: Memoir – Parte 1, l’iconica cantante, attrice e imprenditrice si racconta in modo intimo e diretto. Con uno stile sincero e spesso auto-ironico, Cher ripercorre le tappe fondamentali della sua carriera e della sua vita personale, regalando ai lettori una vista “dall’interno” sulla sua incredibile vita nel mondo dello spettacolo e non. La prima parte di questa autobiografia si concentra principalmente sui suoi inizi, sulla collaborazione con Sonny Bono e sulle difficoltà affrontate, nella vita e sul lavoro, prima di diventare una leggenda della musica e del cinema.

“Non sono nata con una grande voce, ma ho sempre saputo come farmi ascoltare.”

Nata il 20 maggio 1946 a El Centro, California, Cherilyn Sarkisian ha avuto un’infanzia segnata dalle difficoltà economiche e dall’assenza del padre. Fin da giovane ha mostrato un’inclinazione per lo spettacolo, sognando di diventare una star. Incoraggiata dalla madre, tra uno spostamento e l’altro, si è spesso trovata sballottata tra provini e vita in auto: è così che ha fatto suo il mondo dello spettacolo, sin da bambina. Poi, la svolta con Sonny Bono nei primi anni ’60. La loro unione professionale e sentimentale li portò alla fama con hit come I Got You Babe. Dopo la fine del duo e del loro matrimonio, Cher ha proseguito con una carriera solista di enorme successo, vincendo premi Grammy, Oscar ed Emmy, e affermandosi come icona della cultura pop, tutt’oggi attiva.

“Sonny credeva in me più di quanto io credessi in me stessa. Ma alla fine, ho dovuto imparare a credere in me senza di lui.”

Il libro

Il libro è suddiviso in capitoli che seguono un ordine cronologico, partendo dall’infanzia di Cher, trascorsa tra difficoltà economiche e il desiderio di emergere, fino agli anni della fama al fianco di Sonny Bono.

“Non ho mai voluto essere come le altre donne dell’epoca. Volevo essere libera, volevo essere indipendente, volevo essere CHER.”

Il memoir non si limita alla carriera musicale: Cher esplora anche il suo percorso nel cinema, i ruoli iconici in film come Stregata dalla luna, le sfide dell’essere una donna indipendente in un’industria dominata dagli uomini e il suo impatto sulla cultura pop. La narrazione è arricchita da aneddoti personali, racconti d’infanzia tra attimi di serenità e disastro totale, l’assenza di una figura paterna e la presenza di una madre fuori dagli schemi, e infine riflessioni sul cambiamento dell’industria dell’intrattenimento nel corso dei decenni.

Cher scrive con uno stile diretto e autentico, senza filtri. Il suo caratteristico umorismo e la sua schiettezza emergono in ogni pagina, rendendo il libro una lettura scorrevole e coinvolgente. L’uso di dialoghi e ricordi vividi dà al lettore la sensazione di essere seduto accanto a lei mentre racconta la sua storia. Una vita raccontata come se fosse un romanzo, che nella sua forma impeccabile

  • Lotta e determinazione: Dall’infanzia difficile al raggiungimento del successo, Cher dimostra una resilienza straordinaria.
  • L’amore e le relazioni: Il rapporto con Sonny Bono, il matrimonio, il divorzio e le successive relazioni sono trattati con profondità ed emozione.
  • L’evoluzione della carriera: Dalla musica al cinema, fino alla moda e all’imprenditoria, Cher racconta il suo percorso con passione e spirito d’iniziativa.
  • L’impatto culturale: Il libro offre anche una riflessione su come Cher sia diventata un’icona LGBTQ+ e un simbolo di emancipazione femminile.

Piacevole per:

  1. Narrazione vivace e coinvolgente, fedele allo stile carismatico dell’autrice.
  2. Sincera introspezione sui momenti difficili della sua vita e carriera.
  3. Aneddoti inediti che permettono ai fan di conoscere il lato più personale di Cher.
  4. Citazioni dirette che rendono la lettura più intima e personale.

Cher: Memoir – Parte 1 è una lettura imperdibile per i fan della cantante e per chiunque sia interessato a una storia di successo, forza e autenticità. Con il suo tono sincero e appassionato, Cher offre una testimonianza unica sulla sua vita e sul mondo dello spettacolo, in attesa della seconda parte che promette di rivelare ancora di più sulla sua straordinaria vita. Personalmente, adoro Cher come artista e – ancor di più – come donna, quindi consiglio questa lettura anche a chiunque si volesse approcciare come ad un romanzo su un personaggio inventato, nel caso non conoscesse/apprezzasse la musica di Cher, e non come se si trattasse di uno dei personaggi più influenti della musica degli ultimi 60 anni: è in ogni caso una gran lettura!

L’avversario

L'avversario Book Cover L'avversario
Emmanuel Carrère
Biografia
Adelphi
2013
169

"Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano. L'inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient'altro. Da diciott'anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla. Sul punto di essere scoperto, ha preferito sopprimere le persone il cui sguardo non sarebbe riuscito a sopportare. È stato condannato all'ergastolo. Sono entrato in contatto con lui e ho assistito al processo. Ho cercato di raccontare con precisione, giorno per giorno, quella vita di solitudine, di impostura e di assenza. Di immaginare che cosa passasse per la testa di quell'uomo durante le lunghe ore vuote, senza progetti e senza testimoni, che tutti presumevano trascorresse al lavoro, e che trascorreva invece nel parcheggio di un'autostrada o nei boschi del Giura. Di capire, infine, che cosa, in un'esperienza umana tanto estrema, mi abbia così profondamente turbato - e turbi, credo, ciascuno di noi." (Emmanuel Carrère)

L’avversario di Emmanuel Carrère è un libro che, sotto forma romanzata, racconta un fatto di cronaca realmente accaduto che ha coinvolto una famiglia come tante negli anni ’90.

Si tratta di un testo particolarmente intenso e disturbante in quanto narra i fatti accaduti tramite la voce narrante dell’autore, che propone se stesso come personaggio attivo all’interno della storia.

Questo mette sia l’autore che il protagonista, che andremo a vedere tra poco, in posizioni tutt’altro che semplici da gestire.

Come spiegato dall’autore stesso all’inizio del romanzo, si è riproposto di ripercorrere l’intera vicenda che ha sconvolto un’intera nazione, seguendo passo dopo passo i pensieri, le abitudini, le azioni e le conseguenze di quest’uomo che è arrivato a sterminare la propria famiglia in modo così brutale.

Per riassumere il fatto di cronaca si può dire che quest’uomo di mezza età sia arrivato a non riuscire più a sostenere l’esistenza delle menzogne che aveva strutturato e per questo motivo è arrivato ad uccidere la propria moglie ed i propri figli, nonché i genitori.

L’aspetto su cui vuole incentrare il proprio testo l’autore è quello psicologico, ossia come possa un uomo arrivare a a compiere un atto così estremo ed ingiustificabile, quali siano le cause scatenanti e le sfaccettature psicologiche che devono avere accompagnato le sue decisioni fino all’atto finale.

Secondo quanto ricostruito dall’autore, basandosi sulla corrispondenza, sulle udienze e sui colloqui con l’assassino, tutto ha avuto origine da una singola bugia: Jean Claude Romand, giovane studente universitario, non riesce a superare un importante esame di medicina e, al posto di fare altri tentativi o dichiarare il temporaneo fallimento alla famiglia, decide di raccontare l’opposto.

L’esame è stato quindi superato senza problemi e così anche quelli successivi, Jean Pierre conclude l’università, diventa dottore, trova occupazione in un importante ospedale in cui si occupa di ricerca a stretto contatto con le figure più importanti dell’ambiente, si sposa con una donna amorevole con cui ha due figli.
Continua la sua carriera, continua a mantenere amicizie e contatti, la sua vita è invidiabile.

In realtà soltanto il matrimonio e i due figli sono reali in questo racconto. Tutto il resto è frutto della sua fantasia, o meglio di una serie di menzogne che ha dovuto portare avanti per non fare crollare il suo castello di carte.

L’autore quindi cerca in questa sua versione romanzata della vicenda di analizzare le motivazioni e le dinamiche che possono portare un uomo a comportarsi in questo modo. L’autore si dimostra estremamente comprensivo e cerca di riportare i fatti, sempre sottolineando l’aspetto umano che lo ha condotto ad intraprendere questo percorso (e d’altro canto anche l’aspetto umano che si cela dietro atti scellerati come quelli riportati poco fa).

Dopo aver terminato il libro credo che la chiave di lettura sia proprio questa: l’umanità.

L’autore si ritrova infatti a porsi delle domande sulla sua stessa posizione rispetto alla vicenda, nonché sui suoi valori e su quelli che mediamente contraddistinguono gli individui e la società.

Per quanto mi riguarda trovo molto affascinante l’analisi di qualsiasi tipo di percorso mentale e aspetto psicologico che possa celarsi dietro ogni cosa, positiva o negativa che sia.

Ciò non toglie che nessun atto, più o meno grave, fino a sfociare in tragedie come quelle che hanno riguardato la famiglia del protagonista, possa essere in alcun modo giustificato, normalizzato o reso umano.

Non ha importanza quale sia la giustificazione, la causa o il trauma che ha segnato una persona, ciò che conta è sempre quello che quella persona diventa e fa nel corso della sua vita.

Per esempio nel caso del protagonista le cause scatenanti sono da imputarsi ad una famiglia in cui, citando l’autore, tutto doveva essere estremamente candido e trasparente ma allo stesso tempo vigeva questa aura di rigore e obbligo che automaticamente portava a dire bugie, o quantomeno evitare il confronto.

Secondo questa spiegazione quindi il protagonista sarebbe stato indotto sulla sua strada di menzogne per via di piccole bugie che si sono protratte nel tempo per non dover affrontare la realtà e non dover deludere la famiglia o se non altro condividere il proprio fallimento.

Ma, come detto in precedenza, qualsiasi sia la causa o il punto di partenza, non c’è giustificazione per l’arrivo.

Due note di merito vanno fatte assolutamente all’autore: in primo luogo per la discrezione e lo stile con cui ha narrato la vicenda e in secondo luogo per l’aver messo in discussione se stesso e l’intera società facendo capire che il passaggio tra un lato e l’altro della barriera, tra bene e male, tra stabilità e crisi, è molto sottile e chiunque può trovarsi a passare da un lato all’altro senza nemmeno accorgersene.

In conclusione si tratta di un libro molto difficile da metabolizzare, un libro che offre molti spunti di riflessione e che sicuramente rimane impresso nella memoria.
Lo consiglio a chiunque voglia indagare tra gli aspetti psicologici dell’essere umano e a chiunque si senta di affrontare una lettura particolarmente disturbante e ricca di spunti di riflessione.

 

Gotico Femminile – 16 racconti di autrici dell’orrore

Gotico femminile Book Cover Gotico femminile
Various
Horror, Gotico
Mimesis

Le donne non sono più cattive, né meno cattive degli uomini, semplicemente lo sono in modo diverso. Quando a sollevare la paura al livello di orrore è l’immaginazione femminile, l’orrore è essenzialmente orrore quotidiano: non l’invenzione di quel che è orribile, perché strano, ma la scoperta di quanto vi sia di orribile in quel che è quotidiano. Dagli orrori tragicamente possibili, quali la violenza del potere – non solo e, forse, non soprattutto fisica – alle realtà capovolte, riflesse, rovesciate come un guanto, un filo rosso fatto di “brividi sottili, arcani, inquietanti” tiene uniti questi racconti. Un orrore autentico, sottile e molteplice, ma anche pragmatico, ragionevole e concreto. Il lettore verrà condotto nei sotterranei più affascinanti e misteriosi che ci siano: quelli della natura umana e femminile. Poiché se non vi è orrore dove non vi è immaginazione, non vi è orrore fuori di noi che non rifletta quello che è in noi.

Gotico femminile è una raccolta di racconti edita da Jouvence Edizioni. Racchiude sedici racconti horror-gotici di autrici vissute nei due secoli passati.

Attraverso questi sedici racconti si esplorano vari aspetti dell’orrore: dalla superstizione popolare al dolore fisico, dal terrore dell’ignoto all’angoscia della sofferenza e della perdita.

Ogni racconto è scritto con uno stile ed un ritmo diverso, ma tutti con estrema eleganza: un esempio su tutti è Mary Shelley, qui citata con un estratto di Frankenstein, maestra di stile ed eleganza ma al contempo di orrore e suggestione.

Nello specifico, la raccolta è così suddivisa:

    1. ORRORE ANTICO:
      – Margherita di Navarra – Novella XXXI e XXXII
      – Aphra Behn  – I Rossi, I Neri e i Bianchi
      – Madame d’Aulony – Il ramoscello d’oro
    2. GOTICO E IL NERO
      – MAdame de Stael – Paesaggio, Leonora
      – Ann Redcliffe – Elena e Schedoni, Il velo nero
      – Jane Austen – il piacere della paura
      – Mary Shelley – Nascita di Frankenstein
      – George Sand – L’iniziazione
      – Charlotte Bronte – La camera rossa
      – Emily Bronte – Una voce
      – Matilde Serao – Gioco e delirio, La fattucchiera
      – Vernon Lee – La voce malefica
      – Carolina Invernizio – La morta vive
      – Grazia Deledda – Un grido nella notte
    3. ALTRI ORRORI
      – Wanda von Sacher-Masoch – Temporale, Apparizione
      – Annie Vivanti – Sulle coste di Malabar, La curva dell’arcobaleno

Alcuni racconti sono crudi (Aphra Behn), altri sono inquietanti (Jane Austen), altri sono macabri (Mary Shelley):  in questa raccolta si esplorano tutte le possibili paure umane, sfociando appunto nell’orrore. Non solo: mettendo in risalto le paure, si mettono ugualmente in risalto le conseguenze alle paure: i lati più oscuri e deplorevoli dell’animo umano, la meschinità, l’ignoranza, la cattiveria e l’invidia.

Trattandosi di racconti estratti da romanzi o antologie famosi, è possibile che gli appassionati del genere li abbiano già letti. Tuttavia è interessante leggerli tutti insieme per avere una visione complessiva sia delle autrici che dell’interpretazione della paura che gli autori della raccolta hanno voluto dare.

Infine, contiene note biografiche su ogni autrice, prima di ogni racconto.

Le fantasime e i  negromanti piacciono al volgar popolo come alle colte persone; un avanzo è questo della nordica mitologia; è una disposizione che naturalmente ispirano le lunghe notti de’ climi settentrionali; e per altro canto, benché il cristianesimo combatta tutti i mal fondati timori, non però meno le popolari superstizioni hanno sempre una certa affinità colla religion dominante.

 

Personalmente  ho trovato questa raccolta Gotico femminile molto interessante, ben strutturata e ben curata, nonostante avessi già letto alcuni dei racconti. Mi hanno particolarmente colpito quelli di Aphra Behn perché, riferendosi alle barbarie realmente perpetrate dai bianchi dei confronti degli indigeni americani, hanno reso quel tipo di orrore ancora più percepibile e impressionante.


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@alice.sogno

Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe
I giganti, La nuova biblioteca per tutti
Biografia
Mondadori
1970
Copertina rigida
135

Di Edgar Allan Poe, su questo blog, abbiamo già parlato parecchie volte, tra approfondimenti sulla sua persona e sulle sue opere.

Oggi, però, parliamo di un volume molto bello che ho scoperto grazie alla biblioteca del mio paese: Edgar A. Poe, edito nella collana I Giganti – La nuova biblioteca per tutti, da Mondadori – collana che risale all’incirca al 1970.

 

Edgar Allan Poe

Volume di circa 130 pagine, racchiude una parte antologica e una biografica. Ricco di foto e contenuti grafici, racconta la vita e le opere dell’autore dell’horror. Figlio di un’attrice e un ubriacone, ha un’infanzia abbastanza difficile: il padre muore poco dopo la sua nascita, la madre – malata e indebolita – si trasferisce varie volte fino a quando, povera e malata, si spegne a soli 24 anni.

Edgar inizia la seconda parte con una famiglia adottiva, da cui riceve attenzioni e affetto, ma la sua vita continua ad essere segnata da spiacevoli eventi. Sin da piccolo è un soggetto bizzarro: acquisisce una strana familiarità con la morte, con presagi e simbologia; instaura un legame con la figura del corvo, che durerà per tutta la sua vita. Il corvo sarà anche la sua prima opera celebre.

La sua vita continua tra stranezze e una sorta di confusione tra sogno e realtà. A 26 anni sposa la cugina, che ne ha 13. Fa di sua zia una madre. Continua a scrivere, a tratti accettato dal pubblico e a tratti no.

Affonda i suoi tormenti nell’alcol, pare che tenti il suicidio. Durante uno dei suoi vagabondaggi, si ritrova su un treno diretto a Filadelfia, privo di sensi, alcolizzato e dolorante. Viene rimandato a Baltimora, dove finisce in un tumulto cittadino dovuto alle elezioni e altri eventi locali. Gli vengono somministrati intrugli alcolici tremendi che lo mandano in uno stato di delirio incontrollabile: è l’inizio della fine. Viene ricoverato, prega che qualcuno abbia pietà di lui e ponga fine alle sue sofferenze.

Ebbi un peccato solo, non seppi esser felice.

Nell’ottobre del 1849 muore in un ospedale, chiedendo aiuto al medico curante e a Dio.

Le opere

Le opere di Edagar Allan Poe spaziano tra una lunga serie di racconti: racconti fantastici, racconti umoristici e di vario genere. Un solo romanzo completo, Arthur Gordon Pym, seguito da altri tentativi di romanzo e altri scritti, come Il diario di Julius Rodman.

Gli scritti di Poe vanno poi dalla poesia alla critica e, benché abbia composto un solo romanzo, ha lasciato un bagaglio culturale per i secoli a venire che tutt’oggi ha molto da insegnare e che ha gettato le basi per interi filoni letterari.

Il libro

Come anticipato, il libro in questione fa parte di una collana edita da Mondadori negli anni 70, difficilmente reperibile oggi se non in qualche biblioteca o mercato dell’usato. Tuttavia, se dovesse capitarvi di imbattervi in questo volume, vi consiglio di recuperarlo e dedicargli qualche ora: un volume che ha il sapore d’altri tempi (soprattutto per via dell’impaginazione e dei contenuti grafici) e che contiene parecchie informazioni biografiche e curiosità sull’autore.

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Wild

Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita Book Cover Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita
Cheryl Strayed
Biografia, Viaggio
Pickwick
2016
Copertina flessibile
405

Wild è tante cose: un romanzo di formazione, il racconto di un’avventura, la testimonianza di una vita realmente vissuta, il viaggio di Cheryl Strayed in mezzo alla natura selvaggia e nel profondo di sé stessa.

Avevo stabilito di percorrere il sentiero così avrei potuto riflettere sulla mia vita, pensare alle cose che mi avevano spezzata e recuperare l’integrità. Ma, almeno fino a quel momento, non ero stata occupata da nient’altro che dalla sofferenza fisica immediata.

🌱racconta il trekking sul PCT (pacific crest trail – un sentiero che attraversa l’America, partendo dal Messico, per arrivare fino in Canada), che l’autrice ha percorso, in parte, dopo aver vissuto esperienze personali tragiche e dannose, con l’intento di ritrovare sé stessa e la determinazione di un tempo.

🌱racconta della giovane donna che vede morire la madre precocemente e che manda in rovina il proprio matrimonio perché, per anestetizzare il dolore del lutto, cerca rifugio nel rapporto con sconosciuti e nell’eroina.

🌱racconta di una donna solo parzialmente pronta all’esperienza che stava per cominciare, che arriva alla fine distrutta fisicamente ma con una consapevolezza e una maturità maggiori rispetto al momento in cui è partita.

Per questo motivo da autobiografia diventa romanzo di formazione (se non si sapesse che è basato su una storia vera, si potrebbe pensare ad un romanzo d’avventura e crescita).

Wild è un libro intenso, che racconta una storia intensa: volutamente smussata, accentuata, modificata in modo da apparire come “il perfetto romanzo”. Questo, a mio parere, è l’unica pecca: sicuramente è stato portato ad un livello di commerciabilità e potenziale apprezzamento superiori rispetto ad una storia rozza e ancor piu’ intrisa di sofferenza rispetto a quanto non appaia. Ma, forse, ha perso quella dose di disperazione che accompagna inevitabilmente un’esperienza come questa, che ha inizio per determinati motivi e che viene messa in piedi questo modo.

Tuttavia, fatta eccezione per questo parere assolutamente personale, Wild è un libro da leggere, che racconta una grande storia tra paesaggi spettacolari, animali, ambientazioni che vanno dal deserto al ghiacciaio, episodi di sopravvivenza, dolore, disperazione, ecc.

Si tratta di un racconto di viaggio molto intenso e speciale, che consiglierei a qualsiasi tipo di lettore, soprattutto se si ha bisogno di ritrovare il contatto con la natura selvaggia, dimenticando per un po’ – se non di persona, almeno nella lettura – il caos e lo scempio delle città e della vita moderna.

Dopodiché, riponete il libro, prendete un paio di scarponi e una borraccia d’acqua e andate in un bosco. Non c’è bisogno di attraversare gli Stati Uniti per ritrovare il contatto con sé stessi e con la natura.


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