Guanciale d’erba

Guanciale d'erba Book Cover Guanciale d'erba
Sōseki Natsume
Romanzo
Neri Pozza
2013
Copetina flessibile
173

Un giovane artista, pittore e poeta, si avventura per un ameno sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese. Lungo il cammino, in un'atmosfera incantata, incontra viandanti solitari, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d'umanità, finché, sorpreso della pioggia, si rifugia in una piccola casa da tè tra i monti. Qui, dalla dolce voce della vecchia tenutaria, apprende la storia della fanciulla di Nakoi, che ebbe la sfortuna di essere desiderata da due uomini e di andare in sposa a quello che lei non amava. Il giorno in cui partì, il suo cavallo si arrestò sotto il ciliegio davanti alla casa del tè e dei fiori caddero come macchie sul suo candido vestito.

 


Guanciale d’erba: un capolavoro della letteratura giapponese.

Natsume Soseki, uno dei più grandi scrittori giapponesi del XX secolo, ci ha regalato opere che penetrano nel profondo dell’animo umano. Tra le sue opere più celebri spicca “Guanciale d’erba” (Kusamakura in giapponese), un romanzo pubblicato nel 1906 che affronta tematiche universali attraverso una narrazione contemplativa e poetica. In questa recensione SEO, esploreremo il significato del libro e il talento dell’autore nel condurci in un viaggio attraverso l’anima umana.

Natsume Soseki: L’autore dietro il capolavoro

Natsume Soseki (1867-1916) è una delle figure più influenti della letteratura giapponese moderna. Con una formazione in letteratura inglese, trascorse un periodo in Inghilterra come studioso e traduttore. Questa esperienza influenzò profondamente il suo stile letterario, portando elementi occidentali nella sua narrativa, mentre manteneva una radice salda nella tradizione giapponese. Soseki ha la capacità unica di esplorare le complessità delle emozioni umane attraverso una prosa raffinata e una profonda introspezione, elementi che emergono chiaramente in “Guanciale d’erba”.

“Guanciale d’erba”: Un viaggio nell’anima

“Guanciale d’erba” è un romanzo che può sembrare semplice nella sua trama, ma che nasconde strati profondi di significato. La storia segue il protagonista, un giovane pittore di paesaggi, mentre intraprende un viaggio in una remota locanda di montagna. Qui, egli sperimenta un mondo di calma e contemplazione, lontano dalle frenesie della vita urbana. Questo luogo diventa il palcoscenico per una riflessione profonda sulla bellezza, l’arte, la solitudine e la natura umana.

Soseki dipinge un quadro affascinante della psicologia umana attraverso il dialogo interno del protagonista, le sue osservazioni sulle persone che incontra e la sua interazione con una misteriosa donna chiamata Nami. La trama funge da veicolo per esplorare temi quali l’isolamento, la creatività artistica e la ricerca del significato nella vita.

Il Guanciale d’erba come simbolo

Il titolo stesso, “Guanciale d’erba”, rivela una delle tematiche centrali del romanzo. Il guanciale d’erba rappresenta la ricerca di comodità e appagamento nelle cose semplici e naturali. Questo concetto si riflette nella vita del protagonista quando scopre la gioia e la serenità nella semplicità della vita di campagna. È una critica sottile alla società moderna e alla sua frenetica ricerca di successo e benessere materiali.

Conclusioni

In “Guanciale d’erba”, Natsume Soseki offre una profonda meditazione sulla condizione umana, la solitudine e il significato della vita. Il suo stile narrativo raffinato e l’uso di simbolismo rendono il romanzo un’opera d’arte letteraria. Il libro ci invita a riflettere sulla nostra stessa ricerca di significato e felicità in un mondo sempre più caotico e impersonale.

In sintesi, “Guanciale d’erba” è un capolavoro della letteratura giapponese che continua a ispirare lettori di tutto il mondo. La sua bellezza e profondità lo rendono un’opera senza tempo, un’immersione nella psiche umana attraverso la lente affilata di un autore straordinario.

Altri spunti di lettura

@alice.sogno

Mille lune

Mille lune Book Cover Mille lune
Sebastian Barry
Romanzo storico
Einaudi
2022
Copertina rigida
224

Tennessee, 1870. Winona, un'indiana lakota rimasta orfana e adottata dagli ex soldati dell'Unione Thomas McNulty e John Cole, prova con tenacia a lasciarsi alle spalle le perdite del passato. Almeno finché l'ennesima violenza non la costringe a cercare giustizia. Anche travestendosi da uomo... Dalla penna di uno dei piú importanti scrittori contemporanei, la storia di una donna determinata a scegliere per il proprio futuro, un canto alla libertà di espressione, un'ode a ogni forma d'amore.

«Amore, guerra, gender fluidity, una visione lucidissima degli eventi che portarono alla nascita degli Stati Uniti di oggi. Una violenza quasi surreale, ma grandi e intensi momenti di tenerezza» – Kazuo Ishiguro

«Nessuno scrive come lui, nessuno è coraggioso come lui, nessuno spinge alle estreme conseguenze le parole e il cuore, e li tiene insieme, come Sebastian Barry» – Ali Smith

 

Da bambina Winona ha perso tutto, e se non fosse stato per Thomas e John non sa quale sarebbe stato il suo destino. John ha sempre insistito perché imparasse l'inglese correttamente. Per un nativo americano – e John lo sa bene, visto che lo è per un terzo – è già abbastanza difficile sopravvivere nella società chiusa e intollerante del Sud, in cui picchiare indiani e neri non è considerato un crimine, e parlare inglese è uno dei pochi modi per ottenere un po' di rispetto. Winona lavora come contabile per l'avvocato Briscoe, ed è molto brava. In città ha conosciuto il commesso Jas Jonski, che si è innamorato di lei e ha intenzioni serie. Winona non è sicura di voler sposare Jas, che non ha mai nemmeno baciato, e non sa davvero se le piacciono gli uomini. Ma a parte i dubbi del cuore e le difficoltà che derivano dall'essere una donna, e per giunta indiana, la vita di Winona scorre tranquilla, almeno fino all'ennesimo evento che sconvolge la sua esistenza travagliata: un giorno viene aggredita e stuprata. Se all'inizio non ricorda nulla, in seguito crudeli frammenti di memoria le suggeriscono che il colpevole è proprio il suo fidanzato Jas. Winona non se la sente di accusarlo subito apertamente: vestita da ragazzo per sottrarsi alle sue attenzioni, allora, Winona asseconda la sua sete di giustizia e decide di condurre un'inchiesta personale al cuore della società maschilista di Henry County. Tra turpi misteri e segreti inconfessabili, per Winona la verità sembra allontanarsi sempre piú; la forca, invece, è a un passo: come spesso accade, per chi ha il potere è facile trasformare le vittime in colpevoli. Raccontato dalla fiammeggiante prosa di Sebastian Barry, Mille lune è il potente ritratto di una donna e della sua determinazione di decidere il proprio futuro, di vivere e di amare.

Mille lune è un romanzo strico di Sebastian Barry edito in Italia da Einaudi.

Sono Winona.
All’inizio ero Ojinjintka, che significa rosa. Thomas McNulty ci aveva provato e riprovato ma non riusciva a dirlo, così alla fine mi diede il nome di mia cugina morta perché in bocca gli veniva più facile. Winona significa la primogenita. Io non ero la primogenita.

Protagonista della vicenda è Winona, una ragazza orfana che, dopo aver perso la famiglia, la tribù e la libertà, è costretta a vivere lontano dalla sua terra contando solo sulle proprie forze e sull’aiuto di due ex soldati che la adottano e la portano a vivere con sé e con altri schiavi liberati.

[…]
Picchiare un’indiana non era un reato.
John Cole non importa se aveva fatto il soldato ed era un bravo agricoltore, in città lo trattavano male perché sua nonna o quella prima ancora era un’indiana. Quindi lui ce l’aveva un po’ scritto in faccia. Neanche l’inglese bastava a proteggerlo. 

Winona cerca a fatica di ricostruirsi una vita, ma di nuovo viene distrutta dall’ennesima violenza. Dopo il rifiuto, la negazione, l’oblio, arrivano il desiderio di vendetta e la rabbia. Winona si traveste da uomo, è decisa a farsi giustizia da sola a costo di perdere la vita e quel poco di buono che le è rimasto al mondo.

Ma prima della guerra era una schiava e naturalmente per dei bianchi una schiava sta molto in basso.
E io ancora più in basso.
Agli occhi della città non ero che cenere di un falò indiano.

Troverà un motivo per tornare a vivere e a sperare conoscendo Peg, un’altra nativa con cui ha un incontro bizzarro; in qualche modo si salvano a vicenda, prima per “sbaglio” poi per desiderio.

Mille lune è un romanzo storico in cui vengono affrontati molti temi: l’odio razziale, la guerra, l’invasione, la violenza, la schiavitù, l’affetto, la carità e l’amore incondizionato.

Scritto in modo volutamente altalenante e grammaticalmente scorretto, fa entrare il lettore nella mente della protagonista, rendendo tutto ancora più vivido e realistico.


In conclusione, si tratta di un romanzo piacevole per ambientazione e atmosfera, ma che sicuramente non si fa leggere a cuor leggero: lo consiglio agli appassionati del genere, a chi stesse cercando una lettura sui temi della libertà e dei diritti, e a chiunque volesse sperimentare qualcosa di nuovo e diverso.


Altri spunti di lettura

@alice.sogno

Kintsukuroi

Kintsukuroi. L'arte giapponese di curare le ferite dell'anima. Book Cover Kintsukuroi. L'arte giapponese di curare le ferite dell'anima.
Tomas Navarro
Psicologia
2022
e-book

Il kintsukuroi è l'antica arte giapponese del riparare le ceramiche frantumate. Quando un vaso va in mille pezzi, i maestri artigiani del kintsukuroi ne raccolgono i frammenti e li saldano, riempiendo le crepe sottili con pasta d'oro o d'argento. Non nascondono le fratture, ma le esaltano, poiché considerano che un vaso riparato mostri tanto la fragilità quanto la forza di resistere. In questo sta la vera bellezza. L'incontro con questa pratica tradizionale giapponese, la filosofia zen e la psicologia occidentale produce un modo nuovo di guardare gli oggetti che ci circondano, così come noi stessi, rispettandone la fragilità, le cicatrici, i segni del tempo. Siamo ciò che siamo perché siamo stati ciò che siamo stati. Tomás Navarro, con gentilezza, ci insegna ad applicare l'arte del kintsukuroi alle nostre vite, fornendoci tutti gli strumenti per diventare maestri nella cura delle nostre ferite: solo così impareremo a ricomporre le fratture dell'anima e a fare di noi stessi creature sempre più forti e preziose. Una guida per imparare a trasformare le avversità in vere opportunità per diventare più resistenti, più interessanti, più belli.

Kintsukuroi: Riflessioni sulla Resilienza attraverso l’Antica Arte Giapponese

Nel mondo frenetico e spesso frammentato in cui viviamo, alla ricerca di ispirazione e saggezza, il libro “Kintsukuroi” offre una visione “lenta e pacifica” dell’evoluzione personale. Questo affascinante volume ci introduce all’antica arte giapponese del Kintsugi, offrendo riflessioni profonde sulla resilienza umana e sulla bellezza delle crepe.

L’Arte del Kintsugi e la Metafora della Resilienza

“Kintsukuroi” ci guida attraverso il mondo affascinante del Kintsugi, l’arte giapponese di riparare oggetti frantumati con l’oro o altri metalli preziosi. Questo processo non solo ripristina gli oggetti, ma celebra anche le loro imperfezioni, creando qualcosa di ancora più prezioso e unico. L’autore dipinge abilmente il Kintsugi come una metafora potente per la resilienza umana: così come l’oggetto rotto viene trasformato in una bellezza rinnovata, così anche le sfide e le difficoltà della vita possono arricchirci anziché spezzarci. Ma non si ferma a questo: le crepe vengono lasciate esposte, non nascoste, non deformate o altro: semplicemente saldate, curate, usate per migliorare l’oggetto nel suo complesso.

Storie di Trasformazione Personale: Attraverso storie coinvolgenti e testimonianze toccanti, “Kintsukuroi” illustra come le esperienze di sofferenza e perdita possono diventare catalizzatori per una crescita profonda. Ogni capitolo del libro racconta una storia di trasformazione personale, in cui le cicatrici dell’anima si trasformano in straordinarie testimonianze di forza interiore.

Lezioni di Saggezza Universale: “Kintsukuroi” va oltre l’arte e la resilienza personale, offrendo anche lezioni di saggezza universale che possono applicarsi a tutti gli aspetti della vita. L’autore esplora temi come l’accettazione, la gratitudine, la bellezza dell’imperfezione e la connessione con gli altri. Queste lezioni sono intrecciate con grazia nella narrazione, lasciando al lettore un senso di arricchimento e consapevolezza.

Scrittura Empatica e Coinvolgente: La scrittura di “Kintsukuroi” è scorrevole e semplice, nonostante i temi trattati; l’autore è abile nel combinare aneddoti personali, riflessioni e informazioni storiche sull’arte del Kintsugi. Questa combinazione offre una visione complessiva di ciò che l’autore vuole trasmettere e mette molti spunti di riflessione a disposizione del lettore.

Conclusioni

In conclusione, “Kintsukuroi” è un libro che tocca profondamente, invitandoci a riflettere sulla nostra resilienza e sul potere trasformativo delle esperienze difficili. Attraverso l’antica arte giapponese del Kintsugi, il libro ci insegna ad accettare le nostre cicatrici e a trovare la bellezza nell’imperfezione.

Nota personale: trovo che nel complesso l’autore tenda a semplificare il processo di guarigione con una sorta di “è tutto bellissimo”, che nella pratica richiede determinazione, informazione, costanza. Detto ciò, è sicuramente un libro utile a chiunque: tutti abbiamo una crepa da saldare.

Le donne che amano sono pericolose

Le donne che amano sono pericolose Book Cover Le donne che amano sono pericolose
Stefano Zuffi
Arte
2010
153

Un volume illustrato che affronta un tema caro all'universo femminile: cinquanta storie d'amore di donne famose della mitologia, della storia e della letteratura attraverso dipinti, opere d'arte, fotografie che ne hanno celebrato la memoria. Da Eva a Salomé, da Desdemona a Lolita, da Eleonora Duse a Evita Peron, le immagini di questo volume tracciano ritratti di donne simili, perché accomunate dal fuoco divorante della passione, ma diversissime tra loro, ognuna con la propria storia. La storia di tutte le donne. Prefazione di Alda Merini.

Le donne che amano sono pericolose si apre con una prefazione molto toccante di Alda Merini. Dopodiché si suddivide in cinque senzioni:

  1. fascino irresistibile: capitolo discorsivo in cui viene affrontato il tema generico e vengono gettate le basi per i capitoli successivi
  2. seduzione e magia*
  3. eros e thanathos*
  4. turbine di gelosia*
  5. passione e potere*

*capitoli composti da soggetti esplicativi dei ogni argomento trattato

Parlare del libro “Le donne che amano sono pericolose” di Stefano Zuffi è affascinante e stimolante, poiché l’autore ci offre una prospettiva molto interessante sull’amore e la sua espressione femminile attraverso l’arte. Questo libro affronta il tema dell’amore romantico e non solo, della passione nella storia dell’arte, esaminando dipinti, sculture e altre opere d’arte che rappresentano questo sentimento attraverso le donne: non “solo” amore, ma anche ciò che ne consegue: rabbia, vendetta, odio, violenza, nostalgia, rammarico, ecc.

Zuffi è un esperto d’arte che sa coinvolgere il lettore sin dalle prime pagine, immergendolo in un viaggio attraverso secoli di opere d’arte straordinarie e profonde. Il suo stile di scrittura è chiaro e coinvolgente, rendendo la lettura di questo libro un’esperienza piacevole sia per gli appassionati d’arte che per i lettori occasionali.

Attraverso una serie di capitoli tematici, Zuffi ci guida attraverso i vari aspetti dell’amore e del desiderio femminile rappresentati nell’arte. Esplora la sensualità e la seduzione, l’amore tragico e l’adorazione, offrendo una panoramica completa e ricca di esempi visivi. Ogni capitolo è strutturato in modo chiaro e ben organizzato, con una ricca selezione di immagini che illustrano e arricchiscono i concetti trattati.

Ciò che rende questo libro davvero notevole è la sua capacità di andare oltre l’apparenza superficiale delle opere d’arte e di esplorare il significato più profondo dell’amore rappresentato. Zuffi analizza con attenzione il contesto storico e culturale di ogni opera d’arte, spiegando come le donne amanti siano state raffigurate in diversi periodi e culture. Ciò ci consente di comprendere meglio la complessità delle dinamiche di genere e delle norme sociali che hanno influenzato l’arte nel corso dei secoli.

Inoltre, l’autore si sofferma anche sul ruolo delle donne artiste e delle loro opere, offrendo un importante punto di vista femminile nella rappresentazione dell’amore. Questo aggiunge ulteriore profondità al libro e contribuisce a sfatare gli stereotipi di genere spesso associati alle opere d’arte tradizionali.

“Le donne che amano sono pericolose” è anche una riflessione sulla forza femminile e sulla capacità delle donne di trasformare l’amore in una forza potente.

 


 

Favole degli Déi, di Paolo Barbieri

Favole degli dei. Eroi, creature e divinità della mitologia greca. Ediz. a colori Book Cover Favole degli dei. Eroi, creature e divinità della mitologia greca. Ediz. a colori
Paolo Barbieri
Illustrati
Sergio Bonelli
2022
Copertina rigida
144

Un suggestivo viaggio alla scoperta della Mitologia Greca attraverso gli dei dell'Olimpo. Ogni disegno di questo libro illustrato è accompagnato dagli affascinanti testi di Paolo Barbieri che narrano le avventure, gli amori e le tragedie dei protagonisti di questa affascinante mitologia.

Favole degli Dei. Eroi, creature e divinità della mitologia greca è una visione in cui confluisce il desiderio di creare il mito sul mito, rendendo più tangibile una realtà che, forse, è esistita veramente e che poi è mutata tra le pieghe del tempo.

“Favole degli Dei” è un libro affascinante scritto e illustrato da Paolo Barbieri che porta i lettori in un viaggio straordinario nel regno dei miti e delle leggende. Con una combinazione magistrale di arte e narrativa, Barbieri ci trasporta in un mondo fantastico popolato da divinità, creature mistiche e avventure epiche.

Il libro si distingue per la sua straordinaria bellezza visiva, grazie alle illustrazioni di Barbieri. Ogni pagina è un’opera d’arte a sé stante, con colori vividi e dettagli intricati che catturano l’immaginazione del lettore. Le immagini sono in perfetta sintonia con le storie raccontate, aggiungendo un elemento visivo che arricchisce l’esperienza di lettura.

I miti raccontati nel libro sono tratti dalla mitologia greca e analizzano personaggi o eventi singolarmente. Barbieri riesce a catturare l’essenza di ogni mito, mantenendo la loro autenticità e dando vita a personaggi iconici come Persefone e Ade, Zeus e Poseidone, e così via. Ogni storia è narrata in modo coinvolgente, con una prosa elegante che affascina il lettore e lo spinge a immergersi completamente nel mondo divino.

Una delle caratteristiche più interessanti di “Favole degli Dei” è la sua capacità di rendere accessibili i miti classici a un pubblico più ampio. Non solo gli appassionati di mitologia troveranno piacere in questo libro, ma anche coloro che cercano una lettura “facile da gestire” – grazie alla suddivisione in brevi racconti e alla struttura che alterna testo e immagini. Le storie sono brevi e scorrevoli, perfette da leggere durante un breve momento di pausa o prima di addormentarsi; adatte anche ai lettori più giovani!

In conclusione, “Favole degli Dei” di Paolo Barbieri è un libro che offre un’esperienza coinvolgente e affascinante per gli amanti della mitologia e per chiunque sia alla ricerca di un’opera d’arte visivamente straordinaria. Le storie intramontabili e le illustrazioni si combinano per creare un’opera che merita un posto nelle librerie di tutti gli amanti della letteratura fantastica e mitologica.


Curiosità personale: le copertine illustrate da Paolo Barbieri per Licia Troisi sono una delle “cause” della mia professione 🙂

Altri spunti di lettura: illustrati e fumetti

@alice.sogno