Il mondo è un alveare

Il mondo è un alveare Book Cover Il mondo è un alveare
Joanne Harris
Romanzo, Fantasy
Garzanti
2021
Copertina rigida
416

C'è una storia che le api raccontano a cui è impossibile non credere. Una storia che si perde nei secoli. Ha inizio con la nascita di Re Crisopa, un uomo crudele e ingannatore, che trova la redenzione compiendo un lungo viaggio dentro sé stesso e nel cuore silenzioso del mondo. È qui che incontra individui straordinari, ognuno dei quali ha qualcosa da insegnare. La creatività è il primo regalo che riceve, da un abile giocattolaio che rincorre l'opera perfetta, perché incapace di sacrificare la purezza dell'arte in nome della cinica materialità. La conoscenza è il secondo dono e giunge da una principessa tenace il cui animo si riscalda con le parole del sapere e si inaridisce di fronte alle rigide regole di corte. Grande esempio di solidarietà è per lui il cane più piccolo che si sia mai visto, il più insospettabile degli esseri mondani che nasconde un coraggio senza pari. Poi è la volta della regina innamorata della luna, che gli trasmette la bellezza come nessun altro sa fare. Incontro dopo incontro, Re Crisopa impara a guardarsi intorno con occhi diversi e scopre che il mondo assomiglia a un grande alveare. Come la casa delle api, è un mosaico di tanti microcosmi abitati da centinaia di migliaia di creature che, industriose, si adoperano perché tutto funzioni alla perfezione. Nessuna creatura può fare a meno dell'altra. Soltanto con uno sforzo collettivo si può tessere un grande racconto che si nutre del nettare magico dell'immaginazione. "Il mondo è un alveare" racchiude un universo di opposti dove luci e ombre, sogni e incubi, virtù e malvagità convivono e creano un perfetto equilibrio. Un universo dove la parola è una forza in grado di plasmare la realtà che ci circonda e di renderla intelligibile a chi è disposto ad ascoltare la sua voce senza pregiudizi.

Il mondo è un alveare è un romanzo di Joanne Harris e può essere definito in molti modi, oltre che “romanzo”. È una fiaba moderna che contiene altre piccole fiabe; è una raccolta di racconti con un racconto portante che fa da trama per tutti gli altri. Un bel libro che, con metafore e morali, affronta molti temi importanti e da riflettere.

Il protagonista del libro è il Re Crisopa: lo conosciamo da ragazzino e lo seguiamo fino all’anzianità. È il classico personaggio antipatico, che si fa volutamente odiare per il suo comportamento e la sua arroganza. È il personaggio che, sbagliando ripetutamente per egoismo o altro, ci mette davanti a morali e riflessioni.

I personaggi secondari sono coloro che vengono traditi, ingannati, umiliati, abbandonati o – raramente – amati dal Re Crisopa.

Il libro è strutturato in modo da alternare un capitolo su Crisopa e la sua storia e una breve fiaba su un qualsiasi altro membro del popolo della seta.

“Ci sono storie che le api raccontano…”

Le storie sono queste: senza tempo, sempre valide, sempre con una morale da insegnare. Per questo sono le api a raccontarle…

O forse aveva finalmente ritrovato la via di casa, perché il Sogno è un fiume che attraversa Nove Mondi, e Morte è solo uno di loro.

Il mondo è un alveare. Oltre la trama

L’atmosfera è quella tipica della fiaba classica: la lettura è avvolta da un alone di magia e mistero che resta costante anche quando cambia il l’ambientazione. Tuttavia ci sono racconti con contenuti più classici e altri con contenuti più moderni: un esempio è quello dei materiali che in alcuni racconti sono esclusivamente di fantasia (stoffe di rete di ragno o ali di falena) e per questo riportano maggiormente ad una fiaba classica, mentre in altri sono assolutamente contemporanei (plastica, metalli…).

Il fatto di apprezzare o meno queste differenze tra i vari racconti è soggettivo (personalmente avrei preferito tralasciare gli elementi che lo fanno sembrare anacronistico, anche se non ha né tempo né spazio reali).

Lo stile dell’autrice è molto scorrevole, il ritmo di lettura è veloce – benché alcuni racconti, che tendono a divagare molto dal fulcro del romanzo, danno l’idea che la lettura sia rallentata.

Per quanto riguarda gli argomenti trattati, invece, bisogna aprire una parentesi a sé.
Il volume è suddiviso in due libri e in ognuno di essi ci sono 50 racconti. Approssimativamente metà dei racconti tratta la storia di Crisopa, il cui tema principale è l’individuo. La crescita personale, i difetti di ognuno, l’egoismo e così via. Nella sua stessa storia vengono inseriti argomenti secondari, tra cui la diversità, il desiderio di potere, l’individualismo ecc.

L’altra metà dei racconti è dedicata a singole storie autoconclusive, con una morale o un messaggio. Ci sono storie che parlano di politica, di uguaglianza e disuguaglianza, di razze e popoli, di amicizia, di rabbia e vendetta.

Alcune di queste storie sono ispirate alle fiabe classiche o a celebri opere della letteratura contemporanea, altre sono storielle piacevoli, frutto dell’immaginazione dell’autrice.

D’ora in poi, ogni cosa che cuocerai nel tuo forno saprà di cenere, diventerà rafferma, si brucerà o sarà infestata dai curcunioli. Tuttavia ti pago per il profumo del tuo pane… con il rumore dei miei soldi.

In conclusione

Il mondo è un alveare è un libro adatto a tutti, che può essere letto velocemente o a più riprese, grazie alla sua struttura; è un libro piacevole, che fa compagnia, fa riflettere ma lascia un bel ricordo.

 


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Hortus Mirabilis

Hortus Mirabilis. Storie di piante immaginarie Book Cover Hortus Mirabilis. Storie di piante immaginarie
Weird, Fantasy, Sci-fi, Illustrati
Moscabianca
2021
Copertina rigida
384

Benvenuti in un giardino straordinario, popolato da piante bizzarre e stupefacenti, talvolta misteriose e letali, ma tutte accomunate da una caratteristica: sono germogliate dalla fantasia di uno scrittore. "Hortus mirabilis" è un'antologia di racconti di botanica inesistente: ogni capitolo una pianta, ogni pianta una storia firmata da una penna italiana. Le illustrazioni a colori che accompagnano ognuno dei tredici racconti danno vita, pagina dopo pagina, a una galleria di meraviglie naturali in cui perdersi per riscoprire la forza immaginifica del regno vegetale. «Quando la creatività di un autore dà voce al cuore weird di una pianta, il risultato è spiazzante e splendidamente ibrido. Le piante delle opere brevi (raccolte in questo volume) sconvolgono la vita dei protagonisti, colonizzandola con la loro presenza perturbante, che spesso contiene la speranza, o la minaccia, di un futuro diverso dal solito, caratterizzato da una profonda stranezza.» (Dalla prefazione di Danilo Zagaria). Contiene i racconti di: Maria Gaia Belli; Andrea Cassini; Diletta Crudeli; Elisa Emiliani; Maurizio Ferrero; Natalia Guerrieri; Beatrice La Tella; Michela Lazzaroni; Francesco Morgante; Lucrezia Pei e Ornella Soncini; Ilaria Petrarca; Anita Renchifiori; Axa Lydia Vallotto.

Hortus mirabilis – Storie di piante immaginarie è una raccolta di racconti edita da Moscabianca, in cui le protagoniste sono piante immaginarie. 13 racconti in cui troviamo piante come l’Aracnomagnolia, la Radizpeca, e così via.

Per ogni racconto una pianta, per ogni pianta un’illustrazione (o più di una): un’edizione incredibilmente curata, con copertina rigida, illustrazioni interne, prefazione e biografie di tutti gli auturi.

Hortus Mirabilis: il libro

Come anticipato, la raccolta contiene 13 racconti in cui le piante immaginarie hanno un ruolo attivo. Solitamente, quando si pensa al mondo vegetale, lo si associa alla staticità (un albero, per esempio, per quanto possa essere rilevante all’interno di un racconto, solitamente ne diventa l’oggetto che “subisce” l’azione di un soggetto), mentre in questi racconti le piante sono elementi attivi, a animate, a volte senzienti.

Solitamente, al di fuori dei racconti di fantasia, solo una minima parte delle persone considera il mondo vegetale in questo modo nella vita quotidiana. Per la maggior parte degli esseri umani, il mondo vegetale è semplicemente inferiore, talvolta inutile. Questi racconti vogliono, in qualche modo, evidenziare come il  mondo animale e quello vegetale non siano poi così diversi e, anzi, possano formare legami molto forti.

Se si dovesse categorizzare l’intera raccolta, sarebbe probabilmente da definire come un weird fantasy; se, invece si dovessero analizzare i singoli racconti, si troverebbe fantascienza, urban fantasy, e molto altro.

Ad ogni modo, si tratta di una raccolta molto “strana”: se la si prendesse in mano senza saperne nulla, probabilmente la si assocerebbe ad un fantasy classico (con erbe come protagoniste di pozioni e incantesimi tra druidi, streghe e quant’altro). Ma non è così: si tratta di una raccolta moderna, di un fantasy contemporaneo o addirittura futuristico. Un fantasy che mescola botanica, fantascienza, narrativa moderna.

Hortus mirabilis, nel suo insieme, è avvolto da un alone di nostalgia e malinconia, che viene spezzato di tanto in tanto da racconti un po’ più divertenti e ironici.

I singoli racconti, poi, si differenziano in tutto e per tutto l’uno dall’altro: stile, ambientazione, atmosfera, ritmo… Tutto, come è giusto che sia, trattandosi di tredici autori diversi.

Si tratta di una raccolta adatta a tutti: amanti del weird e non, amanti del fantasy e della fantascienza, lettori alle prime armi che vogliono sperimentare nuovi generi, o affrontare letture brevi. In una parola: consigliatissima!

 


Due racconti e pareri soggettivi

Ho apprezzato molto tutta la raccolta ma, a distanza di tempo (si, sono molto in ritardo con questo articolo), quelli che mi sono rimasti più impressi sono IL CHIOSTRO di Elisa Emiliani e SKOGUR di Natalia Guerrieri.

Due racconti molto diversi tra loro. Il primo ha come protagoniste una donna di nome Nadia e una pianta di Aracnomagnolia (una magnolia su cui crescono fiori blu e ragni). Una storia triste e malinconica, ma che racchiude un seme di speranza, quello della vita stessa. In questo racconto l’unico elemento di fantasia è la pianta, mentre i personaggi, i luoghi e le ambientazioni sono assolutamente realistiche e verosimili.

Il secondo racconto, invece, è ispirato al mondo nord-europeo (skógur significa “foresta” nell’antica lingua norrena), sia come ambientazione che come atmosfera. Racconta di diversità, di amicizia, di forza e di speranza, nonostante sia anche questo abbastanza malinconico.

 

Ho apprezzato molto la varietà dei racconti contenuti nella raccolta, la cura dell’edizione, le illustrazioni: Hortus Mirabilis nel suo insieme, letterario ed estetico. Perciò, come anticipato poco fa, credo sia un libro adatto alla maggior parte dei lettori, nonostante l’impatto che potrebbe avere al primo approccio!


 

Anatomia artistica – carnet di morfologia

Anatomia artistica. Carnet di morfologia Book Cover Anatomia artistica. Carnet di morfologia
Michel Lauricella
Arte
L'Ippocampo
2017
Copertina flessibile
320

Una raccolta di disegni d’anatomia artistica suddivisa in cinque parti – testa/collo, torso, arto superiore, arto inferiore e vedute d’insieme – che presenta il corpo da molteplici punti di vista per ottenerne una visione in volume, dalla raffigurazione schematica allo scorticato, arricchendo le possibilità di rappresentazione da parte degli allievi delle scuole d’arte ma non solo. Le didascalie sono semplificate al massimo, con un sistema di rimandi ai risvolti di copertina. Ogni capitolo è costituito da una serie di tavole che rappresentano le ossa e i muscoli in dettaglio, con l’aggiunta di vedute d’insieme per comprendere meglio il collegamento dei muscoli alle ossa, e dove ciascun elemento si colloca all’interno del corpo.

Anatomia artistica, cartneto di mortfologia è un testo quasi interamente illustrato, composto da tavole che riportano una grande quantità di pose per figure femminili e maschili.

Un volume molto utile per chiunque abbia a che fare con la morfologia umana, per motivi artistici e simili.

Anatomia artistica: il libro

Il volume racchiude più di 300 pagine, di cui soltanto 30 contenenti testo. Di conseguenza le restanti pagine sono una raccolta di tavole che raffigurano la figura umana, con alcuni piccoli suggerimenti scritti. Dopo una prefazione e un’introduzione che spiegano le basi delle proporzioni del corpo umano e come abituarsi a rappresentarlo, si arriva alle tavole; queste sono suddivise in:

  • testa e collo
  • torso
  • radici del braccio
  • arto superiore
  • arti unferiore
  • vedute d’insieme

Nelle vedute d’insieme vengono prese in considerazione soggetti maschili e femminili, in pose statiche o dinamiche, con prospettive diverse.

Si tratta quindi di un libro molto valido nello studio e nella pratica dell’illustrazione di figure umane. Indipendentemente dal livello artistico di ognuno, può essere usato come base di studio oppure come riferimento nel caso in cui si cerchi un confronto su una particolare posa che non si è soliti disegnare, sul posizionamento degli arti, della testa o altro.

Personalmente lo trovo molto utile, appunto, per avere sempre a portata di mano un carnet di pose e prospettive: se ne si vuole fare questo uso non è necessario che abbia grandi quantità di testo con spiegazioni dettagliate, è sufficiente avere un riferimento visivo da consultare all’occorrenza.

L’anatomia artistica, in generale, viene spiegata in modi molto diversi: nella mia esperienza, per esempio, ho osservato grandi maestri dell’illustrazione con teorie contrastanti, ma tutte valide. Perciò il mio consiglio è quello di sperimentare fino a trovare il metodo con cui ci si trova meglio e, all’occorrenza, consultare un volume come questo piuttosto. In questo modo si può partire da una base “nuda” e lavorarla fino ad ottenere la figura desiderata.


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Ethel Frost e il sussurro del bosco

Ethel Frost e il sussurro del bosco Book Cover Ethel Frost e il sussurro del bosco
Victoria Francés
Comics & Graphic Novels
Rizzoli
2021
Copertina rigida
64

Sotto i detriti del tempo giace un dolore che non trova consolazione... I ricordi si nascondono, sepolti in una terra morente eppure ancora attraversata da un alito di vita con cui cercherà di farsi sentire. Ma la salvezza richiede di riesumare le ombre del passato, per elevare lo spirito al di sopra delle sue ferite e rinascere alla luce di una nuova alba. La foresta desidera invocare la musa dei suoi sogni; tesse la sua corona in attesa del suo ritorno.

Ethel Frost è un racconto illustrato e scritto da Victoria Frances.

Nota soprattutto per la sua celebre opera Favole, Victoria Frances si è affermata negli anni a  livello mondiale con il suo stile inconfondibile: illustrazioni ricche di emozioni e dettagli, capaci di parlare a chi le osserva. Ethel Frost è un racconto molto diverso rispetto ai precedenti: si nota molto il cambiamento dell’autrice rispetto alle opere passate. Una maturità artistica che non ha bisogno di spiegazioni e una storia per metafore, che racconta una vita intera.

Sotto i detriti del tempo giace un dolore che non trova consolazione… I ricordi si nascondono, sepolti in una terra morente eppure ancora attraversata da un alito di vita con cui cercherà di farsi sentire. Ma la salvezza richiede di riesumare le ombre del passato, per elevare lo spirito al di sopra delle sue ferite e rinascere alla luce di una nuova alba. La foresta desidera invocare la musa dei suoi sogni; tesse la sua corona in attesa del suo ritorno.

Ethel Frost e il sussurro del bosco: una fiaba dal fascino decadente

Una storia delicata, tragica e piena di speranza allo stesso tempo. Una storia magica, incantata, che ha un sapore nostalgico.

Il libro è strutturato alternando le illustrazioni alle parti di testo che compongono la storia: entrambi seguono l’arco temporale che va dall’infanzia della protagonista fino alla sua completa maturità e trasformazione, in età adulta.

L’ambientazione e l’atmosfera sono due elementi molto rilevanti in questo libro, resi tali dalla storia in sé e dalle illustrazioni – come sempre – molto emozionanti. Un’atmosfera cupa, lenta ma irrequieta, che si abbina perfettamente alle emozioni della protagonista, una bambina prima e una donna poi, con paure, insicurezze, desideri nascosti e così via.

Lo stile di scrittura dell’autrice è molto descrittivo: non solo nel rappresentare luoghi, personaggi e ambientazione, ma soprattutto nel descrivere i fatti; l’impressione che si ha, è che voglia spiegare a parole ciò che è racchiuso in ogni disegno.

Lo stile artistico, invece, non ha bisogno di commenti: è semplicemente unico nel suo genere. L’unica nota che si può aggiungere, rispetto ai precedenti lavori è, appunto, sull’evoluzione artistica, che si può notare sia dalla resa delle tavole e sia dalla composizione e dai soggetti.

In conclusione: Ethel Frost è un volume da collezione che non può mancare nelle librerie di tutti gli appassionati di libri illustrati.

Con il suo fascino decadente, è una fiaba che tutti dovrebbero leggere!

 


Victoria Frances, Favole

Il purgatorio di Dante – Graphic Novel

Il Purgatorio di Dante in graphic novel Book Cover Il Purgatorio di Dante in graphic novel
Cristiano Zuccarini
Comics & Graphic Novels
Chiaredizioni
2021


Il Purgatorio di Dante: una Graphic Novel di recente pubblicazione che merita di essere letta e aggiunta alla collezione!

Le opere del Sommo Poeta sono state rivisitate in tantissimi modi, nel corso negli anni: traduzioni diverse, edizioni illustrate e. relativamente di recente, fumetti e graphic novel. In realtà, sembra che l’edizione originale della Divina Commedia sia andata persa e che quella che oggi conosciamo e studiamo sia semplicemente la trascrizione più simile all’originale. Ha attraversato i secoli per arrivare fino a noi e si rivela tutt’oggi una delle opere più complesse e imponenti che siano mai state scritte.

Questa è un’edizione illustrata di Cristiano Zuccarini (Autore), Ernesto Carbonetti (Illustratore), estremamente “visuale”, adatta ad un pubblico molto vasto: adulti, ragazzi, appassionati e non.

Il Purgatorio di Dante: le illustrazioni

Questa edizione del Purgatorio si contraddistingue, ovviamente, per le illustrazioni. Le tavole sono molto particolari: uniscono tinte piatte a gradienti e pattern in modo insolito. Per esempio nelle rappresentazioni di Dante si trovano abiti in tinta piatta e le parti del corpo esposte (viso, mani) con sfumature e dettagli. Sicuramente sono molto d’impatto, soprattutto grazie a due fattori: i colori e i contrasti. La palette utilizzata per l’intero volume è composta da una quantità ridotta di colori che creano forti contrarti: bianco e nero, ovviamente, ma soprattutto rosso e ciano – grazie ai quali si hanno i contrasti più percepibili e capaci di trasmettere sensazioni forti (*); troviamo poi sfumature che vanno dal beige al marrone con cui sono stati dipinti pelle, cielo e altre parti di sfondo.

*Torniamo alle sensazioni che le tavole trasmettono. Si può dire che, in generale, trasmettano un senso di angoscia e inquietudine – come è giusto che sia, trattandosi del Purgatorio. In questa sezione della Divina Commedia, infatti, Dante si trova a dover riflettere su vari aspetti di sé e del suo passato, nonché sulle vite e sulle vicende che riguardano le persone che incontrano. Nel Purgatorio si trovano le anime di coloro che in vita avevano una propensione al peccato e devono quindi purificarsi e pentirsi prima di accedere al Paradiso. Ogni anima deve scontare pene pari ai peccati commessi in vita. Ecco che l’atmosfera si fa inquietante e “oppressiva” benché, procedendo verso il Paradiso, si faccia più tollerabile e positiva: i colori e la composizione delle tavole trasmettono esattamente questo.

I testi

Trattandosi di un’edizione a fumetti, ovviamente, i testi sono ridotti al minimo indispensabile. Vengono alternati estratti dei canti (riassunti tramite versi e immagini) e riassunti in prosa, che fanno da tramite tra un canto e l’altro. La percezione di questa struttura può essere interpretata in due modi: per alcuni può essere vantaggiosa perché permette una lettura “semplificata” dell’opera, per altri può essere confusionaria perché alterna un lessico antico ad una prosa moderna. Trattandosi però di un volume rivolto anche ad un pubblico molto giovane, potrebbe essere un buon compromesso per un primo approccio alla Divina Commedia.

In conclusione

Consiglio questo libro a tutti gli appassionati di Dante, di fumetto e ai lettori alla ricerca di edizioni fuori dal comune. Personalmente ho apprezzato molto l’uso dei colori e l’idea generale. Sempre personalmente avrei fatto alcune scelte diverse per quanto riguarda al composizione grafica (per esempio non avrei “tirato” i font nella numerazione dei canti). Per concludere, ecco alcune immagini che possono aiutare ad avere un’idea precisa sul contenuto dell’opera.

 


Approfondimento: Dante, il maestro dell’horror simbolico

Altre recensioni: Il Giornale

 

///Ringrazio Diffondi Libro per avermi dato la possibilità di leggere questo libro in anteprima

Reflections

Reflections Book Cover Reflections
Cris Ortega
Comics & Graphic Novels
9 January 2014
Copertina flessibile
64

"There is a legend that tells Reynaud Manor is haunted by the apparition of a lady in a wedding gown, seen from time to time reflected in the mirrors.But as its inhabitants are found dead under strange circumstances, what appeared to be a common tale starts to become a fateful reality."Reflections is a one-shot comic book that includes two short stories: "Reflections", an horror story that takes place in victorian times, and "The Valley of Olives", a tragic medieval romance.

Reflections è una graphic novel di Cris Ortega, nota illustratrice spagnola.

In questa sua pubblicazione sono presenti due racconti: il primo dei due, Reflections, da il nome al libro.

Come suo solito, l’artista unisce gotico e romantico all’horror, creando una perfetta combinazione di generi e stili. Il risultato finale è, in questo caso, un fumetto con la struttura narrativa di un giallo classico, ma in cui subentrano componenti tipiche dell’horror.

Nei due racconti, infatti, compaiono fantasmi e presenze sinistre che vengono coinvolte in omicidi e quant’altro.

Reflections: l’arte

La struttura dei racconti è piuttosto semplice, come giusto che sia, per permettere al lettore di concentrarsi maggiormente sulle tavole presenti nel libro.

Cris Ortega è un’artista straordinaria e, ancor di più, è una colorista incredibilmente dotata. In quest’opera in particolare si possono notare le sue abilità di colorista soltanto in copertina, ma il contenuto non è assolutamente di minor qualità nonostante sia in bianco e nero.

Reflections è un libricino che si legge molto in fretta, data la sua lunghezza. Tuttavia, merita soffermarsi sulle illustrazioni per apprezzarlo a pieno.

In conclusione: mi sento di consigliarlo a tutti gli amanti del fumetto e dei libri illustrati. Personalmente l’ho apprezzato molto… Buona lettura!


Recensioni: INDICE

I luoghi della Terra di Mezzo

Guida ai luoghi della Terra di Mezzo. Disegni da casa Baggins a Mordor Book Cover Guida ai luoghi della Terra di Mezzo. Disegni da casa Baggins a Mordor
John Howe
Illustrati
2018
192

I luoghi della Terra di Mezzo  è un libro illustrato che racconta, attraverso parole e immagini, i luoghi da casa Baggins a Mordor.

Si tratta di un volume per appassionati, non solo per l’edizione curata “da collazione”, ma soprattutto per il contenuto: una quantità indefinibile di dettagli su ogni luogo menzionato nella trilogia fantasy più celebre al mondo.

Per avere un’idea del contenuto di questo libro di può fare in questo modo: immaginare di fare una passeggiata partendo da casa Baggins per andare a Mordor, passando per tutti i luoghi in cui sono stati i protagonisti della saga.

Attenzione: non bisogna immaginare di vivere le loro avventure. Semplicemente di viaggiare con loro senza farsi coinvolgere, come se si stesse fluttuando alle loro spalle, dentro una bolla.

A questo punto basta osservare ciò che il panorama e i paesaggi hanno da offrire: questi sono i luoghi della Terra di mezzo.

Questo libro illustrato offre al lettore un vero e proprio viaggio “turistico” attraverso il mondo de Il signore degli anelli, con tanto di guida. Di tanto in tanto, infatti, tra le varie illustrazioni si trovano delle digressioni in cui vengono spiegati dei dettagli aggiuntivi che potrebbero non trapelare dai disegni.

Per esempio vengono raccontati fatti e curiosità sulla vita nella Contea: molto interessante.

I luoghi della Terra di Mezzo

Nel complesso questo libro è un vero gioiellino: permette di cogliere delle peculiarità che potrebbero sfuggire leggendo la saga. Allo stesso tempo, è come se mettesse a disposizione un ulteriore “filtro” attraverso cui guardare il mondo tolkieniano.

Lo consiglio assolutamente a tutti gli appassionati di Tolkien e anche a chi ha preferito seguire solo le versioni cinematografiche delle sue storie: semplicemente BELLISSIMO.


Per tutte le altre recensioni: INDICE

L’amico devoto

L'amico devoto Book Cover L'amico devoto
Oscar Wilde
Racconto, Illustrati
2005
32

"L'amico devoto" è un racconto che fa parte della raccolta "Il principe felice", scritta e pubblicata da Oscar Wilde nel 1888. Il racconto affronta i temi dell'amicizia, dell'onestà e del sacrificio contrapposti all'ipocrisia della società abbiente e benpensante.

“L’amico devoto” è un racconto che fa parte della raccolta “Il principe felice”, scritta e pubblicata da Oscar Wilde nel 1888. Il racconto affronta i temi dell’amicizia, dell’onestà e del sacrificio contrapposti all’ipocrisia della società abbiente e benpensante.

L’amico devoto

Come molti degli scritti di Oscar Wilde, anche questa breve fiaba affronta temi importanti e – soprattutto – si pone come critica della società. Il narratore è un uccellino che, spalleggiato da un’anatra, racconta una storia ad un topo di fogna: la storia è quella del piccolo Hans, una persona di buon cuore, altruista e sempre sorridente nonostante le sue scarse possibilità economiche e la sua vita modesta.

Il piccolo Hans crede profondamente nella vera amicizia ma, ahimè, la sua fiducia è riposta nella persona sbagliata: il suo “migliore amico” infatti è un mugnaio benestante e tutt’altro che altruista, che sfrutta il piccolo Hans fino alla morte. Con la scusa di prestargli un carriola, lo mette continuamente  nella posizione di sentirsi in debito, tant’è che il piccolo Hans fa tutto ciò che gli viene chiesto, mettendosi a disagio, rimettendoci e rischiando la vita per l’amico.

Alla fine, il piccolo Hans muore proprio per cercare di fare un favore all’amico che, nemmeno davanti ad una necessità del suo stesso figlio, riesce ad essere altruista.

La storia si conclude con il mugnaio che si rimprovera per essere stato troppo buono nel concedere la carriola in prestito ed averci rimesso con la morte del piccolo Hans. L’uccellino narratore chiude la fiaba spiegando la morale ai suoi ascoltatori e, ovviamente, Wilde rivolge la morale all’intera società: sempre ipocrita ed egoista.

In più

L’edizione de L’amico devoto che ho avuto il piacere di leggere è un molto carina: un piccolo libro illustrato che contiene questa sola favola e non l’intera raccolta. Molto breve ma altrettanto curato. Lo consiglio senza dubbio!

 

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Perfide

Perfide Book Cover Perfide
Roberta Balestrucci Fancellu, Loputyn
Biografia, illustrati
2019
128

Servono più cattive di qualità! Nella letteratura per ragazzi ci sotto otto volte più cattivi maschi che femmine. E le femmine sono quasi sempre solo streghe. La storia insegna che ci sono sempre state donne cattive, molto cattive. Davvero perfide. Questa è una raccolta appassionante di ritratti e storie di donne realmente vissute che hanno agito male, facendo della perfidia la loro arma prediletta, adoperata per avere o mantenere il potere, per vendicarsi, per resistere a coercizioni, per ottenere giustizia o per rispondere a una passione irrefrenabile.

Perfide è un libro illustrato che racconta tramite parole e immagini, la vita di alcune delle più celebri donne spietate e sanguinarie.

Perfide

Se la famosa Bloody Mary è passata alla storia per la sua sanguinosa storia familiare ed è conosciuta da tutti, ci sono altre donne passate alla storia, come lei, per fatti ben più inquietanti… ma forse sono meno conosciute!

In questo libricino scopriamo una moltitudine di donne che hanno compiuto gesta incredibili: amore, giustizia, vendetta, pazzia, sono solo alcune delle cause scatenanti delle loro azioni.

La prima donna samurai che lotta per la sua terra e il suo popolo, una donna che fa giustizia per altre donne che hanno subito abusi da parte di mariti e padri, una “strega” che cura un intero villaggio. Ma anche una Dracula che beve il sangue dei suoi servi, una levatrice omicida e una ladra senza scrupoli.

Queste sono solo alcune delle donne descritte nel libro. Ad ognuna di esse sono dedicate poche pagine di testo accompagnate da piccole illustrazioni e un’illustrazione iniziale, in cui vengono raffigurate mettendo in evidenza le loro caratteristiche principali.

Perfide è quindi un bel volumetto: illustrato molto bene e scritto in modo scorrevole e riassuntivo. Consigliato a tutti, lettori e appassionati d’illustrazione, ad eccezione di chi fosse in cerca di informazioni dettagliate sui personaggi storici citati perché, in questo caso, si rivelerebbe “troppo riassuntivo”. Vale comunque la pena di averlo nella collezione dei libri illustrati, tanto più considerandone l’originalità: non spesso, infatti, si trovano biografie illustrate!


Indice recensioni

 

A est del sole, a ovest della luna e Kay Nielsen

Kay Nielsen. A est del sole e a ovest della luna Book Cover Kay Nielsen. A est del sole e a ovest della luna
Noel Daniel
Fiaba, Illustrati
2018
192

La ristampa di un grande classico della cultura mondiale. Entrate in un mondo fatto di innamorati osteggiati dal destino, venti magici e troll dispettosi, e lasciatevi incantare da alcune delle più raffinate illustrazioni nella storia del libro. Con questa ristampa, l’editore fa rivivere il più ambizioso progetto editoriale dell’amato artista danese Kay Nielsen, uno dei più apprezzati illustratori di libri per l’infanzia di tutti i tempi. Inizialmente pubblicato nel 1914, East of the Sun and West of the Moon è una celebre antologia di fiabe che i leggendari folkloristi norvegesi Peter Christen Asbjornsen e Jorgen Engebretsen Moe hanno raccolto nel corso dei loro viaggi per la Scandinavia a metà del XIX secolo. L’edizione illustrata da Nielsen dei racconti di Asbjornsen e Moe è considerata un gioiello della letteratura per ragazzi del Ventesimo secolo, osannato dai collezionisti d’arte e di libri di tutto il mondo. Una copia originale autografata di questo libro è stata venduta all’asta nel 2008 per il prezzo più alto mai pagato per un libro illustrato di letteratura per ragazzi. Questa curatissima riproduzione presenta 10 delle fiabe originali, con un totale di 46 illustrazioni e numerosi ingrandimenti degli acquerelli originali di Nielsen, stampati in cinque colori per consentire agli straordinari dettagli di brillare di luce propria. Il volume include inoltre due saggi illustrati da decine di opere rare e inedite di Nielsen, ed esplora la storia delle fiabe norvegesi, la vita e le opere dell’artista, nonché la genesi del libro.

 


 

A est del sole, a ovest della luna è una raccolta di fiabe norvegesi (prende il nome da una di esse), illustrata dell’artista danese Kay Nielsen.

In particolare, questa edizione firmata Taschen è suddivisa in due parti: la prima parte è sostanzialmente una biografia del celebre illustratore; la seconda parte contiene la raccolta di fiabe.

Kay Nielsen

Celebre artista danese, è vissuto nell’epoca d’oro dell’illustrazione. Ha partecipato alla realizzazione di alcune opere che hanno fatto la storia, tra cui illustrazioni per la Disney. Tuttavia, la sua celebrità si è accresciuta maggiormente dopo la sua morte piuttosto che in vita, come spesso accade per gli artisti innovativi e fuori dagli schemi.

Le fiabe

La raccolta è composta da fiabe classiche, perciò i temi e la struttura sono simili in tutte. La struttura e la trama si basano sempre su protagonista e antagonista (anche multipli), una situazione iniziale, un fatto decisivo, una trasformazione o evoluzione e un epilogo.

Nella raccolta si ripresentano spesso anche alcune figure importanti: per esempio, in quasi tutte le fiabe si trovano del troll. Creature malvagie e subdole, che hanno la capacità di assumere le sembianze umane e trarre in inganno gli ignari protagonisti delle storie.

Altrettanto importanti sono alcuni elementi della natura, rappresentati come figure pensanti, con una volontà propria: l’esempio più rilevante è quello dei Venti, capaci di aiutare i protagonisti in più occasioni.

Lo stie narrativo è ovviamente molto semplice e scorrevole, adatto ad un pubblico di età varia. I periodi sono brevi ed essenziali, il lessico altrettanto semplice. Va da sé che la lettura nel suo complesso acquisisca un ritmo veloce e un andamento costante.

Come per ogni fiaba che si rispetti, la funzione di queste storie risiede nella morale: fiducia, amicizia, amore, famiglia, inganno, curiosità e rispetto, sono solo alcuni degli argomenti che stanno alla base dei messaggi veicolati in questi racconti!

Le illustrazioni

Ovviamente il punto di forza di questo libro sta nelle illustrazioni, opera di Kay Nielsen, che vede proprio in questa raccolta una delle sue opere più grandiose e complesse.

Ogni fiaba contiene numerose illustrazioni che accompagnano la trama dall’inizio alla fine. Ogni illustrazione è caratterizzata da una quantità incalcolabile di dettagli e da contrasti forti, in netta contrapposizione con i tratti semplici e la composizione delle tavole.

 

 


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Le più belle serie di fumetti sui supereroi!

Ci siamo trovati tutti con un sacco di tempo libero, vero? Beh potrebbe essere il momento di recuperare qualche serie di fumetti sui supereroi! Quali vi chiedete? Sono qui per questo: nell’articolo di oggi scopriremo qualche serie da recuperare assolutamente!

Secret Wars.

Iniziamo dalla serie di fumetti sui supereroi che preferisco in assoluto: Secret Wars. Da non confondere con Secret War, che potrebbe essere in questa lista, ma anche no. Jim Shooter ci racconta un evento catastrofico all’interno dell’universo Marvel: gli universi sono collassati uno sull’altro, al centro di ciò che rimane siede, e domina, Dr Doom in una bianca e potentissima veste completamente nuova. Ho adorato questa serie per i diversi livelli di profondità nella caratterizzazione dei personaggi e di come riesca a far relazionare i nostri eroi preferiti da mondi diversi nel modo migliore. E poi Dr. Doom è troppo forte.

Sentry (2011).

La struttura di Sentry del 2011 è molto particolare: piuttosto che raccontare gli eventi in ordine ci vengono presentati in volumi in base al personaggio con cui si relaziona Sentry, abbiamo quindi titoli come Sentry/Hulk e così via. In questa serie seguiamo l’uomo con il potere di mille Soli che esplodono mentre cerca di tenere al sicuro il mondo ma anche tenere a bada la sua doppia personalità. Il tutto per culminare in un episodio finale in cui vediamo l’odiatissimo, quanto amatissimo, The Void. Ah e c’è anche Watchdog, un corgi con i poteri di Sentry: ne vale la pena. (la copertina non è quellla della serie che ho citato è di Siege, altra serie molto bella con protagonista Sentry).

Doomsday clock.

Passiamo al lato Dc con un evento a dir poco importante: cosa potrebbe succedere se tutti i supereroi dell’universo Dc decidessero che Dr. Manhattan rappresenta una minaccia? Esattamente, un grosso problema. Tutta la serie gira attorno a flashback e scontri fra eroi, che vengono completamente obliterati, e un Dr Manhattan sempre più alienato dalla razza umana e sempre più vicino al divino. Una storia che prende i delicatissimi personaggi di Alan Moore ma li introduce con tatto in un contesto completamente supereroistico,  da leggere assolutamente.

Queste sono soltanto 3 della miriade di serie interessanti che ogni anno vengono sfornate dalle due case più grandi del mondo, se invece dovesse interessarvi qualcosa di più oscuro vi consiglio il mio articolo sui fumetti horror

 


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Fumettedì: fumetti horror!

Se anche voi, come me, siete amanti dell’horror ricco di significati, sottili messaggi e critiche, l’argomento di oggi fa per voi. Infatti oggi andremo all’esplorazione di due dei fumetti horror che più mi sono piaciuti degli ultimi anni.

The Black Monday Murders.

Un fumetto investigativo con pesanti sfumature horror, The Black Monday Murders ci rende partecipi del viaggio di un investigatore privato all’interno dei segreti e degli elementi soprannaturali che circondano i mercati finanziari. Una premessa molto semplice che però porta a risvolti estremamente vari ed inaspettati: The Black Monday Murders è uno di quei fumetti horror che non fa leva su immagini forti e violenza per catturare il lettore, si basa invece su una costante, ma persimoniosa, rivelazione dei misteri del mondo della finanza.

The Black Monday Murders è anche ricco di critiche, più o meno sottili, al sistema capitalista e all’effetto che il denaro ha sulle persone. Il lavoro di Jonathan Hickman e Tomm Coker fonde investigazione noir con horror supernaturale consegnando a tutti gli amanti di entrambi i generi un buon compromesso che si rivela essere uno dei migliori fumetti horror in circolazione. Una nota di merito va allo stile artistico scelto da Tomm Coker che rende perfettamente le atmosfere e le emozioni dei personaggi.


Regression.

Regression è un horror psicologico estremamente curato sia dal punto di vista della narrativa sia dal punto di vista artistico. Si tratta di un fumetto horror che accompagna il lettore in un viaggio all’indietro nella psiche del protagonista. Molto spesso Regression usa un mix di immagini crude e disegni onirici: l’horror si trasmette tramite il passaggio tra uno stile pulito, colorato e forti immagini di insetti che ricoprono corpi umani o simili. La narrativa di quest’opera non è da sottovalutare: il fatto che tutto giri attorno alla psiche danneggiata del protagonista fa sì che l’intreccio sembri naturale, per nulla forzato e sopratutto è sempre coinvolgente.

Alcuni potrebbero rimanere delusi dalla piega “particolare” che la trama segue verso la fine del racconto, io l’ho trovata un’aggiunta, forse un po’ banale, ma completamente in tono con il resto della narrazione. Anche se, personalmente, credo che una storia così bella sia molto difficile da chiudere senza deludere qualcuno (sto guardando te, George Martin).

Altri fumetti horror consigliati!

Altri fumetti horror che ci tengo a consigliare sono: il Neonomicon di Alan Moore, il fumetto di Silent Hill, Gideon Falls, tutti i lavori di Junji Ito e il manga Homunculus di Hideo Yamamoto. Approfondiremo questi titoli in altri articoli ma sono sicuramente letture consigliate anche se, specialmente il Neonomicon, i manga di Junji Ito e Homunculus, richiedono uno stomaco particolarmente forte per essere completati.

A venerdì prossimo!


 

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Parliamo di Watchmen.

Esiste un fumetto che mi ha fatto capire come questo tipo di media possa essere usato per rappresentare ben più che una stereotipata lotta fra bene e male in costume: Watchmen di Alan Moore.

ATTENZIONE: cercherò di non fare troppi spoiler del fumetto perchè, secondo me, va letto e apprezzato; tuttavia è impossibile parlarne senza svelare alcuni punti fondamentali della trama, procedete a vostra discrezione!

Un po’ di contesto.

La premessa del fumetto è proprio basata sulla tipologia di fumetti che l’opera cerca e riesce ad evolvere: un team di supereroi, ormai ritirati per ordini governativi, viene minacciato da un “assassino di maschere” che, nelle prime pagine del fumetto, uccide il Comico: uno dei membri più importanti del gruppo. In seguito i membri del gruppo continuano a vivere la loro vita, alcuni più preoccupati, altri meno dalla minaccia dell’assassino di maschere.

Il fumetto in sè parla di supereroi, ma non come siamo abituati a vederli: forti, uniti e positivi al 100%. Il fumetto parla di un gruppo di persone che vogliono fare del bene, seppur deviati dalla natura umana e dalla loro avidità, fama e così via. Solo uno dei nostri eroi ha scelto di vivere una vita senza compromessi anche dopo lo stop alle azioni “eroiche” voluto dal governo: Rorschach (personaggio che sicuramente approfondiremo in un futuro articolo). Ed è proprio Rorschach che apre le danze, ricostruendo gli avvenimenti che hanno portato alla morte del Comico.

L’indagine di Rorschach lo porterà a scoprire un complotto per assassinare tutti gli ex-Watchmen: ma nulla è ciò che sembra in un fumetto di Alan Moore.

Da questo punto in poi il fumetto è un costante intreccio di flashback, intrighi e storie personali degli eroi creato in modo magistrale da Alan Moore. Per non spoilerare tutto il fumetto continuerò a parlarne senza riassumerlo.

Che cos’è un eroe?

Watchmen sembra presentare, dall’inizio alla fine, una domanda: come si può definire un eroe? La risposta sembra arrivare alla fine del racconto, con un finale devastante per il lettore, ma in realtà viene svelata nelle prime pagine dell’opera da un personaggio in particolare. Alan Moore si è divertito a destrutturare il concetto comune di eroe tramite critiche mirate alla figura del soldato, dello scienziato e, ovviamente, alla figura del supereroe dei fumetti. Il punto del fumetto è che gli eroi esistono ma molto spesso è una questione di punti di vista e contesto: una vita o milioni?

Il contrasto tra ciò che potrebbe essere ognuno degli eroi e ciò che effettivamente è viene ulteriormente sottolineato da Dr. Manhattan, il quale pur essendo onnipotente non riesce ad essere un buon compagno per Silk Ghost, la sua compagna. In più anche gli altri personaggi presentano gravi conflitti, familiari o personali: nessuno degli “eroi” presenti nel fumetto rispetta il canone del cavaliere in armatura splendente senza macchia e senza colpa.

L’eroe di Alan Moore non è colui che combatte il male, perchè il male è spesso una questione di punti di vista; l’eroe di Alan Moore è colui che sceglie una morale e la segue, senza compromessi. 

Cosa rende speciale Watchmen.

Watchmen è un titolo che pone domande, non è una lettura semplice, anche se potrebbe sembrarlo. Sta al lettore cercare di trovare le risposte, e crearsi un suo punto di vista sull’intera questione. E sono proprio le domande, sia sui personaggi, che sull’intreccio a portare avanti una storia intrigante e coinvolgente.

Per chi ha già letto titoli come Old man Logan, Sin city e the killing joke il genio di Alan Moore potrebbe sembrare una cosa già vista: ma ci sono fondamentali differenze fra i titoli citati e Watchmen. In titoli come Old man Logan sappiamo benissimo che stiamo leggendo un fumetto di supereroi e che il nostro eroe è il Wolverine che abbiamo sempre conosciuto, messo in difficoltà dal tempo e dal contesto in cui si trova, ma pur sempre Wolverine.

In Watchmen invece, grazie anche alla creazione di personaggi completamente nuovi, Alan Moore non ci dà nessun punto di riferimento: fin dall’inizio non sappiamo a cosa aggrapparci, stiamo leggendo un fumetto di supereroi in cui nulla è super e gli eroi sono difficili da trovare. Eppure il conflitto che si sviluppa nel lettore lo fa empatizzare ancora di più con dei personaggi che alla fine dei conti sono umani, che provano a fare del loro meglio.

Per tornare a ciò che ho detto all’inizio: Alan Moore ha preso in giro un’intera industria vendendo per storia di supereroi quello che in realtà è un racconto della vita travagliata di persone , più o meno comuni, che provano a fare del bene; così facendo ha dimostrato all’industria dei fumetti che alla gente piace leggere qualcosa che non sia per forza super testosteronico e super semplice.

Per parlare di Watchmen non basterebbero mille pagine, ma credo che quello che ho detto sia sufficiente a far incuriosire qualcuno. In futuro arriveranno sicuramente articoli più approfonditi sui singoli personaggi che compongono quest’opera stupenda.

Esiste anche il film di Watchmen: una dei pochi adattamenti cinematografici di un fumetto venuti bene.

A venerdì prossimo!


 

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