Cold Harbour

Cold harbour Book Cover Cold harbour
Francis Brett Young
Horror
La biblioteca di Lovecraft, Alcatraz
gennaio 2026 (ed. ita)
Copertina flessibile
312

Durante una vacanza nel Black Country, i coniugi Wake trascorrono un pomeriggio a Cold Harbour, la magione dove vive il sinistro Mr. Furnival, un industriale in rovina, con la moglie Jane. Le poche ore trascorse nella casa, che i vicini reputano da sempre infestata, segneranno per sempre le loro vite. Sopravvissuti all’esperienza, decidono di raccontarla a un loro amico scrittore e a un prete, per cercare di darle un senso e sbrogliarne i misteri.Le apparizioni terrificanti e i poltergeist di Cold Harbour sono l’azione di una forza soprannaturale o elaborati trucchi di magia? Mr. Furnival è un uomo posseduto da un male antico, uno stregone, un ipnotista, o un manipolatore geniale che sfrutta un’intelligenza fuori dal comune per soddisfare il proprio sadismo? Jane Furnival è il bersaglio di forze demoniache o vittima del più orribile abuso domestico? E, soprattutto, cosa possono fare per salvarla? La risposta abita da qualche parte tra le fabbriche che anneriscono il cielo del Black Country con le loro ciminiere e il luogo di culto pagano su cui è sorta Cold Harbour, in una zona grigia dove progresso e superstizione sembrano due facce della stessa irrazionale forza distruttiva.

Per la prima volta disponibile in italiano il romanzo Cold Harbour di Francis Brett Young, un romanzo dagli echi gotici, definito “prossimo alla perfezione assoluta” da H.P. Lovecraft.

COLD HARBOUR

L’opera di Francis Brett Young, ad un secolo dalla sua pubblicazione resta un simbolo indiscusso della letteratura gotica moderna.

La storia è ambientata nel cuore delle Midlands, una regione che Brett Young conosceva intimamente. Tuttavia, in Cold Harbour, il paesaggio industriale e rurale non è solo uno sfondo, ma una forza malevola. La casa che dà il titolo al libro, isolata e sinistra, sorge su un terreno che sembra trasudare una storia antica di sofferenza e inquietudine.

L’autore utilizza l’ambiente per costruire un senso di angoscia claustrofobica. Nonostante gli ampi spazi aperti, i protagonisti si sentono intrappolati in un perimetro dove la logica sembra vacillare.

Il romanzo segue le vicende di una coppia, i Wake, che si ritrova ospite del misterioso Humphrey Furnival. Furnival è uno dei cattivi più meschini e inquietanti della letteratura del periodo: non è un mostro sovrannaturale in senso classico, ma un manipolatore sadico che trae piacere dal tormento psicologico degli altri, e in particolare di sua moglie.

La tensione del libro non deriva da scene cruente, né horror cosmico o gotico, ma psicologico – creando suggestione e angoscia. Il dubbio costante che gli eventi siano causati da forze esterne o dalla mente umana. La razionalità dei Wake messa a confronto con la crudeltà di Furnival, razionale solo nella sua perversione.

Brett Young infonde nel testo una precisione quasi clinica nell’osservare il decadimento mentale attraverso meccanismi che incatenano la vittima al suo carnefice, ripetendo dei pattern che portano in questo caso la Signora Wake dubitare della realtà e delle sue stesse facoltà mentali. Un tema che al giorno d’oggi è stato sdoganato e sembra essere sulla bocca di tutti ma che, di fatto, continua a suscitare disagio, oltre ad una serie di reazioni che vanno dalla paura alla negazione. In Cold Harbour, la manipolazione psicologica è il vero motore dell’orrore. Francis Brett Young costruisce la figura di Humphrey Furnival come un precursore dei moderni antagonisti nei thriller psicologici: un uomo che non usa la forza fisica, ma il dubbio e l’isolamento.

La forza di Furnival risiede, come abbiamo detto, nella sua capacità di alterare la percezione della realtà dei suoi ospiti e di sua moglie. La manipolazione avviene attraverso tre elementi principali: Furnival sfrutta le leggende e l’aura sinistra del luogo per indurre negli altri uno stato di perenne vulnerabilità. Se le vittime dubitano dei propri sensi, diventano più facili da dominare. In più esercita un potere assoluto sotto la maschera della cortesia formale. Questo crea conflitto interiore negli ospiti, che si sentono obbligati a rimanere nonostante l’istinto suggerisca loro di fuggire.
La moglie di Furnival, poi, è l’esempio estremo di una personalità annientata: Furnival ha sistematicamente distrutto la sua autostima, rendendola dipendente dal meccanismo stesso.

A differenza del gotico classico, dove il male è alla fine realmente imputabile ad una maledizione, un fantasma, un’entità misteriosa, qui è una scelta deliberata sotto forma di evento soprannaturale. La manipolazione di Furnival è “scientifica” e sadica; egli trae piacere nel vedere menti razionali cedere sotto il peso di paure irrazionali.

Lo stile è elegante, denso di descrizioni evocative che rallentano volutamente il ritmo per massimizzare la sensazione che il tempo non sia definito. È un romanzo che richiede pazienza, ma che merita di essere letto e conosciuto – da oggi anche in Italia.
In un’epoca di horror esplicito, Cold Harbour ricorda che il vero terrore risiede spesso in ciò che non viene detto o visto chiaramente e, anzi, forse è proprio questa la vera essenza della paura (seppur in una sfaccettatura diversa rispetto all’ignoto, per esempio, di Lovcraft – che riconduce quasi sempre ad una presenza percepita). È un ponte perfetto tra il gotico classico e il thriller psicologico contemporaneo, decisamente all’avanguardia per l’epoca in cui è stato scritto.

Sesso, Gula & Rock n Roll

Tutti i demoni sono qui: sesso, gula e rock'n'roll Book Cover Tutti i demoni sono qui: sesso, gula e rock'n'roll
Tutti i demoni sono qui
Venus Marion
Urban fantasy, romance, glam rock
Self published
2022
Copetina flessibile
443

La razza umana, al potere nel continente di Kherida, sta per pagare le conseguenze dei soprusi secolari perpetrati su quella dei gula: i demoni necrofagi antropomorfi sono pronti alla rivoluzione. Più o meno.

Privato dei suoi poteri demoniaci, Dimitri Rusac deve ritrovare la forza sovrannaturale perduta. Grazie al pregresso aiuto professionale della sua assistente umana, la dottoressa Zelda Pasco, sa di avere in sé energia potenziale; non ha idea di come trasformarla in cinetica, ma pare la scienza sia in grado di risolvere tutti i problemi… anche una temporanea disfunzione erettile. Tra esperimenti poco convenzionali, sete di vendetta (e rosé extra dry), nanotecnologie, malattie croniche, smalti, passi di tango, società quotate, bombe aeree, glam rock, tricicli glitterati e nitroglicerina, coltivare una relazione interspecie sarà complicato quanto dire psiconeuroendocrinoimmunologia senza esitare. E con contenuti adatti ad un pubblico adulto (normodotato).

 

SESSO, GULA & ROCK’N’ROLL (CON IL ROSSETTO) è un fantasy romance interspecie a tinte macabre con appuntamenti esplosivi, cimiteriali e spaziali! Si assicura costante tachicardia sinusale e rigore scientifico. È il secondo libro della serie TUTTI I DEMONI SONO QUI.

Sesso, Gula e Rock’n’roll di Venus Marion è il seguito di Tutti i demoni sono qui; il primo libro è una raccolta di racconti che hanno in comune ambientazione, alcuni personaggi e parte della trama, mentre il secondo volume è una storia che vede come protagonisti due dei personaggi citati in uno dei racconti di Tutti i demoni sono qui.

Tutti i demoni sono qui

«Se il prezzo da pagare per un mondo meno crudele è ogni rimasuglio di bontà», aveva detto, sputando fuori le parole come se avessero un sapore disgustoso, «io non lo pagherò. Io non ucciderò per ordine di una razza che ci considera feccia. È ora che qualcuno ricordi a questi uomini che cosa significa la parola demone.»

Al di là delle trame, ciò che merita di essere posto in evidenza in questa raccolta è ciò che ha da trasmettere. Qualsiasi lettore, andando avanti con i racconti, non può fare altro che schierarsi dalla parte dei demoni (necrofagi antropomorfi… bestioline poco raccomandabili, almeno in apparenza).

Continua […]

Sesso gula e rock n roll

In questo secondo volume Venus Marion ci porta a spasso per Kherida, nei bassifondi e nei luoghi elitari frequentati da ricchi gula e non.

Qualche gula e qualche umano, una manciata di ribelli. Individui dal passato doloroso, che vogliono riscattarsi, cambiare il mondo una briciola alla volta.

Quindi più che un viaggio nello spazio (seppur letteralmente), questo romanzo è un viaggio nell’animo umano – o gula che sia.

Zelda e Dimitri: due protagonisti opposti e simili, ognuno con il suo dolore, ognuno con le sue battaglie e i suoi grossi problemi, interni ed esterni.

E quindi? Cosa torniamo in questa storia?

Strati. Come in ogni lavoro di Venus Marion (🖤).

Uno strato superficiale di ironia e autoironia, sotto il quale si nasconde un sottile strato di cinismo. Messo lì per coprire un grosso strato di romanticismo, reso più complesso dalle problematiche di una relazione, dalle patologie, e da un rapporto di coppia interspecie.

Ma un romanzo di Venus Marion che si rispetti, conta almeno un centinaio di strati; quindi ecco che abbiamo: sessualità dal punto di vista fisico, ideologico, psicologico; un percorso di crescita personale, che è l’evoluzione dei personaggi ma anche la rappresentazione di tanti, tantissimi schemi sociali e mentali di ognuno di noi.

Tutto ciò è tenuto insieme dal glam rock, look eccentrici, critiche universali (benché sotto metafora gula), tanti spunti di riflessione, cultura pop e un pizzico di sarcasmo.

Dimitri e Zelda sono esteriormente l’alterego di molti, interiore l’animo di tutti. P

Che dire? 💯 Fantastico.

La prova che un autore vero non è mai fermo, si evolve, cresce, cambia e si supera ad ogni nuovo scritto.

 

LEGGETE I DEMONI. LEGGETE V. Ghituna apprezzerà.

 

Gotico Femminile – 16 racconti di autrici dell’orrore

Gotico femminile Book Cover Gotico femminile
Various
Horror, Gotico
Mimesis

Le donne non sono più cattive, né meno cattive degli uomini, semplicemente lo sono in modo diverso. Quando a sollevare la paura al livello di orrore è l’immaginazione femminile, l’orrore è essenzialmente orrore quotidiano: non l’invenzione di quel che è orribile, perché strano, ma la scoperta di quanto vi sia di orribile in quel che è quotidiano. Dagli orrori tragicamente possibili, quali la violenza del potere – non solo e, forse, non soprattutto fisica – alle realtà capovolte, riflesse, rovesciate come un guanto, un filo rosso fatto di “brividi sottili, arcani, inquietanti” tiene uniti questi racconti. Un orrore autentico, sottile e molteplice, ma anche pragmatico, ragionevole e concreto. Il lettore verrà condotto nei sotterranei più affascinanti e misteriosi che ci siano: quelli della natura umana e femminile. Poiché se non vi è orrore dove non vi è immaginazione, non vi è orrore fuori di noi che non rifletta quello che è in noi.

Gotico femminile è una raccolta di racconti edita da Jouvence Edizioni. Racchiude sedici racconti horror-gotici di autrici vissute nei due secoli passati.

Attraverso questi sedici racconti si esplorano vari aspetti dell’orrore: dalla superstizione popolare al dolore fisico, dal terrore dell’ignoto all’angoscia della sofferenza e della perdita.

Ogni racconto è scritto con uno stile ed un ritmo diverso, ma tutti con estrema eleganza: un esempio su tutti è Mary Shelley, qui citata con un estratto di Frankenstein, maestra di stile ed eleganza ma al contempo di orrore e suggestione.

Nello specifico, la raccolta è così suddivisa:

    1. ORRORE ANTICO:
      – Margherita di Navarra – Novella XXXI e XXXII
      – Aphra Behn  – I Rossi, I Neri e i Bianchi
      – Madame d’Aulony – Il ramoscello d’oro
    2. GOTICO E IL NERO
      – MAdame de Stael – Paesaggio, Leonora
      – Ann Redcliffe – Elena e Schedoni, Il velo nero
      – Jane Austen – il piacere della paura
      – Mary Shelley – Nascita di Frankenstein
      – George Sand – L’iniziazione
      – Charlotte Bronte – La camera rossa
      – Emily Bronte – Una voce
      – Matilde Serao – Gioco e delirio, La fattucchiera
      – Vernon Lee – La voce malefica
      – Carolina Invernizio – La morta vive
      – Grazia Deledda – Un grido nella notte
    3. ALTRI ORRORI
      – Wanda von Sacher-Masoch – Temporale, Apparizione
      – Annie Vivanti – Sulle coste di Malabar, La curva dell’arcobaleno

Alcuni racconti sono crudi (Aphra Behn), altri sono inquietanti (Jane Austen), altri sono macabri (Mary Shelley):  in questa raccolta si esplorano tutte le possibili paure umane, sfociando appunto nell’orrore. Non solo: mettendo in risalto le paure, si mettono ugualmente in risalto le conseguenze alle paure: i lati più oscuri e deplorevoli dell’animo umano, la meschinità, l’ignoranza, la cattiveria e l’invidia.

Trattandosi di racconti estratti da romanzi o antologie famosi, è possibile che gli appassionati del genere li abbiano già letti. Tuttavia è interessante leggerli tutti insieme per avere una visione complessiva sia delle autrici che dell’interpretazione della paura che gli autori della raccolta hanno voluto dare.

Infine, contiene note biografiche su ogni autrice, prima di ogni racconto.

Le fantasime e i  negromanti piacciono al volgar popolo come alle colte persone; un avanzo è questo della nordica mitologia; è una disposizione che naturalmente ispirano le lunghe notti de’ climi settentrionali; e per altro canto, benché il cristianesimo combatta tutti i mal fondati timori, non però meno le popolari superstizioni hanno sempre una certa affinità colla religion dominante.

 

Personalmente  ho trovato questa raccolta Gotico femminile molto interessante, ben strutturata e ben curata, nonostante avessi già letto alcuni dei racconti. Mi hanno particolarmente colpito quelli di Aphra Behn perché, riferendosi alle barbarie realmente perpetrate dai bianchi dei confronti degli indigeni americani, hanno reso quel tipo di orrore ancora più percepibile e impressionante.


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@alice.sogno

Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe
I giganti, La nuova biblioteca per tutti
Biografia
Mondadori
1970
Copertina rigida
135

Di Edgar Allan Poe, su questo blog, abbiamo già parlato parecchie volte, tra approfondimenti sulla sua persona e sulle sue opere.

Oggi, però, parliamo di un volume molto bello che ho scoperto grazie alla biblioteca del mio paese: Edgar A. Poe, edito nella collana I Giganti – La nuova biblioteca per tutti, da Mondadori – collana che risale all’incirca al 1970.

 

Edgar Allan Poe

Volume di circa 130 pagine, racchiude una parte antologica e una biografica. Ricco di foto e contenuti grafici, racconta la vita e le opere dell’autore dell’horror. Figlio di un’attrice e un ubriacone, ha un’infanzia abbastanza difficile: il padre muore poco dopo la sua nascita, la madre – malata e indebolita – si trasferisce varie volte fino a quando, povera e malata, si spegne a soli 24 anni.

Edgar inizia la seconda parte con una famiglia adottiva, da cui riceve attenzioni e affetto, ma la sua vita continua ad essere segnata da spiacevoli eventi. Sin da piccolo è un soggetto bizzarro: acquisisce una strana familiarità con la morte, con presagi e simbologia; instaura un legame con la figura del corvo, che durerà per tutta la sua vita. Il corvo sarà anche la sua prima opera celebre.

La sua vita continua tra stranezze e una sorta di confusione tra sogno e realtà. A 26 anni sposa la cugina, che ne ha 13. Fa di sua zia una madre. Continua a scrivere, a tratti accettato dal pubblico e a tratti no.

Affonda i suoi tormenti nell’alcol, pare che tenti il suicidio. Durante uno dei suoi vagabondaggi, si ritrova su un treno diretto a Filadelfia, privo di sensi, alcolizzato e dolorante. Viene rimandato a Baltimora, dove finisce in un tumulto cittadino dovuto alle elezioni e altri eventi locali. Gli vengono somministrati intrugli alcolici tremendi che lo mandano in uno stato di delirio incontrollabile: è l’inizio della fine. Viene ricoverato, prega che qualcuno abbia pietà di lui e ponga fine alle sue sofferenze.

Ebbi un peccato solo, non seppi esser felice.

Nell’ottobre del 1849 muore in un ospedale, chiedendo aiuto al medico curante e a Dio.

Le opere

Le opere di Edagar Allan Poe spaziano tra una lunga serie di racconti: racconti fantastici, racconti umoristici e di vario genere. Un solo romanzo completo, Arthur Gordon Pym, seguito da altri tentativi di romanzo e altri scritti, come Il diario di Julius Rodman.

Gli scritti di Poe vanno poi dalla poesia alla critica e, benché abbia composto un solo romanzo, ha lasciato un bagaglio culturale per i secoli a venire che tutt’oggi ha molto da insegnare e che ha gettato le basi per interi filoni letterari.

Il libro

Come anticipato, il libro in questione fa parte di una collana edita da Mondadori negli anni 70, difficilmente reperibile oggi se non in qualche biblioteca o mercato dell’usato. Tuttavia, se dovesse capitarvi di imbattervi in questo volume, vi consiglio di recuperarlo e dedicargli qualche ora: un volume che ha il sapore d’altri tempi (soprattutto per via dell’impaginazione e dei contenuti grafici) e che contiene parecchie informazioni biografiche e curiosità sull’autore.

su instagram: le mie foto ispirate a questo e altri libri

sul blog: tutte le recensioni

I Salici

I salici Book Cover I salici
Algernon Blackwood
Weird, Horror, Classici
2019
141

Durante un viaggio in canoa sul Danubio, due uomini sono costretti a fermarsi su un'isola a causa della corrente. Quello che doveva essere un tranquillo campeggio temporaneo si trasforma in un'esperienza inquietante e soprannaturale: i salici che ricoprono l'isola sembrano muoversi e bisbigliare, al soffio del vento, dando l'impressione di essere vivi; si percepisce la presenza di entità ostili invisibili e spaventose, che mettono in dubbio ogni capacità di raziocinio. La forza narrativa e la potenza evocativa delle immagini creano una tensione crescente nel lettore, il quale – come avviene per i due protagonisti – si troverà coinvolto in una battaglia tra il reale e il surreale. Gli eventi accaduti sono reali o frutto di un'immaginazione sovra-eccitata e suggestionabile? "I salici" di Algernon Blackwood è un esempio riuscitissimo di wird fiction, al punto da essere definito da Lovecraft come il miglior racconto del sovrannaturale di tutta la letteratura inglese.

 


I Salici è un racconto, pubblicato da ABEditore come libricino illustrato, di Algernon Blackwood.

I SALICI

Conosciuto come simbolo del genere weirdquesto racconto unisce psicologia e horror. Racconta, infatti, la storia di due campeggiatori che scelgono un luogo non proprio ospitale per trascorrere la notte e porta il lettore in un vortice di paura ed ansia.

La vicenda è narrata in prima persona da uno dei due campeggiatori. Durante la lettura, si ha modo di apprendere il passato dei due protagonisti: hanno alle spalle svariate avventure insieme, cosa che ha creato un rapporto di fiducia profonda e amicizia. Questo aspetto è fondamentale al fine di comprendere a pieno l’intento e il messaggio di questo racconto: la paura è capace di rivoltare completamente un individuo, trasformarlo nel suo opposto, insinuare in lui sospetto e ansia al punto di trasformarlo il una creatura egoista, sospettosa e meschina.

Tutto ciò viene espresso tramite un’avventura notturna: durante il loro viaggio per l’Europa, i due amici si fermano al limite di una foresta di salici per trascorrere la notte, si accampano su un terreno aperto, nei pressi di un fiume e svolgono le loro abituali attività di campeggio. Durante la notte il protagonista narrante si sveglia e inizia a percepire strane sensazioni: sembra che il paesaggio intorno a lui sia animato come un’entità indipendente e ostile alla loro presenza.

Al loro risveglio, i due notano dettagli inspiegabili nel paesaggio circostante e nel loro equipaggiamento: il dubbio e la sfiducia reciproca inizia a insinuarsi in loro e ad avere la meglio sulla razionalità e sul rapporto precedente.

Oltre la trama

Come anticipato, I Salici è un racconto che ha fatto la storia di un genere letterario: “strano” – ed è strano sul serio! Non si può negare, però, che sia strano quanto coinvolgente e assolutamente “riuscito”. L’intento dell’autore è quello di mostrare i lati più meschini e abietti dell’essere umano, e ci riesce. Vuole dimostrare come la vita e la percezione degli eventi siano condizionate estremamente dalla paura, e ci riesce. La paura dell’ignoto: quella paura a cui non si riesce a dare una forma, un volto, un’identità, ma è più presente e più percepibile di qualsiasi cosa materiale. Questa è la paura di cui Blackwood parla, questa è la paura capace di trasformare un essere umano e scuoterlo in un modo che non credeva possibile.

Uno stile fluido e un ritmo serrato completano l’opera: 141 pagine da leggere tutte d’un fiato.

Una lettura assolutamente consigliata per appassionati e neofiti. Un’edizione impeccabile ed esteticamente perfetta.

 


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