simeeti

SIMEETI

Simeeti Book Cover Simeeti
Nc Tailor
Independently Published
19 April 2022
Copertina rigida

RINNEGA IL MALE DEL MONDO E TROVERAI LA TUA UMANITÀ. EX CINERE NOS RESURGEMUS... Dalle ceneri noi risorgeremo. Questa è la promessa fatta dal Fondatore agli studenti delle Accademie, puri di talento in grado di salvare l'umanità dal male del mondo: le emozioni. Eireth è una studentessa della settima Accademia in attesa della convocazione e, come le Regole Accademiche professano, sa che al di fuori della colonia il mondo è pieno di infetti. Ma a quanto pare le Regole mentono. Perché sotto l'Accademia c'è una stanza di cui il Fondatore non è a conoscenza. Lumdor dice che la guerra è ancora in corso. Esistono porte magiche in grado di trasportarla in universi paralleli, popolati da bizzarre creature. E ci sono sentimenti. Emozioni. E sette mondi da vivere. Cosa troverete in questo libro: 1) Un distopico viaggio interdimensionale alla ricerca del Pacificatore. 2) Violenza q.b. 3) Strani bambini. 4) Animali parlanti. 5) Alieni sociopatici. 6) Un barone ubriaco. Ma soprattutto: Un viaggio alla ricerca di sé stessi. ▲ATTENZIONE▲ non adatto a un pubblico facilmente impressionabile.

Simeeti, di N.C. Taylor, è il primo volume di una trilogia che ha come protagonisti Eireth e Lumdor. I due ragazzi vivono in un mondo distopico in cui sono state espiantate le emozioni dal vivere quotidiano delle persone.

Eireth infatti frequenta  un’accademia il cui principale scopo è quello di mantenere l’ordine della società e fare in modo che gli esseri umani continuino a non provare emozioni. È convinta di ciò che la circonda, crede in ciò che le viene insegnato. Lumdor non ne è del tutto convinto, o perlomeno è sospettoso nei confronti dell’accademia.

A causa del ritrovamento di oggetti misteriosi i due protagonisti si cimentano improvvisamente nel viaggiare nel tempo e nello spazio per cercare di ricostruire una storia che a loro non è stata raccontata, o comunque non è stata raccontata nel modo giusto, per fare chiarezza su ciò che li circonda e ciò che per loro è stata una certezza fino a quel momento.

In questo primo volume Eireth e Lumdor affrontano la prima parte dei loro viaggi nel tempo e nello spazio: il libro infatti è diviso in sette parti che corrispondono a 7 Mondi e a 7 epoche diverse… Durante questi viaggi Eireth e Lumdor si troveranno ad incontrare le creature più strane, persone di ogni genere e fattezza e ad esplorare posti straordinari. Loro stessi saranno strapazzati tra forme e età diverse a mano a mano che il viaggio prosegue. La missione dei due diventa quella di riassemblare un aggeggio capace di chiarire i loro dubbi e rivoluzionare la società contorta in cui vivono: i pezzi del macchinario, il Pacificatore, si trovano sparsi per i 7 mondi.

Il viaggio fisico dei protagonisti è attraverso sette ambientazioni diverse; il viaggio psicologico ed emotivo, invece, è alla scoperta di sé stessi e delle emozioni di cui cui stati privati fino a questo momento. 

Dentro Simeeti

SIMEETI è un libro che ha molto da dire, può essere letto come una “semplice” distopia fantasy oppure si può scavare più a fondo, cercando ciò che l’autrice vuole realmente comunicare.

Ho avuto modo di conoscere piuttosto bene l’autrice e il lavoro intenso che ha fatto per portare alla luce questa seconda edizione del romanzo: per questo so quanto il libro nel complesso sia migliorato nella forma e nello stile.  Ha preso forma nella sua distopia, mettendo in risalto le idee strampalate dell’autrice, che sicuramente lo caratterizzano e lo rendono unico; si nota molto l’esercizio fatto per portarlo a questo punto e, a mio parere, il passo successivo sarà “nascondere l’esercizio all’evidenza” rendendo il tutto ancora più scorrevole. 

Personalmente ho apprezzato molto l’originalità di personaggi/luoghi/oggetti, che dà “vita” al romanzo intero. Unica nota, per mio gusto personale: avrei preferito leggere meno spiegazioni sul percorso emotivo dei personaggi soprattutto nelle prime parti del romanzo, per poi trarre conclusioni alla fine. In ogni caso, ottimo lavoro!

Lo consiglio agli amanti della distopia, del fantastico e del romanzo di crescita personale.

 


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Box con gadget di Simeeti: EMPORIO

@alice.sogno

la grande madre libro di laura rangoni

La Grande Madre

La grande madre. Il culto del femminile nella storia Book Cover La grande madre. Il culto del femminile nella storia
Laura Rangoni
Social Science
Xenia
2005
Copetina flessibile
126

Sempre più persone sentono l'esigenza di tornare a una vita più vera, a qualcosa di Naturale: è la Grande Madre che ritorna. Il culto della Grande Madre nel mondo antico e oggi; Le grandi madri delle civiltà e il matriarcato; Donne, dee e il divino femminile; La Grande Dea Madre della Wicca.

La Dea Madre è un saggio di Laura Rangoni che analizza la figura della divinità femminile primordiale, fino ad arrivare ai giorni nostri.

È un saggio ben strutturato, suddiviso in capitoli che argomentano la tesi dell’autrice prima fornendo delle fonti storiche risalenti a diverse epoche e poi offrendo delle riflessioni al lettore su come la percezione del mondo, del tempo, della natura e della vita, sia cambiata nel passaggio da una realtà matriarcale (o neutra) ad una patriarcale.

Essenzialmente offre una visione completa della figura femminile nel culto di popolazioni provenienti da tutto il mondo, nel corso dei millenni. Parte infatti dalla preistoria per arrivare ai giorni nostri facendo scoprire la figura femminile prima come entità senza volto, venerata per le sue caratteristiche universali – quali la capacità di generare nuova vita e nutrirla, fino ad una visione più recente, chi è il risultato dell’evoluzione della figura femminile come divinità attraverso spazio e tempo.

Di seguito un breve estratto del testo che aiuta a capirne il contenuto:

Possiamo affermare con assoluta certezza che fin dall’inizio dei tempi la grande madre ha accompagnato il lento evolversi dell’uomo […] Approssimativamente dal 30.000 a.C. al 3000 a.C. vi era solamente la grande idea. Una dea senza volto che sin dal Paleolitico ha abitato l’immaginario umano ed è stata raffigurata con simboli che si sono profondamente radicati nell’inconscio collettivo. Di lei sono state realizzate immagini e idoli di pietra a lei sono stati innalzati i tempi megalitici e monumenti. Lei governava e governa il ciclo delle stagioni e la fertilità della terra e del bestiame, i moti della Luna, delle maree e del ciclo femminile. Lei sola era ed è la signora del ciclo continuo di nascita-morte-rinascita che caratterizza la vita sul nostro pianeta. Questa venerazione per L’Antica idea probabilmente ha avuto origine nella prima età della pietra nel cosiddetto Paleolitico superiore.

Dopo una introduzione abbastanza esaustiva e completa l’autrice suddivide il suo testo in quattro sezioni che permettono di approfondire il culto della grande madre nel mondo antico e oggi, le grandi madri delle civiltà e il matriarcato, le donne le idee e il divino femminile fino ad arrivare all’ultimo capitolo, che riguarda la grande Dea Madre della Wicca.

È interessante scoprire come la figura della dea femminile si sia evoluta nel corso della storia. Infatti se prima veniva rappresentata senza volto, senza mani e senza piedi per rappresentarne le sue doti principali , successivamente è stata rivisitata sotto varie sembianze a seconda della collocazione geografica e storica che si vuole prendere in considerazione.

Ciò che è certo è che ogni popolazione del mondo (piccola o grande che sia stata e sia che abbia avuto una storia millenaria e sia che abbia avuto una storia molto breve) ha venerate almeno una divinità femminile molto importante.

È stato così per le popolazioni Preistoriche, per gli egizi, per i greci per i romani, per gli etruschi, per le popolazioni del nord Europa, dell’America, dell’Africa e del mondo intero.

Le uniche eccezioni sono state le religioni relativamente più recenti come il cristianesimo e l’islamismo. In questi casi infatti la divinità principale è maschile e la donna ha un ruolo nettamente inferiore sia a livello di divinità riconosciuta e venerata, sia nella quotidianità di chi pratica questa religione (ossia nel rapporto uomo-donna). Nonostante questo, è stato interessante leggere come oltre a questa visione di inferiorità della figura femminile nella religione cristiana la madre di Gesù, Maria, abbia in realtà diversi tratti in comune con la primordiale Dea Madre.

La grande madre è un saggio di circa 120 pagine che affronta l’argomento in modo piuttosto approfondito andando ad evidenziare anche alcuni particolari meno noti della storia del culto femminile.

Ovviamente in alcuni punti traspare la posizione dell’autrice in merito agli argomenti trattati ma in modo molto discreto e non invasivo perciò perciò, a parer mio, si tratta di un testo adatto a tutti. Va precisato però che gli argomenti trattati sono piuttosto delicati, perciò questo testo deve essere letto in modo critico e analitico con l’intenzione di apprendere delle nozioni e non di giudicare una religione piuttosto che un’altra o, peggio ancora , voler screditare la figura della divinità femminile, che tutt’oggi – in modo più o meno marcato – rimane fondamentale sia a livello storico e sia nella cultura contemporanea.


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@alice.sogno

La memoria di Areté

La memoria di Areté Book Cover La memoria di Areté
Alessio D'Avino
Fantasy, Urban fantasy
Decima musa
2020
Copetina flessibile

Fin dall'antichità l'uomo si è mostrato disposto a tutto pur di ottenere il potere. Heles, l'Alta Sacerdotessa di un'amena isola al centro del Mediterraneo, ha sacrificato ogni cosa per assicurarsi che nonostante ciò la pace perdurasse. A distanza di secoli, la vita di Enea sembra andare in mille pezzi quando Adam, il suo ragazzo, scompare senza lasciare alcuna traccia di sé. Cosa hanno in comune due anime tanto diverse? Un conflitto che ha superato i confini del tempo stesso li legherà indissolubilmente. Un'oscura setta tenterà di svelare i loro segreti e non si fermerà davanti a niente. L'umanità ha bisogno di un nuovo eroe che riporti la pace. Ma Enea potrebbe non essere quello che tutti si aspettano. "La Memoria di Areté", primo romanzo di una trilogia New Adult, racconta la storia di due personaggi che dovranno imparare a conoscere i loro limiti e le crescenti responsabilità che sembrano accomunarli, anche se divisi dallo scorrere insesorabile del tempo. Un nuovo eroe sfiderà un mondo nascosto nell'ombra, superando le convenzioni di genere e scoprendo lati di se stesso da sempre celati nella sua anima.

La memoria di Areté  di Alessio d’Avino è un romanzo fantasy paranormale che tratta d’identità individuale (sia psicologica che sessuale), di spiritualità e molto altro; è il primo volume di una saga e presenta i due protagonisti, Enea e Heles.

Heles è una sacerdotessa di una religione dimenticata, Enea è un ragazzo come tanti, contemporaneo, che vive a Napoli e conduce una vita normale, fino a quando il suo fidanzato non scompare improvvisamente. Enea inizia a sentirsi sempre più “strano”, a comportarsi diversamente, e poco a poco le storie dei due protagonisti – per quanto distanti – iniziano a mescolarsi. L’ambientazione passata “mistica” e quella presente “urbana” si alternano dando ritmo alla lettura e rendendola più interessante. Questo è uno degli aspetti positivi del romanzo, insieme all’atmosfera (soprattutto nelle parti dedicate ad Heles).

Un’altra menzione positiva va alla quantità di temi affrontati in questo testo: come accennato all’inizio, si parla dell’individuo in tutte le sue sfaccettature e conseguenze di essere quel preciso individuo nel mondo esterno.

Ciò che personalmente non ho apprezzato a pieno è stato l’insieme: molti contenuti sia a livello di trama fine a sé stessa e sia come messaggi da veicolare al lettore. Inoltre, conoscendo l’autore, è sembrato di “sentirlo parlare”, come se stesse raccontando la sua storia. Questo non è sbagliato, anzi penso sia bello ritrovare gli autori all’interno delle loro opere! In conclusione, forse, approfondire meglio alcuni passaggi e rendere il racconto più “universale”, avrebbe fatto in modo che il lettore entrasse più facilmente in sintonia con i protagonisti.

Detto ciò, ho apprezzato molto anche l’uso che è stato fatto della magia all’interno della trama e così come il legame con il lontano passato, due argomenti a cui tengo molto anche io.


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@alice.sogno

La moda. Storia della moda dal XVIII al XX secolo

La moda. Storia della moda dal XVIII al XX secolo Book Cover La moda. Storia della moda dal XVIII al XX secolo
Design
Taschen
2015
Copertina rigida
648

L'abito fa il monaco. L'abito indossato da una persona, che si tratti di un sari, di un kimono o di un completo da ufficio, è un fattore importante per comprenderne la cultura, la classe sociale, la personalità e perfino il credo religioso. Fondato nel 1978, il Kyoto Costume Institute riconosce l'importanza della moda dal punto di vista sociologico, storico e artistico. In possesso di una delle collezioni più grandi del mondo, il KCI ha accumulato un'ampia gamma di abiti storici, biancheria intima, calzature e accessori di moda che spaziano dal XVIII secolo al giorno d'oggi. Mostrando l'ampia collezione dell'Istituto, Fashion History è un viaggio affascinante attraverso gli ultimi tre secoli di tendenze in fatto di abbigliamento. Grazie alle fotografie degli abiti disposti da mani sapienti su manichini realizzati su misura, quest'opera ci mostra l'abbigliamento come "manifestazione essenziale del nostro essere autentico" e la passione per la moda dell'Istituto come una forma d'arte complessa e intricata.

La moda. Storia della moda dal XVIII al XX secolo è un libro fotografico, edito da Taschen.

L’abito fa il monaco. L’abito indossato da una persona, che si tratti di un sari, di un kimono o di un completo da ufficio, è un fattore importante per comprenderne la cultura, la classe sociale, la personalità e perfino il credo religioso. Fondato nel 1978, il Kyoto Costume Institute riconosce l’importanza della moda dal punto di vista sociologico, storico e artistico. In possesso di una delle collezioni più grandi del mondo, il KCI ha accumulato un’ampia gamma di abiti storici, biancheria intima, calzature e accessori di moda che spaziano dal XVIII secolo al giorno d’oggi. Mostrando l’ampia collezione dell’Istituto, Fashion History è un viaggio affascinante attraverso gli ultimi tre secoli di tendenze in fatto di abbigliamento. Grazie alle fotografie degli abiti disposti da mani sapienti su manichini realizzati su misura, quest’opera ci mostra l’abbigliamento come “manifestazione essenziale del nostro essere autentico” e la passione per la moda dell’Istituto come una forma d’arte complessa e intricata.

Un libro visivamente incredibile. Decenni di storia della moda raccolti in fotografie di abiti sorprendenti, pezzi che hanno realmente portato dei cambiamenti nella quotidianità, che hanno cambiato l’industria della moda, la concezione di stile e, appunto, di ciò che  fa moda.

Scorrendo anche velocemente le pagine di questo volume, si nota come nel tempo siano cambiati: tessuti, decori, forme, ampiezze. Dagli abiti della moda francese settecentesca agli abiti lineari degli stilisti ani ’70,

Un testo ricchissimo, da leggere per appassionati e da consultare per artisti, illustratori, autori: una grande fonte di nozioni ed ispirazione.


Extra

Cos’è per voi la moda?

Per me è una delle forme con cui viene rappresentata un’epoca. Solo pochi pezzi vengono ricordati a distanza di secoli come iconici: quella è moda.
La moda è un genere d’arte affascinante, creativo, con i partecipanti più bizzarri e innovativi. È l’unione tra l’estetica dell’arte e il design del prodotto.

✏Personalmente sono del tutto contraria al significato che la moda ha oggi: il #fastfashion, come viene chiamato, è dannoso sotto qualsiasi aspetto lo si voglia vedere. Per chi compra, per chi realizza, per chi vende. Siete d’accordo?

📍Sapete, ho un progetto parallelo, che porto avanti da almeno un paio d’anni, a rilento, quando tutti gli altri progetti me lo concedono. Ha a che fare con la moda e, anche se forse non vedrà mai la luce, sono contenta di ciò che mi sta insegnando: c’è sempre molto da imparare.

Gotico Femminile – 16 racconti di autrici dell’orrore

Gotico femminile Book Cover Gotico femminile
Various
Horror, Gotico
Mimesis

Le donne non sono più cattive, né meno cattive degli uomini, semplicemente lo sono in modo diverso. Quando a sollevare la paura al livello di orrore è l’immaginazione femminile, l’orrore è essenzialmente orrore quotidiano: non l’invenzione di quel che è orribile, perché strano, ma la scoperta di quanto vi sia di orribile in quel che è quotidiano. Dagli orrori tragicamente possibili, quali la violenza del potere – non solo e, forse, non soprattutto fisica – alle realtà capovolte, riflesse, rovesciate come un guanto, un filo rosso fatto di “brividi sottili, arcani, inquietanti” tiene uniti questi racconti. Un orrore autentico, sottile e molteplice, ma anche pragmatico, ragionevole e concreto. Il lettore verrà condotto nei sotterranei più affascinanti e misteriosi che ci siano: quelli della natura umana e femminile. Poiché se non vi è orrore dove non vi è immaginazione, non vi è orrore fuori di noi che non rifletta quello che è in noi.

Gotico femminile è una raccolta di racconti edita da Jouvence Edizioni. Racchiude sedici racconti horror-gotici di autrici vissute nei due secoli passati.

Attraverso questi sedici racconti si esplorano vari aspetti dell’orrore: dalla superstizione popolare al dolore fisico, dal terrore dell’ignoto all’angoscia della sofferenza e della perdita.

Ogni racconto è scritto con uno stile ed un ritmo diverso, ma tutti con estrema eleganza: un esempio su tutti è Mary Shelley, qui citata con un estratto di Frankenstein, maestra di stile ed eleganza ma al contempo di orrore e suggestione.

Nello specifico, la raccolta è così suddivisa:

    1. ORRORE ANTICO:
      – Margherita di Navarra – Novella XXXI e XXXII
      – Aphra Behn  – I Rossi, I Neri e i Bianchi
      – Madame d’Aulony – Il ramoscello d’oro
    2. GOTICO E IL NERO
      – MAdame de Stael – Paesaggio, Leonora
      – Ann Redcliffe – Elena e Schedoni, Il velo nero
      – Jane Austen – il piacere della paura
      – Mary Shelley – Nascita di Frankenstein
      – George Sand – L’iniziazione
      – Charlotte Bronte – La camera rossa
      – Emily Bronte – Una voce
      – Matilde Serao – Gioco e delirio, La fattucchiera
      – Vernon Lee – La voce malefica
      – Carolina Invernizio – La morta vive
      – Grazia Deledda – Un grido nella notte
    3. ALTRI ORRORI
      – Wanda von Sacher-Masoch – Temporale, Apparizione
      – Annie Vivanti – Sulle coste di Malabar, La curva dell’arcobaleno

Alcuni racconti sono crudi (Aphra Behn), altri sono inquietanti (Jane Austen), altri sono macabri (Mary Shelley):  in questa raccolta si esplorano tutte le possibili paure umane, sfociando appunto nell’orrore. Non solo: mettendo in risalto le paure, si mettono ugualmente in risalto le conseguenze alle paure: i lati più oscuri e deplorevoli dell’animo umano, la meschinità, l’ignoranza, la cattiveria e l’invidia.

Trattandosi di racconti estratti da romanzi o antologie famosi, è possibile che gli appassionati del genere li abbiano già letti. Tuttavia è interessante leggerli tutti insieme per avere una visione complessiva sia delle autrici che dell’interpretazione della paura che gli autori della raccolta hanno voluto dare.

Infine, contiene note biografiche su ogni autrice, prima di ogni racconto.

Le fantasime e i  negromanti piacciono al volgar popolo come alle colte persone; un avanzo è questo della nordica mitologia; è una disposizione che naturalmente ispirano le lunghe notti de’ climi settentrionali; e per altro canto, benché il cristianesimo combatta tutti i mal fondati timori, non però meno le popolari superstizioni hanno sempre una certa affinità colla religion dominante.

 

Personalmente  ho trovato questa raccolta Gotico femminile molto interessante, ben strutturata e ben curata, nonostante avessi già letto alcuni dei racconti. Mi hanno particolarmente colpito quelli di Aphra Behn perché, riferendosi alle barbarie realmente perpetrate dai bianchi dei confronti degli indigeni americani, hanno reso quel tipo di orrore ancora più percepibile e impressionante.


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@alice.sogno

Loki Where mischief lies

Loki. Il giovane dio dell'inganno Book Cover Loki. Il giovane dio dell'inganno
Mackenzi Lee
Fiction, Fantasy
2020
Copertina rigida
396

Non è ancora giunto il momento di misurarsi con gli Avengers: per ora il giovane Loki è impegnato al massimo delle sue forze per dimostrarsi eroico, mentre tutti intorno a lui lo ritengono inadeguato. Tutti tranne Amora, l'apprendista maga, che sente Loki come uno spirito affine e riesce a vedere la sua parte migliore. E l'unica che apprezzi la magia e la conoscenza. Un giorno però Loki e Amora causano la distruzione di uno degli oggetti magici più potenti conservati ad Asgard e lei viene esiliata su un pianeta dove i suoi poteri svaniscono. Privato dell'unica persona che abbia visto la sua magia come un dono piuttosto che una minaccia, Loki scivola sempre più nell'ombra di suo fratello Thor. Ma quando tracce di magia vengono ritrovate sulla Terra e messe in relazione con alcuni omicidi, Odino manderà proprio Loki a scoprire cos'è successo. Mentre si infiltra nella Londra del diciannovesimo secolo, la città di Jack lo Squartatore, Loki intraprenderà una ricerca che va oltre la caccia a un assassino. E finirà per scoprire la fonte del proprio potere e quale sarà il suo destino.

Loki Where mischief lies o, in italiano, Loki il giovane dio dell’inganno è un romanzo di Mackenzi Lee.

Racconta la storia di Loki, dio dell’inganno, in un periodo non ben definito della sua adolescenza. Ovviamente si sta parlando del Loki dell’universo Marvel, quindi ha solo vagamente a che fare con quello della mitologia norrena.

Il protagonista è un giovane Loki che scopre i propri poteri e cerca di controllarli: attraversa una fase adolescenziale di cambiamento e, come ogni adolescente, si ritrova confuso, a farsi domande su sé stesso e su chi gli sta intorno. Ed intorno ha i suoi genitori adottivi, Odino e Frigga, che lo apprezzano ma non lo capiscono a pieno. Tant’è che Loki inizia a provare una certa ostilità nei loro confronti; il motivo più difficile da affrontate è proprio quello che riguarda i suoi poteri: lui vorrebbe essere lasciato libero di dare prova delle sue abilità, vorrebbe spingersi oltre i propri limiti.

I genitori sanno che Loki non è ancora in grado di controllarsi, per questo lo limitano. Lo affidano ad una “maga di corte” che dovrebbe aiutarlo a gestire le sue abilità in modo consapevole. I due, in realtà diventano amici e complici. “Giocano” con i loro poteri, fino a quando non combinano guai troppo grossi e devono pagarne le conseguenze: lei viene esiliata, lui messo sotto stretta sorveglianza e screditato.

Il fatto scatenante è un’incertezza sul futuro che porta Loki a dubitare di sé stesso: in realtà, questo timore porterà il protagonista a mettersi nei guai e a scatenare la serie di eventi successivi – quelli che gli procureranno la fama di Dio dell’inganno.

Loki: IL PERSONAGGIO

In questo romanzo conosciamo Loki sotto un punto di vista diverso dal solito: scoprendo i suoi pensieri e le sue debolezze, scopriamo che molti dei suoi inganni, illusioni e sabotaggi non sono altro che una corazza, un estremo sistema difensivo per sopravvivere tra chi non l’ha mai compreso a pieno, l’ha limitato o ha cercato di cambiarlo.

Un protagonista estremamente sensibile, che si ritrova a dover agire come gli altri si aspettano o come lui stesso si auto-convince di dover fare perché destinato a tradire, ingannare, corrompere.

Scopriremo infine l’evoluzione del personaggio: un Loki estremamente capace, competente, sicuro di sé e di ciò che può fare: agire come solo lui può permettersi di fare, a costo di essere frainteso e distrattato.

Be the witch, and know everything.

Considerazioni

Il romanzo della Lee ci offre una versione del Dio dell’inganno molto umana, vicina ai lettori. Crea un personaggio assolutamente in linea con quello del cineverso Marvel, di conseguenza è molto diverso dal Loki della mitologia norrena. Forse il più simile è quello della serie Netflix/Marvel, benché nella serie faccia riferimento ad un periodo diverso della vita del personaggio.


Approfondimenti sui libri

Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe
I giganti, La nuova biblioteca per tutti
Biografia
Mondadori
1970
Copertina rigida
135

Di Edgar Allan Poe, su questo blog, abbiamo già parlato parecchie volte, tra approfondimenti sulla sua persona e sulle sue opere.

Oggi, però, parliamo di un volume molto bello che ho scoperto grazie alla biblioteca del mio paese: Edgar A. Poe, edito nella collana I Giganti – La nuova biblioteca per tutti, da Mondadori – collana che risale all’incirca al 1970.

 

Edgar Allan Poe

Volume di circa 130 pagine, racchiude una parte antologica e una biografica. Ricco di foto e contenuti grafici, racconta la vita e le opere dell’autore dell’horror. Figlio di un’attrice e un ubriacone, ha un’infanzia abbastanza difficile: il padre muore poco dopo la sua nascita, la madre – malata e indebolita – si trasferisce varie volte fino a quando, povera e malata, si spegne a soli 24 anni.

Edgar inizia la seconda parte con una famiglia adottiva, da cui riceve attenzioni e affetto, ma la sua vita continua ad essere segnata da spiacevoli eventi. Sin da piccolo è un soggetto bizzarro: acquisisce una strana familiarità con la morte, con presagi e simbologia; instaura un legame con la figura del corvo, che durerà per tutta la sua vita. Il corvo sarà anche la sua prima opera celebre.

La sua vita continua tra stranezze e una sorta di confusione tra sogno e realtà. A 26 anni sposa la cugina, che ne ha 13. Fa di sua zia una madre. Continua a scrivere, a tratti accettato dal pubblico e a tratti no.

Affonda i suoi tormenti nell’alcol, pare che tenti il suicidio. Durante uno dei suoi vagabondaggi, si ritrova su un treno diretto a Filadelfia, privo di sensi, alcolizzato e dolorante. Viene rimandato a Baltimora, dove finisce in un tumulto cittadino dovuto alle elezioni e altri eventi locali. Gli vengono somministrati intrugli alcolici tremendi che lo mandano in uno stato di delirio incontrollabile: è l’inizio della fine. Viene ricoverato, prega che qualcuno abbia pietà di lui e ponga fine alle sue sofferenze.

Ebbi un peccato solo, non seppi esser felice.

Nell’ottobre del 1849 muore in un ospedale, chiedendo aiuto al medico curante e a Dio.

Le opere

Le opere di Edagar Allan Poe spaziano tra una lunga serie di racconti: racconti fantastici, racconti umoristici e di vario genere. Un solo romanzo completo, Arthur Gordon Pym, seguito da altri tentativi di romanzo e altri scritti, come Il diario di Julius Rodman.

Gli scritti di Poe vanno poi dalla poesia alla critica e, benché abbia composto un solo romanzo, ha lasciato un bagaglio culturale per i secoli a venire che tutt’oggi ha molto da insegnare e che ha gettato le basi per interi filoni letterari.

Il libro

Come anticipato, il libro in questione fa parte di una collana edita da Mondadori negli anni 70, difficilmente reperibile oggi se non in qualche biblioteca o mercato dell’usato. Tuttavia, se dovesse capitarvi di imbattervi in questo volume, vi consiglio di recuperarlo e dedicargli qualche ora: un volume che ha il sapore d’altri tempi (soprattutto per via dell’impaginazione e dei contenuti grafici) e che contiene parecchie informazioni biografiche e curiosità sull’autore.

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Wild

Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita Book Cover Wild. Una storia selvaggia di avventura e rinascita
Cheryl Strayed
Biografia, Viaggio
Pickwick
2016
Copertina flessibile
405

Wild è tante cose: un romanzo di formazione, il racconto di un’avventura, la testimonianza di una vita realmente vissuta, il viaggio di Cheryl Strayed in mezzo alla natura selvaggia e nel profondo di sé stessa.

Avevo stabilito di percorrere il sentiero così avrei potuto riflettere sulla mia vita, pensare alle cose che mi avevano spezzata e recuperare l’integrità. Ma, almeno fino a quel momento, non ero stata occupata da nient’altro che dalla sofferenza fisica immediata.

🌱racconta il trekking sul PCT (pacific crest trail – un sentiero che attraversa l’America, partendo dal Messico, per arrivare fino in Canada), che l’autrice ha percorso, in parte, dopo aver vissuto esperienze personali tragiche e dannose, con l’intento di ritrovare sé stessa e la determinazione di un tempo.

🌱racconta della giovane donna che vede morire la madre precocemente e che manda in rovina il proprio matrimonio perché, per anestetizzare il dolore del lutto, cerca rifugio nel rapporto con sconosciuti e nell’eroina.

🌱racconta di una donna solo parzialmente pronta all’esperienza che stava per cominciare, che arriva alla fine distrutta fisicamente ma con una consapevolezza e una maturità maggiori rispetto al momento in cui è partita.

Per questo motivo da autobiografia diventa romanzo di formazione (se non si sapesse che è basato su una storia vera, si potrebbe pensare ad un romanzo d’avventura e crescita).

Wild è un libro intenso, che racconta una storia intensa: volutamente smussata, accentuata, modificata in modo da apparire come “il perfetto romanzo”. Questo, a mio parere, è l’unica pecca: sicuramente è stato portato ad un livello di commerciabilità e potenziale apprezzamento superiori rispetto ad una storia rozza e ancor piu’ intrisa di sofferenza rispetto a quanto non appaia. Ma, forse, ha perso quella dose di disperazione che accompagna inevitabilmente un’esperienza come questa, che ha inizio per determinati motivi e che viene messa in piedi questo modo.

Tuttavia, fatta eccezione per questo parere assolutamente personale, Wild è un libro da leggere, che racconta una grande storia tra paesaggi spettacolari, animali, ambientazioni che vanno dal deserto al ghiacciaio, episodi di sopravvivenza, dolore, disperazione, ecc.

Si tratta di un racconto di viaggio molto intenso e speciale, che consiglierei a qualsiasi tipo di lettore, soprattutto se si ha bisogno di ritrovare il contatto con la natura selvaggia, dimenticando per un po’ – se non di persona, almeno nella lettura – il caos e lo scempio delle città e della vita moderna.

Dopodiché, riponete il libro, prendete un paio di scarponi e una borraccia d’acqua e andate in un bosco. Non c’è bisogno di attraversare gli Stati Uniti per ritrovare il contatto con sé stessi e con la natura.


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Il mondo è un alveare

Il mondo è un alveare Book Cover Il mondo è un alveare
Joanne Harris
Romanzo, Fantasy
Garzanti
2021
Copertina rigida
416

C'è una storia che le api raccontano a cui è impossibile non credere. Una storia che si perde nei secoli. Ha inizio con la nascita di Re Crisopa, un uomo crudele e ingannatore, che trova la redenzione compiendo un lungo viaggio dentro sé stesso e nel cuore silenzioso del mondo. È qui che incontra individui straordinari, ognuno dei quali ha qualcosa da insegnare. La creatività è il primo regalo che riceve, da un abile giocattolaio che rincorre l'opera perfetta, perché incapace di sacrificare la purezza dell'arte in nome della cinica materialità. La conoscenza è il secondo dono e giunge da una principessa tenace il cui animo si riscalda con le parole del sapere e si inaridisce di fronte alle rigide regole di corte. Grande esempio di solidarietà è per lui il cane più piccolo che si sia mai visto, il più insospettabile degli esseri mondani che nasconde un coraggio senza pari. Poi è la volta della regina innamorata della luna, che gli trasmette la bellezza come nessun altro sa fare. Incontro dopo incontro, Re Crisopa impara a guardarsi intorno con occhi diversi e scopre che il mondo assomiglia a un grande alveare. Come la casa delle api, è un mosaico di tanti microcosmi abitati da centinaia di migliaia di creature che, industriose, si adoperano perché tutto funzioni alla perfezione. Nessuna creatura può fare a meno dell'altra. Soltanto con uno sforzo collettivo si può tessere un grande racconto che si nutre del nettare magico dell'immaginazione. "Il mondo è un alveare" racchiude un universo di opposti dove luci e ombre, sogni e incubi, virtù e malvagità convivono e creano un perfetto equilibrio. Un universo dove la parola è una forza in grado di plasmare la realtà che ci circonda e di renderla intelligibile a chi è disposto ad ascoltare la sua voce senza pregiudizi.

Il mondo è un alveare è un romanzo di Joanne Harris e può essere definito in molti modi, oltre che “romanzo”. È una fiaba moderna che contiene altre piccole fiabe; è una raccolta di racconti con un racconto portante che fa da trama per tutti gli altri. Un bel libro che, con metafore e morali, affronta molti temi importanti e da riflettere.

Il protagonista del libro è il Re Crisopa: lo conosciamo da ragazzino e lo seguiamo fino all’anzianità. È il classico personaggio antipatico, che si fa volutamente odiare per il suo comportamento e la sua arroganza. È il personaggio che, sbagliando ripetutamente per egoismo o altro, ci mette davanti a morali e riflessioni.

I personaggi secondari sono coloro che vengono traditi, ingannati, umiliati, abbandonati o – raramente – amati dal Re Crisopa.

Il libro è strutturato in modo da alternare un capitolo su Crisopa e la sua storia e una breve fiaba su un qualsiasi altro membro del popolo della seta.

“Ci sono storie che le api raccontano…”

Le storie sono queste: senza tempo, sempre valide, sempre con una morale da insegnare. Per questo sono le api a raccontarle…

O forse aveva finalmente ritrovato la via di casa, perché il Sogno è un fiume che attraversa Nove Mondi, e Morte è solo uno di loro.

Il mondo è un alveare. Oltre la trama

L’atmosfera è quella tipica della fiaba classica: la lettura è avvolta da un alone di magia e mistero che resta costante anche quando cambia il l’ambientazione. Tuttavia ci sono racconti con contenuti più classici e altri con contenuti più moderni: un esempio è quello dei materiali che in alcuni racconti sono esclusivamente di fantasia (stoffe di rete di ragno o ali di falena) e per questo riportano maggiormente ad una fiaba classica, mentre in altri sono assolutamente contemporanei (plastica, metalli…).

Il fatto di apprezzare o meno queste differenze tra i vari racconti è soggettivo (personalmente avrei preferito tralasciare gli elementi che lo fanno sembrare anacronistico, anche se non ha né tempo né spazio reali).

Lo stile dell’autrice è molto scorrevole, il ritmo di lettura è veloce – benché alcuni racconti, che tendono a divagare molto dal fulcro del romanzo, danno l’idea che la lettura sia rallentata.

Per quanto riguarda gli argomenti trattati, invece, bisogna aprire una parentesi a sé.
Il volume è suddiviso in due libri e in ognuno di essi ci sono 50 racconti. Approssimativamente metà dei racconti tratta la storia di Crisopa, il cui tema principale è l’individuo. La crescita personale, i difetti di ognuno, l’egoismo e così via. Nella sua stessa storia vengono inseriti argomenti secondari, tra cui la diversità, il desiderio di potere, l’individualismo ecc.

L’altra metà dei racconti è dedicata a singole storie autoconclusive, con una morale o un messaggio. Ci sono storie che parlano di politica, di uguaglianza e disuguaglianza, di razze e popoli, di amicizia, di rabbia e vendetta.

Alcune di queste storie sono ispirate alle fiabe classiche o a celebri opere della letteratura contemporanea, altre sono storielle piacevoli, frutto dell’immaginazione dell’autrice.

D’ora in poi, ogni cosa che cuocerai nel tuo forno saprà di cenere, diventerà rafferma, si brucerà o sarà infestata dai curcunioli. Tuttavia ti pago per il profumo del tuo pane… con il rumore dei miei soldi.

In conclusione

Il mondo è un alveare è un libro adatto a tutti, che può essere letto velocemente o a più riprese, grazie alla sua struttura; è un libro piacevole, che fa compagnia, fa riflettere ma lascia un bel ricordo.

 


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The world of Ornament

The World of Ornament Book Cover The World of Ornament
David Batterham
Arte, Saggio
Taschen America Llc
2015
Copertina rigida
824

Pattern primer: The ultimate decorative resource, including exclusive database access. Discover a world of decorative ideas with this compendium of history's most elegant patterns and ornamental designs, complete with an online image database. The World of Ornament brings together the two greatest encyclopedic collections of ornament of the 19th century: Auguste Racinet's L'Ornement polychrome Volumes I and II (1875–1888) and M. Dupont-Auberville's L'Ornement des tissus (1877) to provide one lavish source book spanning jewelry, tile, stained glass, illuminated manuscript, textile and ceramic ornament. The book includes exclusive access to an online image database, offering unrestricted and high-resolution downloads of all motifs and patterns. Encompassing classical, Egyptian, Greek, Roman, Etruscan, Asian and middle-Eastern, as well as European designs from medieval times through the 19th century, this compilation of cultures and esthetics offers an primary reference for artists, historians, designers and patternmakers, and anyone engaged in decorative design and impact. Text in English, French, and German

The world of Ornament è un libro fotografico, edito da Taschen, e raccoglie le due più grandi collezioni enciclopediche di ornamenti del XIX secolo  L’Ornement polychrome volumi I e II (1875–1888) di Auguste Racinet e L’Ornement des tissus (1877) di M. Dupont-Auberville.

All’interno del volume, prevalentemente fotografico, vengono riportate le didascalie di ogni raffigurazione in inglese, francese e tedesco.

L’Ornement polychrome volumi I e II (1875–1888) di Auguste Racinet

La prima metà del volume racconta visivamente, tramite una raccolta molto varia, la storia dell’ornamento a partire dalla preistoria per arrivare fino ai tempi moderni.

Nello specifico vengono presi in considerazione ornamenti in epoca:

  • primitiva
  • egizia
  • assira
  • greca
  • etrusca
  • greco-romana
  • tardo-antica
  • cinese
  • giapponese
  • indiana
  • indo-persiana
  • araba

 

L’Ornement des tissus (1877) di M. Dupont-Auberville.

La seconda parte del libro è dedicata all’ornamento dei tessuti e si suddivide in:

  • arte moresca
  • arte ottomana
  • arte celtica
  • arte bizantina
  • arte russa
  • arte americana
  • ornamento dal 1° all’8° secolo
  • medioevo
  • rinascimento
  • 16° secolo
  • 17° secolo
  • 18° secolo
  • 19° secolo

 

Nel complesso si tratta di un volume completo, che fornisce parecchi dettagli sull’arte dell’ornamento in pressoché qualsiasi epoca storica. Ovviamente, se si è interessati ad approfondire un particolare periodo storico, questo volume non è sufficiente perché ha a disposizione un numero limitato di pagine e raffigurazioni per ogni epoca.

Personalmente ho acquistato questo volume per sfruttarne le parti dedicate al Medioevo e al Rinascimento, con l’intento di prendere spunto per illustrazioni e decori da abbinare a disegni di altro genere.

Si tratta in ogni caso di un’edizione molto curata, sia esteticamente che nel contenuto. Attenzione: non contiene traduzioni in italiano e, benché il testo non sia la parte dominante, bisogna essere preparati ad affrontarlo in una delle lingue messe a disposizione.

The World of Ornament si è quindi rivelato, nel complesso, un ottimo volume “da collezione”, ma anche un valido alleato nella ricerca e nello studio di elementi per l’illustrazione.


Per continuare a leggere di libri sull’arte: ARTE E IMMAGINE

Hortus Mirabilis

Hortus Mirabilis. Storie di piante immaginarie Book Cover Hortus Mirabilis. Storie di piante immaginarie
Weird, Fantasy, Sci-fi, Illustrati
Moscabianca
2021
Copertina rigida
384

Benvenuti in un giardino straordinario, popolato da piante bizzarre e stupefacenti, talvolta misteriose e letali, ma tutte accomunate da una caratteristica: sono germogliate dalla fantasia di uno scrittore. "Hortus mirabilis" è un'antologia di racconti di botanica inesistente: ogni capitolo una pianta, ogni pianta una storia firmata da una penna italiana. Le illustrazioni a colori che accompagnano ognuno dei tredici racconti danno vita, pagina dopo pagina, a una galleria di meraviglie naturali in cui perdersi per riscoprire la forza immaginifica del regno vegetale. «Quando la creatività di un autore dà voce al cuore weird di una pianta, il risultato è spiazzante e splendidamente ibrido. Le piante delle opere brevi (raccolte in questo volume) sconvolgono la vita dei protagonisti, colonizzandola con la loro presenza perturbante, che spesso contiene la speranza, o la minaccia, di un futuro diverso dal solito, caratterizzato da una profonda stranezza.» (Dalla prefazione di Danilo Zagaria). Contiene i racconti di: Maria Gaia Belli; Andrea Cassini; Diletta Crudeli; Elisa Emiliani; Maurizio Ferrero; Natalia Guerrieri; Beatrice La Tella; Michela Lazzaroni; Francesco Morgante; Lucrezia Pei e Ornella Soncini; Ilaria Petrarca; Anita Renchifiori; Axa Lydia Vallotto.

Hortus mirabilis – Storie di piante immaginarie è una raccolta di racconti edita da Moscabianca, in cui le protagoniste sono piante immaginarie. 13 racconti in cui troviamo piante come l’Aracnomagnolia, la Radizpeca, e così via.

Per ogni racconto una pianta, per ogni pianta un’illustrazione (o più di una): un’edizione incredibilmente curata, con copertina rigida, illustrazioni interne, prefazione e biografie di tutti gli auturi.

Hortus Mirabilis: il libro

Come anticipato, la raccolta contiene 13 racconti in cui le piante immaginarie hanno un ruolo attivo. Solitamente, quando si pensa al mondo vegetale, lo si associa alla staticità (un albero, per esempio, per quanto possa essere rilevante all’interno di un racconto, solitamente ne diventa l’oggetto che “subisce” l’azione di un soggetto), mentre in questi racconti le piante sono elementi attivi, a animate, a volte senzienti.

Solitamente, al di fuori dei racconti di fantasia, solo una minima parte delle persone considera il mondo vegetale in questo modo nella vita quotidiana. Per la maggior parte degli esseri umani, il mondo vegetale è semplicemente inferiore, talvolta inutile. Questi racconti vogliono, in qualche modo, evidenziare come il  mondo animale e quello vegetale non siano poi così diversi e, anzi, possano formare legami molto forti.

Se si dovesse categorizzare l’intera raccolta, sarebbe probabilmente da definire come un weird fantasy; se, invece si dovessero analizzare i singoli racconti, si troverebbe fantascienza, urban fantasy, e molto altro.

Ad ogni modo, si tratta di una raccolta molto “strana”: se la si prendesse in mano senza saperne nulla, probabilmente la si assocerebbe ad un fantasy classico (con erbe come protagoniste di pozioni e incantesimi tra druidi, streghe e quant’altro). Ma non è così: si tratta di una raccolta moderna, di un fantasy contemporaneo o addirittura futuristico. Un fantasy che mescola botanica, fantascienza, narrativa moderna.

Hortus mirabilis, nel suo insieme, è avvolto da un alone di nostalgia e malinconia, che viene spezzato di tanto in tanto da racconti un po’ più divertenti e ironici.

I singoli racconti, poi, si differenziano in tutto e per tutto l’uno dall’altro: stile, ambientazione, atmosfera, ritmo… Tutto, come è giusto che sia, trattandosi di tredici autori diversi.

Si tratta di una raccolta adatta a tutti: amanti del weird e non, amanti del fantasy e della fantascienza, lettori alle prime armi che vogliono sperimentare nuovi generi, o affrontare letture brevi. In una parola: consigliatissima!

 


Due racconti e pareri soggettivi

Ho apprezzato molto tutta la raccolta ma, a distanza di tempo (si, sono molto in ritardo con questo articolo), quelli che mi sono rimasti più impressi sono IL CHIOSTRO di Elisa Emiliani e SKOGUR di Natalia Guerrieri.

Due racconti molto diversi tra loro. Il primo ha come protagoniste una donna di nome Nadia e una pianta di Aracnomagnolia (una magnolia su cui crescono fiori blu e ragni). Una storia triste e malinconica, ma che racchiude un seme di speranza, quello della vita stessa. In questo racconto l’unico elemento di fantasia è la pianta, mentre i personaggi, i luoghi e le ambientazioni sono assolutamente realistiche e verosimili.

Il secondo racconto, invece, è ispirato al mondo nord-europeo (skógur significa “foresta” nell’antica lingua norrena), sia come ambientazione che come atmosfera. Racconta di diversità, di amicizia, di forza e di speranza, nonostante sia anche questo abbastanza malinconico.

 

Ho apprezzato molto la varietà dei racconti contenuti nella raccolta, la cura dell’edizione, le illustrazioni: Hortus Mirabilis nel suo insieme, letterario ed estetico. Perciò, come anticipato poco fa, credo sia un libro adatto alla maggior parte dei lettori, nonostante l’impatto che potrebbe avere al primo approccio!


 

Ethel Frost e il sussurro del bosco

Ethel Frost e il sussurro del bosco Book Cover Ethel Frost e il sussurro del bosco
Victoria Francés
Comics & Graphic Novels
Rizzoli
2021
Copertina rigida
64

Sotto i detriti del tempo giace un dolore che non trova consolazione... I ricordi si nascondono, sepolti in una terra morente eppure ancora attraversata da un alito di vita con cui cercherà di farsi sentire. Ma la salvezza richiede di riesumare le ombre del passato, per elevare lo spirito al di sopra delle sue ferite e rinascere alla luce di una nuova alba. La foresta desidera invocare la musa dei suoi sogni; tesse la sua corona in attesa del suo ritorno.

Ethel Frost è un racconto illustrato e scritto da Victoria Frances.

Nota soprattutto per la sua celebre opera Favole, Victoria Frances si è affermata negli anni a  livello mondiale con il suo stile inconfondibile: illustrazioni ricche di emozioni e dettagli, capaci di parlare a chi le osserva. Ethel Frost è un racconto molto diverso rispetto ai precedenti: si nota molto il cambiamento dell’autrice rispetto alle opere passate. Una maturità artistica che non ha bisogno di spiegazioni e una storia per metafore, che racconta una vita intera.

Sotto i detriti del tempo giace un dolore che non trova consolazione… I ricordi si nascondono, sepolti in una terra morente eppure ancora attraversata da un alito di vita con cui cercherà di farsi sentire. Ma la salvezza richiede di riesumare le ombre del passato, per elevare lo spirito al di sopra delle sue ferite e rinascere alla luce di una nuova alba. La foresta desidera invocare la musa dei suoi sogni; tesse la sua corona in attesa del suo ritorno.

Ethel Frost e il sussurro del bosco: una fiaba dal fascino decadente

Una storia delicata, tragica e piena di speranza allo stesso tempo. Una storia magica, incantata, che ha un sapore nostalgico.

Il libro è strutturato alternando le illustrazioni alle parti di testo che compongono la storia: entrambi seguono l’arco temporale che va dall’infanzia della protagonista fino alla sua completa maturità e trasformazione, in età adulta.

L’ambientazione e l’atmosfera sono due elementi molto rilevanti in questo libro, resi tali dalla storia in sé e dalle illustrazioni – come sempre – molto emozionanti. Un’atmosfera cupa, lenta ma irrequieta, che si abbina perfettamente alle emozioni della protagonista, una bambina prima e una donna poi, con paure, insicurezze, desideri nascosti e così via.

Lo stile di scrittura dell’autrice è molto descrittivo: non solo nel rappresentare luoghi, personaggi e ambientazione, ma soprattutto nel descrivere i fatti; l’impressione che si ha, è che voglia spiegare a parole ciò che è racchiuso in ogni disegno.

Lo stile artistico, invece, non ha bisogno di commenti: è semplicemente unico nel suo genere. L’unica nota che si può aggiungere, rispetto ai precedenti lavori è, appunto, sull’evoluzione artistica, che si può notare sia dalla resa delle tavole e sia dalla composizione e dai soggetti.

In conclusione: Ethel Frost è un volume da collezione che non può mancare nelle librerie di tutti gli appassionati di libri illustrati.

Con il suo fascino decadente, è una fiaba che tutti dovrebbero leggere!

 


Victoria Frances, Favole

Circe

Circe Book Cover Circe
Madeline Miller
Romanzo storico, Fiction, Mitologia classica
Feltrinelli
2021
Copetina flessibile
416

Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull'isola di Eea, non si perde d'animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino – con l'ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l'astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché – non più solo maga, ma anche amante e madre – dovrà armarsi contro le ostilità dell'Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov'è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare. Poggiando su una solida conoscenza delle fonti e su una profonda comprensione dello spirito greco, Madeline Miller fa rivivere una delle figure più conturbanti del mito e ci regala uno sguardo originale sulle grandi storie dell'antichità.

Circe è una figura della mitologia greca e compare per la prima volta nell’Odissea, è nota anche come Maga Circe.
È figlia del Titano Elios e di Perseide, di conseguenza è sorella di Perse, Eete e Pasifae, moglie del famoso re di Creta – Minosse.

Il libro omonimo di Madeline Miller racconta le vicende classiche del pantheon greco viste proprio attraverso gli occhi di Circe.

Si può suddividere il romanzo in tre parti, esattamente come si farebbe con una vita “normale”, solo che in questo caso si tratta di una vita millenaria.

Nella prima parte Circe è giovane, inesperta, molto insicura e succube del padre, dei fratelli e delle divinità splendenti, invulnerabili e capaci che la circondano.

Nella seconda parte avviene la sua trasformazione: diventa consapevole di ciò che può fare, deve affrontare demoni interiori ed esterni, deve superare paure o scendere a patti con esse. Conosce il dolore, la perdita, la fatica: sentimenti e sensazioni molto umani per essere una semi divinità. Ed è proprio questo a rendere la protagonista così vicina al lettore: benché sia una creatura divina, è dapprima costretta a sentirsi quasi umana, come se questo fosse qualcosa di degradante di cui vergognarsi; successivamente è lei stessa a scegliere di essere umana: sentire come un essere umano, soffrire e gioire come tale, benché il tempo a sua disposizione sia limitato anziché eterno.

Si arriva così alla terza e ultima parte del libro, quella in cui Circe abbraccia le sue scelte e il destino che ha scelto, a scapito di tutto ciò che ci aspetterebbe da una divinità.

Questo passaggio viene chiarito nell’epilogo: nelle ultimissime pagine, infatti, Circe compie la scelta definitiva e ne spiega le motivazioni.

Dall’inizio alla fine si ha l’impressione che Circe ci racconti la vita di chiunque tramite metafore,   con una rappresentazione del tempo che ovviamente non è quelle a cui siamo abituati ma che riesce comunque ad essere verosimile.

 

TRAMA E CONTENUTO

Premetto di aver letto ogni sorta di commento: c’è chi critica l’incesto, chi critica addirittura la trama di base (che ovviamente è presa dai poemo classici) e c’è chi critica l’autrice per come ha reso il personaggio principale.

Ora: io non mi permetterei mai di discutere sulla trama o su aspetti delicati come può essere quello della relazione tra familiari, mi sento piuttosto di fare una precisazione.

La trama e gli argomenti portanti sono, appunto, tratti da poemi classici che si basano su usanze, costumi e immaginario di un’epoca passata che va compresa e, anzi, ammirata per ciò che è stata e ha lasciato. Riscrivere la storia non ha nessun senso, per quanto alcuni aspetti oggi possano sembrarci strani, assurdi o distanti. Sono semplicemente diversi.

Detto ciò, si può passare a come è stato costruito il personaggio di Circe. Troppo vittimismo? Troppa tragedia? Troppe storie d’amore in un solo racconto? Personalmente credo che le scelte dell’autrice siano state ben oculate: ha reso una divinità umana. L’ha resa comprensibile a tutti e soprattutto ha fatto in modo che i lettori potessero empatizzare con lei. Ovviamente la costruzione di un personaggio, la trama o altri elementi che costituiscono un romanzo, non possono piacere a tutti, perciò è normale che ci siano pareri contrastanti. Tuttavia credo che la costruzione di questo personaggio sia stata studiata nel minimo dettaglio e che il risultato sia assolutamente voluto.

Il messaggio che accompagna il lettore durante tutto il romanzo – e che appare ancora più chiaro alla fine – è una riflessione sulla vita e il fatto di aver dato delle debolezze e delle forze a Circe è “d’obbligo”, tanto più considerando che già dall’inizio si è dimostrata più incline alla mentalità umana che a quella divina.

OLTRE LA TRAMA

Premesso tutto ciò che è stato elencato finora, non resta che aggiungere un’ulteriore nota positiva su questo romanzo: lo stile dell’autrice è la ciliegina sulla torta. Semplice, scorrevole, ma allo stesso tempo incisivo e forte.

L’ambientazione e l’atmosfera sono impeccabili: dalle descrizioni delle sale divine all’incredibile isola di Circe.

UNA NOTA PERSONALE

Per quanto cerchi di mantenere un giudizio oggettivo nello scrivere gli articoli, capita in casi come questo che l’opinione personale sia particolarmente influente. Perciò aggiungo questo: ho iniziato il libro con un po’ di scetticismo perché la mitologia greca non è la mia preferita. Non ho mai sentito molta affinità verso i classici greci e i suoi personaggi. Tuttavia, Circe è sempre stata il mio personaggio preferito quindi ho deciso di leggere questo adattamento con il suo punto di vista e devo dire che ne è valsa la pena. Lo consiglio a tutti: appassionati di mitologia greca e non. Questo romanzo può essere letto sia avendo delle basi sui poemi classici e sia come lettura indipendente!

Buona lettura!

 


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