Grafica: prezzi e altro

Oggi si torna a parlare di grafica, dei prezzi e di cosa serve sapere quando si commissiona un progetto o si richiede un preventivo.

Ho pensato di scrivere questo articolo per sviscerare, per quanto possibile, gli infiniti elementi che compongono un progetto grafico e il relativo preventivo.

Facciamo un esempio:

Al cliente x chiama lo studio e chiede un preventivo per “un lavoro di grafica”. Ora, per prima cosa, sia il cliente e sia il professionista devono essere consapevoli, trasparenti e onesti in merito al progetto che si andrà a realizzare; il “lavoro di grafica” si compone, infatti, di vari passaggi e fattori che influiscono sul preventivo:

  • il tipo di lavoro (design di un logo, progettazione dell’immagine coordinata, grafica per un biglietto da visita e così via)
  • il tempo necessario per realizzarlo
  • la consegna del progetto finito: è virtuale o materiale? Serve la stampa o la consegna di file in specifici formati? Ecc.

Poi entrano in gioco altri fattori: le modifiche fatte al progetto iniziale, i cambiamenti di direzione da parte del cliente, la decisione di apportare modifiche “strutturali” (materiali, supporti, ecc) in corso d’opera a causa di imprevisti (per esempio cambiare tipo di carta perché il cliente ha la necessità di scrivere sul suo biglietto da visita, quindi la carta standard è sconsigliabile).

Grafica: prezzi

Ipotizziamo che il cliente x voglia un biglietto da visita:

  • il costo della sola grafica è di € 30;
  • la stampa ha un costo variabile (qui il mio listino) in base alla quantità, al tipo di carta, ecc;
  • il cliente vuole una nobilitazione del biglietto per avere un prodotto veramente unico? Il costo aggiuntivo è indicativamente di €20.

Questo è un semplice esempio di quanto può costare il famoso “lavoro di grafica”. Solitamente la realizzazione del progetto grafico, senza stampa, ha un costo variabile dai 30 ai 300 €: per progetti più economici si intendono quelli come i biglietti da visita, mentre i progetti più costosi sono – per esempio – i cataloghi.

 

Qualche consiglio per commissionare progetti grafici

  1. Avere le idee chiare su cosa si vuole ottenere…
  2. OPPURE lasciarsi consigliare dal professionista scelto: questo è fondamentale per il buon esito del lavoro. Se un professionista è tale, deve saper consigliare la soluzione più adatta ad ogni cliente!
  3. Evitare di far fare infinite modifiche al progetto: un numero limitato di modifiche è assolutamente nella norma (colore, dimensioni, ecc), ma continuando a modificare lo stesso progetto si finisce per avere un risultato nettamente diverso da quello che avrebbe dovuto essere.
  4. Scegliere professionisti VERI. Cosa intendo? Il settore della grafica è forse uno dei più maltrattati in assoluto: è semplice dire “Ah, il biglietto da visita me l’ha fatto mio cugino”, oppure “Ho usato quell’app che mi ha fatto il logo in automatico… ed era pure gratis!”. Certo, ma: il cugino probabilmente fa tutt’altro nella vita e non sa assolutamente nulla di grafica e, non da meno, sicuramente non deve sostenere le spese di una Partita Iva, il che – un cugino dopo l’altro –  porta alla rovina del mercato. L’app? L’app è un sistema programmato che genera risultati secondo funzioni standardizzate = 10 clienti x avranno 10 loghi x praticamente identici, senza un minimo di personalità.

Cosa dovrebbe garantire un professionista?

  1. Competenza
  2. Puntualità
  3. Trasparenza
  4. Onestà

In una parola: professionalità… provare per credere!

 


Per informazioni: contatti 

 

Il purgatorio di Dante – Graphic Novel

Il Purgatorio di Dante in graphic novel Book Cover Il Purgatorio di Dante in graphic novel
Cristiano Zuccarini
Comics & Graphic Novels
Chiaredizioni
2021


Il Purgatorio di Dante: una Graphic Novel di recente pubblicazione che merita di essere letta e aggiunta alla collezione!

Le opere del Sommo Poeta sono state rivisitate in tantissimi modi, nel corso negli anni: traduzioni diverse, edizioni illustrate e. relativamente di recente, fumetti e graphic novel. In realtà, sembra che l’edizione originale della Divina Commedia sia andata persa e che quella che oggi conosciamo e studiamo sia semplicemente la trascrizione più simile all’originale. Ha attraversato i secoli per arrivare fino a noi e si rivela tutt’oggi una delle opere più complesse e imponenti che siano mai state scritte.

Questa è un’edizione illustrata di Cristiano Zuccarini (Autore), Ernesto Carbonetti (Illustratore), estremamente “visuale”, adatta ad un pubblico molto vasto: adulti, ragazzi, appassionati e non.

Il Purgatorio di Dante: le illustrazioni

Questa edizione del Purgatorio si contraddistingue, ovviamente, per le illustrazioni. Le tavole sono molto particolari: uniscono tinte piatte a gradienti e pattern in modo insolito. Per esempio nelle rappresentazioni di Dante si trovano abiti in tinta piatta e le parti del corpo esposte (viso, mani) con sfumature e dettagli. Sicuramente sono molto d’impatto, soprattutto grazie a due fattori: i colori e i contrasti. La palette utilizzata per l’intero volume è composta da una quantità ridotta di colori che creano forti contrarti: bianco e nero, ovviamente, ma soprattutto rosso e ciano – grazie ai quali si hanno i contrasti più percepibili e capaci di trasmettere sensazioni forti (*); troviamo poi sfumature che vanno dal beige al marrone con cui sono stati dipinti pelle, cielo e altre parti di sfondo.

*Torniamo alle sensazioni che le tavole trasmettono. Si può dire che, in generale, trasmettano un senso di angoscia e inquietudine – come è giusto che sia, trattandosi del Purgatorio. In questa sezione della Divina Commedia, infatti, Dante si trova a dover riflettere su vari aspetti di sé e del suo passato, nonché sulle vite e sulle vicende che riguardano le persone che incontrano. Nel Purgatorio si trovano le anime di coloro che in vita avevano una propensione al peccato e devono quindi purificarsi e pentirsi prima di accedere al Paradiso. Ogni anima deve scontare pene pari ai peccati commessi in vita. Ecco che l’atmosfera si fa inquietante e “oppressiva” benché, procedendo verso il Paradiso, si faccia più tollerabile e positiva: i colori e la composizione delle tavole trasmettono esattamente questo.

I testi

Trattandosi di un’edizione a fumetti, ovviamente, i testi sono ridotti al minimo indispensabile. Vengono alternati estratti dei canti (riassunti tramite versi e immagini) e riassunti in prosa, che fanno da tramite tra un canto e l’altro. La percezione di questa struttura può essere interpretata in due modi: per alcuni può essere vantaggiosa perché permette una lettura “semplificata” dell’opera, per altri può essere confusionaria perché alterna un lessico antico ad una prosa moderna. Trattandosi però di un volume rivolto anche ad un pubblico molto giovane, potrebbe essere un buon compromesso per un primo approccio alla Divina Commedia.

In conclusione

Consiglio questo libro a tutti gli appassionati di Dante, di fumetto e ai lettori alla ricerca di edizioni fuori dal comune. Personalmente ho apprezzato molto l’uso dei colori e l’idea generale. Sempre personalmente avrei fatto alcune scelte diverse per quanto riguarda al composizione grafica (per esempio non avrei “tirato” i font nella numerazione dei canti). Per concludere, ecco alcune immagini che possono aiutare ad avere un’idea precisa sul contenuto dell’opera.

 


Approfondimento: Dante, il maestro dell’horror simbolico

Altre recensioni: Il Giornale

 

///Ringrazio Diffondi Libro per avermi dato la possibilità di leggere questo libro in anteprima

Grafica per eventi: cos’è?

Grafica per eventi.

Nell’articolo di oggi daremo un’occhiata alla grafica per eventi e al suo utilizzo al giorno d’oggi.

Che cos’è?

Il termine grafica per eventi si riferisce a tutte quelle attività della grafica pubblicitaria che contribuiscono a pubblicizzare o svolgere correttamente degli eventi. Striscioni, volantini pubblicitari, bandiere, tovagliette… Gli aspetti fondamentali di questo tipo di grafica sono la coesione e coerenza dell’immagine e dei messaggi.

In questo frangente il grafico prepara un progetto per quella che diventerà l’identità dell’evento: colori, forme, tipi di media utilizzati e così via. Il progetto non consiste soltanto nel mettere assieme forme e colori in modo che stiano bene insieme: il progetto contiene i messaggi da comunicare, il modo in cui vengono comunicati, l’identità dell’evento e, ovviamente, l’aspetto estetico.

Ovviamente, se necessario, questo tipo di progetto include anche l’inserimento strategico di eventuali sponsor in media posizionati in punti d’interesse. Banalmente si può pensare ad uno striscione con il nome dello sponsor posizionato nell’area dell’evento che più può attirare potenziali clienti.

Grafica per eventi: a cosa serve?

Il ruolo fondamentale nella grafica per eventi è davanti agli occhi di tutti ma spesso ignorato: basta pensare a quella volta che siete stati ad un concerto del vostro musicista preferito, siete andati al cinema, ad una festa, ad una fiera o convegno di qualsiasi tipo. Avrete sicuramente notato striscioni, poster, bandiere ecc ecc… Tutti questi elementi non solo contribuiscono a dare un’identità all’evento, ma contribuiscono in modo essenziale all’atmosfera e al mood dell’ambiente.

Per esempio: pensate ad un evento estivo in piscina, i colori in questo caso sono allegri, caldi e presenti in grandi quantità; pensate, invece, ad un’asta di beneficienza per un museo di storia antica: il tono sarà più serio, contenuto e formale. In entrambi i casi i partecipanti all’evento sanno di dover prendere parte ad un determinato tipo di evento che prevede un certo comportamento, questo anche perchè un buon grafico ha saputo come conferire un’identità e un mood ad un evento tramite la grafica.


Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.
Il mio portfolio.

Materiali riciclati per la pubblicità

Materiali riciclati per la pubblicità.

Come abbiamo visto nell’articolo sulla pubblicità ecosostenibile è possibile realizzare tutto ciò che serve in una campagna pubblicitaria con materiali a basso impatto ambientale. Nell’articolo di oggi scopriremo alcuni dei materiali riciclati che possono essere usati per farsi pubblicità. Vedremo anche alcuni dei prodotti più popolari realizzati con materiali reciclati.

Materiali riciclati: carta.

La carta ha sempre avuto un ruolo fondamentale per la pubblicità: volantini, biglietti, poster, cataloghi, tutto può essere realizzato con carta reciclata. La carta riciclata (oltre a poter essere a sua volta riutilizzata) ha un processo di produzione molto meno impattante sull’ambiente rispetto alla carta normale.

Legno, sughero, cotone: gadgets!

Se c’è qualcosa a cui le aziende non riescono a far a meno sono i gadget da distribuire a dipendenti e ospiti; il problema è che spesso questi gadgets sono realizzati in plastica, gomma o altri materiali dannosi per l’ambiente. Le alternative, però, esistono: il legno può essere utilizzato per creare il corpo delle penne; il cotone può essere utilizzato per creare borse, astucci e contenitori di ogni sorta. Da notare sono anche vetro e sughero che, da soli o in combinazione con altri sono materiali, sono perfetti per realizzare qualsiasi tipo di gadget.

Abbigliamento aziendale.

Anche per l’abbigliamento aziendale esistono materiali riclati/ricilabili: cotone e tessuto sintetico ottenuto dal riciclo della plastica.

I vantaggi dei materiali riciclati.

Il motivo principale per cui sia conveniente utilizzare dei prodotti riciclati o riciclabili per la pubblicità è il seguente: la maggior parte dei prodotti pubblicitari è usa e getta, oppure ha una vita molto breve. Basta pensare alle penne aziendali: create in grandi quantità e poi buttatate una volta finite. Se le penne fossero di legno o sughero invece che di plastica l’impatto ambientale sarebbe minimo.


Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.
Il mio portfolio.

Pubblicità ecosostenibile: un’introduzione

Al giorno d’oggi la pubblicità è fondamentale per un’azienda che spera nel successo: su carta stampata, su plastica, online e chi più ne ha più ne metta. Esiste però un problema: molti dei sistemi maggiormente utilizzati per diffondere la pubblicità sono estremamente dannosi per l’ambiente. La soluzione? La pubblicità ecosostenibile.

Perché la pubblicità tradizionale danneggia l’ambiente.

Tradizionalmente la pubblicità viene diffusa tramite carta o gadget (penne, bicchieri, accendini, ecc). Il problema della carta è che, spesso, le compagnie che la forniscono alle stamperie creano un enorme danno ad interi ecosistemi per via dello sfruttamento eccessivo delle foreste. Il problema della plastica, invece, è noto a tutti: ne produciamo e ne abbiamo prodotta troppa.


Le soluzioni?

Per quanto riguarda la carta si può banalmente parlare di carta riciclata oppure proveniente da foreste in cui sono rispettati determinati standard ambientali, sociali ed economici. Per la plastica invece la riposta è molto più sfaccettata: si possono trovare materiali alternativi e prodotti alternativi.

Pubblicità ecosostenibile: in cosa consiste?

La pubblicità ecosostenibile si basa su prodotti che possano soddisfare le esigenze di marketing ma che, allo stesso tempo, hanno un impatto ambientale minimo.
I prodotti stampati ecosostenibili sono certificati FSC: la quale garantisce che i prodotti siano stampati su materiali provenienti da foreste dove sono rispettati rigorosi standard ambientali, sociali ed economici.

Alcuni materiali ecosostenibili.

Alcuni dei materiali ecosostenibili su cui si basa la nostra pubblicità sono: la carta riciclata, il sughero, il legno e i tessuti organici.
Con questi materiali si può realizzare tutto il necessario per un piano pubblicitario a 360°: biglietti da visita, carta intestata, volantini (e tutto ciò che è cartaceo), gadgets promozionali di ogni genere e per ogni utilizzo, shopper, abbigliamento e articoli da regalo.

Per consultare il listino prezzi e maggiori informazioni visita la pagina greenlife sul sito!


Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.
Il mio portfolio.

Grafica per aziende: a cosa serve?

Molte grandi aziende, al giorno d’oggi, si affidano ad uno o più grafici per curare la loro identità digitale; ma qual è l’utilità di avere un grafico o un team di grafici al proprio fianco? Nell’articolo di oggi scopriremo a cosa serve la grafica per aziende.

Identità digitale.

L’identità digitale, aspetto fondamentale di qualsiasi business nell’era social, è l’insieme di caratteristiche estetiche, social e web che rendono un’azienda riconoscibile. Un logo, un sito web, un account social ecc ecc… Sono tutti aspetti fondamentali nella creazione di una forte identità digitale. Il grafico che si occupa di un’azienda porta un contributo importantissimo alla creazione dell’immagine digitale dell’azienda.

Grafica per aziende, è necessaria?

Una domanda che alcuni potrebbero porsi è se la grafica, al giorno d’oggi, sia fondamentale per le aziende; la risposta breve è assolutamente. Un’azienda nel 2020 non può sperare di crescere soltanto per passa parola fra clienti e giuste scelte di imprenditoria. Un’azienda, nel 2020, per crescere necessita di una forte identità digitale, coadiuvata da una forte presenza social e pubblicità innovative e creative.
A differenza di quello che credono molte piccole aziende: non basta stampare un foglio di carta con una foto del prodotto e una scritta rossa a caratteri cubitali per fare pubblicità;  allo stesso modo non basta scrivere il nome della propria azienda con un disegnino carino per creare un logo. La pubblicità è un sottile lavoro che richiede abilità e conoscienze specifiche, così come per la creazione di un logo e, per esteso, un’identità digitale.

Risvolti positivi della grafica per aziende.

Il lavoro di un grafico è far si che le persone notino l’azienda: se un grafico fa al meglio il proprio lavoro e i prodotti dell’azienda sono validi, i risvolti si notano nell’aumento delle vendite. Ovviamente i risultati del lavoro di un grafico non si vedono nei giorni successivi alla pubblicazione dei suoi lavori e dipendono sempre dal prodotto offerto dall’azienda.


Leggi altri articoli dal blog.
Il mio portfolio.

Alcune opere simbolo del graphic design moderno.

Come abbiamo visto nel precedente articolo il graphic design si può far risalire agli antichi egizi, o agli stemmi araldici delle casate nobiliari del medioevo. In questo articolo, però, vogliamo concentrarci su quelle che sono alcune delle opere moderne di graphic design che ogni grafico, studente o appassionato dovrebbe conoscere.

Cosa si intende per opere di graphic design?

Come per qualsiasi lavoro artistico, le definizioni sono molto labili; tuttavia cercheremo di spiegare a caratteri generali cosa si intende per opera di graphic design. Il graphic design si basa sulla rappresentazione di un’idea per comunicarla ad un pubblico, per cui considereremo come opere tutti quei loghi, simboli eccetera che svolgono questo scopo.

Un simbolo di uguaglianza e pace.

Il logo,o bandiera, dei giochi olimpici è un’opera che incapsula il significato delle olimpiadi: pace e uguaglianza. Pierre de Coubertin, ideatore del logo, spiega che i cinque cerchi sono i continenti, interlacciati tra loro dallo spirito olimpionico. I colori invece rappresentano tutti i colori presenti nelle bandiere del mondo al momento della creazione del logo. In questo caso occorre osservare la semplicità relazionata ad un’alta densità di significati: de Coubertin utilizza una forma semplice, dei cerchi , per rappresentare uguaglianza fra tutti i colori nazionali dei mondi; mentre i cerchi intersecati simboleggiano la pace e l’indissolubile unione di stati che partecipano alle olimpiadi.


 

Rompere le regole.

David Carson, designer statunitense, ha fatto del superamento delle regole un punto saldo della sua produzione. Carson è un convinto sostenitore della teoria secondo la quale, per creare un prodotto iconico, occorra crearsi le proprie regole, non seguire quelle seguite da tutti gli altri. La filosofia di Carson si riflette nelle sue opere, difficili da descrivere e inquadrare, ma sicuramente memorabili. Difficile identificare una singola opera di Carson che possa identificare a pieno il perchè lui sia una lezione per tutti i grafici: copertine, poster, ecc ecc… Carson ha prodotto un vastissimo numero di opere, tutte degne di nota.


 

Semplicità a rigore: Jacqueline Casey.

Jacqueline Casey è stata una designer statunitense. I suoi lavori sono famosi per la rigorosa applicazione di una semplicità funzionale alla comunicazione di un messaggio chiaro e deciso. Alcuni dei lavori più famosi di Casey riguardano i poster pubblicitari per il MIT. Sicuramente uno studio importante per tutti i grafici: i poster di Jacqueline Casey sono tutt’ora all’avanguardia, sia per capacità comunicativa che per bellezza del design.

 


Leggi altre notizie dal blog!

Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.

I grandi maestri del graphic design.

Una pratica comune tra gli artisti è quello di “copiare” le opere dei grandi maestri per imparare i loro segreti. Dalle repliche degli studi di Leonardo al lavoro di pennello di Repin, i maestri del passato sono sempre i migliori da cui imparare. Anche nella grafica, un’arte sempre in evoluzione, un occhio al passato può avvantaggiare sia lo studente che il professionista, oggi vedremo alcuni dei maestri del graphic design del passato.

Jan Tschichold.

Nato a Lipsia nel 1902 Tschichold è stato un tipografo, scrittore, insegnate e soprattuto designer. Il suo apporto alla grafica fu principalmente teorico, fondendo diversi correnti di pensiero nord europee e russe, Jan creò uno stile incredibilmente futuristico, anche per l’epoca corrente. Il suo approccio innovativo ha portato grandissime innovazioni nel mondo del graphic design. Per gli studenti di grafica è consigliabile studiare le sue produzioni, in primis le copertine dei libri, ma soprattutto leggere i libri teorici da lui pubblicati.

Herbert Bayer.

Herbert Bayer è stato un insegnante e designer di origine austriaca. I suoi lavori si basano su un uso creativo della geometria tridimensionale: cubi, sfere e piramidi usati per accenturare i colori e il linguaggio delle forme associato al soggetto. Di Bayer sono alcuni dei design più colorati e fantasiosi, seppur semplici e facilmente leggibili, esposti nei musei. Per lo studente di grafica Bayer è un manuale su come creare opere ricche e colorate senza rendere l’immagine confusa o difficilmente leggibile.

Michele Spera: uno dei maestri italiani del graphic design.

Nato a Potenza nel 1937, questo designer italiano è noto per la forte riconoscibilità ed identità delle sue opere. Lo stile di Spera è rigoroso, fatto di linee e cubi che si intrecciano per formare complesse strutture. Per un occhio esperto è semplice riconoscere l’incredibile numero di design, prodotti al giorno d’oggi, inspirati da questo fantastico designer italiano; un must da conoscere per ogni creativo.

Come studiare i maestri del graphic design.

Come per le altre forme artistiche i maestri sono molti, ed ognuno tende a trovare i propri “mentori” da cui rubare i segreti per realizzare opere uniche. Questo articolo potrebbe durare all’infinito, e potrei elencare decine e decine di maestri come  Edoardo Smolli, Armando Milani, Melville Brody e così via. Spero di aver dato un punto di partenza a chi cerca ispirazione o, semplicemente, sta studiando la materia.

Ma come si studiano i grandi maestri?
Lo studio dei maestri del graphic design si può svolgere in due/tre modi: il primo metodo, quello più semplice, è lo studio teorico, quindi la lettura di libri e testi sull’argomento.
Il secondo metodo consiste nell’osservare le opere e appuntare ciò che ci salta all’occhio immediatamente, per poi proseguire in uno studio approfondito seguito dall’analisi sul perchè alcuni elementi risaltino. Il terzo metodo consiste nel copiare le opere del maestro: come conseguenza dell’osservazione, per interiorizzare i concetti osservati.



Leggi altre notizie dal blog!

Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.

Storia della grafica.

Oggi iniziamo ad esplorare la storia della grafica:  dalle origini al giorno d’oggi. Osserveremo come il graphic design si sia evoluto e come sia stato usato per scopi differenti. Per prima cosa, però, dobbiamo inquadrare il concetto di grafica nella storia contemporanea.

Che cosa significa grafica?

La grafica rappresenta l’unione delle attività di stampa, illustrazione, tipografia e fotografia. Lo scopo è quello di generare contenuti di tipo visivo per pubblicizzare, educare o, come dimostrato da alcuni periodi storici, persuadere ad accettare un’idea. L’inizio della storia della grafica si può far risalire all’incirca al 1922, anno in cui William Addison Dwiggins associò all’unione delle attività sopra citate il termine graphic design, in realtà la grafica ha una storia molto più lunga, che accompagna quella del genere umano dall’alba della civiltà.

Le origini della grafica.

La storia della grafica inizia nella preistoria, periodo nel quale l’uso dell’illustrazione era indirizzato verso celebrazioni di cacce ed eventi memorabili per le comunità. In questo periodo non si può parlare di grafica vera e propria dato che non esistevano ne la scrittura ne la stampa e le illustrazioni erano, ovviamente, molto semplici.

Un passo avanti nella storia della grafica: la scrittura.

L’invenzione della scrittura rappresenta il passo in avanti verso il concetto odierno di grafica: l’invenzione della scrittura è accreditata ai sumeri, sono stati però gli egizi, con l’uso dei  geroglifici, ad associare ad un’illustrazione un significato contestuale all’argomento del documento. La rivoluzione dei geroglifici segna il passaggio dall’uso dell’illustrazione “preistorico” (celebrazioni importanti ecc…) ad un’illustrazione a fini educativi, “pubblicitari” e persuasivi. Il secondo, importantissimo, passo in avanti nel campo della grafica è ,di nuovo, da attribuire agli egizi: l’uso del papiro e l’invenzione dei manoscritti illustrati.

 

Storia della grafica in Asia.

In Asia, nel frattempo, i Cinesi inventano la scrittura, successivamente la carta e, molto tempo dopo, una “primitiva” stampa a caratteri mobili (circa 1041 d.c.). L’invenzione della carta e della stampa rappresentano due importanti step verso il concetto odierno di grafica: la carta rappresenta la fondazione su cui la grafica si è basata maggiormente per un lunghissimo periodo temporale (fino in tempi recenti, con l’introduzione di internet e dell’arte digitale). La stampa rappresenta ancora oggi uno dei metodi di produzione più usati nel campo della grafica.

Lo sviluppo tecnico del rinascimento.

Tralasciando gli eventi storici legati allo sviluppo dell’iconografia avanzata degli albori della società umana e gli sviluppi tecnologici e tecnici dei periodi seguenti. Arriviamo direttamente al rinascimento, periodo in cui i mercanti e la classe borghese necessitavano di un modo per copiare immagini o testi. In questo periodo si sviluppano le xilografie, le incisioni e molti altri metodi di produzione che gettano le basi per la futura crescita della grafica.

E’ importante sottolineare come, prima del 1922, la grafica fosse considerata come una forma d’arte simile alle arti fini per questo motivo l’approccio alla produzione di opere grafiche era molto diverso.

Questo ci porta direttamente alle rivoluzioni industriali: in questi periodi i progressi tecnologici e industriali hanno contribuito all’evoluzione della grafica. Tra le innovazioni più importanti ci sono la fotografia, i passi avanti nella stampa e l’istituzione in alcuni stati di appositi organi statali per la stampa.

Cromolitografia e propaganda.

Una data sicuramente fondamentale per tutto ciò che riguarda le arti stampate è quella del 1837, data in cui viene brevettata la cromolitografia, ossia la litografia a colori. Nonostante al giorno d’oggi il nome di questo brevetto ad opera di uno stampatore francese non riconduca nessun’opera alla mente, molte sono le stampe iconiche prodotte con questo metodo. Ad esempio la propaganda di arruolamento statunitense: il famosissimo “i want you”, lo zio Sam. In questo caso iniziamo ad osservare come la grafica non influenzi soltanto gli aspetti più mondani della società ma anche in quelli più importanti: la grafica diventa anche un metodo per veicolare la propaganda, i totalitarsmi della seconda guerra mondiale sono l’esempio maggiore di come il graphic design sia diventato fondamentale nell’influenzare le nazioni.

L’evoluzione della grafica.

Come si evince dal breve riassunto sulla storia della grafica, questo è un settore che dipende interamente dallo sviluppo tecnologico: la velocità di produzione e le potenzialità del graphic designer dipendono non solo dalle sue abilità ma dai mezzi tecnologici di cui dispone. Oggi i grafici usano tavolette da disegno per realizzare opere digitali, software di modifica immagini e sfruttano potenti hardware per rendere i loro pc in grado di processare questo tipo di operazioni. In futuro la grafica si evolverà ulteriormente, esistono già software di disegno 3D e software di scultura da usare con l’ausilio della realtà virtuale.


Leggi altre notizie dal blog!

Seguici su instagram per sapere tutte le novità in tempo reale: Alice, Lorenzo.

 

Pantone 2020: blu classico!

Come promesso, nell’articolo di oggi si parla del pantone 2020. Come detto nello scorso articolo il blu classico è un colore vivo, energico ma anche elegante e forte con molte potenzialità espressive e creative.

Pantone 2020: come sfruttarlo al meglio.

L’immagine che vedete è un lavoro di esempio che ho realizzato sfruttando le potenzialità del blu classico puntando ad esaltare l’eleganza delle forme, del font, ma soprattutto del colore.

Semplicità, eleganza e vitalità.

Il pantone 2020 mi ha permesso di realizzare l’intero logo usando soltanto due colori. Il colore predominante è, ovviamente, il blu classico mentre il colore secondario è una sfumatura più scura di blu.

La semplicità del logo conferisce personalità e professionalità. Non occorre molto per spiegare come ho creato un logo “semplice”: ho usato una sola forma, ripetuta tre volte. Così facendo ho ottenuto una ripetizione che soddisfa l’occhio ma non lo impegna con troppi stimoli visivi.

L’eleganza del logo è l’area d’interesse del protagonista di questo articolo. Il pantone 2020 è un colore estremamente elegante, usato in combinazione con un font corsivo, elaborato ma non troppo crea un effetto di eleganza e professionalità. La ripetizione delle forme, ad un angolo ben definito e geometrico, contribuisce alla creazione di un senso di eleganza e ordine al lavoro.

L’energia, la vitalità del logo sono conferiti dalle linee curve della forma che occupa una parte consistente del design: le curve vanno verso l’alto e culminano in un angolo molto acuto, dando movimento ed energia all’immagine ma mantenendo l’eleganza, il senso di geometria e l’associata sensazione di professionalità.

In conclusione il pantone 2020 è un colore estremamente versatile che, se usato sapientemente, può essere associato a messaggi vari e diversi. Tramite l’associazione con le giuste forme il blu classico rende possibile la comunicazione di sensazioni e mood estremamente diverse fra loro.

 

Leggi altre notizie dal blog!

Grafica per tutti!

Nell’articolo di oggi introdurremo una nuova rubrica, o meglio, riporteremo in vita una rubrica che ho abbandonato tempo fa! La rubrica in cui si parla di qualsiasi cosa riguardi il mondo della grafica.

Grafica per tutti.

Il titolo della rubrica parla chiaro: il mio obiettivo è quello di poter trasmettere la mia passione per la grafica a tutti, anche coloro che non sono “del mestiere”. Parleremo di colori, tecniche, forme, idee, insomma tutto ciò che può essere utile ad esprimere la propria creatività in forma grafica. Non solo, di volta in volta cercherò anche di portare alcuni dei miei lavori con un’enfasi sul perchè ho compiuto determinate scelte in fase di progettazione e realizzazione così da dare un punto di vista privilegiato sul mio lavoro sia a curiosi che ad aspiranti grafici. E quale miglior modo di iniziare una rubrica sulla grafica per tutti se non parlando del nuovo Pantone 2020: il blu classico.

Prima di tutto: cos’è un Pantone?

Pantone è un’azienda che si occupa di colori in tutte le loro sfumature. Ogni anno un nuovo paragrafo della rubrica Pantone viene scritto: viene associato il numero dell’anno ad un colore scelto per quell’anno, per esempio, il blu classico 2020. I Pantoni, nel corso degli anni, hanno influenzato moltissimo i creativi , specialmente quelli commerciali, creando tendenze e mode di design.

Il Pantone 2020: il blu classico.

Questa parte dell’articolo, oltre a servire come introduzione alla rubrica servirà anche come introduzione al prossimo articolo della rubrica “grafica per tutti” all’interno del quale vi mostrerò come ho usato il blu classico in alcuni lavori.

Ma ora veniamo al nostro protagonista, il blu classico 2020. Questo specifico Pantone è una sfumatura di blu molto viva e piena capace di reggere da sola intere creazioni ma anche in grado di risaltare altri colori accesi come il giallo. Allo stesso tempo il blu classico si sposa bene con colori meno vivaci come il bianco e i colori pastello.

 

Leggi altre notizie dal blog!

Green Life: si comincia!

Buongiorno lettori,

inizia oggi la rubrica Green Life: dopo aver pubblicato la mia linea di prodotti green (in continua evoluzione), è iniziata l’avventura su Instagram in cui vi ho raccontato alcuni aneddoti sulla mia esperienza.

Dopo il sondaggio, è risultato che siete interessati ad approfondire l’argomento… quindi si comincia!

La prima cosa da cambiare sono le abitudini: la vita frenetica e la routine portano a scegliere un mercato di consumismo eccessivo, spreco e, di conseguenza, NON green.

In realtà, dopo un periodo “di prova” delle nuove abitudini, ci si accorge che il tempo e il denaro apparentemente persi per seguirle vengono ampiamente rimpiazzati da un guadagno su entrambi i fattori.

Mi spiego meglio: le cose che si possono fare per adottare uno stile di vita più ecologico sono molte ma, per fare un esempio lampante, partiamo dai prodotti fatti in casa.

Detersivi, prodotti per la cura della persona e simili, vengono comprati in gran numero e originano una quantità impressionante di rifiuti plastici, oltre a essere spesso dannosi per la salute.

Ovviamente passare in una corsia del supermercato e riempire il carrello è molto sbrigativo ma, in ogni caso, richiede il suo tempo. Per poi finire così: un detersivo per i piatti, uno per l’acciaio, uno per il pavimento, uno per le piastrelle, e così via. Totale? Un bel po’ di flaconi.

Tutto ciò si può risolvere con una bottiglia di aceto, una confezione di bicarbonato di sodio o sale da cucina, dei limoni. Totale? Spesa minore, plastica zero!

Green life: per cominciare…

Ma prima di partire con prodotti e soluzioni alternative, facciamo un passo indietro e torniamo alle abitudini.

Le prime, e più semplici, sono:

  1. utilizzare borse per la spesa in tessuto;
  2. bere acqua in vetro (distributori automatici o consegna a domicilio);
  3. evitare il più possibile ciò che è preconfezionato (carne e pesce al supermercato, per esempio) e le monoporzioni;
  4. fare attenzione a ciò che si compra e dove lo si compra;
  5. evitare gli sprechi di ogni genere.

Con queste cinque nuove abitudini si vedranno già parecchi risultati in termini di produzione di rifiuti e riduzione dello spreco.

Dalla prossima settimana si parte con le idee per sostituire i prodotti di uso comune con prodotti ecologici!


Blog: QUI

Grafica italiana dal 1945 ad oggi di Carlo Vinti

la grafica italiana dal 1945 ad oggi Book Cover la grafica italiana dal 1945 ad oggi
ArteDossier
Carlo Vinti
Saggio, Dossier
Giunti
2016
Copertina flessibile
51

Un dossier dedicato alla grafica italiana dal 1945 a oggi. In sommario: La nascita della grafica moderna in Italia; La “terza via” della grafica italiana (1945-1961); Dall'immagine coordinata all'”altra grafica” (1961-1973); Fra pubblica utilità e postmodernismo (1973-1989); L'era digitale: dal 1989 a oggi. Come tutte le monografie della collana Dossier d'art, una pubblicazione agile, ricca di belle riproduzioni a colori, completa di un utilissimo quadro cronologico e di una ricca bibliografia.

Grafica italiana

So di avervi già parlato di questo dossier tempo fa ma, considerando di creare una sorta di archivio dei testi che ho letto (riguardanti arte, grafica, immagine), ho decido di  dedicare nuovamente un po’ di spazio a questi testi che ritengo assolutamente utili e gradevoli!

✒ “La grafica, intesa in senso ampio come produzione di segni e scritture, è uno dei grandi capitoli della storia della cultura visuale dell’umanità”.

? 70 anni di storia della grafica italiana:

La storia della grafica italiana è un susseguirsi di vicende e protagonisti che hanno influenzato la grafica nel mondo occidentale e non solo.

Sicuramente la massima espressione degli artisti nel campo della grafica è avvenuta nel periodo del secondo dopoguerra, quando il “graphic design” è diventato un lavoro a tutti gli effetti anche in Italia.

Tuttavia, prima di questo momento, vale la pena di ricordare almeno tre passaggi importanti:

  • seconda metà dell’800/inizi del ‘900: è il periodo dei cartellonisti, con influenze dello stile Liberty e Déco, delle avanguardie artistiche e del Novecento.
  • il Futurismo e la “Rivoluzione Tipografica”, che inizialmente hanno incontrato una certa resistenza da parte dei tradizionalisti, ma hanno aperto le porte ad una vera e propria rivoluzione tipograficache sfocerà nel Secondo Futurismo, con Carboni, Grignani e Munari.
  • gli anni ’30: sono gli anni dell’astrattismo razionalista, influenzato dalle avanguardie europee.

Ed è proprio in questi anni che si creano le basi per lo sviluppo della grafica italiana: nasce a Milano negli anni ’30 la figura del progettista grafico.

Il capoluogo lombardo era, infatti, un punto geografico strategico per assimilare le influenze europee e svilupparle nei primi uffici pubblicitari.

Nel 1933 in particolare, accadono a Milano una serie di eventi che determineranno il futuro della grafica italiana. Alla V Triennale viene presentata una raccolta di lavori dei maggiori esponenti della Nuova tipografia, curata da Paul Renner – progettista del Futura, uno dei font più influenti del modernismo(eh si, è il mio font preferito!). 

Edoardo persico presenta la rivista “Casabella” in una nuova veste editoriale e nello stesso anno esordisce “Campo Grafico”, una rivista redatta da un gruppo di tipografi d’avanguardia.

In questi anni inoltre viene introdotta la fotografia come elemento fondamentale della grafica, il carattere tipografico assume un ruolo determinante e viene utilizzato in modo plastico ed espressivo, il colore viene usato con moderazione ed, infine, la composizione è basata sull’equilibrio degli elementi.

Successivamente la grafica italiana si sviluppa maggiormente nel nord del Paese, tra MilanoTorino e Genova. Queste tre città erano le più sviluppate economicamente e culturalmente: nel secondo dopoguerra le aziende hanno cominciato a ricostruirsi e rimodernarsi, puntando molto sull’immagine e sull’impressione sul consumatore (basti pensare ai manifesti della Fiat 500, o della Olivetti).

Inoltre queste città ospitavano intellettuali e studiosi italiani e non solo: questo ha reso possibile un collaborazione tra intellettuali e progettisti grafici con l’intenzione di democratizzare la cultura.

In seguito è stato un percorso in ascesa: lo stile italiano è diventato inconfondibile, il design “made in Italy” continua a fare tendenza e scuola in tutto il mondo.

? Il dossier è composto di sole 50 pagina ma, nonostante questo, trovo che sia assolutamente completo e ricco di informazioni. Contiene, inoltre, molti spunti di approfondimento e immagini.