Favole degli Déi, di Paolo Barbieri

Favole degli dei. Eroi, creature e divinità della mitologia greca. Ediz. a colori Book Cover Favole degli dei. Eroi, creature e divinità della mitologia greca. Ediz. a colori
Paolo Barbieri
Illustrati
Sergio Bonelli
2022
Copertina rigida
144

Un suggestivo viaggio alla scoperta della Mitologia Greca attraverso gli dei dell'Olimpo. Ogni disegno di questo libro illustrato è accompagnato dagli affascinanti testi di Paolo Barbieri che narrano le avventure, gli amori e le tragedie dei protagonisti di questa affascinante mitologia.

Favole degli Dei. Eroi, creature e divinità della mitologia greca è una visione in cui confluisce il desiderio di creare il mito sul mito, rendendo più tangibile una realtà che, forse, è esistita veramente e che poi è mutata tra le pieghe del tempo.

“Favole degli Dei” è un libro affascinante scritto e illustrato da Paolo Barbieri che porta i lettori in un viaggio straordinario nel regno dei miti e delle leggende. Con una combinazione magistrale di arte e narrativa, Barbieri ci trasporta in un mondo fantastico popolato da divinità, creature mistiche e avventure epiche.

Il libro si distingue per la sua straordinaria bellezza visiva, grazie alle illustrazioni di Barbieri. Ogni pagina è un’opera d’arte a sé stante, con colori vividi e dettagli intricati che catturano l’immaginazione del lettore. Le immagini sono in perfetta sintonia con le storie raccontate, aggiungendo un elemento visivo che arricchisce l’esperienza di lettura.

I miti raccontati nel libro sono tratti dalla mitologia greca e analizzano personaggi o eventi singolarmente. Barbieri riesce a catturare l’essenza di ogni mito, mantenendo la loro autenticità e dando vita a personaggi iconici come Persefone e Ade, Zeus e Poseidone, e così via. Ogni storia è narrata in modo coinvolgente, con una prosa elegante che affascina il lettore e lo spinge a immergersi completamente nel mondo divino.

Una delle caratteristiche più interessanti di “Favole degli Dei” è la sua capacità di rendere accessibili i miti classici a un pubblico più ampio. Non solo gli appassionati di mitologia troveranno piacere in questo libro, ma anche coloro che cercano una lettura “facile da gestire” – grazie alla suddivisione in brevi racconti e alla struttura che alterna testo e immagini. Le storie sono brevi e scorrevoli, perfette da leggere durante un breve momento di pausa o prima di addormentarsi; adatte anche ai lettori più giovani!

In conclusione, “Favole degli Dei” di Paolo Barbieri è un libro che offre un’esperienza coinvolgente e affascinante per gli amanti della mitologia e per chiunque sia alla ricerca di un’opera d’arte visivamente straordinaria. Le storie intramontabili e le illustrazioni si combinano per creare un’opera che merita un posto nelle librerie di tutti gli amanti della letteratura fantastica e mitologica.


Curiosità personale: le copertine illustrate da Paolo Barbieri per Licia Troisi sono una delle “cause” della mia professione 🙂

Altri spunti di lettura: illustrati e fumetti

@alice.sogno

Magia nella storia: Volva, seidr e altri strani vocaboli…

Magia: Volva, seidr e altri strani vocaboli…

Ciò che spesso viene accomunato con il termine “maga” o, spesso in tono dispregiativo, “strega” ha origini molto antiche e talmente vaste e diversificate che è difficile semplificare fino a utilizzare 2000 caratteri. Questo perché: presso ogni popolazione, nell’arco di millenni, si sono formate usanze diverse riconducibili alla “magia”; il significato stesso della parola è cambiato svariate volte passando tra interpretazioni positive, negative, realistiche e non, religiose o addirittura sceniche.

Per rimanere in tema con gli argomenti dell’ultimo periodo, oggi vediamo alcune delle figure più importanti nella pratica delle arti magiche nella cultura norrena:

🌿Seidr

il termine più vicino a ciò che viene definito stregoneria. I praticanti vantavano abilità come mutare forma, controllare animali, doti spiritiche, oracolari, ecc. Venivano consultati per ogni necessità e si pensava che queste abilità provenissero da Freya stessa.
Queste arti venivano praticate in una sorta di trance e si basavano sul controllo della mente altrui. Le donne che praticavano queste arti venivano chiamate Seithkonur, gli uomini Seithmenn.

Il praticante viaggiava con una serie di aiutanti e, secondo alcuni, questa era un’arte di cui vergognarsi.

🌿Spà:

termine che indicava colui che è in grado di determinare la legge del destino.
L’esempio più celebre è quello delle Norne (the norns), ma anche Sif, moglie di Thor, è descritta con poteri simili.

Sono Spà anche le donne note come völva: donne capaci di prevedere il futuro. Secondo i più erano venerate e rispettate da tutti.
L’esempio più famoso è Frigga, che conosce il destino di tutti ma si rifiuta di rivelarlo.

🌿Galdr:

significa letteralmente incantesimo.
Si tratta di un incantesimo cantato o recitato dal praticante; questa è una delle poche pratiche di cui sono rimaste molte testimonianze scritte, come canti e incantesimi, attraverso saghe e miti tramandati nel corso di millenni.


Altri articoli qui: MITOLOGIA E FOLKLORE

Ethel Frost e il sussurro del bosco

Ethel Frost e il sussurro del bosco Book Cover Ethel Frost e il sussurro del bosco
Victoria Francés
Comics & Graphic Novels
Rizzoli
2021
Copertina rigida
64

Sotto i detriti del tempo giace un dolore che non trova consolazione... I ricordi si nascondono, sepolti in una terra morente eppure ancora attraversata da un alito di vita con cui cercherà di farsi sentire. Ma la salvezza richiede di riesumare le ombre del passato, per elevare lo spirito al di sopra delle sue ferite e rinascere alla luce di una nuova alba. La foresta desidera invocare la musa dei suoi sogni; tesse la sua corona in attesa del suo ritorno.

Ethel Frost è un racconto illustrato e scritto da Victoria Frances.

Nota soprattutto per la sua celebre opera Favole, Victoria Frances si è affermata negli anni a  livello mondiale con il suo stile inconfondibile: illustrazioni ricche di emozioni e dettagli, capaci di parlare a chi le osserva. Ethel Frost è un racconto molto diverso rispetto ai precedenti: si nota molto il cambiamento dell’autrice rispetto alle opere passate. Una maturità artistica che non ha bisogno di spiegazioni e una storia per metafore, che racconta una vita intera.

Sotto i detriti del tempo giace un dolore che non trova consolazione… I ricordi si nascondono, sepolti in una terra morente eppure ancora attraversata da un alito di vita con cui cercherà di farsi sentire. Ma la salvezza richiede di riesumare le ombre del passato, per elevare lo spirito al di sopra delle sue ferite e rinascere alla luce di una nuova alba. La foresta desidera invocare la musa dei suoi sogni; tesse la sua corona in attesa del suo ritorno.

Ethel Frost e il sussurro del bosco: una fiaba dal fascino decadente

Una storia delicata, tragica e piena di speranza allo stesso tempo. Una storia magica, incantata, che ha un sapore nostalgico.

Il libro è strutturato alternando le illustrazioni alle parti di testo che compongono la storia: entrambi seguono l’arco temporale che va dall’infanzia della protagonista fino alla sua completa maturità e trasformazione, in età adulta.

L’ambientazione e l’atmosfera sono due elementi molto rilevanti in questo libro, resi tali dalla storia in sé e dalle illustrazioni – come sempre – molto emozionanti. Un’atmosfera cupa, lenta ma irrequieta, che si abbina perfettamente alle emozioni della protagonista, una bambina prima e una donna poi, con paure, insicurezze, desideri nascosti e così via.

Lo stile di scrittura dell’autrice è molto descrittivo: non solo nel rappresentare luoghi, personaggi e ambientazione, ma soprattutto nel descrivere i fatti; l’impressione che si ha, è che voglia spiegare a parole ciò che è racchiuso in ogni disegno.

Lo stile artistico, invece, non ha bisogno di commenti: è semplicemente unico nel suo genere. L’unica nota che si può aggiungere, rispetto ai precedenti lavori è, appunto, sull’evoluzione artistica, che si può notare sia dalla resa delle tavole e sia dalla composizione e dai soggetti.

In conclusione: Ethel Frost è un volume da collezione che non può mancare nelle librerie di tutti gli appassionati di libri illustrati.

Con il suo fascino decadente, è una fiaba che tutti dovrebbero leggere!

 


Victoria Frances, Favole

Grimoire – New Scottish Folk Tales

Grimoire – New Scottish Folk Tales è libricino di Robin Robertson che racchiude alcuni racconti in versi, che si ispirano al folclore tradizionale scozzese.

Da Goodreads:
Like some lost chapters from the Celtic folk tradition, Grimoire tells stories of ordinary people caught up, suddenly, in the extraordinary: tales of violence, madness and retribution, of second sight, witches, ghosts, selkies, changelings and doubles, all bound within a larger mythology, narrated by a doomed shape-changer – a man, beast or god.

A grimoire is a manual for invoking spirits. Here, Robin Robertson and his brother Tim Robertson – whose accompanying images are as unforgettable as cave-paintings – raise strange new forms which speak not only of the potency of our myths and superstitions, but how they were used to balance and explain the world and its predicaments.

From one of our most powerful lyric poets, this is a book of curses and visions, gifts both desired and unwelcome, characters on the cusp of their transformation – whether women seeking revenge or saving their broken children, or men trying to save themselves. Haunting and elemental, Grimoire is full of the same charged beauty as the Scottish landscape – a beauty that can switch, with a mere change in the weather, to hostility and terror.

In questa sua recente opera, Robertson unisce tradizione, fantasia e maestria nell’uso del linguaggio. Usa un linguaggio molto semplice, talvolta con parole meno conosciute, e fonde tutto con uno stile molto ritmato e musicale.

Grimoire, come è giuso che sia trattandosi di racconti ispirati al folclore nordico, è piuttosto sanguinario e macabro. Ogni racconto è caratterizzato dalla presenza di personaggi ordinari che vengono improvvisamente catapultati in qualcosa di straordinario: incontri con strane creature, trasformazioni, ecc.

Un racconto molto bello è At Roane Head – The Guardian – un racconto avvolto dal mistero e da un cupo alone di malinconia e vendetta. In questi versi, per esempio, la protagonista è una madre di quattro figli, che vengono uccisi da suo marito poiché non li riteneva suoi figli per via del loro aspetto simile ai pesci. La madre piange i figli scomparsi e cerca vendetta, fino al ritorno del padre dei poveri bambini.

Questo è solo un esempio di ciò che si può trovare all’interno di questo piccolo gioiellino: fiabe dal sapore antico, scritte in  modo impeccabile.

Grimoire – L’edizione

Una piccola nota sull’edizione: si tratta di un’edizione in lingua originale con copertina rigida; il libro ha 75 pagine in cui si alternano i versi e le illustrazioni, molto semplici, che li rappresentano.
Lo consiglio per l’originalità dei testi e la cura dei dettagli, ci tengo però a precisare che si tratta di un libro molto breve e di piccole dimensioni.


Per tutte le altre recensioni: il giornale

Miti del Nord

Miti del Nord Book Cover Miti del Nord
Neil Gaiman
Mitologia
Mondadori
2019
Copertina flessibile
228

Odino il supremo, saggio, audace e astuto; Thor, suo figlio, incredibilmente forte ma non certo il più intelligente fra gli dèi; e Loki, figlio di un gigante, fratello di sangue di Odino, insuperabile e scaltrissimo manipolatore. Sono alcuni dei protagonisti che animano il nuovo libro di Neil Gaiman: noto per essersi ispirato spesso ai miti dell'antichità nel creare universi e personaggi fantastici, questa volta Gaiman ci offre una formidabile riscrittura dei grandi miti del Nord. Lungo un arco narrativo che inizia con la genesi dei nove leggendari mondi, ripercorriamo le avventure e le gesta di dèi, nani e giganti. Tra i racconti più avventurosi ci sono quello di Thor, che, per riprendersi il martello che gli è stato rubato, è costretto a travestirsi da donna, un'impresa non da poco considerando la sua barba e il suo sconfinato appetito; o quello di Kvasir - il più saggio fra gli dèi - il cui sangue viene trasformato in un idromele che colma di poesia chi lo assaggia. Il finale del libro invece è dedicato a Ragnarok, il giorno del giudizio, il crepuscolo degli dèi, ma anche la nascita di un nuovo tempo e nuovi popoli.

I miti del Nord è una raccolta di racconti di Nail Gaiman che racchiude i più importanti miti norreni, partendo dalla creazione dei nove mondi fino a Ragnarok, la fine del mondi conosciuti e l’inizio di una nuova era.

I miti del Nord

Attraverso una decina di racconti, Nail Gaiman ripercorre in ordine cronologico le vicende chiave dell’intero filone narrativo norreno: dalla genesi dei mondi a Ragnarok, dal sacrificio del gigante Ymir per la creazione della nostra Terra a storie più buffe e divertenti.

Inoltre, l’autore presenta alcune delle divinità più importanti: Odino, Thor, Loki, Hela, Heimdal e così via.

Vengono narrate storie di giganti e di nani, di come gli Dei abbiano avuto il loro potere, le loro armi e le loro usanze.

Nel complesso Miti del Nord è un bel libro, adatto ad appassionati e a chi si avvicina per la prima volta alla mitologia norrena, soprattutto perché scritto in modo semplice, scorrevole e non prolisso.

Lo stile di Gaiman è molto diretto, usa un lessico semplice e periodi poco articolati. Il ritmo di lettura, di conseguenza, è piuttosto veloce.

Si può dire quindi che sia un buon libro ma, attenzione, si tratta di una versione “romanzata” a piacere dell’autore perciò, se si sta cercando un testo approfondito sulla mitologia norrena che spieghi in modo dettagliato tutte le caratteristiche di questi racconti, questo non è il libro giusto.

Si potrebbe definire come un romanzo riassuntivo sulla mitologia norrena.

 

NOTA PERSONALE:

Dopo aver analizzato questo libro in modo oggettivo, mi sento di aggiungere un parere soggettivo, sperando che possa tornare utile a qualche lettore appassionato di mitologia nordica.

Leggendo Miti del Nord ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa “fuori posto”. Alla fine del libro ho capito: è moderno. Il lessico e lo stile sono estremamente moderni, contemporanei. Cos’era fuori posto? Nulla. Semplicemente per mio gusto personale avrei preferito che i miti fossero riportati con uno stile più classico e un ritmo più lento.

Ribadisco: questo è un appunto personale che non ha nulla a che vedere con la qualità del libro, che si è dimostrato valido in tutto e per tutto.


 

RECENSIONI: INDICE

L’ombra d’argento. Fate, regine e principesse magiche nell’immaginario popolare piemontese

L'ombra d'argento. Fate, regine e principesse magiche nell'immaginario popolare piemontese Book Cover L'ombra d'argento. Fate, regine e principesse magiche nell'immaginario popolare piemontese
Donatella Taverna
Saggio
2011
112

I racconti popolari, ancora oggi fortemente presenti sul territorio piemontese, riguardanti figure femminili con caratteristiche e poteri magici o occulti celano talora verità storiche, riferendosi a dame e regine effettivamente esistite, anche se in alcuni casi ben poco ricordate dalla storia, come l'imperatrice Eufrosina Dukaina Kamatera. Altre volte conservano, in una terra sempre segnata da forti presenze di alterità religiose e di dissidenze, un contenuto spirituale antico o denegato, o semplicemente in apparenza cancellato dalla cristianizzazione. In ogni caso, l'approfondimento di tali racconti restituisce una fisionomia complessa della cultura del territorio, consentendo anche di verificare collegamenti con altre zone culturali e linguistiche, soprattutto con le regioni della Francia centro meridionale, cui il Piemonte è ancora oggi fortemente legato, ma anche con la Catalogna, le terre pirenaiche, e in alcuni casi zone lontane e lontanissime, in una affascinante riprova di una antica comunità di pensiero tra tutti gli uomini, mai veramente cancellata nel segreto della coscienza.

L’ombra d’argento è un saggio di Donatella Taverna che esamina le principali figure femminili nell’immaginario popolare piemontese.

Il folclore piemontese è particolarmente ricco di figure, soprattutto femminili, che hanno qualcosa di “oscuro” e sinistro. Ma non sempre è così: nei secoli, infatti, si sono sviluppate storie di fate e altre figure positive, creature magiche e personaggi dai poteri straordinari.

L’ombra d’argento

In questo volume viene sottolineato come, spesso, figure presenti nei racconti popolari fossero in realtà chiare rappresentazioni di personaggi realmente esistiti o come le vicende narrate contenessero verità storiche.

Ad oggi, i racconti popolari sono ancora molto presenti nella tradizione piemontese e, anche quando questi non vengono ricordati, rimane nelle viscere della cultura piemontese il retaggio di una cultura precristiana forte e indissolubile nonostante il passare dei secoli.

Il Piemonte, in passato, è stato una terra di dissidenze, lotte, contrasti politici e religiosi; è stato una terra fertile per la conoscenza popolare, spesso condannata e schernita da chi non l’ha mai compresa, accettata, e l’ha sempre temuta.

L’ombra d’argento esamina tutto ciò e ricollega il Piemonte a zone vicine e lontane, in Europa e nel mondo, portando alla luce una cultura comune.

Un saggio breve ma curato e approfondito, soprattutto su argomenti (personaggi o vicende) che molto spesso vengono dimenticati.


 

Recensioni: INDICE

Le fiabe dei fratelli Grimm

Le fiabe dei Fratelli Grimm, da ormai due secoli, sono il simbolo dell’intero genere letterario e sono state la base per le pubblicazioni successive delle più importanti fiabe europee.

I fratelli Grimm, furono due linguisti e filologi tedeschi, passati alla storia per la loro rielaborazione e stesura della più importanti fiabe della tradizione popolare tedesca.

Pubblicarono le Fiabe del focolare (Kinder und Hausmärchen, 1812-1822) e Saghe germaniche (Deutsche Sagen, 1816-1818). Alcune di queste fiabe sono diventate dei classici e continuano a fare scuola al giorno d’oggi. Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Cenerentola, sono solo alcune delle fiabe che nei decenni successivi alla pubblicazione sono state rivisitate e interpretate in tutti i modi possibili.

Le fiabe dei Fratelli Grimm

Come accennato in precedenza, le fiabe dei fratelli Grimm sono la rivisitazione dei più celebri racconti popolari tedeschi. Questi racconti erano caratterizzati da scene macabre e sanguinarie, ambientate in luoghi tetri e con protagonisti spaventosi: questi gli elementi tipici del folclore tedesco.

Secondo alcuni studiosi moderni, queste figure non erano altro che la rappresentazione delle paure più sentite dal popolo dell’epoca. Paura dell’ignoto, del buio, del dolore e dell’abbandono.

I Fratelli Grimm hanno tenuto fede a tutto ciò, ponendo un limite unicamente alle scene di sesso, spesso riportate nei racconti popolari ma evitate o “alleviate” dai due autori.

Le opere dei Fratelli Grimm sono state determinanti anche per l’evoluzione della lingua tedesca: una delle motivazioni che spinsero i fratelli a raccogliere e pubblicare le fiabe fu proprio il desiderio di contribuire alla formazione di un’identità culturale tedesca, comune ai popoli di origine germanica.

Ovviamente, la scelta del folclore popolare non è stata fatta in modo casuale: unire l’aspetto linguistico a tutto ciò che una fiaba può contenere riguardo le tradizioni di un popolo, infatti, era il lavoro più complesso e completo che si potesse fare.


Le fiabe in lingua inglese

Di recente ho avuto modo di rileggere le fiabe in lingua inglese: l’edizione in questione è particolarmente curata, abbellita con illustrazioni e contenente l’intera collezione di fiabe.

Inoltre, leggerle in una lingua diversa offre la possibilità di scoprire sempre qualcosa di nuovo!

Consigli questa lettura a chiunque: non c’è età o momento giusto per leggere una fiaba, ha sempre qualcosa da insegnare!


Indice recensioni

Il gigante sepolto

Il gigante sepolto Book Cover Il gigante sepolto
Kazuo Ishiguro
Romanzo, Fantasy
Einaudi
2016
320

Il leggendario re Artú è ormai morto e la pace che ha imposto sulla futura Inghilterra resiste seppur fragile. Nella dimora buia di Axl e Beatrice, tuttavia, non c'è posto per nessuna pace. La coppia di anziani coniugi è afflitta da una sorta di inspiegabile amnesia. A causarla pare essere una strana nebbia che sta contagiando tutto il regno. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno piú dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. A dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l'origine della nebbia incantata, prima che il ricordo di ciò a cui piú tengono sia perduto per sempre.

Un romanzo doloroso e bellissimo sulla memoria e la colpa. Una storia fantastica che ci indica una strada da seguire per il nostro presente: vivere in armonia con gli altri significa essere capaci di ricordare, ma anche di dimenticare e perdonare.

Traduzione di Susanna Basso.

«Un racconto di straordinarie atmosfere, una storia di travolgente leggibilità da divorare tutta d'un fiato».

«The Guardian»

Il gigante sepolto è un fantasy ambientato in Britannia, pochi anni dopo la morte del leggendario Re Artù. La caratteristica che definisce l’atmosfera e l’ambientazione, però, è la presenza di una nebbia anomala che ha invaso l’intero Paese: questa nebbia sembra avere la capacità di cancellare i ricordi delle persone che ne vengono a contatto.

Recensione Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro

Non c’era l’uso di passare al passato, tra quella gente, nemmeno se prossimo.

 

La trama quindi si sviluppa intorno al fattore “memoria” e alla sua importanza, fino alla fine. I protagonisti sono Axl e Beatrice, due anziani coniugi che partono per un lungo viaggio alla ricerca del figlio scomparso: durante questo viaggio incontrano molte persone, buone e cattive, disponibili e avverse. Si troveranno a girovagare per la Britannia supponendo che il figlio si trovi sempre in posti diversi. La memoria mette a dura prova tutte le loro certezze: il luogo in cui si trova il figlio, le strade da percorrere, i discorsi fatti e le decisioni prese e, ad un certo punto, sembra mettere in discussione il loro amore indissolubile.

Il ritmo di lettura è molto lento, ogni passaggio viene descritto con estrema cura e spesso la narrazione sembra ripetitiva. Tuttavia, lo stile dell’autore e l’inserimento di affannosi ricordi qua e là aiutano il lettore a proseguire. Nonostante la lentezza della narrazione, infatti, ci si trova a proseguire la lettura senza alcun problema, anzi!

Il libro precede in questo modo fino alla fine, quando – proprio nelle ultime pagine – accade qualcosa di inaspettato. Quella che è stata la colonna portante del racconto fino a quel punto viene abbattuta, rivelando un finale decisamente sorprendente, a cui si possono dare interpretazioni diverse.

Anche i personaggi assumono una veste diversa alla fine del libro e con l’evolversi della storia: Axl e Beatrice si presentano come due coniugi di vecchia data, che hanno passato una vita insieme e che non metterebbero mai in discussione il proprio rapporto. In realtà, proseguendo con la lettura anche queste certezze vengono messe in discussione, portando il lettore ad interrogarsi su quali siano verità e quali siano bugie.

Detto ciò, a mio parere, sono due i punti di forza del libro: atmosfera e messaggio. 

L’atmosfera, come accennato in precedenza, porta il lettore in un mondo fiabesco e misterioso, con draghi e antichi villaggi sperduti tra i boschi della Britannia. Sicuramente utile per rendere maggiormente l’idea dello smarrimento e della confusione portati dalla nebbia. Inoltre, porta il lettore a visualizzare i luoghi in cui avvengono i fatti e questa è sempre una cosa positiva, sia per ambientazioni reali che di fantasia.

Il messaggio è chiaramente sull’importanza della memoria: se perdessimo la memoria cosa resterebbe di noi? E, sapendolo, agiremmo nello stesso modo?
I protagonisti affrontano (e spiegano) proprio questo, attraverso le loro continue amnesie e i ricordi confusi.

In conclusione

Senza dubbio, Il gigante sepolto è un fantasy sopra la media. La maggior parte dei fantasy, infatti, racconta una storia fine a sé stessa, questo invece ha un messaggio molto importate da trasmettere. Lo consiglio quindi sia agli appassionati del genere e sia a chiunque volesse sperimentare qualcosa di nuovo perché è sicuramente un libro molto valido.

Personalmente non ho ancora deciso se la lentezza di questo libro sia un bene o un male: aiuta riflettere o annoia? Non ne sono sicura. Ciò che posso dirvi, però, è che si tratta di un libro che lascia una bella sensazione. Ccome se ci avessero letto una leggenda tramandata nei secoli…

Infine, chiunque dovesse leggerlo, chiedo di soffermarsi sul finale: credo abbia almeno tre interpretazioni possibili e sarebbe bello discuterne! Buona lettura

 

Per tutte le altre recensioni vi rimando alla pagina Indice!

Vikings

“Allora vincemmo la bella Thora:
così i guerrieri mi chiamarono
Lodbrok, quando sconfissi
l’anguilla dell’erica in battaglia […]”

Il libro:

Vikings La saga di Ragnar Lodbrok è un libro che si propone come “must” per gli appassionati di letteratura nordica e leggende. Ebbene, il contenuto è sicuramente ottimo ma, perlomeno secondo la mia opinione, per alcuni potrebbe risultare un po’ ostico.

La prima parte del libro è un’introduzione alla letteratura nordica e alle leggende di questi popoli, molto interessante ma, forse, un po’ troppo piena di nozioni per essere la prefazione di un racconto.

Il libro, poi, si presenta come una raccolta delle più famose leggende vichinghe: assolutamente interessanti e appassionanti, soprattutto per chi è già amante del genere; ciò che disorienta, però, è il passaggio dalla traduzione letterale dei versi alla prosa. Ciò avviene di continuo e, a mio avviso, disorienta il lettore che si trova a leggere due forme diverse di testo.

Per quanto riguarda l’edizione, però, Fanucci si conferma un attento editore, soprattutto nei contenuti: come detto in precedenza, la prefazione è già sufficiente a elogiare questo libro: per alcuni potrà sembrare eccessiva ma, se realmente interessati a scoprire di più sul popolo vichingo e sulle sue leggende, è sicuramente un testo valido.

Inoltre, i curatori e traduttori Ben Waggoner e Gabriele Girogi, hanno fato un ottimo lavoro, includendo spiegazioni e note molto utili, soprattutto per quanto riguarda la comprensione del testo originale norreno.

In conclusione:

Lo consiglio ad appassionati del genere, che possano apprezzare questo libro nella veste che gli è stata data, con quaranta pagine di introduzione e cinquanta pagine di bibliografia e note. Detto ciò, ho apprezzato particolarmente la parte finale, Krakumal, interamente in versi. Come avrete notato, sono dibattuta sul giudizio di questo libro, ma mi sento comunque di consigliarlo proprio per le storie di cui parla, sopravvissute a secoli di narrazioni orali di popolo in popolo.