L’arte di conoscere se stessi

L'arte di conoscere se stessi Book Cover L'arte di conoscere se stessi
Arthur Schopenhauer, Franco Volpi,
Filosofia
2003
117

Avviato nel 1821 e proseguito poi nei decenni successivi, questo “libro segreto” consisteva probabilmente in una trentina di fogli fitti di annotazioni autobiografiche, ricordi, riflessioni, norme di comportamento, massime e citazioni che Schopenhauer aveva registrato come ciò che gli stava più a cuore, come una sorta di distillato della propria personale saggezza di vita: le regole di un'arte per conoscere se stessi e, nel contempo, per rendere meno difficile la convivenza con gli altri e l'orientamento nel mondo: “Volere il meno possibile e conoscere il più possibile è stata la massima che ha guidato la mia vita”


L’arte di conoscere se stessi di Arthur Schopenhauer

Arthur Schopenhauer, filosofo tedesco del XIX secolo, è noto per le sue profonde riflessioni sulla filosofia della vita e sulla conoscenza di sé. Il suo libro “L’arte di conoscere se stessi” (in tedesco “Die Kunst, sich selbst zu erkennen”) è un’opera che invita i lettori a esplorare la propria interiorità e a comprendere meglio la natura umana. In questa recensione SEO, esamineremo il significato di questo libro e l’importanza dell’autore nel panorama filosofico.

La cortesia, al pari di un gettone, è palesemente una moneta falsa: lesinarla dimostra ottusità; usarne con liberalità invece intelligenza. Chi al contrario spinge la cortesia fino

a sacrificare interessi reali è come chi dispensa monete d’oro autentiche al posto di gettoni.

Arthur Schopenhauer: L’autore dietro il capolavoro

Arthur Schopenhauer (1788-1860) è stato uno dei pensatori più influenti della sua epoca. Le sue opere hanno lasciato un’impronta duratura sulla filosofia occidentale e hanno ispirato numerosi pensatori successivi, tra cui Friedrich Nietzsche. Schopenhauer era noto per la sua visione pessimistica della vita, ma anche per la sua acuta intuizione sulla condizione umana.

Schopenhauer trascorse gran parte della sua vita a scrivere e a riflettere sulla filosofia, cercando di rispondere a domande fondamentali sulla natura dell’esistenza umana e sulle sofferenze che l’accompagnano. Questa profonda introspezione si riflette chiaramente nel suo libro “L’arte di conoscere se stessi”.

. La cortesia è quindi per l’uomo ciò che il calore è per la cera.

“L’arte di conoscere se stessi”: Un viaggio nell’interiorità umana

Il libro di Schopenhauer è una guida filosofica per coloro che desiderano esplorare il proprio mondo interiore. Egli sostiene che la vera conoscenza di sé non può essere raggiunta attraverso lo studio esterno o attraverso l’osservazione degli altri, ma solo attraverso una profonda introspezione. L’autenticità e la sincerità verso se stessi sono fondamentali per questa ricerca.

il mezzo più sicuro contro l’odio verso il genere umano è disprezzarlo

Schopenhauer esplora le passioni umane, i desideri e le illusioni che spesso ci distolgono dalla comprensione di chi siamo veramente. Egli offre consigli pratici su come superare le trappole della vita quotidiana e come raggiungere una conoscenza più profonda di sé stessi.

La ricerca del significato della vita

Uno dei temi centrali del libro è la ricerca del significato della vita. Schopenhauer crede che la vita sia permeata dalla sofferenza e dall’insoddisfazione, ma sostiene che la conoscenza di sé può aiutarci a trovare una forma di redenzione. La consapevolezza delle nostre passioni e dei nostri desideri ci permette di liberarcene e di raggiungere una forma di tranquillità interiore.

Schopenhauer afferma che la vera felicità non risiede nella ricerca incessante del piacere, ma nella riduzione dei desideri e nella comprensione della natura effimera delle nostre passioni. Questa prospettiva offre una visione unica sulla ricerca della felicità e del significato nella vita.

Da come gli altri si comportano con noi non dobbiamo desumere e apprendere chi siamo noi, bensì chi sono loro

Conclusioni

“L’arte di conoscere se stessi” di Arthur Schopenhauer è un’opera filosofica che invita i lettori a esplorare il proprio mondo interiore, a comprendere le passioni umane e a cercare il significato della vita. La profonda saggezza di Schopenhauer e la sua capacità di analizzare la natura umana lo rendono un’autorità nel campo della filosofia esistenziale.

Questo libro è una risorsa preziosa per coloro che desiderano intraprendere un viaggio di auto-scoperta e di comprensione della vita umana. La sua eredità filosofica continua a ispirare e a influenzare generazioni di pensatori, e offre un’importante prospettiva sulla ricerca della conoscenza di sé e della felicità. In sintesi, “L’arte di conoscere se stessi” è una lettura imperdibile per chiunque sia interessato alla filosofia della vita e alla ricerca del significato.

Altri spunti di lettura

@alice.sogno

Kintsukuroi

Kintsukuroi. L'arte giapponese di curare le ferite dell'anima. Book Cover Kintsukuroi. L'arte giapponese di curare le ferite dell'anima.
Tomas Navarro
Psicologia
2022
e-book

Il kintsukuroi è l'antica arte giapponese del riparare le ceramiche frantumate. Quando un vaso va in mille pezzi, i maestri artigiani del kintsukuroi ne raccolgono i frammenti e li saldano, riempiendo le crepe sottili con pasta d'oro o d'argento. Non nascondono le fratture, ma le esaltano, poiché considerano che un vaso riparato mostri tanto la fragilità quanto la forza di resistere. In questo sta la vera bellezza. L'incontro con questa pratica tradizionale giapponese, la filosofia zen e la psicologia occidentale produce un modo nuovo di guardare gli oggetti che ci circondano, così come noi stessi, rispettandone la fragilità, le cicatrici, i segni del tempo. Siamo ciò che siamo perché siamo stati ciò che siamo stati. Tomás Navarro, con gentilezza, ci insegna ad applicare l'arte del kintsukuroi alle nostre vite, fornendoci tutti gli strumenti per diventare maestri nella cura delle nostre ferite: solo così impareremo a ricomporre le fratture dell'anima e a fare di noi stessi creature sempre più forti e preziose. Una guida per imparare a trasformare le avversità in vere opportunità per diventare più resistenti, più interessanti, più belli.

Kintsukuroi: Riflessioni sulla Resilienza attraverso l’Antica Arte Giapponese

Nel mondo frenetico e spesso frammentato in cui viviamo, alla ricerca di ispirazione e saggezza, il libro “Kintsukuroi” offre una visione “lenta e pacifica” dell’evoluzione personale. Questo affascinante volume ci introduce all’antica arte giapponese del Kintsugi, offrendo riflessioni profonde sulla resilienza umana e sulla bellezza delle crepe.

L’Arte del Kintsugi e la Metafora della Resilienza

“Kintsukuroi” ci guida attraverso il mondo affascinante del Kintsugi, l’arte giapponese di riparare oggetti frantumati con l’oro o altri metalli preziosi. Questo processo non solo ripristina gli oggetti, ma celebra anche le loro imperfezioni, creando qualcosa di ancora più prezioso e unico. L’autore dipinge abilmente il Kintsugi come una metafora potente per la resilienza umana: così come l’oggetto rotto viene trasformato in una bellezza rinnovata, così anche le sfide e le difficoltà della vita possono arricchirci anziché spezzarci. Ma non si ferma a questo: le crepe vengono lasciate esposte, non nascoste, non deformate o altro: semplicemente saldate, curate, usate per migliorare l’oggetto nel suo complesso.

Storie di Trasformazione Personale: Attraverso storie coinvolgenti e testimonianze toccanti, “Kintsukuroi” illustra come le esperienze di sofferenza e perdita possono diventare catalizzatori per una crescita profonda. Ogni capitolo del libro racconta una storia di trasformazione personale, in cui le cicatrici dell’anima si trasformano in straordinarie testimonianze di forza interiore.

Lezioni di Saggezza Universale: “Kintsukuroi” va oltre l’arte e la resilienza personale, offrendo anche lezioni di saggezza universale che possono applicarsi a tutti gli aspetti della vita. L’autore esplora temi come l’accettazione, la gratitudine, la bellezza dell’imperfezione e la connessione con gli altri. Queste lezioni sono intrecciate con grazia nella narrazione, lasciando al lettore un senso di arricchimento e consapevolezza.

Scrittura Empatica e Coinvolgente: La scrittura di “Kintsukuroi” è scorrevole e semplice, nonostante i temi trattati; l’autore è abile nel combinare aneddoti personali, riflessioni e informazioni storiche sull’arte del Kintsugi. Questa combinazione offre una visione complessiva di ciò che l’autore vuole trasmettere e mette molti spunti di riflessione a disposizione del lettore.

Conclusioni

In conclusione, “Kintsukuroi” è un libro che tocca profondamente, invitandoci a riflettere sulla nostra resilienza e sul potere trasformativo delle esperienze difficili. Attraverso l’antica arte giapponese del Kintsugi, il libro ci insegna ad accettare le nostre cicatrici e a trovare la bellezza nell’imperfezione.

Nota personale: trovo che nel complesso l’autore tenda a semplificare il processo di guarigione con una sorta di “è tutto bellissimo”, che nella pratica richiede determinazione, informazione, costanza. Detto ciò, è sicuramente un libro utile a chiunque: tutti abbiamo una crepa da saldare.

Le donne che amano sono pericolose

Le donne che amano sono pericolose Book Cover Le donne che amano sono pericolose
Stefano Zuffi
Arte
2010
153

Un volume illustrato che affronta un tema caro all'universo femminile: cinquanta storie d'amore di donne famose della mitologia, della storia e della letteratura attraverso dipinti, opere d'arte, fotografie che ne hanno celebrato la memoria. Da Eva a Salomé, da Desdemona a Lolita, da Eleonora Duse a Evita Peron, le immagini di questo volume tracciano ritratti di donne simili, perché accomunate dal fuoco divorante della passione, ma diversissime tra loro, ognuna con la propria storia. La storia di tutte le donne. Prefazione di Alda Merini.

Le donne che amano sono pericolose si apre con una prefazione molto toccante di Alda Merini. Dopodiché si suddivide in cinque senzioni:

  1. fascino irresistibile: capitolo discorsivo in cui viene affrontato il tema generico e vengono gettate le basi per i capitoli successivi
  2. seduzione e magia*
  3. eros e thanathos*
  4. turbine di gelosia*
  5. passione e potere*

*capitoli composti da soggetti esplicativi dei ogni argomento trattato

Parlare del libro “Le donne che amano sono pericolose” di Stefano Zuffi è affascinante e stimolante, poiché l’autore ci offre una prospettiva molto interessante sull’amore e la sua espressione femminile attraverso l’arte. Questo libro affronta il tema dell’amore romantico e non solo, della passione nella storia dell’arte, esaminando dipinti, sculture e altre opere d’arte che rappresentano questo sentimento attraverso le donne: non “solo” amore, ma anche ciò che ne consegue: rabbia, vendetta, odio, violenza, nostalgia, rammarico, ecc.

Zuffi è un esperto d’arte che sa coinvolgere il lettore sin dalle prime pagine, immergendolo in un viaggio attraverso secoli di opere d’arte straordinarie e profonde. Il suo stile di scrittura è chiaro e coinvolgente, rendendo la lettura di questo libro un’esperienza piacevole sia per gli appassionati d’arte che per i lettori occasionali.

Attraverso una serie di capitoli tematici, Zuffi ci guida attraverso i vari aspetti dell’amore e del desiderio femminile rappresentati nell’arte. Esplora la sensualità e la seduzione, l’amore tragico e l’adorazione, offrendo una panoramica completa e ricca di esempi visivi. Ogni capitolo è strutturato in modo chiaro e ben organizzato, con una ricca selezione di immagini che illustrano e arricchiscono i concetti trattati.

Ciò che rende questo libro davvero notevole è la sua capacità di andare oltre l’apparenza superficiale delle opere d’arte e di esplorare il significato più profondo dell’amore rappresentato. Zuffi analizza con attenzione il contesto storico e culturale di ogni opera d’arte, spiegando come le donne amanti siano state raffigurate in diversi periodi e culture. Ciò ci consente di comprendere meglio la complessità delle dinamiche di genere e delle norme sociali che hanno influenzato l’arte nel corso dei secoli.

Inoltre, l’autore si sofferma anche sul ruolo delle donne artiste e delle loro opere, offrendo un importante punto di vista femminile nella rappresentazione dell’amore. Questo aggiunge ulteriore profondità al libro e contribuisce a sfatare gli stereotipi di genere spesso associati alle opere d’arte tradizionali.

“Le donne che amano sono pericolose” è anche una riflessione sulla forza femminile e sulla capacità delle donne di trasformare l’amore in una forza potente.

 


 

Il mostruoso femminile

Il mostruoso femminile. Il patriarcato e la paura delle donne Book Cover Il mostruoso femminile. Il patriarcato e la paura delle donne
Jude Ellison Sady Doyle
Social Science
2021
304

Se un mostro è un corpo spaventoso perché fuori controllo, una donna mostruosa è una donna libera dal controllo dell'uomo. "Il mostruoso femminile" è un saggio sulla natura selvaggia della femminilità, che viaggia tra mito e letteratura, cronaca nera e cinema horror, mostrando la primordiale paura che il patriarcato nutre da sempre nei confronti delle donne. Da "L'esorcista" alla dea babilonese Tiamat, dalla biblica Lilith a "Giovani streghe", attraversano leggende e vite dimenticate, Jude Ellison S. Doyle compie un viaggio alla scoperta dell'oscura potenza delle donne, rivendicando l'orrore come forza creatrice, capace di rompere le catene millenarie dell'oppressione patriarcale.

Il  mostruoso femminile è un saggio sulla figura della donna e il ruolo che ha avuto nei secoli, nonché su come è stata demonizzata a più riprese da parte della cultura di massa.

Un saggio corposo e pieno di spunti di riflessione, è un libro delicato e feroce. È un libro che fa male, perché mette insieme tutto ciò che ogni donna sa e sente dentro di sé come retaggio di generazioni su generazioni di madri e figlie che lottano nell’ombra contro un patriarcato e una misoginia che hanno impregnato ogni ambito della loro quotidianità.

Si può analizzare questo saggio in molti modi perché contiene moltissimi riferimenti diversi: dall’antichità ai giorni nostri, dalla mitologia alla religione, fino alla letteratura e alla cinematografia.

Ma in ogni caso è la figura della donna a far paura, più dell’individuo in sé: una figura che fa paura in qualsiasi modo la si metta. Una volta è strega, una volta è madre o non lo è, una volta è troppo potente, un’altra volta è semplicemente troppo.

È la vita di tutti i giorni che riecheggia nei secoli passati: cambia il contesto, non cambiano i fatti.

Le donne sono state uccise, umiliate, sterminate, alienate, rinchiuse, bruciare, derise, sfruttate, venerate ma quasi sempre con timore.

Eppure non è stato sempre così, o quantomeno non dappertutto. Se si cercasse di avere una visione globale e distaccata (per quanto possibile) di questo argomento, si scoprirebbe se non altro che in ogni epoca (pre-cristiana, medievale, ad esempio), la donna non è stata annientata. Anzi, analizzando la storia con una lente di ingrandimento si vedrà che in ogni epoca la donna ha fatto la differenza, nell’ombra e il più delle volte senza riconoscimento ma l’ha fatto. Uno dei problemi fondamentali della differenza di genere è proprio la tendenza a modificare il passato (un esempio su tutti: il Medioevo) fino a ricordare sporadici eventi che hanno visto le donne protagoniste.

Detto ciò, tengo a precisare che non sto in alcun modo minimizzando la situazione attuale, la disparità di genere o la misoginia che imperversa sul mondo “civilizzato”, sto solo cercando di avere una visione generale dell’argomento ed evidenziare il fatto che dipenda quasi esclusivamente dell’educazione e dalla “cultura” che viene messa a disposizione.

E qui torniamo al saggio Il mostruoso femminile:

un saggio di portata epica ma che, per mio gusto personale, avrei preferito meno polemico.

Mi spiego meglio: un saggio (o qualsiasi mezzo) che porti a conoscenza di fatti reali (riguardo le donne, per esempio: stragi, ingiurie, ecc), porta automaticamente il lettore a riflettere, ad arrabbiarsi, ad agire di conseguenza.

In questo saggio la posizione dell’autrice è chiara dalle prime righe. Posizione di opposizione al patriarcato e alla misoginia che non si può non condividere al 100% e sulla quale mi trovo assolutamente d’accordo.

Ma, appunto, avrei preferito leggere un saggio che mettesse in evidenza i fatti in modo oggettivo, non polemico. La polemica e la ribellione sono una conseguenza. Qui, invece, si ha una polemica costante sullo stereotipo del maschio bianco cisgender contemporaneo e non credo che sia ciò di cui abbiamo bisogno. La “polemica” è ormai all’ordine del giorno e sta addirittura portando la donna a privarsi di ciò che la caratterizza, piuttosto che ad ottenere dei benefici.

Entrambe le parti (donna libera vs uomo misogino) hanno bisogno di conoscere i fatti, comprendere che la realtà “naturale/spontanea” non concepisce nemmeno il problema delle due posizioni opposte e agire di conseguenza.

Si tratta di un discorso delicato e feroce, proprio come questo saggio che, in ogni caso reputo estremamente ricco e ben fatto. Il mio pensiero personale non vuole togliere nulla alla grandezza di questo testo, vuole semplicemente essere una riflessione aggiuntiva e costruttiva per evitare che si faccia confusione.

Mi spiego con un esempio: trovo ingiusto che pietre miliari come Lucy di Bram Stoker, in Dracula, vengano connotate come negative perché fanno paura. O che Bram Stoker stesso sia definito misogino per quel personaggio. Che Lucy faccia paura perché insaziabile di amore e passione è un dato di fatto. Ma se così non fosse cosa otterremmo? Una storia inutile. La paura è un’emozione, al pari di tutte le altre, e fa parte dell’essere umano. Ciò che è sbagliato è la conseguenza: l’uomo ottuso che non la affronta, non la comprende, ma la reprime.

In ogni caso: consiglio questo libro a TUTTI. Leggetelo, leggetene altri e cercate di avere una visione globale di tutto ciò.

La Grande Madre

La grande madre. Il culto del femminile nella storia Book Cover La grande madre. Il culto del femminile nella storia
Laura Rangoni
Social Science
Xenia
2005
Copetina flessibile
126

Sempre più persone sentono l'esigenza di tornare a una vita più vera, a qualcosa di Naturale: è la Grande Madre che ritorna. Il culto della Grande Madre nel mondo antico e oggi; Le grandi madri delle civiltà e il matriarcato; Donne, dee e il divino femminile; La Grande Dea Madre della Wicca.

La Dea Madre è un saggio di Laura Rangoni che analizza la figura della divinità femminile primordiale, fino ad arrivare ai giorni nostri.

È un saggio ben strutturato, suddiviso in capitoli che argomentano la tesi dell’autrice prima fornendo delle fonti storiche risalenti a diverse epoche e poi offrendo delle riflessioni al lettore su come la percezione del mondo, del tempo, della natura e della vita, sia cambiata nel passaggio da una realtà matriarcale (o neutra) ad una patriarcale.

Essenzialmente offre una visione completa della figura femminile nel culto di popolazioni provenienti da tutto il mondo, nel corso dei millenni. Parte infatti dalla preistoria per arrivare ai giorni nostri facendo scoprire la figura femminile prima come entità senza volto, venerata per le sue caratteristiche universali – quali la capacità di generare nuova vita e nutrirla, fino ad una visione più recente, chi è il risultato dell’evoluzione della figura femminile come divinità attraverso spazio e tempo.

Di seguito un breve estratto del testo che aiuta a capirne il contenuto:

Possiamo affermare con assoluta certezza che fin dall’inizio dei tempi la grande madre ha accompagnato il lento evolversi dell’uomo […] Approssimativamente dal 30.000 a.C. al 3000 a.C. vi era solamente la grande idea. Una dea senza volto che sin dal Paleolitico ha abitato l’immaginario umano ed è stata raffigurata con simboli che si sono profondamente radicati nell’inconscio collettivo. Di lei sono state realizzate immagini e idoli di pietra a lei sono stati innalzati i tempi megalitici e monumenti. Lei governava e governa il ciclo delle stagioni e la fertilità della terra e del bestiame, i moti della Luna, delle maree e del ciclo femminile. Lei sola era ed è la signora del ciclo continuo di nascita-morte-rinascita che caratterizza la vita sul nostro pianeta. Questa venerazione per L’Antica idea probabilmente ha avuto origine nella prima età della pietra nel cosiddetto Paleolitico superiore.

Dopo una introduzione abbastanza esaustiva e completa l’autrice suddivide il suo testo in quattro sezioni che permettono di approfondire il culto della grande madre nel mondo antico e oggi, le grandi madri delle civiltà e il matriarcato, le donne le idee e il divino femminile fino ad arrivare all’ultimo capitolo, che riguarda la grande Dea Madre della Wicca.

È interessante scoprire come la figura della dea femminile si sia evoluta nel corso della storia. Infatti se prima veniva rappresentata senza volto, senza mani e senza piedi per rappresentarne le sue doti principali , successivamente è stata rivisitata sotto varie sembianze a seconda della collocazione geografica e storica che si vuole prendere in considerazione.

Ciò che è certo è che ogni popolazione del mondo (piccola o grande che sia stata e sia che abbia avuto una storia millenaria e sia che abbia avuto una storia molto breve) ha venerate almeno una divinità femminile molto importante.

È stato così per le popolazioni Preistoriche, per gli egizi, per i greci per i romani, per gli etruschi, per le popolazioni del nord Europa, dell’America, dell’Africa e del mondo intero.

Le uniche eccezioni sono state le religioni relativamente più recenti come il cristianesimo e l’islamismo. In questi casi infatti la divinità principale è maschile e la donna ha un ruolo nettamente inferiore sia a livello di divinità riconosciuta e venerata, sia nella quotidianità di chi pratica questa religione (ossia nel rapporto uomo-donna). Nonostante questo, è stato interessante leggere come oltre a questa visione di inferiorità della figura femminile nella religione cristiana la madre di Gesù, Maria, abbia in realtà diversi tratti in comune con la primordiale Dea Madre.

La grande madre è un saggio di circa 120 pagine che affronta l’argomento in modo piuttosto approfondito andando ad evidenziare anche alcuni particolari meno noti della storia del culto femminile.

Ovviamente in alcuni punti traspare la posizione dell’autrice in merito agli argomenti trattati ma in modo molto discreto e non invasivo perciò perciò, a parer mio, si tratta di un testo adatto a tutti. Va precisato però che gli argomenti trattati sono piuttosto delicati, perciò questo testo deve essere letto in modo critico e analitico con l’intenzione di apprendere delle nozioni e non di giudicare una religione piuttosto che un’altra o, peggio ancora , voler screditare la figura della divinità femminile, che tutt’oggi – in modo più o meno marcato – rimane fondamentale sia a livello storico e sia nella cultura contemporanea.


Recensioni: BLOG

Altri articoli a tema: MITOLOGIA

Prodotti con stampe di illustrazioni a tema: EMPORIO

@alice.sogno