simeeti

SIMEETI

Simeeti Book Cover Simeeti
Nc Tailor
Independently Published
19 April 2022
Copertina rigida

RINNEGA IL MALE DEL MONDO E TROVERAI LA TUA UMANITÀ. EX CINERE NOS RESURGEMUS... Dalle ceneri noi risorgeremo. Questa è la promessa fatta dal Fondatore agli studenti delle Accademie, puri di talento in grado di salvare l'umanità dal male del mondo: le emozioni. Eireth è una studentessa della settima Accademia in attesa della convocazione e, come le Regole Accademiche professano, sa che al di fuori della colonia il mondo è pieno di infetti. Ma a quanto pare le Regole mentono. Perché sotto l'Accademia c'è una stanza di cui il Fondatore non è a conoscenza. Lumdor dice che la guerra è ancora in corso. Esistono porte magiche in grado di trasportarla in universi paralleli, popolati da bizzarre creature. E ci sono sentimenti. Emozioni. E sette mondi da vivere. Cosa troverete in questo libro: 1) Un distopico viaggio interdimensionale alla ricerca del Pacificatore. 2) Violenza q.b. 3) Strani bambini. 4) Animali parlanti. 5) Alieni sociopatici. 6) Un barone ubriaco. Ma soprattutto: Un viaggio alla ricerca di sé stessi. ▲ATTENZIONE▲ non adatto a un pubblico facilmente impressionabile.

Simeeti, di N.C. Taylor, è il primo volume di una trilogia che ha come protagonisti Eireth e Lumdor. I due ragazzi vivono in un mondo distopico in cui sono state espiantate le emozioni dal vivere quotidiano delle persone.

Eireth infatti frequenta  un’accademia il cui principale scopo è quello di mantenere l’ordine della società e fare in modo che gli esseri umani continuino a non provare emozioni. È convinta di ciò che la circonda, crede in ciò che le viene insegnato. Lumdor non ne è del tutto convinto, o perlomeno è sospettoso nei confronti dell’accademia.

A causa del ritrovamento di oggetti misteriosi i due protagonisti si cimentano improvvisamente nel viaggiare nel tempo e nello spazio per cercare di ricostruire una storia che a loro non è stata raccontata, o comunque non è stata raccontata nel modo giusto, per fare chiarezza su ciò che li circonda e ciò che per loro è stata una certezza fino a quel momento.

In questo primo volume Eireth e Lumdor affrontano la prima parte dei loro viaggi nel tempo e nello spazio: il libro infatti è diviso in sette parti che corrispondono a 7 Mondi e a 7 epoche diverse… Durante questi viaggi Eireth e Lumdor si troveranno ad incontrare le creature più strane, persone di ogni genere e fattezza e ad esplorare posti straordinari. Loro stessi saranno strapazzati tra forme e età diverse a mano a mano che il viaggio prosegue. La missione dei due diventa quella di riassemblare un aggeggio capace di chiarire i loro dubbi e rivoluzionare la società contorta in cui vivono: i pezzi del macchinario, il Pacificatore, si trovano sparsi per i 7 mondi.

Il viaggio fisico dei protagonisti è attraverso sette ambientazioni diverse; il viaggio psicologico ed emotivo, invece, è alla scoperta di sé stessi e delle emozioni di cui cui stati privati fino a questo momento. 

Dentro Simeeti

SIMEETI è un libro che ha molto da dire, può essere letto come una “semplice” distopia fantasy oppure si può scavare più a fondo, cercando ciò che l’autrice vuole realmente comunicare.

Ho avuto modo di conoscere piuttosto bene l’autrice e il lavoro intenso che ha fatto per portare alla luce questa seconda edizione del romanzo: per questo so quanto il libro nel complesso sia migliorato nella forma e nello stile.  Ha preso forma nella sua distopia, mettendo in risalto le idee strampalate dell’autrice, che sicuramente lo caratterizzano e lo rendono unico; si nota molto l’esercizio fatto per portarlo a questo punto e, a mio parere, il passo successivo sarà “nascondere l’esercizio all’evidenza” rendendo il tutto ancora più scorrevole. 

Personalmente ho apprezzato molto l’originalità di personaggi/luoghi/oggetti, che dà “vita” al romanzo intero. Unica nota, per mio gusto personale: avrei preferito leggere meno spiegazioni sul percorso emotivo dei personaggi soprattutto nelle prime parti del romanzo, per poi trarre conclusioni alla fine. In ogni caso, ottimo lavoro!

Lo consiglio agli amanti della distopia, del fantastico e del romanzo di crescita personale.

 


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Box con gadget di Simeeti: EMPORIO

@alice.sogno

la grande madre libro di laura rangoni

La Grande Madre

La grande madre. Il culto del femminile nella storia Book Cover La grande madre. Il culto del femminile nella storia
Laura Rangoni
Social Science
Xenia
2005
Copetina flessibile
126

Sempre più persone sentono l'esigenza di tornare a una vita più vera, a qualcosa di Naturale: è la Grande Madre che ritorna. Il culto della Grande Madre nel mondo antico e oggi; Le grandi madri delle civiltà e il matriarcato; Donne, dee e il divino femminile; La Grande Dea Madre della Wicca.

La Dea Madre è un saggio di Laura Rangoni che analizza la figura della divinità femminile primordiale, fino ad arrivare ai giorni nostri.

È un saggio ben strutturato, suddiviso in capitoli che argomentano la tesi dell’autrice prima fornendo delle fonti storiche risalenti a diverse epoche e poi offrendo delle riflessioni al lettore su come la percezione del mondo, del tempo, della natura e della vita, sia cambiata nel passaggio da una realtà matriarcale (o neutra) ad una patriarcale.

Essenzialmente offre una visione completa della figura femminile nel culto di popolazioni provenienti da tutto il mondo, nel corso dei millenni. Parte infatti dalla preistoria per arrivare ai giorni nostri facendo scoprire la figura femminile prima come entità senza volto, venerata per le sue caratteristiche universali – quali la capacità di generare nuova vita e nutrirla, fino ad una visione più recente, chi è il risultato dell’evoluzione della figura femminile come divinità attraverso spazio e tempo.

Di seguito un breve estratto del testo che aiuta a capirne il contenuto:

Possiamo affermare con assoluta certezza che fin dall’inizio dei tempi la grande madre ha accompagnato il lento evolversi dell’uomo […] Approssimativamente dal 30.000 a.C. al 3000 a.C. vi era solamente la grande idea. Una dea senza volto che sin dal Paleolitico ha abitato l’immaginario umano ed è stata raffigurata con simboli che si sono profondamente radicati nell’inconscio collettivo. Di lei sono state realizzate immagini e idoli di pietra a lei sono stati innalzati i tempi megalitici e monumenti. Lei governava e governa il ciclo delle stagioni e la fertilità della terra e del bestiame, i moti della Luna, delle maree e del ciclo femminile. Lei sola era ed è la signora del ciclo continuo di nascita-morte-rinascita che caratterizza la vita sul nostro pianeta. Questa venerazione per L’Antica idea probabilmente ha avuto origine nella prima età della pietra nel cosiddetto Paleolitico superiore.

Dopo una introduzione abbastanza esaustiva e completa l’autrice suddivide il suo testo in quattro sezioni che permettono di approfondire il culto della grande madre nel mondo antico e oggi, le grandi madri delle civiltà e il matriarcato, le donne le idee e il divino femminile fino ad arrivare all’ultimo capitolo, che riguarda la grande Dea Madre della Wicca.

È interessante scoprire come la figura della dea femminile si sia evoluta nel corso della storia. Infatti se prima veniva rappresentata senza volto, senza mani e senza piedi per rappresentarne le sue doti principali , successivamente è stata rivisitata sotto varie sembianze a seconda della collocazione geografica e storica che si vuole prendere in considerazione.

Ciò che è certo è che ogni popolazione del mondo (piccola o grande che sia stata e sia che abbia avuto una storia millenaria e sia che abbia avuto una storia molto breve) ha venerate almeno una divinità femminile molto importante.

È stato così per le popolazioni Preistoriche, per gli egizi, per i greci per i romani, per gli etruschi, per le popolazioni del nord Europa, dell’America, dell’Africa e del mondo intero.

Le uniche eccezioni sono state le religioni relativamente più recenti come il cristianesimo e l’islamismo. In questi casi infatti la divinità principale è maschile e la donna ha un ruolo nettamente inferiore sia a livello di divinità riconosciuta e venerata, sia nella quotidianità di chi pratica questa religione (ossia nel rapporto uomo-donna). Nonostante questo, è stato interessante leggere come oltre a questa visione di inferiorità della figura femminile nella religione cristiana la madre di Gesù, Maria, abbia in realtà diversi tratti in comune con la primordiale Dea Madre.

La grande madre è un saggio di circa 120 pagine che affronta l’argomento in modo piuttosto approfondito andando ad evidenziare anche alcuni particolari meno noti della storia del culto femminile.

Ovviamente in alcuni punti traspare la posizione dell’autrice in merito agli argomenti trattati ma in modo molto discreto e non invasivo perciò perciò, a parer mio, si tratta di un testo adatto a tutti. Va precisato però che gli argomenti trattati sono piuttosto delicati, perciò questo testo deve essere letto in modo critico e analitico con l’intenzione di apprendere delle nozioni e non di giudicare una religione piuttosto che un’altra o, peggio ancora , voler screditare la figura della divinità femminile, che tutt’oggi – in modo più o meno marcato – rimane fondamentale sia a livello storico e sia nella cultura contemporanea.


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@alice.sogno

Mitologia Norrena: Un Viaggio alla Scoperta dei Miti Nordici.

Mitologia Norrena
Flavio Montanari
Saggio
Self-published
16 August 2021
Copetina flessibile
133

Perché il Consiglio degli Dei ha deciso urgentemente di incatenare un lupo gigante? Perché Odino sceglie di perdere il suo occhio destro? E che cos'è quella creatura tanto grande e feroce da terrorizzare Thor, il più forte degli Dei? La mitologia norrena trae origine dalle leggende che si diffusero in epoca pre-cristiana e che vennero tramandate per secoli dai popoli che abitavano la Scandinavia, fino a poi arrivare ad essere influenzata dalle gesta dei sanguinari, quanto conquistatori Vichinghi. Rispetto alle mitologie a noi più familiari, la mitologia nordica ha alcune caratteristiche molto peculiari. Per esempio esistono divinità maligne, nemiche degli dei, a volte più potenti degli dei stessi, oppure non è previsto un codice morale da seguire sulla Terra, o ancora, è prevista la fine del mondo, descritta nei minimi dettagli. "Mitologia Norrena" è un libro appassionato ed appassionante, che getta luce su decine di miti e di racconti nordici avvincenti, caratterizzati da una surreale atmosfera glaciale e da un singolare culto del combattimento. I contenuti spaziano da racconti sull'origine del mondo, sulle divinità e sulle loro sanguinose battaglie, fino ad arrivare alle feroci creature mitologiche, ad Asgard e i Nove Mondi, all'aldilà e alla fine del mondo. All'interno del libro troverai storie coinvolgenti, divertenti e allo stesso tempo stimolanti, tra le quali possiamo citare: I coraggiosi Vichinghi: la cultura, la società, le imprese e le incursioni La Creazione del mondo Gli Dei, sia quelli principali - come Odino, Thor, Loki e Freya - sia quelli secondari I Giganti: le divinità del male, temute perfino dagli Dei Le creature mitologiche: Elfi, Nani, Troll, Kraken... Il Valhalla: l'aldilà dei guerrieri Il Ragnarock: il giorno in cui il mondo finirà I Nove Regni e l'enorme frassino cosmico che li tiene uniti: Yggdrasil Numerosi miti e leggende che rendono unica la mitologia norrena, per citarne alcuni: il Mito di Thor travestito, il Mito del rapimento di Idun, la perdita dell'occhio di Odino, la morte di Baldur... ...e molto, molto altro! Tutti i contenuti all'interno del volume sono adatti ed usufruibili a lettori di tutte le età (dai 10 anni in su). Se provi un interesse verso la mitologia norrena, se vuoi approfondire alcuni miti e scoprirne degli altri, non aspettare! Questo libro sarà la tua chiave segreta alla scoperta di questo avventuroso ed affascinante universo! Scorri in alto, clicca su "Acquista Ora" e goditi il suggestivo fascino della mitologia norrena!

Mitologia Norrena: Un Viaggio alla Scoperta dei Miti Nordici. Le Divinità, Gli Eroi, Le Leggende, Le Creature, I Nove Mondi, Il Ragnarok, Il Valhalla E Altro Ancora!

Questi sono titolo e sottotitolo del libro: una buona premessa.

Mitologia Norrena si presenta come un saggio breve sulle principali figure e tematiche legate, appunto, alla Mitologia norrena.

Non lo è. O meglio, di fatto è un saggio molto breve ma utile soltanto a chi ha realmente conoscenze molto scarse a riguardo.

Il libro, di circa 130 pagine, è suddiviso in capitoli che dovrebbero analizzare prima le figure più importanti (Odino, Hela, Loki, ecc) e poi quelle secondarie, nonché le “razze” rilevanti nella narrazione della creazione del mondo secondo le antiche credenze nordiche.

Di fatto troviamo da una a tre pagine per ogni argomento, con una serie di rimpalli da capitolo all’altro (“lo vedremo nel prossimo capitolo” , “l’abbiamo visto nel capitolo precedente”, ecc).
Questo, oltre a disorientare il lettore, occupa parecchio spazio all’interno del testo; spazio sottratto alle informazioni utili.

Il risultato è che, per esempio sui protagonisti dell’edda poetica, le nozioni vengono ridotte all’osso e il lettore può semplicemente apprendere che Odino era il padre degli Dei e che Loki era il dio dell’inganno. Nozioni note a chi sceglie un libro di questo genere.

Nota: personalmente ho acquistato questo libro per cercare informazioni dettagliate sull’aspetto estetico e sulle caratteristiche delle principali figure della mitologia nordica. Mi rendo conto che sia una ricerca piuttosto specifica; ciò non toglie che non ci siano comunque nemmeno le nozioni fondamentali per chiunque volesse approfondire l’argomento.

Detto ciò, mi sento di consigliare questo libro solo a chi non conosce assolutamente nulla sul tema, come se fosse una sorta di introduzione. Oltre a questo, dello stesso autore di possono trovare saggi sulla mitologia giapponese, greca, ecc.

 


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@alice.sogno

L’incubo di Biancaneve – La città dei mercenari

L' Incubo Di Biancaneve
Scarlet Danae
Retelling
Self-published
15 March 2018
173

Una ragazza sfortunata. Una misteriosa droga spacciata in delle mele. Un'overdose fatale e un viaggio in un mondo parallelo, infetto da un virus mortale e oppresso da sette streghe. Riuscirà Bianca a salvare il principe Darknight tenuto prigioniero nella città dei mercenari? Ma soprattutto, accetterà il suo destino come clone della rivoluzionaria Biancaneve?

L’incubo di Biancaneve è un retelling della fiaba classica di Biancaneve , ambientata in tempi moderni.

La protagonista è, ovviamente, Bianca, una giovane fanciulla che viene sfruttata dalla “matrigna”, l’antagonista, al pari di una prostituta. Viene introdotta in questo mondo proprio dalla matrigna, che la costringe a vendersi. Abbiamo quindi una nuova veste per entrambe, rivisitata e più moderna.

Ora: su questo libro vanno fatte alcune precisazioni, perciò procediamo per gradi. Si basa su un’idea di retelling originale e “folle” al punto giusto. Si tratta di quel tipo di follia che, ahimè, si rivela particolarmente  verosimile. Questo si nota soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi e nel ruolo che ricoprono all’interno della storia. Bianca è una ragazza vittima di soprusi indescrivibili ma che, allo stesso tempo, progetta un qualche tipo di riscatto, rivincita, vendetta. Bianca ha un tipo di emancipazione e di sviluppo adatto ai tempi moderni e all’ambientazione della storia. La matrigna lucra su di lei vendendola come oggetto sessuale: sicuramente un tipo di abuso più attuale rispetto al costringere una ragazza a fare i lavori domestici o altro.

Tutto l’insieme, quindi, rende il romanzo tremendamente crudo e attuale. Tuttavia, bisogna sapere a cosa si va incontro: il linguaggio scelto dall’autrice è molto scurrile e schietto, senza giri di parole o “abbellimenti” delle scene descritte, anzi!

“Cosa sei Bianca?” mi domandò.

“Sono una cagna.”

“E cosa fanno le cagne?”

“Stanno a quattro zampe e abbaiano…”

L’intento dell’autrice presumo fosse proprio quello di rendere ancora più vivido il racconto. Molto probabilmente, se ci si trovasse davanti ad uno sfruttatore , questo non andrebbe molto per il sottile e userebbe un linguaggio molto simile a questo. Sotto questo punto di vista, la scelta dell’autrice è stata senza dubbio accurata.

Tuttavia, trattandosi di un romanzo, potrebbe non essere adatto a tutti i lettori: c’è chi apprezza e chi no, per questo è meglio essere a conoscenza di ciò che si sta per leggere.

La trama, ovviamente, è costruita su un susseguirsi di eventi, tra cui l’improvvisa precipitazione di Bianca in un mondo alternativo – dopo aver morso la famosa mela avvelenata. Il mondo in cui Bianca viene catapultata è costruito e descritto ancora meglio del precedente. Inoltre, fa la sua comparsa Cogito, un “personaggio” che guida Bianca dall’interno. Da questo momento Bianca diventa la vera protagonista “attiva”, inizia la sua avventura che la porterà al fianco di Darknight – un principe prigioniero – e non solo.

La città dei mercenari è il primo volume di questa saga fantasy: Bianca ha ancora molti passi da compiere prima che la “fiaba” si concluda.

l’incubo di Biancaneve: Nota personale e conclusioni

Personalmente ho apprezzato molto l’ambientazione e l’idea che sta alla base del retelling. Come anticipato, la trovo molto attuale e più verosimile di quanto si voglia credere. Ciò che, secondo me, fa perdere qualche punto al libro sono l’editing e il linguaggio. Il primo valido per tutti, il secondo solo per alcuni: a me, per esempio, non infastidisce il linguaggio volgare, nonostante preferisca uno stile più classico – ma, ovviamente, non è così per tutti, di conseguenza questa saga necessita di trovare il lettore adatto. Ma, d’altra parte, è così per ogni libro!

Recensioni: indice

Nella morsa del lupo

Nella morsa del Lupo Book Cover Nella morsa del Lupo
Stef Kiryan
Fantasy
bookabook
2020
352

Nelle remote e fredde terre del Lashmir si incrociano le strade di quattro viandanti. Il cacciatore di mostri Easley Van Fanel, il discepolo dei Maestri di Cristallo Valadier Bandergar, il necromante Rexir e il druido O’Wak, in fuga dopo essere stati attaccati da una misteriosa creatura, si ritrovano per effetto di un incantesimo su Uril, un mondo parallelo dove regnano terrore e sofferenza. Per riuscire a tornare a casa dovranno sconfiggere quattro mostri che minacciano Uril e uccidere l’Aquila di Sangue, lo spietato despota che domina quelle terre. Ma giorno dopo giorno il loro piano si complica sempre di più, mentre il lento emergere di un doloroso passato inizierà a metterli l’uno contro l’altro.

 

Nella morsa del lupo è un romanzo fantasy di Stef Kiryan, edito da bookabook.

Cos’è questo romanzo? Una partita di D&D. Detto così è riduttivo, perché questa partita è stata elaborata, romanzata e messa su carta.

Come ogni partita che si rispetti, vede molti personaggi: quelli principali che “giocano in modo attivo”, i protagonisti, e quelli secondari che intervengono a più riprese per tutta la durata del gioco: gli antagonisti.

Devo ammettere di aver scoperto le origini del romanzo solo dopo aver iniziato la lettura, ma c’era qualcosa di familiare perciò ho scavato qua e là fino a trovare la spiegazione… con calma, ma arrivo!

Ma torniamo al romanzoNella morsa del lupo inizia raccontando della nascita e infanzia del piccolo Valaier, figlio di una contadina del Lashmir e di un discepolo dei Maestri di Cristallo. Sia il padre che il bambino non sono completamente umani e, quando le caratteristiche non umane del bambino iniziano ad essere evidenti, la sua esistenza comincia ad essere in pericolo.

Dopo un primo sguardo sulla vita di madre e figlio, inizia l’azione: il padre torna e costringe i due a partire all’improvviso, in piena notte; riesce ad avvisarli appena in tempo del pericolo imminente perché, subito dopo, compaiono delle creature simili a grossi lupi, che tentano di ucciderlo.

Successivamente si capisce che la vita di Valadier e della sua famiglia è in pericolo per via di regole infrante, relazioni proibite e un bambino che non sarebbe dovuto nascere.

Anni dopo, le strade di quattro protagonisti collegati ai precedenti si incontrano in un cammino comune: Easley – cacciatore di mostri, Valadier – discepolo dei Maestri di Cristallo, O’Wak – druido dei boschi, Rexir – il necromante. I quattro si imbattono in lupi al comando del Demone Bianco e, grazie a druido (*), vengono sbalzati in una realtà parallela: sono sempre nelle stesse terre del Lashmir ma la confrormazione è cambiata, così come la storia.

Nella morsa del lupo

Questo romanzo è senza dubbio molto particolare: contiene tanti personaggi, tanti luoghi e soprattutto tanti intrighi e colpi di scena. Ma cosa ci possiamo fare? I master sono fatti così!

Può sembrare un libro “strano“, soprattutto se non si ha familiarità con creature fantastiche e simili.

La “stranezza” non è assolutamente una connotazione negativa. La presenza di tanti personaggi, luoghi, colpi di scena e salti spazio-temporali aiuta, senza dubbio, a coinvolgere il lettore e rendere la storia entusiasmante. Sotto certi aspetti però, benché romanzata, rimane una campagna vera e propria: spesso hanno più importanza i combattimenti rispetto alla storia dei personaggi e ai loro legami, ma d’altra parte è la trascrizione di una partita ed è normale che sia così. Un altro elemento su cui si nota l’origine della storia è la descrizione dei loghi: precisa, accurata, essenziale, mai troppo descrittiva o discorsiva.

Consideriamo anche che, probabilmente, un lettore ignaro dell’esistenza dei giochi di ruolo avrebbe semplicemente “visto” una predilezione verso certi elementi rispetto ad altri da parte dell’autore!

Il romanzo è scritto in modo semplice e scorrevole, cosa che aiuta a concentrarsi sulla trama e sui suoi elementi portanti; il ritmo è piuttosto veloce. Personalmente ho trovato più scorrevole la prima parte rispetto alla seconda, benché questa sia  più dinamica e ricca d’azione.

Nella morsa del lupo è il romanzo d’esordio di Stef Kiryan: lo consiglio a tutti gli appassionati di fantasy, di giochi di ruolo e a lettori onnivori in cerca di qualcosa di diverso dal solito!

 

 


*sono sempre i druidi a fare la differenza 🙂 Il mio è QUESTO QUI

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Gelidi abissi

Gelidi abissi Book Cover Gelidi abissi
Massimo Gagliardini
Fiction, Romanzo Storico
Bonfirraro
2020
324

Southampton, 1912. Emily e Clayton si imbarcano sul maestoso Titanic per il loro viaggio di nozze in America. L'eccitazione della coppia per la lunga traversata si tramuta ben presto in inquietudine quando Clayton fa la conoscenza di un altro passeggero, Renard, un grottesco individuo dal passato scomodo e oscuro che nasconde un piano sconvolgente. Giorno dopo giorno, Clayton ed Emily si ritrovano a subirne la presenza magnetica, finché Clayton prova a ricomporre i tasselli di un puzzle che si perde nei lontani anni della sua gioventù. In una matassa di reticenze e menzogne, arriva il momento della resa dei conti tra Clayton e Renard, mentre il Titanic continua la sua corsa verso New York, solcando cieli bui e acque gelide, finché il fatale impatto con un gigantesco iceberg non lo squarcia nella notte. Sulla nave è il delirio, una corsa disperata verso le poche scialuppe che vengono calate in mare, mentre il transatlantico affonda sempre di più, fino a spezzarsi in due tronconi e colare a picco. Il destino di Clayton, Emily e Renard correrà lungo la rotta di morte che distingue tra sommersi e salvati e sarà proprio Emily ad affrontare rivelazioni sconvolgenti che la condurranno a scoprire una terribile verità troppo a lungo taciuta.

Gelidi abissi di Massimo Gagliardini è un romanzo ambientato nel 1912, che narra la storia del Titanic sotto un altro punto di vista rispetto a quello che solitamente abbiamo visto, letto è ascoltato.

Racconta la storia di Emily e Clayton che partono sul Titanic per festeggiare le loro nozze ma, poco dopo la partenza, Clayton fa la conoscenza di un misterioso personaggio di nome Renard, il quale nasconde un piano chi lascia la giovane coppia stupefatta e inquieta.

Dopo una serie di vicissitudini che riguardano vicino la giovane coppia e lo scuro Renard, si arriva al fatale e noto evento che riguarda la maestosa nave su cui i protagonisti si erano imbarcati: lo scontro con l’iceberg. 

Nel frattempo Clayton scopre le origini di Renard e come il loro passato sia in qualche modo collegato. Inizia ad essere sospettoso ed inevitabilmente i due arriveranno ad uno scontro finale. Fatalmente questo scontro coincide con il momento del naufragio e la vicenda si complica ulteriormente.

I personaggi principali sono quindi tre:

  • Emily, la giovane sposa, agiata e innamorata. In qualche modo ricorda la protagonista del film Titanicse non altro per le origini benestanti. Tuttavia, ha un carattere quasi opposto alla celebre Rose, che si strugge per non poter vivere una vita libera e per la sua impotenza nella società; Emily, al contrario, è piuttosto spensierata e ingenua.
  • Clayton è il classico uomo per bene, felice di aver raggiunto il traguardo del matrimonio con una bella donna. Ha però un passato spinoso, che preferirebbe dimenticare.
  • Renard, l’antagonista, colui che metterà alla prova la giovane coppia.

I tre ruoli si accavallano e prendono importanza in modo alternato: verso la fine, per esempio, sarà proprio Emily ad avere un ruolo rilevante nella vicenda!

Gelidi Abissi: Oltre la trama

Il ritmo è medio, scorrevole; un libro caratterizzato da un buon lessico, non troppo formale ma nemmeno colloquiale, unito a belle descrizioni e caratterizzazione dei personaggi.

La trama portante del Gelidi Abissi, inventato dall’autore, è ben amalgamata alla storia realmente accaduta del Titanic, riguardante la nave e alcuni personaggi. Sì, perché alcuni dei personaggi secondari sono realmente esistiti: al fondo del libro è stata inserita una breve biografia per ognuno –  molto apprezzata!

 

Pelle d’asino

Pelle d'asino. Ediz. a colori Book Cover Pelle d'asino. Ediz. a colori
Cécile Roumiguière
Fiaba, Illustrati
2020
160

Pelle d’asino è una fiaba molto antica, narrata presso vari popoli con caratteristiche differenti ma con la stessa morale e, ora, ripresentata da Rizzoli in una nuova veste illustrata: da non perdere!

Pelle d’asino (Peau d’âne) è una fiaba popolare francese, resa celebre dalla versione che ne fu fatta da Charles Perrault. Essa venne pubblicata per la prima volta nel 1694, e venne in seguito integrata nelle Histoires ou contes du temps passés, avec des moralités, noti col titolo di I racconti di mamma l’oca (Contes de ma mère l’Oye), pubblicati nel 1697. (wikipedia)

Questa illustrazione, infatti, è illustrata da Alessandra Maria, raccontata da Cécile Roumiguière e basata sulle precedenti versioni di Charles Perrault, dei fratelli Grimm e di Jacques Demy.

PELLE D’ASINO

Una giovane principessa cresce tra le attenzioni amorevoli del padre e della madre, fino a quando questa – la donna più bella che si sia mai vista – non si ammala gravemente e muore.

Dopo  la sua morte, la principessa e il padre si allontanano: uno sempre rinchiuso nelle sue stanze e l’altra nella sua voliera, alle prese con le arti che più le piacciono, per concentrarsi su qualcosa di bello e non rimuginare sulla morte della madre, con la sola compagnia saltuaria della sua adorata madrina.

La Regina, prima di morire, si fa promettere dal marito che non avrebbe sposato nessun’altra donna finché non ne avesse trovata una più bella di lei. Impossibile, tant’è che che le ricerche dei consiglieri del Re si rivelano costantemente inutili e il Re appare sempre più depresso e isolato. Un giorno incontra per caso la figlia nella voliera e comprende che lei è la sola a poter competere con la bellezza della madre.

La fa chiamare e chiede la sua mano. La figlia, sbigottita e turbata, chiede consiglio alla madrina per rifiutare la proposta del padre senza mancargli di rispetto. La madrina le suggerisce di chiedere al padre abiti impossibili da creare fino a farlo desistere; purtroppo, però, il padre riesce sempre ad esaudire ogni sua richiesta, addirittura quando gli viene chiesto di sacrificare il suo asino portafortuna per farne una pelliccia.

Disperata, la principessa comprende di non avere altra scelta se non la fuga: su consiglio della madrina, si rende irriconoscibile, si copre con la sua pelliccia d’asino e si nasconde nel bosco. Trova una casupola dove nascondersi e inizia a lavorare come serva.

Un po’ di fortuna e un po’ di astuzia, però, la portano a conoscere l’amore della sua vita, a riscattarsi dalla sua misera condizione e riappacificarsi con il padre.

Oltre la trama

Pelle d’asino è una fiaba molto semplice ma estremamente ricca di significato: la principessa è una ragazza coraggiosa che rispetta profondamente il padre che l’ha cresciuta ma che di oppone ad un matrimonio insensato; è una ragazze istruita, astuta ed educata, che sa sfruttare queste virtù a suo favore, e che riesce con le sue forze a tirarsi fuori da una situazione sgradevole e a ribaltare le sue sorti.

Questa fiaba è stata raccontata in decine di versioni, una delle quali ad esempio si intitolava l’Orsa, in quanto l’animale sacrificato era un’orsa e non un asino. La morale però è rimasta la stessa e negli anni ha rafforzato il suo valore, essendo utile a fanciulle di tutte le epoche. Il bello delle fiabe è questo, in fondo: cambiano i protagonisti e gli antagonisti, cambiano le figure che questi rappresentano, cambiano le ere, ma il messaggio rimane sempre valido.

L’edizione

Il testo:
La fiaba viene raccontata in modo molto basilare: il lessico è semplice, il ritmo costante e piuttosto veloce; a tratti è ripetitiva, come quasi tutte le fiabe.

Le illustrazioni:
Lo stile dell’illustratrice è molto particolare: abbina tratti somatici e fisici realistici e in tre dimensioni ad elementi del paesaggio o dell’abbigliamento stilizzati e piatti. La tavolozza scelta è composta da pochi colori, che vanno dal nero all’ocra, con l’aggiunta di dettagli oro. Personalmente lo trovo uno stile singolare e originale, perfetto per rappresentate una fiaba in cui non si raccontano solo scene felici, adatto quindi a rappresentate in modo ancora più espressivo alcuni passaggi del racconto in cui le emozioni dominanti sono paura e incertezza.

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INDICE RECENSIONI

La Signora del Lago – The Witcher 7

La signora del lago. The Witcher Book Cover La signora del lago. The Witcher
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
2020
624

L'inverno si avvicina. Stremati, Geralt e i suoi compagni sono costretti a fermarsi a Toussaint, un piccolissimo regno d'incredibile bellezza, risparmiato dalla guerra grazie alla sua posizione isolata. Lì, lo strigo spera di trovare un posto sicuro per recuperare le forze, e soprattutto informazioni che possano aiutarlo nella ricerca di Ciri. Geralt non sa se le voci secondo cui la ragazza sarebbe stata catturata dall'esercito imperiale siano vere. Una cosa è certa: ha bisogno di lui. Tuttavia Ciri non è l'unica a essere in grave pericolo: le spie di Nilfgaard sono ovunque, e persino in un luogo idilliaco come Toussaint c'è qualcuno che trama nell'ombra perché Geralt non ne esca vivo…
L’hanno ribattezzata la Signora del Lago. Per sfuggire alle truppe di Nilfgaard, Ciri ha varcato il portale magico nascosto nella Torre della Rondine e, da quel giorno, gli elfi si sono presi cura di lei, guarendo le sue ferite e trattandola come una vera principessa. Ciri quindi ha abbassato la guardia e non si è subito resa conto di non essere affatto una loro gradita ospite, bensì una prigioniera. Ma, adesso che ha scoperto il gioco degli elfi, deve assolutamente riuscire ad evadere. Perché lei è la Fiamma di cui parlano le profezie. Ed è giunto il tempo che il suo destino si compia…

La Signora del Lago è il settimo volume della saga di Geralt di Rivia, edita da Editrice Nord – volume conclusivo delle vicende che riguardano, appunto, Geral; l’ottavo volume, infatti si colloca cronologicamente prima del primo romanzo della serie.

La trama

L’inverno si avvicina. Stremati, Geralt e i suoi compagni sono costretti a fermarsi a Toussaint, un piccolissimo regno d’incredibile bellezza. Lì, lo strigo spera di trovare un posto sicuro per recuperare le forze, e soprattutto informazioni che possano aiutarlo nella ricerca di Ciri. Una cosa è certa: ha bisogno di lui. Tuttavia Ciri non è l’unica a essere in grave pericolo: le spie di Nilfgaard sono ovunque…

L’hanno ribattezzata la Signora del Lago. Per sfuggire alle truppe di Nilfgaard, Ciri ha varcato il portale magico nascosto nella Torre della Rondine e, da quel giorno, gli elfi si sono presi cura di lei, trattandola come una vera principessa. Ciri quindi ha abbassato la guardia e non si è subito resa conto di non essere affatto una loro gradita ospite, bensì una prigioniera. Ma, adesso che ha scoperto il gioco degli elfi, deve assolutamente riuscire ad evadere. Perché lei è la Fiamma di cui parlano le profezie. Ed è giunto il tempo che il suo destino si compia…

La Signor del Lago

Questo settimo volume rappresenta l’epilogo perfetto per la saga di cui fa parte.

Un colpo di scena assolutamente imprevisto permette di mettere insieme tutti i pezzi della storia dei sei libri precedenti e di dare un senso a tutti i passaggi fino ad ora inspiegabili. Il colpo di scena si verifica relativamente “presto” all’interno del libro perciò, successivamente, si hanno ulteriori passaggi articolati e svolte della trama.

In ogni caso le doti dell’autore sono indiscutibili: ha scritto sei libri in cui la storia si è sviluppata su più fronti, inducendo il lettore a supporre qualsiasi versione possibile di epilogo, per poi  crearne uno decisamente inaspettato.

Ci sono alcune particolarità che merita citare:

  • questo è l’unico volume della saga in cui vengono menzionati luoghi reali;
  • ci sono due possibili interpretazioni del finale di Yennefer e Geralt: ogni lettore è libero di scegliere quella che preferisce;
  • verso la fine, fa la sua comparsa un personaggio del tutto estraneo alla saga, almeno finora, e si apre l’ennesimo colpo di scena da maestro di Sapkowski;
  •  relazione all’epilogo, è interessante la teoria dei flashback dei personaggi, che si può notare solo leggendo l’intera saga – rivelarla ora rovinerebbe la lettura a chi deve ancora iniziare!

I libri precedenti:

  1. Il guardiano degli innocenti
  2. La spada del destino
  3. Il sangue degli elfi
  4. Il tempo della guerra
  5. Il battesimo del fuoco
  6. La Torre della Rondine

Recensioni: INDICE

Penitenziagite – Apocalisse

Penitenziagite - Apocalisse Book Cover Penitenziagite - Apocalisse
Penitenziagite
Fabio Cosio
Romanzo Storico, Biografia
Self-published
633
Copertina flessibile

Nel momento in cui fra Dolcino assume la guida del movimento degli apostolici, il loro numero inizia a crescere esponenzialmente. L'inquisizione stringe ancora di più le sue maglie, processando e bruciando un gran numero di adepti.
Trovato un rifugio in Trentino, gli apostolici fondano una comunità dove, finalmente, possono vivere in pace, protetti dal signore locale. Ma quando questi muore, la situazione precipita. Costretti a una nuova fuga, gli apostolici attraversano tutto il nord Italia fino a giungere in Valsesia, dove la popolazione si è ribellata ai feudatari locali. Nuovamente perseguitati e attaccati, fra Dolcino e gli apostolici decidono di combattere per la loro libertà, impugnando le armi in un'eroica resistenza contro le forze del vescovo.

Penitenziagite – Apocalisse è il volume conclusivo della trilogia di romanzi storici di Fabio Cosio, che vede come protagonista fra Dolcino da Novara.

Penitenziagite – Apocalisse

Questa trilogia di romanzi storici ripercorre, attraverso il protagonista, alcuni decenni della storia italiana caratterizzati dal dominio della Chiesa, dalla violenza dell’Inquisizione e dalle lotte del popolo.

Nei primi volumi (Genesi  e Atti degli apostoli), abbiamo seguito fra Dolcino nella sua carriera ecclesiastica e nel distaccamento da molti degli aspetti della Chiesa che riteneva sbagliati o contraddittori.

In quest’ultimo volume si giunge al termine di questo percorso e, purtroppo, della vita di Dolcino. Per avere qualche blanda informazione sulla vita di quest’uomo basta aprire un libro di storia o cercare online e, trattandosi di una ricostruzione storica molto fedele alla realtà, rivelare il finale di questo libro non significa rovinare la lettura della trilogia.

Fra Dolcino, come anticipato nei volumi precedenti, è stato il fondatore del movimento dei dolciniani, movimento riconducibile a quello degli apostolici (a sua volta derivante dai movimenti pauperistici e millenaristici).

La sua dottrina prevedeva una scrupolosa osservazione delle Sacre Scritture, nonché il digiuno, la preghiera e la povertà. Tuttavia, si basava su altri due aspetti rilevanti che, ovviamente, non potevano essere approvati dalla Chiesa: la disobbedienza alla Chiesa stessa e al papa, qualora si fosse allontanato dalla giusta predicazione e applicazione dei Vangeli e sulla possibilità di eliminare l’obbligo del celibato.

Fra Dolcino, in prima persona, aveva una compagna – Margherita – e, giunti a questo punto, merita soffermarsi sull’epilogo di questa storia: fra Dolcino viene condannato a morte dal vescovo, costretto a subire torture inimmaginabili prima dell’esecuzione della pena capitale. Ma non è tutto: anche Margherita viene condannata a morte: per eresia, stregoneria, legami con Satana e quant’altro. Viene bruciata viva. E Dolcino è costretto ad assistere, prima di essere ucciso a sua volta.

Perché soffermarsi sul finale: perché racchiude il messaggio dell’intera trilogia. Un messaggio di un uomo, vissuto 700 anni fa, che ha avuto il coraggio di opporsi alla dittatura di una Chiesa corrotta. Un uomo: non era un santo, ma semplicemente un uomo, vissuto da uomo e morto da uomo. Morto per ciò in cui credeva. Allo stesso modo, con lui, è morta Margherita, che non si è piegata fino alla fine, nemmeno davanti al boia.

Allo stesso modo sono morti in tanti: sono morti coloro che hanno cercato di proteggerlo, coloro che hanno condiviso con lui una visione differente della religione; sono morti i “poveri cristiani” che si sono opposti al vescovo nella terribile battaglia della Valsesia.

Non è finita: Dolcino sarebbe dovuto diventare un esempio, un monito per la popolazione. Per questo è stato torturato pubblicamente per le strade di Vercelli, nei modi più terribili e disgustosi. Per questo le ceneri di Longino  e Margherita sono state gettate nel fiume Cervo. Tutto questo e molto altro in Penitenziagite Apocalisse.

In conclusione

Non posso fare altro che consigliare la lettura di questa trilogia per vari motivi: la ricchezza di dettagli, la minuziosa ricostruzione storica, la volontà dell’autore di “riportare in vita” una tale storia e, ovviamente, per il significato di quella storia.

Per darvi qualche informazione in più sulla lettura di questo libro, oltre a rimandarvi alle recensioni precedenti, posso dirvi che: è scritto molto bene, in modo semplice e chiaro; ha un ritmo di lettura lento, soprattutto a causa dei temi affrontati e alla quantità di dettagli; è adatto ad appassionati di storia, lettori onnivori e a chiunque voglia approfondire le proprie conoscenze sulla storia d’Italia tra la fine del 1200 e l’inizio del 1300.


Recensioni: INDICE

 

Come leggere tanti libri

Oggi, dopo lustri, torna un articolo per la rubrica Parliamo di libri. 

L’argomento del giorno è: come fare per leggere tanti libri?

Ebbene, ci sono tante risposte a questa domanda. Ovviamente ciò che può andare bene per un lettore può risultare assolutamente improponibile per un altro, perciò analizziamo insieme alcuni punti.

Come leggere tanti libri?

La prima regola è: non farsi prendere dal panico. 

Sopratutto per i lettori onnivori e accumulatori, è facile ritrovarsi con pile di libri che crescono di giorno in giorno in ogni angolo della casa e, soprattutto, che osservano minacciose e spazientite in attesa che venga il loro turno.

Il primo passo è quindi fare in modo che i libri non creino disagio: sono una passione, un momento di relax o un’occasione per imparare, non un problema o l’ennesima cosa da portare a termine in una giornata!

Poi: pianificare e organizzare.

Questo punto è estremamente soggettivo. Anche dopo la pianificazione e l’organizzazione, non bisogna assolutamente fare in modo che i libri diventino una “faccenda da sbrigare”.

Farsi un’idea di ciò che si vuole leggere in un determinato periodo è utile, ma non deve diventare una forzatura. Perciò è bene scegliere una quantità di libri ragionevole in base agli altri impegni che si hanno.

Personalmente preferisco fare una breve lista di libri – solitamente abbinati alla stagione – in cui inserisco le “priorità”, poi ovviamente se riesco a leggere di più è tanto di guadagnato!

Una volta presa l’abitudine della pianificazione generale delle letture, è utile organizzare i momenti di lettura quotidianamente, settimanalmente o addirittura mensilmente in base al tempo che si ha a disposizione.

Va da sé che per leggere tanti libri è molto utile leggerne più di uno nello stesso periodo: c’è chi inorridisce al solo pensiero e c’è chi non riesce a leggere un solo libro alla volta.

Sia che facciate parte della prima categoria e sia della seconda, vi consiglio di suddividere il libro in parti (da leggere ogni giorno, ogni settimana, quando vi pare insomma!): questo sistema vi aiuterà a leggere con costanza e soprattutto, ad ogni parte conclusa, avrete la soddisfazione di aver completato qualcosa – anche se il libro non è ancora terminato!

Personalmente non riesco a leggere un solo libro alla volta: capita di non aver voglia di continuare, capita di essere stanchi e non avere la concentrazione necessaria per un determinato libro, capitano tante cose per cui è utile iniziarne più di uno. Se si tratta di libri lunghi li suddivido in parti da 50 o 100 pagine, se si tratta di libri corti difficilmente faccio suddivisioni.
Annoto su un piccolo taccuino i titoli letti in un anno (lo faccio da 4 anni) e su un diario di lettura i libri migliori!

Ok… e ora?

Vi ho dato alcuni suggerimenti su come leggere tanti libri MA ciò che mi sento di consigliarvi davvero è questo: leggete per il vostro piacere e per nient’altro. 

Vedere pile enormi di libri letti a fine anno è una grande soddisfazione ma è un traguardo che non è sempre raggiungibile: non paragonate le vostre letture a quelle degli altri. Ci sono lettori che macinano 100 o 150 libri all’anno: questi sì che sono traguardi invidiabili! Purtroppo, però, le giornate sono fatte di 24 ore e, a meno che leggere non sia l’occupazione principale, è praticamente impossibile raggiungerli!

Perché vi dico questo? Perché mi sono accorta che con il nuovo sistema di diffusione e promozione dei libri, soprattutto sui social, la lettura è diventata un “obbligo”, una scadenza da rispettare: lo è fino ad un certo punto! La lettura è prima di tutto un piacere!

Ma… a proposito di pianificazione… siamo ad ottobre: è tempo di letture autunnali!

Vi lascio la lista dei libri che ho intenzione di leggere quest’autunno:

  • Il cacciatore di draghi, Tolkien
  • La città dell’assedio, L. Buggio
  • La signora del lago, A. Sapkowski

…e tutti quelli che riuscirò a leggere in aggiunta sono ancora da scoprire!

Buona lettura a tutti <3

Verde oscurità

Verde oscurità Book Cover Verde oscurità
Anya Seton
Romanzo
2013
493

Tra le colline del Sussex si erge il castello di Medfield Place, una residenza Tudor che, sin dal 1200, da quando uno dei primi Marsdon si costruì un piccolo torrione di pietra, è la dimora dell'antica famiglia di baronetti inglesi. Da qualche tempo Medfield Place è anche la casa di Celia Taylor, giovane, ricca americana diventata una lady Marsdon dopo aver sposato Richard, erede, con la morte del vecchio sir Charles, di titoli e averi della nobile stirpe. I primi giorni a Medfield Place sono stati per Celia tra i più gioiosi della sua vita, segnati dall'orgoglio di appartenere a un'antica e solida famiglia e di condividere un amore vero e appassionato tra le lussureggianti colline del Sussex. Poi in un pomeriggio d'autunno tutto è cambiato. Celia è diventata una giovane donna infelice. Nei boschi le foglie erano ingiallite e una fumosa foschia scendeva dagli anfratti dei Downs, quando lei e Richard raggiunsero il castello di Cowdray, l'antica costruzione Tudor di sir Anthony Browne, il cui cappellano, durante i regni di re Edward e della regina Mary, era Stephen Marsdon, un illustre antenato di Richard. Nel Salone dei Cervi Celia ha avvertito la netta sensazione di essere già stata in quel posto. Da quel pomeriggio, le allucinazioni hanno continuato a perseguitarla, col risultato di allontanare da lei Richard. Jiddu Akananda, il dottore indù ospite del castello, non ha dubbi sulle cause dell'infelicità sua e di Richard: qualcosa di terribile deve essere accaduto nel castello. Postfazione di Barbara Samuel.

Verde oscurità è un celebre romanzo storico dell’autrice Anya Seton.

Verde oscurità

Ambientato tra ‘900 e ‘500Verde oscurità racconta la storia di Richard e Celia: una giovane coppia che, dopo il matrimonio nel 1960, si stabilisce nel maniero di famiglia nel Sussex.

Dopo un periodo nell’abitazione, però, iniziano a verificarsi strani eventi sia per un coniuge che per l’altro: isteria, visioni, comportamenti fuori dalla norma.

In questo modo la trama riporta il lettore a quattro secoli prima, quando un certo Richard e una certa Celia impazzivano per una storia d’amore desiderata ma impossibile.

Oltre la trama

Un libro pieno di suspense, molto dinamico e frenetico, nonostante in apparenza abbia uno stile pacato e un andamento costante.

Lo stile dell’autrice è impeccabile: coinvolgente, ricercato ma non eccessivamente elaborato al punto di distogliere il lettore dalla trama.

Stile, ritmo e trama sono perfettamente amalgamati, in modo da ottenere un romanzo scorrevole e intrigante che balza avanti e indietro nello spazio e nel tempo tra storie familiari sepolte e riscoperte, senza lasciare un attimo di respiro al lettore.

A rendere un romanzo storico veramente valido, poi, sono l’ambientazione e l’atmosfera: in questo l’autrice è stata davvero magistrale. La narrazione è tale da rendere il tutto vivido e percettibile, tanto da far immergere completamente il lettore in un’altra epoca.

Inoltre, tra amore e possibili reincarnazioni, avvolge il tutto in un alone di fascino e mistero che tiene incollato il lettore alle pagine dall’inizio alla fine.

In conclusione:

Consiglio questo libro a tutti gli amanti del romanzo storico e non solo. Questo libro è veramente valido nel suo insieme, perciò consigliatissimo anche ai lettori che solitamente preferiscono altri generi letterari!


Indice recensioni

 

A est del sole, a ovest della luna e Kay Nielsen

Kay Nielsen. A est del sole e a ovest della luna Book Cover Kay Nielsen. A est del sole e a ovest della luna
Noel Daniel
Fiaba, Illustrati
2018
192

La ristampa di un grande classico della cultura mondiale. Entrate in un mondo fatto di innamorati osteggiati dal destino, venti magici e troll dispettosi, e lasciatevi incantare da alcune delle più raffinate illustrazioni nella storia del libro. Con questa ristampa, l’editore fa rivivere il più ambizioso progetto editoriale dell’amato artista danese Kay Nielsen, uno dei più apprezzati illustratori di libri per l’infanzia di tutti i tempi. Inizialmente pubblicato nel 1914, East of the Sun and West of the Moon è una celebre antologia di fiabe che i leggendari folkloristi norvegesi Peter Christen Asbjornsen e Jorgen Engebretsen Moe hanno raccolto nel corso dei loro viaggi per la Scandinavia a metà del XIX secolo. L’edizione illustrata da Nielsen dei racconti di Asbjornsen e Moe è considerata un gioiello della letteratura per ragazzi del Ventesimo secolo, osannato dai collezionisti d’arte e di libri di tutto il mondo. Una copia originale autografata di questo libro è stata venduta all’asta nel 2008 per il prezzo più alto mai pagato per un libro illustrato di letteratura per ragazzi. Questa curatissima riproduzione presenta 10 delle fiabe originali, con un totale di 46 illustrazioni e numerosi ingrandimenti degli acquerelli originali di Nielsen, stampati in cinque colori per consentire agli straordinari dettagli di brillare di luce propria. Il volume include inoltre due saggi illustrati da decine di opere rare e inedite di Nielsen, ed esplora la storia delle fiabe norvegesi, la vita e le opere dell’artista, nonché la genesi del libro.

 


 

A est del sole, a ovest della luna è una raccolta di fiabe norvegesi (prende il nome da una di esse), illustrata dell’artista danese Kay Nielsen.

In particolare, questa edizione firmata Taschen è suddivisa in due parti: la prima parte è sostanzialmente una biografia del celebre illustratore; la seconda parte contiene la raccolta di fiabe.

Kay Nielsen

Celebre artista danese, è vissuto nell’epoca d’oro dell’illustrazione. Ha partecipato alla realizzazione di alcune opere che hanno fatto la storia, tra cui illustrazioni per la Disney. Tuttavia, la sua celebrità si è accresciuta maggiormente dopo la sua morte piuttosto che in vita, come spesso accade per gli artisti innovativi e fuori dagli schemi.

Le fiabe

La raccolta è composta da fiabe classiche, perciò i temi e la struttura sono simili in tutte. La struttura e la trama si basano sempre su protagonista e antagonista (anche multipli), una situazione iniziale, un fatto decisivo, una trasformazione o evoluzione e un epilogo.

Nella raccolta si ripresentano spesso anche alcune figure importanti: per esempio, in quasi tutte le fiabe si trovano del troll. Creature malvagie e subdole, che hanno la capacità di assumere le sembianze umane e trarre in inganno gli ignari protagonisti delle storie.

Altrettanto importanti sono alcuni elementi della natura, rappresentati come figure pensanti, con una volontà propria: l’esempio più rilevante è quello dei Venti, capaci di aiutare i protagonisti in più occasioni.

Lo stie narrativo è ovviamente molto semplice e scorrevole, adatto ad un pubblico di età varia. I periodi sono brevi ed essenziali, il lessico altrettanto semplice. Va da sé che la lettura nel suo complesso acquisisca un ritmo veloce e un andamento costante.

Come per ogni fiaba che si rispetti, la funzione di queste storie risiede nella morale: fiducia, amicizia, amore, famiglia, inganno, curiosità e rispetto, sono solo alcuni degli argomenti che stanno alla base dei messaggi veicolati in questi racconti!

Le illustrazioni

Ovviamente il punto di forza di questo libro sta nelle illustrazioni, opera di Kay Nielsen, che vede proprio in questa raccolta una delle sue opere più grandiose e complesse.

Ogni fiaba contiene numerose illustrazioni che accompagnano la trama dall’inizio alla fine. Ogni illustrazione è caratterizzata da una quantità incalcolabile di dettagli e da contrasti forti, in netta contrapposizione con i tratti semplici e la composizione delle tavole.

 

 


indice recensioni

Dracula

Dracula! Ediz. illustrata Book Cover Dracula! Ediz. illustrata
Bram Stoker
Classici, Horror
Mondadori
2019
Copertina rigida
531

«Dracula», archetipo delle infinite storie di vampiri narrate dalla letteratura e dal cinema, mette in scena l'eterna lotta tra il Bene e il Male, tra la ragione e l'istinto, tra le pulsioni più inconfessabile e il perbenismo non solo vittoriano. Una storia scaturita dall'inconscio ed entrata in tutti i nostri incubi che questo volume presenta insieme ad altri testi, di Stoker o di altri autori, che rendono conto dell'eccezionale "vitalità" dei non-morti.

Dracula di Bram Stoker è IL grande classico dell’horror gotico: un romanzo epistolare che presenta una nuova versione del vampiro, diversa da quella nota nel folklore popolare fino al momento della sua pubblicazione.

Dracula

Trattandosi di un romanzo interamente epistolare, tutti i fatti che ne compongono la trama sono deducibili da ciò che viene raccontato nello scambio di lettere tra i personaggi principali.

La narrazione inizia il 3 maggio 1890, quando Jonathan Harker parte per la Transilvania e si reca dal Conte Dracula, acquirente di una tenuta a Londra, per conto del suo capo – il Signor Hawkins.

Oltre alle lettere, i fatti vengono raccontati attraverso i diari personali dei protagonisti: Jonathan annota ogni dettagli della sua permanenza presso la dimora del Conte, in modo da non dimenticare ciò che accade e non cadere nella confusione causata dagli avvenimenti strani e da orari e consuetudini particolari del Conte.

In questo modo si apprende, poco per volta, come Jonathan si trovi coinvolto nel piano diabolico del Conte di trasferirsi in Inghilterra per avere accesso illimitato a nuove fonti di nutrimento: il sangue degli inglesi.

Poco alla volta, infatti, Jonathan ha modo di intuire e poi confermare il grande segreto del Conte: è un vampiro.

Dall’altra parte dell’Europa, nel frattempo, Mina e la sua amica Lucy scrivono lettere e diari a loro volta: da questi si può capire come anche loro siano coinvolte in fatti strani e sinistri.

Proprio quando inizia a temere per la propria vita, Jonathan riesce a tornare in Inghilterra… ma questo è solo l’inizio!

Oltre la trama

Dracula è il frutto di studi approfonditi da parte del suo creatore: Stoker, infatti, si è basato su un personaggio storico realmente esistito ma ha anche articolato personaggi e ambientazione in modo che ogni dettagli rappresentasse qualcosa di specifico e assolutamente voluto.

Il Conte rappresenta lo straniero, come veniva visto dal popolo inglese dell’epoca; la sua crudeltà rappresenta ciò che l’Inghilterra ha subito dai popoli invasori.

La scelta dalle Transilvania come luogo d’origine del Male è stata particolarmente oculata: quella terra, infatti, è stata culla di popoli diversi per secoli e ha creato una fusione di religioni, credenze e culture più unica che rara. Inoltre la morfologia di questa zona geografica si adatta perfettamente al genere gotico di Stoker: una terra fredda e ostile, che viene rappresentata come praticabile soltanto da creature non umane.

Il Conte Dracula di Stoker è comunque ispirato alla figura storica del principe Vlad III di Valacchia: governatore della Valacchia – terra al confine con l’Impero Ottomano – fu investito dall’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo ed entrò a far parte dell’Ordine del Dragone: Draculea. “Drac” significa sia drago che demonio, da qui l’associazione a “figlio del demonio”.

Vlad III è passato alla storia come Vlad l’Impalatore a causa della sua propensione a punire gli avversari attraverso l’impalatura, tecnica appresa durante i suoi dieci anni di prigionia presso i turchi.

Questo personaggio già di per sé molto complicato e cruento, è stato l’ispirazione perfetta per creare il vampiro elegante e maestoso di Stoker.

Ovviamente la figura del vampiro non ha fatto la sua prima apparizione con Stoker, infatti era già largamente riportata nelle storie popolari e ripresa da altri autori prima di Stoker.

Tuttavia Stoker fornisce una nuova visione del vampiro: elegante, raffinato, subdolo e pianificatore, anziché bestia selvatica e aggressore senza scrupoli.

Sembra che Dracula sia nato da un incubo di Stoker, che poi ha studiato e approfondito nel dettagli tutto ciò che è servito per la composizione del romanzo.

Lo stile di Stoker

Con Dracula, Stoker è diventato il maestro dell’horror gotico, così come altri autori si sono contraddistinti in altre sottocategorie dell’horror: Poe con il classico, Lovecraft con il cosmico e così via.

Oltre alla trama, agli aspetti psicologici, alle metafore e ai personaggi, ciò che rende questo libro un grande classico da leggere assolutamente è lo stile dell’autore.

Si tratta di un romanzo epistolare, perciò ogni “visione” della storia è scritta e trasmessa attraverso i pensieri di personaggi diversi: ogni penna è caratterizzata in modo diverso; ogni personaggio è costruito non solo esteticamente e caratterialmente, ma anche psicologicamente e questo traspare da un diverso stile di scrittura per ogni narratore.

Il ritmo di lettura è lento: ogni dettaglio è volutamente descritto nel modo più accurato e preciso possibile. Questo, unito alla quantità di fatti e alla molteplice narrazione, inevitabilmente rende la lettura più lenta rispetto alla media. Ciò non toglie che sia un romanzo estremamente coinvolgente e appassionante.

Per quanto riguarda il lessico, invece, basta una parola: affascinate. Come ogni classico, grazie al lessico riesce a trasportare il lettore in un’atmosfera d’altri tempi e trasmettere una cura per il linguaggio che non è più così osservata al giorno d’oggi.


In conclusione: consiglio questo libro a tutti gli amanti del genere ma anche agli amanti dei classici; lo stile di Stoker è qualcosa di unico e merita di essere scoperto anche dai lettori meno avvezzi all’horror.

Dracula è il mio romanzo preferito in assoluto, l’ho letto più volte a distanza di anni  e in diverse edizioni. A questo proposito mi permetto di consigliarvi l’edizione OscarVault Mondadori: dire che è estremamente curata è poco. Non solo la copertina, non solo la costa della pagine nera, non solo le illustrazioni interne, le foto d’epoca, gli schizzi: l’insieme. Ogni dettaglio è perfetto!