Enciclopedia delle lettere miniate

Enciclopedia delle lettere miniate. Una raccolta di calligrafie decorative. Ediz. a spirale Book Cover Enciclopedia delle lettere miniate. Una raccolta di calligrafie decorative. Ediz. a spirale
Margaret Morgan
Art
2019
256

L'arte della miniatura, ovvero la creazione di lettere e capolettere elaborate e decorate, ha raggiunto il suo apice nei monasteri dell'Europa medievale. Abbellite con le foglie d'oro, le lettere miniate degli amanuensi di quel periodo sembravano brillare di luce propria. Oggi questa arte tradizionale sta vivendo una seconda giovinezza e sta appassionando sempre più persone. "Enciclopedia delle lettere miniate" offre istruzioni passo passo che aiutano a ricreare alfabeti miniati di sei periodi storici, fra cui quello celtico, quello gotico e quello romanico. Gli schemi delle lettere maiuscole e minuscole sono accompagnati da idee per creare bordi e decorazioni e da istruzioni complete sulla doratura. Ogni sezione, inoltre, propone delle soluzioni per adattare le lettere miniate e creare così uno stile davvero personale, mentre una galleria di esempi moderni servirà da ispirazione per ulteriori spunti creativi.

L’enciclopedia delle lettere miniate è un volume edito da Il Castello che racchiude tutte le informazioni utili alla pratica della miniatura, nonché diversi cenni storici riguardanti questo particolare settore dell’arte.

L’autrice, Margaret Morgan, è una professionista della calligrafia, membro della Calligrafy & lettering Art society. In questo suo testo, presenta l’arte della calligrafia e della miniatura partendo dalla storia delle lettere miniate, fino ad arrivare alla loro composizione e realizzazione.

Nel primo capitolo vengono presentate attrezzatura e tecniche. Gli attrezzi necessari per la realizzazione di lettere miniate professionali sono davvero molti, tuttavia si può iniziare dalle basi e selezionarne un discreto numero che consenta di fare pratica e sperimentare le varie tecniche.

Vengono analizzati, oltre ai materiali, la postazione di lavoro, i tipi di carta e pergamena, pennelli, penne e matite, colori per la pittura (scendendo nel dettaglio di tecniche antiche come la tempera all’uovo)  e inchiostri, per finire con la doratura.

Il secondo capitolo è dedicato alla preparazione del lavoro: un passaggio che spesso viene sottovalutato e sbrigato frettolosamente, ma che in realtà richiede tempo e pazienza. Se questo passaggio viene eseguito con cura, però, si ottengono ottimi risultati e i passaggi successivi sono senza dubbio agevolati.

Enciclopedia delle lettere miniate: guida agli stili

Dal terzo capitolo in poi si parla di stili. Vengono analizzati:

  • Celtico
  • Ottoniano
  • Romanico
  • Gotico
  • Rinascimentale a bianchi girari
  • Neoclassico

Per ogni stile viene fatta un’introduzione storica, seguita da esempi e fotografie di lettere miniate antiche e riproduzioni. Successivamente vengono illustrati i passaggi per la realizzazione di una lettera miniata per ogni stile, per finire con l’intero alfabeto con calligrafia corrispondente.

La parte finale del volume si intitola Galleria contemporanea e contiene fotografie ed esempi di lettere miniate provenienti da tutto il mondo e da epoche diverse.

In conclusione

Ho trovato questo volume molto utile, pratico e dettagliato. Contiene alcuni consigli pratici che molto spesso vengono dati per scontati o semplicemente non vengono citati nelle lezioni e nei testi d’arte. Inoltre, contiene molti esempi e fotografie, utili ad avere un paragone quando si decide di iniziare a disegnare lettere miniate.


Se vi piacciono le lettere miniate e la calligrafia antica, ecco la linea di prodotti pensata per voi:

Lettere miniate e capilettera: un’introduzione

Le lettere miniate sono elementi decorativi molto affascinanti e venivano utilizzate, soprattutto in passato, per abbellire e rendere unici libri e testi di ogni genere.

La parola miniatura deriva da Minium che l’inizio del Medioevo veniva associata al cinabro, ovvero il solfuro di mercurio, una sostanza di colore rosso che veniva utilizzata per dipingere la lettera e decorazioni sui libri.

All’inizio questa pratica veniva qui di accomunata principalmente all’utilizzo del colore rosso per la decorazione di libri e testi. successivamente è stato introdotto anche l’oro, un pigmento che si è rivelato determinante per la realizzazione delle miniature nei secoli.

Partendo dagli albori di questa tecnica per arrivare fino ad oggi, sono state realizzate milioni di miniature, anche molto elaborate, raffiguranti angeli, figure religiose, ornamenti botanici e così via.

Quella della miniatura è una tecnica molto complessa ed elaborata, che richiede attrezzatura specifica e molta pratica.

Spesso si fa erroneamente riferimento alla miniatura come ad un unico stile legato al Medioevo, ma non è così. Più di mille anni di storia hanno dato la possibilità di elaborare questo particolare ramo dell’arte, che si è evoluto diversamente in diverse aree d’Europa e ha portato enormi cambiamenti nelle rappresentazioni stilistiche.

Guardando attentamente le miniature sui testi storici, si possono riconoscere almeno sei stili differenti, sviluppati nell’arco di secoli:

  • Celtico
  • Ottoniano
  • Romanico
  • Gotico
  • Rinascimentale a bianchi girari
  • Neoclassico

Osservando semplicemente le decorazioni e la forma delle lettere, si nota come siano cambiati gli stili di disegno nell’arco dei secoli: a partire dallo stile celtico – pulito e lineare, fino al neoclassico – ricco di decorazioni floreali e “riccioli”.

L’arte delle lettere miniate è un intero mondo da esplorare: stili, colori e dettagli minuscoli che rendono unica ogni opera.

Ora, dopo questa breve introduzione sulle lettere miniate, possiamo passare alla pratica e allo studio… Nei prossimi articoli!

Come iniziare a disegnare: prima parte

Come fare se si vuole iniziare a disegnare? Con questo articolo inizia una serie di consigli che ho pensato di pubblicare, sperando che qualcuno possa trarne beneficio. Ovviamente si tratta della mia esperienza e non vuole in nessun modo porsi come metodo universale ed efficace per tutti.

Come iniziare a disegnare

Il primo consiglio che mi viene da dare è: non avere paura. Secondo la mia esperienza personale, l’ostacolo più grande è la paura di disegnare qualcosa di brutto (nel mio caso il terrore è durato anni).

Ebbene, soprattutto all’inizio, è facile che questo accada o perlomeno che ciò cha abbiamo disegnato non ci soddisfi a pieno: è tutto assolutamente normale e, anzi, per quanto possa essere frustrante, non essere soddisfatti ci spinge a migliorare sempre e imparare cose nuove.

Inoltre, spesso si teme il giudizio altrui su ciò che si disegna ma l’arte è talmente varia e soggettiva che limitarsi per questo motivo è assurdo! Bisogna imparare la tecnica, questo sì, ma non si potrà mai piacere a tutti, perciò tanto vale impegnarsi sul disegno senza pensare troppo al resto!

Quindi mi sento di dire che per iniziare a disegnare sono sufficienti un foglio e una matita. Scontato? Banale? Forse. Ma io aspetterei a parlare di fantasia e creatività perché queste, contrariamente a quanto si crede, vanno allenate tanto quanto la pratica del disegno e la manualità.

Perciò il modo migliore per cominciare … copiare! Attenzione: non sto parlando di prendere un disegno di un’altra persona, metterlo contro il vetro e tracciarlo. Intendo copiare dalla realtà.

Prendiamo un oggetto qualsiasi, il più semplice e apparentemente insignificante al fine del disegno: una tazza, una bottiglia, un libro… Cerchiamo di fare uno schizzo, impreciso e veloce, per definirne la forma base (la forma geometrica a cui può essere ricondotto, se privato di tutti i dettagli). Poi, ricominciamo da capo e copriamo quello schizzo con i dettagli che trasformano una forma geometrica in un oggetto riconoscibile.

Questo è tutto ciò che serve per iniziare. Spesso si fa l’errore di voler partite da rappresentazioni complicare, tipo il corpo umano: in questo modo ci si rende conto di non essere in grado di farlo e si getta la spugna pensando che sia impossibile.

Questo metodo serve per imparare a “schematizzare” ogni figura che si intende rappresentare: dopo averlo provato con le figure più semplici, lo si può fare con qualsiasi altra cosa – anche il corpo umano!

Il primo consiglio di questa nuova rubrica si può, quindi, riassumere in: non avere paura e sperimentare partendo dalle cose più semplici

 


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Artisti Fantasy

Torna l’appuntamento con l’arte e questa settimana si parla di artisti fantasy


Artisti fantasy: Alan Lee e Il Signore degli Anelli

Alan Lee  è un illustratore  inglese, noto soprattutto per essere stato il primo ad illustrare Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien. Nel 2004 ha vinto il Premio Oscar per la migliore scenografia con il film Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re di Peter Jackson.

Dopo il diploma, ha lavorato come illustratore freelance per diversi anni, affermandosi come illustratore di fama mondiale grazie alle sue copertine per libri best-seller, soprattutto di genere fantasy.

Opere celebri:

  • Fate (1979) con Brian Froud e David Larkin
  • Castles (1984) con David Day
  • The Moon’s Revenge (1987) di Joan Aiken (illustrazioni)
  • Merlin Dreams (1988) di Peter Dickinson (illustrazioni)
  • The Lord of the Rings (1991) di J.R.R. Tolkien (illustrazioni)
  • Black Ships Before Troy (1993) di Rosemary Sutcliff (illustrazioni)
  • Tolkien’s Ring (1994) di David Day (illustrazioni)
  • The Wanderings of Odysseus (1996) di Rosemary Sutcliff (illustrazioni)
  • The Hobbit (1997) di J.R.R. Tolkien (illustrazioni)
  • The Lord of the Rings Sketchbook (2005) di Alan Lee
  • The Children of Hurin (2007) di J.R.R. Tolkien (illustrazioni)

Wendy Froud

Wendy Froud è una scultrice americana, conosciuta per la realizzazione di pupazzi, statue, miniature e figure per il cinema, tra cui il famosissimo Yoda di Star Wars.

Nata da genitori artisti, si è sposata con un illustratore ed è diventata famosa in tutto il mondo per le sue opere. Ha realizzato un’opera composta da tre volumi per bambini.


Paolo Barbieri

Nato a Mantova nel 1971, Paolo Barbieri è diventato famoso grazie alle copertine realizzate per le saghe di Licia Troisi, a partire dal 2004 con Nihal della terra del vento, primo volume delle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi.

Successivamente ha realizzato copertine e illustrazioni per decine di autori tra cui Ken Follet e Wilbur Smith.

Tra le sue opere:

  • Le creature del Mondo Emerso, libro illustrato in collaborazione con Licia Troisi, Mondadori, 4 novembre 2008.
  • Le guerre del Mondo Emerso – Guerrieri e creature, libro illustrato in collaborazione con Licia Troisi, Mondadori, 26 ottobre 2010
  • Favole degli Dei, libro illustrato, Mondadori, 18 ottobre 2011
  • L’inferno di Dante, libro illustrato, Mondadori, 23 ottobre 2012
  • Apocalisse, libro illustrato, introduzione di Luca Enoch, Mondadori, 22 ottobre 2013
  • Fiabe immortali, libro illustrato, introduzione di Herbie Brennan, Mondadori, 21 ottobre 2014
  • Tarot, i tarocchi di Paolo Barbieri, Lo Scarabeo, 15 settembre 2015
  • Sogni, raccolta di illustrazioni, Lo Scarabeo, 26 maggio 2016
  • Zodiac, libro illustrato, testi di Gero Giglio, Lo Scarabeo, 16 novembre 2016
  • Zodiac Oracle, gli oracoli di Paolo Barbieri, testi di Barbara Moore, Lo
  • Scarabeo, 10 marzo 2017
  • Draghi e altri animali, libro illustrato, Mondadori, 24 ottobre 2017
  • Fantasy Cats, libro illustrato, testi di Emanuele Vietina, Lo Scarabeo, 7 dicembre 2017
  • Chinese Oracle, gli oracoli di Paolo Barbieri, Lo Scarabeo, 11 ottobre 2018
  • Unicorns, libro illustrato, Lo Scarabeo, 8 novembre 2018
  • StarDragons, libro illustrato, Lo Scarabeo, 7 novembre 2019
  • Fantasy Cats Oracle, gli oracoli di Paolo Barbieri, Lo Scarabeo, 8 novembre 2019

 

Perfide

Perfide Book Cover Perfide
Roberta Balestrucci Fancellu, Loputyn
Biografia, illustrati
2019
128

Servono più cattive di qualità! Nella letteratura per ragazzi ci sotto otto volte più cattivi maschi che femmine. E le femmine sono quasi sempre solo streghe. La storia insegna che ci sono sempre state donne cattive, molto cattive. Davvero perfide. Questa è una raccolta appassionante di ritratti e storie di donne realmente vissute che hanno agito male, facendo della perfidia la loro arma prediletta, adoperata per avere o mantenere il potere, per vendicarsi, per resistere a coercizioni, per ottenere giustizia o per rispondere a una passione irrefrenabile.

Perfide è un libro illustrato che racconta tramite parole e immagini, la vita di alcune delle più celebri donne spietate e sanguinarie.

Perfide

Se la famosa Bloody Mary è passata alla storia per la sua sanguinosa storia familiare ed è conosciuta da tutti, ci sono altre donne passate alla storia, come lei, per fatti ben più inquietanti… ma forse sono meno conosciute!

In questo libricino scopriamo una moltitudine di donne che hanno compiuto gesta incredibili: amore, giustizia, vendetta, pazzia, sono solo alcune delle cause scatenanti delle loro azioni.

La prima donna samurai che lotta per la sua terra e il suo popolo, una donna che fa giustizia per altre donne che hanno subito abusi da parte di mariti e padri, una “strega” che cura un intero villaggio. Ma anche una Dracula che beve il sangue dei suoi servi, una levatrice omicida e una ladra senza scrupoli.

Queste sono solo alcune delle donne descritte nel libro. Ad ognuna di esse sono dedicate poche pagine di testo accompagnate da piccole illustrazioni e un’illustrazione iniziale, in cui vengono raffigurate mettendo in evidenza le loro caratteristiche principali.

Perfide è quindi un bel volumetto: illustrato molto bene e scritto in modo scorrevole e riassuntivo. Consigliato a tutti, lettori e appassionati d’illustrazione, ad eccezione di chi fosse in cerca di informazioni dettagliate sui personaggi storici citati perché, in questo caso, si rivelerebbe “troppo riassuntivo”. Vale comunque la pena di averlo nella collezione dei libri illustrati, tanto più considerandone l’originalità: non spesso, infatti, si trovano biografie illustrate!


Indice recensioni

 

A est del sole, a ovest della luna e Kay Nielsen

Kay Nielsen. A est del sole e a ovest della luna Book Cover Kay Nielsen. A est del sole e a ovest della luna
Noel Daniel
Fiaba, Illustrati
2018
192

La ristampa di un grande classico della cultura mondiale. Entrate in un mondo fatto di innamorati osteggiati dal destino, venti magici e troll dispettosi, e lasciatevi incantare da alcune delle più raffinate illustrazioni nella storia del libro. Con questa ristampa, l’editore fa rivivere il più ambizioso progetto editoriale dell’amato artista danese Kay Nielsen, uno dei più apprezzati illustratori di libri per l’infanzia di tutti i tempi. Inizialmente pubblicato nel 1914, East of the Sun and West of the Moon è una celebre antologia di fiabe che i leggendari folkloristi norvegesi Peter Christen Asbjornsen e Jorgen Engebretsen Moe hanno raccolto nel corso dei loro viaggi per la Scandinavia a metà del XIX secolo. L’edizione illustrata da Nielsen dei racconti di Asbjornsen e Moe è considerata un gioiello della letteratura per ragazzi del Ventesimo secolo, osannato dai collezionisti d’arte e di libri di tutto il mondo. Una copia originale autografata di questo libro è stata venduta all’asta nel 2008 per il prezzo più alto mai pagato per un libro illustrato di letteratura per ragazzi. Questa curatissima riproduzione presenta 10 delle fiabe originali, con un totale di 46 illustrazioni e numerosi ingrandimenti degli acquerelli originali di Nielsen, stampati in cinque colori per consentire agli straordinari dettagli di brillare di luce propria. Il volume include inoltre due saggi illustrati da decine di opere rare e inedite di Nielsen, ed esplora la storia delle fiabe norvegesi, la vita e le opere dell’artista, nonché la genesi del libro.

 


 

A est del sole, a ovest della luna è una raccolta di fiabe norvegesi (prende il nome da una di esse), illustrata dell’artista danese Kay Nielsen.

In particolare, questa edizione firmata Taschen è suddivisa in due parti: la prima parte è sostanzialmente una biografia del celebre illustratore; la seconda parte contiene la raccolta di fiabe.

Kay Nielsen

Celebre artista danese, è vissuto nell’epoca d’oro dell’illustrazione. Ha partecipato alla realizzazione di alcune opere che hanno fatto la storia, tra cui illustrazioni per la Disney. Tuttavia, la sua celebrità si è accresciuta maggiormente dopo la sua morte piuttosto che in vita, come spesso accade per gli artisti innovativi e fuori dagli schemi.

Le fiabe

La raccolta è composta da fiabe classiche, perciò i temi e la struttura sono simili in tutte. La struttura e la trama si basano sempre su protagonista e antagonista (anche multipli), una situazione iniziale, un fatto decisivo, una trasformazione o evoluzione e un epilogo.

Nella raccolta si ripresentano spesso anche alcune figure importanti: per esempio, in quasi tutte le fiabe si trovano del troll. Creature malvagie e subdole, che hanno la capacità di assumere le sembianze umane e trarre in inganno gli ignari protagonisti delle storie.

Altrettanto importanti sono alcuni elementi della natura, rappresentati come figure pensanti, con una volontà propria: l’esempio più rilevante è quello dei Venti, capaci di aiutare i protagonisti in più occasioni.

Lo stie narrativo è ovviamente molto semplice e scorrevole, adatto ad un pubblico di età varia. I periodi sono brevi ed essenziali, il lessico altrettanto semplice. Va da sé che la lettura nel suo complesso acquisisca un ritmo veloce e un andamento costante.

Come per ogni fiaba che si rispetti, la funzione di queste storie risiede nella morale: fiducia, amicizia, amore, famiglia, inganno, curiosità e rispetto, sono solo alcuni degli argomenti che stanno alla base dei messaggi veicolati in questi racconti!

Le illustrazioni

Ovviamente il punto di forza di questo libro sta nelle illustrazioni, opera di Kay Nielsen, che vede proprio in questa raccolta una delle sue opere più grandiose e complesse.

Ogni fiaba contiene numerose illustrazioni che accompagnano la trama dall’inizio alla fine. Ogni illustrazione è caratterizzata da una quantità incalcolabile di dettagli e da contrasti forti, in netta contrapposizione con i tratti semplici e la composizione delle tavole.

 

 


indice recensioni

Art Nouveau: la rivoluzione floreale

L’Art Nouveau è uno stile artistico sviluppatosi tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900. In Italia è stato definito con molti nomi: Liberty, Arte Floreale, Arte Nuova o Arte Moderna. Ha coinvolto diverse discipline artistiche, tra cui tutte le arti figurative e l’architettura. In ogni stato europeo è stato coniato un nome diverso per identificare questo stile ma, in tutti i casi, è stato assimilato a qualcosa di “nuovo”,  “giovane” o “moderno”.

In Italia L’Arte Nuova si è diffusa dopo l’Esposizione internazionale d’arte decorativa moderna di Torino del 1902.

L’art nouveau: caratteristiche e ideologia

L’arte nuova è nata come un vero e proprio tentativo di rivoluzione: un tentativo di opporsi al grigiore dell’industrializzazione e di tornare ad una maggiore consapevolezza e rispetto della natura, nonché ad uno stile di vita sano.

Attraverso diverse forme d’arte (dai manifesti alle riviste, fino alla pittura), l’art nouveau ha preso piede in tutta europa come una forma di espressione e di comunicazione di un’idea, trovando la sua ispirazione più grande proprio nella natura.

Per questo motivo, in tutte le opere appartenenti a questo movimento artistico, si possono notare motivi floreali e zoomorfi. Le linee dinamiche e la ripetizione di motivi legati alla natura rappresentano la vitalità, la creatività e la continua rigenerazione.

Parallelamente, molti artisti appartenenti a questo movimento hanno sviluppato un particolare interesse per l’occulto, praticando sedute spiritiche e e sperimentando con le scienze esoteriche. Questo per entrare ancora più in sintonia con il flusso della vita e per tentare di comprendere i misteri dell’esistenza. Uno dei più celebri sostenitori di queste pratiche è stato Alfons Mucha, uno dei massimi esponenti dell’Arte Nuova.

In questo ambito, anche la figura della donna ha avuto un ruolo rilevante, sia come rappresentazione da parte di artisti uomini, sia come interpretazione da parte delle stesse donne. Ha iniziato in questo modo a farsi strada un’immagine della donna che sfidava i precedenti canoni morali, con rappresentazioni eroiche e spesso erotiche di artiste (cantanti, artiste) e modelle.

Letteratura e Art Noveau

Cronologicamente, tra la fine del decadentismo e dell’estetismo e nelle avanguardie, come il futurismo e l’espressionismo, si collocano:
Gabriele D’Annunzio
Paul Verlaine
Italo Svevo
Luigi Pirandello
Stefan Zweig
Franz Kafka
Oscar Wilde
Giovanni Pascoli
I crepuscolari (es. Guido Gozzano, Sergio Corazzini, il primo Corrado Govoni e Marino Moretti)


ArteDossier Giunti:

Anche in questo caso, i dossier della Giunti Editore si sono confermati un ottimo affare. Breve, riassuntivo ma esaustivo, il volume sul’Art Nouveau è una piccola chicca: ricco di immagini e descrizioni, racconta tutto ciò che c’è da sapere sul movimento artistico e sui suoi maggiori esponenti.

 


Altri articoli: Museo AStratto

 

Vita di Leonardo

Vita di Leonardo Book Cover Vita di Leonardo
Bruno Nardini
Arte
Giunti Editore
2004
192

Questa "vita" di Leonardo non è la narrazione rigorosa di un'esistenza, ma una vicenda ricostruita seguendo ogni notizia attendibile: è la vita di un uomo eccezionale, di un genio forse unico al mondo; più che raccontata, essa deve essere intuita e "interpretata" come un'opera d'arte. Perché Leonardo fece, anche della propria esistenza, un capolavoro.

Vita di Leonardo: recensione libro e approfondimento

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Buon venerdì cari lettori! Oggi, in occasione dell’ArtFriday, vi parlo di Leonardo da Vinci.

Se qualcuno ha seguito le stories e i post su Instagram negli ultimi giorni, saprà sicuramente che ho avuto modo di visitare Vinci per la seconda volta e, finalmente, la casa di Leonardo, il museo a lui dedicato e la mostra contenente le riproduzioni di alcune delle sue opere più famose.
Che dire? Semplicemente sbalorditivo. Nel breve post che ho pubblicato qualche giorno fa (IG) l’ho definito un genio senza eguali… e come poterlo definire diversamente? In poche parole, la maggior parte di ciò che utilizziamo quotidianamente, ciò che per noi è un dato di fatto, e buona parte della nostra cultura è impregnata delle sue scoperte, delle sue invenzioni e della sua arte.

Di seguito, un breve riassunto di una vita straordinaria.

Leonardo da Vinci, nato nel 1452, e può essere definito come l’incarnazione del Rinascimento: ha, infatti, espresso la sua creatività e la sua conoscenza nei settori più disparati. Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista, progettista e inventore.

Vita & opere

Leonardo da Vinci nasce ad Anchiano  a circa tre chilometri da Vinci, nel 1452, figlio illegittimo di Ser Piero da Vinci, notaio presso Firenze, e Caterina, una contadina. Già da bambino dimostra le sue potenzialità e, per questo motivo, suo padre lo porta a Firenze, come allievo di un noto pittore. Qui, non solo ha modo di imparare la pittura, ma anche le basi delle arti plastiche nell’officina del Verrocchio, dove rimane per molti anni. Nel 1478 apre la sua bottega a Firenze.

A Firenze, in un primo momento, la sua arte non viene apprezzata a causa dello stile innovativo e alla forte concorrenza instauratasi tra gli artisti dell’epoca. In questo periodo, Leonardo decide di dedicarsi allo studio delle matematica e delle scienze. Nel 1481 realizza L’Adorazione dei Magi, su commissione dei Monaci di San Donato a Scopeto.

L’anno successivo Leonardo si trasferisce a Milano, lavorando e studiando presso il Ducato: inizialmente si presenta come ingegnere militare e civile ma, successivamente, la Corte di Milano lo incoraggia a sviluppare tutti i propri talenti e ad approfondire gli studi in ogni argomento di suo interesse. Fino al 1499, quindi, Leonardo si dedica all’ingegneria militare e all’architettura, per ordine del Duca di Milano. Tra le altre cose, progetta macchinari teatrali e disegna abiti di scena per la corte degli Sforza,  sempre a Milano.

Nel campo artistico, si dedica a diversi progetti sul territorio milanese che, però, non porta a termine. Un dei primi celebri lavori completati è La Vergine delle Rocce. Successivamente dipinge il Cenacolo (Santa Maria delle Grazie), con una nuova combinazione di tempere, nella speranza di renderlo più duraturo ed ottenendo, invece, il risultato opposto.

Pochi anni dopo, è costretto a spostarsi da Milano e tornare a Firenze, a causa dell’invasione da parte dei francesi. Successivamente lavora per i Borgia, come ingegnere militare e come cartografo (le carte da lui disegnate hanno permesso di ricostruire la suddivisione del territorio a quell’epoca).

Proprio in questi anni inizia a dipingere la Gioconda, su commissione di  Francesco di Bartolommeo di Zanobi del Giocondo, che gli commissiona un ritratto della sua terza moglie. Inizia nel 1503 ed impiega quattro anni per terminare il dipinto: dopo averlo completato decide di non consegnarlo a Francesco, ma di venderlo al Re Francesco I di Francia.

Successivamente Leonardo torna a Milano, dove rimane fino al 1513. In seguito trascorre un periodo a Roma ed, infine, si reca in Francia – dove resta fino al 2 maggio 1519, il giorno della sua morte (a Cloux).

 

Religione, esoterismo e aneddoti

Poche righe non possono rendere onore in alcun modo ad un genio di tale portata, tuttavia esistono alcuni aneddoti interessanti, che aiutano a definire questa personalità così insolita, al di là dell’artista, dell’ingegnere e dello studioso, c’è un uomo. Per esempio, si dice che Leonardo fosse amante della natura, che comprasse uccelli in gabbia per poi liberarli, che scrivesse “a specchio” come se fosse naturale. Non si è mai sposato, non ha mai avuto figli e non si è legato in alcun modo; tuttavia, era molto legato allo zio e alla madre, di cui ricorda il volto con chiarezza e da cui prende ispirazione per le sue opere.

Tra gli aspetti curiosi di Leonardo, bisogna citare:

  • lo stile: barba e capelli lunghi (al contrario dei canoni dell’epoca), abbigliamento vistoso e colori vivaci;
  • il carattere: generoso e altruista ma, allo stesso tempo, carismatico e scherzoso (pare, infatti, che fabbricasse scherzetti con cui intrattenere le persone che gli facevano visita);
  • il rapporto con la natura: pare che Leonardo fosse vegetariano e che “difendesse gli animali” pubblicamente;
  • la poliedricità: un pregio senza paragoni ma, allo stesso tempo, un grosso problema; l’applicazione in diversi ambiti e nello stesso momento, gli ha causato non pochi fallimenti e lavori incompiuti;
  • la scrittura: una quantità inimmaginabile di quaderni, libri e annotazioni che hanno reso possibile la sopravvivenza di ogni sua invenzione e scoperta.

L’avversità di Leonardo verso la religione è indubbia: le sue conoscenze e il suo innato desiderio di apprendimento continuo hanno messo in discussione la sua fede e la sua capacità di affidarsi alla Chiesa.

«Molti fien quelli che, per esercitare la loro arte, si vestiran ricchissimamente, e questo parrà esser fatto secondo l’uso de’ grembiuli»

«Assai saranno che lasceranno li esercizi e le fatiche e povertà di vita e di roba, e andranno abitare nelle ricchezze e trionfanti edifizi, mostrando questo esser il mezzo di farsi amico a Dio»

«Infinita moltitudine venderanno pubblica e pacificamente cose di grandissimo prezzo, senza licenza del padrone di quelle, e che mai non furon loro, né in lor potestà, e a questo non provvederà la giustizia umana»

«Le invisibili monete [le promesse di vita eterna] faran trionfare molti spenditori di quelle»

«Parleranno li omini alli omini che non sentiranno; aran gli occhi aperti e non vedranno; parleranno a quelli e non fie lor risposto; chiederan grazie a chi arà orecchi e non ode; faran lume a chi è orbo»

La sua mente ineguagliabile, il suo carattere e la sua personalità stravagante hanno contribuito a dare a Leonardo dei tratti misteriosi, a cui hanno contribuito anche i suoi molteplici interessi, i suoi metodi di ricerca (che hanno senza dubbio precorso i tempi), le sue passioni e le sue strane abitudini (la scrittura a specchio, gli anagrammi e i codici).

Non è facile definire il confine tra realtà e fantasia: nel corso del tempo gli studi e le opere letterarie frutto di immaginazione si sono fuse, avvolgendo ancora di più questo personaggio nel mistero e rendendolo ancora più unico e affascinante. L’unica cosa su cui non si può discutere è l’importanza del il patrimonio che ci ha lasciato.

 

Ed infine…Vinci

 

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Recensioni: INDICE

 

 

 

Street Art: ArtFriday

Buon venerdì lettori! Finalmente torna l’#ArtFriday, questa volta con il tema della Street Art! Buona lettura 🙂

Street Art, Arte di strada o Arte urbana

L’arte di strada comprende tutte quelle rappresentazioni artistiche che vengono realizzate, spesso senza permesso, in luoghi pubblici; le tecniche e gli stili utilizzati sono molti e differenti tra loro: bombolette spray, adesivi artistici, arte normografica,ecc.

L’arte di strada include, quindi, diverse forme d’arte, distinguendosi così dai semplici graffiti, che al contrario vengono realizzati utilizzando esclusivamente vernice spray e sono generalmente associati alla cultura hip hop.

John Fekner, uno dei primi artisti di strada, descrive la street art come “tutto quello che sta in strada che non siano graffiti”.

Spesso l’origine di questa forma d’arte è stata la protesta: contro la proprietà privata, per esempio (cosa che trovo quantomeno “infantile”, considerando che in alcuni casi il risultato è stato la rovina di monumenti, piazza, edifici storici e altri elementi del patrimonio storico-culturale comune ed a quel punto significa danneggiare un’intera società e la sua memoria, non solo coloro a cui è indirizzata la protesta), oppure come manifestazione in determinati luoghi e momenti storici, per comunicare un pensiero o una posizione sociale nei confronti di qualcuno o qualcosa.

Quali sono gli aspetti vantaggiosi di questo tipo d’arte? Sicuramente la possibilità di esprimersi liberamente e di poter raggiungere una quantità di persone nettamente superiore rispetto ad altri canali comunemente utilizzati per diffondere la propria arte; cosa particolarmente utile nel caso in cui l’opera dovesse servire per trasmettere un messaggio.

D’altra parte, però, non bisogna confondere l’arte con la mera deturpazione dei luoghi pubblici: c’è una grossa differenza e una bomboletta di vernice spray non fa un’artista.

Detto ciò, ci sono e ci sono stati artisti che hanno contribuito enormemente allo sviluppo di questa particolare forma d’arte: Bansky su tutti, perlomeno per quanto riguarda l’Europa.

Bansky fa le sue prime comparse nel 2000, a Londra, iniziando così a diffondere l’arte urbana attraverso rappresentazioni con stencil a vernice spray. Le immagini sono chiare e facilmente traducibili in messaggi a sfondo sociale.

L’arte di Bansky si diffonde tramite social media e condivisioni virali sul web, contribuendo a renderlo famoso in tutto il mondo.

Gli anni a cavallo del 2000 sono anche teatro di un altro fenomeno: la diffusione di arte urbana, poster, graffiti a livello virale, sempre con il contributo dei nuovi mezzi di comunicazione. Questo significa coinvolgere anche altri artisti, come i fotografi per esempio.

Un anticipo di arte urbana si può trovare, però, già negli anni ’50, quando gli artisti utilizzavano vernici, colla e carta per esprimere le proprie idee e messaggi (soprattutto negli anni delle contestazioni studentesche).

Successivamente la connotazione attivista va ad affievolirsi, puntando maggiormente sull’arte piuttosto che sul messaggio.

Nonostante questo, l’arte urbane rimane fondamentale, durante gli anni ’80, in associazione alla cultura del periodo: musica, sport, attivismo femminile.

Parigi è un luogo particolarmente adatto per la crescita di questo fenomeno: prima con Daniel Buren, Christo, Ernest Pignon-Ernest, Gérard Zlotykamien, poi con aristi come Jeff Aerosol o Blek le Rat. Mentre negli Stati Uniti troviamo: John Fekner, Richard Hambleton, Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, proprio negli stessi anni in cui emergeva il fenomeno dei graffiti writing.

La street art in Italia

L’arte urbana italiana viene conosciuta a livello europeo negli anni 2000, partendo da Milano e Bologna, per poi coinvolgere Torino  e Forlì.

Tra i primi nomi protagonisti troviamo:

  • l’artista pop Bros,
  • il poeta di strada Ivan Tresoldi,
  • Ozmo,
  • Pao ed i suoi panettoni a pinguino,
  • l’illustrarocker Tvboy
  • Blu, artista di strada e videoautore ormai di fama mondiale,
  • Ericailcane, il cui immaginario che ibrida uomo e animale l’ha portato ad essere anch’esso uno dei più noti artisti di strada italiani nel mondo
  • Eron, attivo dagli anni novanta tra Rimini e Bologna.

La street art è vista sempre meno come un fenomeno riconducibile o assimilabile al vandalismo, sebbene la sua natura sia fondamentalmente riconducibile a questo tipo di comportamento.

L’arte urbana è anche diventata oggetto di mostre in Italia e all’estero:

  • Street Art Sweet Art” al PAC di Milano, 2007.
  • Dal 2012 a Bologna si svolge il festival Frontier
  • Nel 2013 è nato, sempre a Bologna, un festival dedicato interamente alla Poster Art, l’arte di strada su supporto cartaceo, di cui il più noto esponente è Shepard Fairey meglio conosciuto come Obey, il Cheap Festival.
  • Nel 2014 l’arte di strada italiana è stata tema di una mostra allestita presso l’Italian Cultural Institute di New York.

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Recensioni: INDICE

 

#ArtFriday: il blu

Buon venerdì lettori! Finalmente torna l’#ArtFriday e il tema di oggi è il blu nell’arte!

Se avete seguito gli articoli precedenti riguardanti i colori nell’arte, sapete come ogni colore possa assumere diversi significati, in base a come viene utilizzato e in quale contesto.

Il colore blu si ottiene dalla sintesi additiva dei colori (quella composta da verde-rosso-blu). Mentre nella sintesi sottrattiva si ottiene mescolando il ciano e il magenta.

“Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l’Impressionismo”. – Renoir.

Questo perché gli impressionisti non utilizzavano il nero per creare le ombre ma tonalità di blu e verde.

Di seguito, alcune tonalità di blu, dalla più scura alla più chiara.

BLU NOTTE

Come suggerisce il nome, è la tonalità di blu più scura e che ricorda, appunto, il cielo notturno. Può essere facilmente confuso con il nero, sebbene abbia dei pigmenti di blu che lo rendono riconoscibile, quantomeno sotto la luce giusta.

Grete Schütte-Lihotzsky usò per la prima il nome Blu Notte per la sua “Cucina di Francoforte”, un arredamento innovativo ed ergonomico ideato nel 1925. La scelta del progettista non fu per un fattore estetico ma per l’igiene: il blu allontanerebbe le mosche.

BLU OLTREMARE

Si tratta di una tonalità di blu piuttosto scura e intensa; secoli fa si otteneva dalla frantumazione dei lapislazzuli – pietre semi-preziose importate dall’Oriente (da questo il nome “Oltremare”).

Spesso utilizzato da Giotto e dalla maggior parte degli artisti del ‘600/’700. In sostituzione ai lapislazzuli, in alcuni casi, veniva utilizzata l’azzurrite, più economica e comunque molto valida per la creazione di colori.

**Se avete letto il libro La ragazza con l’orecchino di perla o visto il film, vi ricorderete di questo colore perché uno dei primi compiti affidati da Vermeer alla sua giovane aiutante: frantumare, appunto, i lapislazzuli.

 

BLU DI PRUSSIA

È un blu scuro, quasi quanto l’Oltremare e tendente al nero. Si tratta di uno dei primi colori sintetici, ottenuto già nel 1706 dall’ossidazione di sali di ferrocianide, per opera di un chimico berlinese e, proprio per questo viene associato alla Prussia.

Trattandosi, appunto, di uno dei primi colori sintetici, spesso viene utilizzato per stabilire la data e l’autenticità di una determinata opera d’arte.

Dove lo troviamo? Hokusai e la famosissima Onda, Van Gogh e gli altrettanto famosi cieli notturni ed, infine, Picasso nel suo periodo blu.

 

BLU DI PERSIA

La prima apparizione del blu di Persia risale al 1669 e deve il suo nome all’utilizzo nella realizzazione di ceramiche e piastrelle persiane. LA Moschea Blu di Istanbul ne è un esempio più che valido: è ricoperta da oltre 20.000 maioliche blu.

 

CIANO

È uno dei tre colori primari, insieme a giallo e magenta. Questi colori, insieme al nero, sono i quattro colori utilizzati per la stampa in quadricromia (CMYK) e sono, quindi, la base di tutta l’immagine moderna, con l’utilizzo di questi quattro colori sintetici.

 

TURCHESE

Si tratta di una “versione del ciano tendente al verde”, se così si può dire. Originariamente ricavato dal Turchese, inteso come pietra dura, importata dalla Turchia (da questo deriva il suo nome). È un colori simile all’acquamarina, ma un po’ più scuro, è stato molto di moda negli anni ’50, ed è tornato ad esserlo nella sua versione chiamata comunemente Verde Tiffany o Azzurro Tiffany dall’omonima marca.

 

BLU COBALTO

Colore simile all’azzurro ma più intenso. Si ottiene chimicamente combinando l’ossido di cobalto con sali di alluminio.

Si suppone che il blu di Chartres fosse ricavato dal cobalto: si tratta di una tonalità particolare del vetro presente nelle vetrate gotiche della cattedrale francese la cui composizione è rimasta un mistero per molto tempo.

 

BLU REALE

Tonalità intermedia tra l’azzurro e il blu, deve il suo nome alla sua presunta origine, ovvero la realizzazione delle divise della Corona Inglese; in realtà è stato utilizzato precedentemente in Francia: non è un caso, infatti, che venga anche chiamato “azzurro Francia” (per questo Paese è anche il colore nazionale nell’automobilismo).

Chi lo ha utilizzato? Gli artisti che più si sono cimentati nell’utilizzo di questo colore sono Kandinsky e Mirò, famosi proprio per il modo in cui hanno interpretato i colori.

 

AZZURRO

Spesso confuso con il ciano, comunemente utilizzato per definire le tonalità dal turchese al celeste.

Der Blaue Reiter è il mone dato da Marc e Kandinsky al loro movimento artistico.

“Ad entrambi piaceva il blu, a Marc i cavalli a me i cavalieri” – Kandinsky

 

CELESTE

Intorno al celeste, una tonalità di azzurro molto chiara, ruotano molti significati: deve il suo nome alla “volta celeste”, il cielo. Questo implica diversi significati, tra cui quello religioso, per esempio.

 

Per approfondire:

  • Blu. Storia di un colore,  Michel Pastoureau;
  • I colori nell’arte, Stefano Zuffi.

 

 

 

 

 

 

Movimenti artistici: la “linea del tempo”

Movimenti artistici: la “linea del tempo”

Qualche giorno fa, ho fatto un sondaggio chiedendo di scegliere tra un articolo riguardante un artista o un movimento artistico: ha vinto il movimento artistico!

L’unico problema è stato sceglierne uno… sicché, ho deciso di scrivere un articolo contenente una sorta di “linea del tempo” con i più importanti movimenti artistici. Questo articolo servirà da base ai prossimi approfondimenti sulla storia dell’arte.

Cominciamo!!


Di seguito, un elenco dei principali movimenti con alcune caratteristiche ed alcuni esempi:

  • 1000/1200: Romanico, è quella fase dell’arte medievale europea che si sviluppa fino all’affermazione dell’arte gotica. Definita “romanica” perché si sviluppa nei territori che sono stati conquistati dai romani, benché fosse differente sotto molti punti di vista dall’arte romana vera e propria, alcune caratteristiche rimangono comuni. Caratterizzata da linee e motivi molto semplici, l’architettura ha un aspetto semplice e massiccio (un esempio: San Miniato al Monte – Firenze).
  • 1100/1200: Cistercense, si denomina architettura cistercense quella sviluppata dai monaci cistercensi nella costruzione delle loro abbazie, al momento dell’espansione iniziale di questo ordine religioso.
  • 1150/1400: Gotico, Il gotico è una fase della storia dell’arte che, da un punto di vista geografico, nasce nella regione intorno a Parigi, per poi diffondersi in tutta l’Europa e termina, in alcune aree, per lasciare il suo posto al linguaggio architettonico di ispirazione classica, ritrovato nel Rinascimento italiano e da qui irradiatosi nel resto del continente. Il gotico è un fenomeno di portata europea dalle caratteristiche molto complesse e variegate, che interessa tutti i settori della produzione artistica, portando grandi sviluppi anche nelle cosiddette arti minori: oreficeria, miniatura, intaglio di avorio, vetrate, tessuti, ecc.
    Si differenzia in periodi più specifici:
    – Gotico Radiante (a partire dal 1230)
    – Gotico Ornato (a partire dal 1290)
    – Gotico Perpendicolare (a partire dal 1330)
    -Gotico Cortese (a partire dal 1370)
    -Gotico Internazionale (a partire dal 1370)
    -Gotico Fiammeggiante (a partire dal 1390)
  • 1400/1500: Umanesimo: si intende quel movimento culturale, ispirato da personalità come Petrarca e Boccaccio, volto alla riscoperta dei classici latini e greci nella loro storicità, per riportarli negli usi e costumi quotidiani. Rappresenta l’inizio della rinascita dopo il Medioevo. L’umanesimo coinvolge ogni ambito culturale: arte, scultura, letteratura.
  • 1400/1600: Rinascimento: è un periodo artistico e culturale della storia d’Europa, che si sviluppa a Firenze tra la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna, con molte differenze a seconda della zona geografica che si prende in considerazione. Il Rinascimento, vissuto dalla maggior parte dei suoi protagonisti come un’età di cambiamento, fa nascere un nuovo modo di concepire il mondo e sé stessi, sviluppando le idee dell’umanesimo, ad opera soprattutto di Francesco Petrarca, e portandolo a influenzare per la prima volta anche le arti figurative e la mentalità corrente.
  • 1500/1600: Naturalismo
  • 1500/1600: Umanesimo Nordico
  • 1500/1540: Leonardismo
  • 1500/1600: Monumentalismo
  • 1500/1600: Italianismo
  • 1600/1700: Barocco, è il termine utilizzato per indicare una “visione” culturale nata a Roma, che si esprime in diversi ambiti come la letteratura, la filosofia, l’arte e la musica.
  • 1600/1700: Realismo
  • 1600/1800: Illusionismo
  • 1650/1800: Quadraturismo
  • 1700/1900: Orientalismo
  • 1715/1770: Rococò, Il Rococò è uno stile ornamentale sviluppatosi in Francia come evoluzione del barocco. Si distingue per la grande eleganza e la sfarzosità delle forme, caratterizzate da ondulazioni ramificate in riccioli e lievi arabeschi floreali. Sono espresse soprattutto nelle decorazioni, nell’arredamento, nella moda e nella produzione di oggetti.
  • 1750/1830: Neoclassicismo
  • 1770/1900: Neogotico
  • 1790/1848: Romanticismo, è stato un movimento artistico, musicale, culturale e letterario sviluppatosi in Germania (esempio: Francesco Hayez).
  • 1850/1920: Estetismo: è un movimento artistico, ma soprattutto letterario, della seconda metà dell’800. Rappresenta una tendenza del Decadentismo, che trova il suo massimo splendore grazie alle opere di Oscar Wilde. Questo movimento è tuttavia riscontrabile anche in vari studi di filosofi o studiosi di discipline umanistiche che intendono darne una definizione etimologicamente esatta, dato che si contemplano due categorie riguardanti l’estetismo, ossia quella filosofica e quella morale.
  • 1855/1900: Macchiaioli
  • 1862/1900: Giapponismo
  • 1874/1886: Impressionismo è un movimento artistico nato in Francia e durato fino ai primi anni del Novecento. Una precisa esperienza di gusto, un momento caratteristico e storicamente definito, identificano questa tendenza nella civiltà artistica moderna (esempio: Claude Monet)
  • 1880/1910: Simbolismo
  • 1886/1900: Puntinismo
  • 1890/1920: Liberty: L’Art Nouveau, noto in Italia anche come stile floreale, stile Liberty o arte nuova, è un movimento artistico e filosofico attivo nei decenni a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento che influenza le arti figurative e l’architettura in ogni Paese europeo, anche se noto con nomi diversi (esempio: Gustav Klimt).

Libri consigliati:

Verde & Arte

Verde & arte

Il verde è il simbolo della natura e nell’arte questo tema è particolarmente ricorrente. Non solo: il verde è sinonimo di rinascita, rilassatezza, armonia, calma. Proprio per questo  motivo, a partire dal XVIII secolo, con l’Illuminismo, il verde sembra essere una vera e propria scoperta, dopo un millennio cupo e grigio.

Un esempio eclatante di questa scoperta è La teoria dei colori di Goethe, in cui definisce il verde un colore riposante, da utilizzare all’interno della casa, sui muri, addirittura in camera da letto. Sempre Goethe scrive: “è grigia, caro amico, qualunque teoria. Verde è l’albero d’oro della vita.”

Nel periodo dello sviluppo industriale, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, il verde viene un po’ accantonato, per poi tornare in auge nei tempi moderni: viene, infatti, utilizzato spesso sia nell’ambito della moda e sia in tutto ciò che riguarda il design, l’arredamento, e così via.

Come spesso accade con i colori, il verde ha assunto diversi significati a seconda del luogo e del periodo che si vogliono considerare, per esempio: per il Cristianesimo significa Speranza, nella simbologia moderna significa “positivo, via libera, approvato”, in natura è il colore dominante, in Cina il verde rappresenta lo Yin. Tutte connotazioni positive.

Tuttavia, non è sempre stato così. In passato il verde era considerato un colore sgradevole e dal significato negativo: nelle lingue classiche non esiste distinzione tra verde e scuro, per esempio. Inoltre il verde è anche sinonimo di acerbo, immaturo, inesperto.

Di fatto il verde ha due significati opporti: verde chiaro per la rinascita, la giovinezza, la freschezza; il verde “marcio”, per l’appunto, della degradazione, della putrefazione, della morte.

In passato, sono state realizzate numerose opere d’arte che devono il loro splendore e il loro significato proprio al colore verde.

PAOLO UCCELLO

La “terra verde”, un pigmento a base di ossido di ferro e acido silicico, viene utilizzata in Toscana e nell’Italia Settentrionale fino alla metà del ‘400. Si tratta di un colore che si presta particolarmente all’abbinamento con il rosso e l’arancio. Un esempio significativo di questo utilizzo, si trova nella chiesa Santa Maria Novella, a Firenze, in cui Paolo Uccello realizzò, con questa tecnica del monocromo, il chiostro Verde in cui sono raffigurati alcuni episodi dell’Antico Testamento, tra cui il Diluvio Universale. Un’opera unica per l’utilizzo dei colori e per la resa della prospettiva.

VITTORE CARPACCIO

San Giorgio e il drago è un dipinto a tempera su tavola di Vittore Carpaccio, datato 1502 e conservato nella Scuola di San Giorgio degli Schiavoni a Venezia.

Su uno sfondo dilaniato e sofferente, spicca San Giorgio che si lancia all’uccisione del drago. In secondo piano, sulla destra, la principessa assiste in posizione orante. Tutta la tela è attraversata da una diagonale che va dalla damigella, lungo la lancia, fino alla coda attorcigliata del drago, per indirizzare lo sguardo e dare maggiore significato alla scena.

Tutto intorno ai protagonisti della scena ci sono corpi dilaniati, resti delle vittime e, a rendere ancora più inquietante la scena, vipere, rospi e avvoltoi.

I colori dominanti sono: giallo, marrone, grigio e verde. Gli unici elementi a creare contrasto sono il cavallo bianco, l’armatura grigia e il vestito rosso della principessa.

In questo caso il verde scuro ha un significato cupo e sinistro: è infatti il colore utilizzato per la pelle del drago, in questo caso bestia crudele e spietata.

 

MANET

L’opera Colazione sull’erba fu al centro di uno dei più clamorosi scandali artistici dell’intera storia dell’arte. Gli animi benpensanti della borghesia parigina si indignarono di fronte alla donna nuda dipinta da Manet, definendo l’opera una vera e propria «indecenza».

Non che il nudo fosse una novità all’epoca, ma lo scandalo non fu dovuto al nudo in sé, bensì al fatto che non fosse “giustificato”. L’opera ritrae, infatti, una donna nuda e due uomini vestiti, senza fare alcun riferimento a scene della mitologia, piuttosto che della storia o della letteratura: la donna di fatto era una parigina qualunque. Lo stesso vale per gli uomini: non sono vestiti in modo da ricordare in qualche modo personaggio storici o mitologici, portano semplicemente degli abiti che rispecchiano la moda parigina dell’epoca.

Sicché i critici si trovarono di fronte ad un’opera che univa un’ambientazione tipicamente accademica e classica a personaggi moderni. Come se non bastasse Manet fu accusato di non aver reso onore e rispetto all’opera classica.

Il verde, in questo caso, svolge la funzione di “contorno” e di sfondo, quasi volessero stemperare l’atmosfera creata dalla donna.

 

MILLAIS

La tela si ispira al personaggio di Ofelia, uno dei protagonisti dell’Amleto di William Shakespeare.

A dare avvio alla tragedia shakesperiana vi è l’improvvisa apparizione dello spettro del padre di Amleto che, rivelando l’autore dell’omicidio, il fratello Claudio, chiede al figlio vendetta. Amleto quindi rimanda l’azione fingendosi pazzo: lo squilibrio viene attribuito all’amore che egli nutre per Ofelia, figlia del ciambellano Polonio (la giovane, effettivamente, era stata già in passato bersaglio delle mire amorose di Amleto). La follia di Amleto lacera nel profondo la fanciulla: Amleto, per proseguire il proprio intrigo, non esita infatti a insultare impudentemente la pur amata Ofelia. La situazione precipita quando, inscenato dinanzi a Claudio il dramma dell’omicidio perpetrato ai danni del re, Amleto uccide Polonio. Ofelia è ormai incapace di ragionare assennatamente in seguito alla morte del padre e, disgraziatamente, muore annegando in un ruscello. Il suo trapasso viene reso noto al pubblico nella seguente battuta:

« C’è un salice che cresce storto sul ruscello e specchia le sue foglie canute nella vitrea corrente; laggiù lei [Ofelia] intrecciava ghirlande fantastiche di ranuncoli, di ortiche, di margherite, e lunghi fiori color porpora cui i pastori sboccati danno un nome più indecente, ma che le nostre illibate fanciulle chiamano dita di morto.
Lì, sui rami pendenti mentre s’arrampicava per appendere le sue coroncine, un ramoscello maligno si spezzò, e giù caddero i suoi verdi trofei e lei stessa nel piangente ruscello.
Le sue vesti si gonfiarono, e come una sirena per un poco la sorressero, mentre cantava brani di canzoni antiche, come una ignara del suo stesso rischio, o come una creatura nata e formata per quell’elemento. Ma non poté durare a lungo, finché le sue vesti, pesanti dal loro imbeversi, trassero la povera infelice dalle sue melodie alla morte fangosa. »

(Amleto, Atto IV, scena VII)
[fonte Millais: Wikipedia]

In questo dipinto la natura è la base di tutto:

  • salice, ortica e margherite: innocenza;
  • papavero: morte;
  • rosa: bellezza, gioventù, cerimonia funeraria;
  • nontiscordardime: ricordo;
  • viola del pensiero: amore infelice.

 

Il colore verde

VERDE

Il verde è uno dei colori dello spettro visibile che l’uomo riesce a vedere, molto comune in natura.

È uno dei colori primari additivi e il suo colore complementare è il magenta. Anche se spesso viene considerato il rosso il suo colore complementare.

Dove troviamo il verde?

  • Il colore verde è spesso simbolo di tutto ciò che riguarda la natura: dai prodotti alle associazioni, dai servizi al commercio. Moto utilizzato il relazione al Biologico e all’ideologia ambientalista.
  • Quanto detto nel primo punto spesso viene utilizzato anche il politica, per simboleggiare movimenti a sfondo ambientalista.
  • Verde e animali:
    • in alcuni insetti il verde è una miscela di pigmenti azzurri e gialli.
    • negli uccelli è un effetto indotto dalla rifrazione della luce.
    • negli anfibi e rettili  è il risultato di una colorazione di fondo azzurro rivestito da un filtro giallo.
  • Il verde è anche utilizzato come “metafora“: pollice verde, anni verdi, e così via.
  • Il colore verde è anche simbolo di sentimenti e stati d’animo: malattia, rabbia, invidia, avarizia.

Cinema & musica

  • Il miglio verde, film del 1999
  • Green, Green Grass of Home, canzone cantata da diversi artisti tra cui Elvis Presley
  • I Green Day sono un gruppo musicale punk della California

Libri

  • Lanterna verde
  • Verde Nilo di Cesare Brandi
  • La signora in verde di Arnaldur Indrieason
  • Verde brillante di Stefano Mancuso
  • La 2 cavalli verde di Manu Causse
  • Il verde della tua veste e altri racconti di Piero Chiara
  • La giacca verde di Mario Soldati
  • La stanza verde, Autobiografia di Sandro Manzo
  • Il drago verde di Scarlett Thomas
  • La contessa Verde di Brentonico di Luigi Zenatti