Spietati gentiluomini

Spietati gentiluomini Book Cover Spietati gentiluomini
Ginn Hale
Fantasy
2016
Copertina flessibile

Belimai Sykes è molte cose. È un prodigo, il discendente di antichi diavoli, una creatura di oscure tentazioni e rari poteri. È anche un uomo con un passato brutale e una pericolosa dipendenza.E Belimai Sykes è l’unico uomo a cui il capitano William Harper può rivolgersi quando deve affrontare una serie di sanguinosi omicidi.Il signor Sykes, però, non lavora gratuitamente e il prezzo della sua frequentazione costerà al capitano Harper ben più della propria reputazione. Dai palazzi sontuosi dei nobili, dove la vivisezione e la stregoneria sono celati da una patina dorata, ai quartieri malsani dei Bassinferi, il capitano Harper deve combattere per la giustizia e per la propria vita.Ha molti nemici e il suo unico alleato è un diavolo che conosce fin troppo bene. Sono questi i pericoli che si incontrano quando si ha a che fare con gli spietati.

Spietati gentiluomini è un romanzo fantasy-gotico moderno con la struttura di base di un thriller.

Difficile da definire? Si. Questo romanzo è molte cose; rientra in generi diversi: ha la struttura di un giallo/thriller, ha alcuni elementi di un horror ma non troppo marcarti, ha del fantasy – senza dubbio.

Spietati gentiluomini

Belimai, il protagonista, è un prodigo dal passato discutibile, con una dipendenza pericolosa, incline all’autodistruzione, troppo duro con sé stesso e intrappolato nei ricordi di un passato tormentato e difficile ma, a tratti, comunque migliore del futuro che lo attende.

Fino al momento in cui viene ingaggiato per indagare sul caso di una misteriosa sparizione: il capitano Harper si rivolge a Belimai per ritrovare la sorella scomparsa ma questo è solo l’inizio della turbolenta avventura, che proseguirà con una serie di sanguinosi omicidi tra umani e prodighi.

Per Belimai e il capitano Harper, però, si intravede una luce alla fine del tunnel: la possibilità di un nuovo inizio, di redenzione e di pace…sarà possibile?

Spietati Gentiluomini è, quindi, molte cose: i prodighi fanno pensare all’horror, l’ambientazione ad un dark fantasy, la struttura ad un thriller.

L’unione di vari generi letterari crea in questo modo un libro originale, con elementi diversi dal solito nonostante la struttura di base sia quella di un giallo.

Lo stile dell’autrice è molto curato. La lettura risulta scorrevole e piacevole; il lettore viene completamente catturato dalla storia dei protagonisti da non curarsi delle pagine che scorrono. Il ritmo di lettura è piuttosto veloce, sia grazie allo stile che alla trama.

In conclusione:

Spietati gentiluomini si è rivelato una belle scoperta: una storia fuori da ogni schema narrativo e d’immaginazione.

Lo consiglio ai lettori che vogliono sperimentare testi nuovi e diversi!

Personalmente non conoscevo l’autrice né il libro, è stato un regalo apprezzatissimo che, oltre al piacere della lettura, mi ha regalato qualche perla di ispirazione per quanto riguarda la creazione dei personaggi e delle ambientazioni immaginarie.


Indice recensioni

Ambitum surrexit – La rosa dei venti

Ambitum surrexit. La rosa dei venti Book Cover Ambitum surrexit. La rosa dei venti
Denis Valentini
Thriller
2019
193

Una serie di inspiegabili omicidi sta disegnando negli Stati Uniti d'America una mappa del terrore. A cercare di mettere  un freno alla scia di sangue che imbratta il Paese, una singolare squadra composta da quattro uomini: un poliziotto spagnolo, un agente della F.B.I., un pugile cubano, stella nascente della box mondiale e un ex baro, deciso più che mai a ricostruirsi una dignità. John, questo il suo nome, ha un intuito formidabile e una straordinaria capacità di cogliere particolari impercettibili, affinata in lunghi anni spesi sul tavolo da gioco; queste sue doti, unite alle indagini dei federali e al coraggio del campione olimpico del ring, costituiranno l'unico argine possibile al dilagare di un disegno criminale,un piano dietro al quale si nasconde la mano di un ordine antichissimo, nato per la difesa dei piccoli, i cui nobili principi sembrano soffocare nella sete di potere...

Ambitum surrexit – La rosa dei venti, romanzo d’esordio di Denis Valentini, è un thriller breve ma intenso, ambientato negli Stati Uniti.

Ambitum surrexit – La rosa dei venti

Strani omicidi scuotono gli Stati Uniti: ad investigare questi casi inspiegabili sono quattro persone che difficilmente si potrebbero associare tra loro. Un poliziotto e un agente dell’FBI – i più “normali” nello svolgere questo compito – un pugile e un ex truffatore deciso a darsi una seconda possibilità e aiutare nel lavoro a questo caso, che si rivela sempre più complesso e misterioso a mano a mano che si va avanti con la lettura.

I personaggi principali sono, quindi, questi quattro. Ma il vero protagonista è John, l’ex truffatore. Il protagonista è infatti colui che si rivela determinante per la risoluzione del caso ed è anche il personaggio che viene maggiormente descritto, soprattutto dal punto di vista caratteriale.

L’antagonista viene rappresentato attraverso un gruppo di persone che fa parte di una “setta segreta” votata all’aiuto degli indifesi. Così descritta, sembrerebbe un’entità positiva. In realtà si scopre che alcune persone all’interno di questa setta stanno portando avanti una sanguinaria lotta per il potere e che la missione iniziale è stata completamente sopraffatta da egoismo e interesse.

Oltre la trama

L’ambientazione varia spesso, ma geograficamente gli avvenimenti si collocano sempre all’interno del territorio degli Stati Uniti d’America e nel tempo presente. L’atmosfera, invece, varia di scena in scena ma ha sempre la funzione di creare tensione e suspense nel lettore. E, in effetti, ci riesce: l’intera trama, fino all’epilogo, è un susseguirsi di cause ed effetti che non lascia un attimo di respiro.

Ambitum surrexit – La rosa dei venti  è quindi un thriller dal ritmo di lettura piuttosto veloce. Grazie allo stile semplice, alla struttura della trama e alla lunghezza effettiva del testo, infatti,  possibile leggere questo libro in tempi piuttosto brevi. Ciò che cattura il lettore è la lotta tra un’entità che dovrebbe essere positiva ma non lo è più e questa improbabile squadra di investigatori.

In conclusione

Consiglio Ambitum surrexit – La rosa dei venti agli appassionati di thirller e a lettori onnivori. Sicuramente apprezzeranno la lotta tra John, Joel, Mariano e Ryan contro il Gran Maestro.
Un buon punto di partenza dell’autore come suo esordio letterario: sicuramente potrà affinare lo stile in futuro.


 

Recensioni: INDICE

 

 

Invisibile

Invisibile Book Cover Invisibile
Ursula Poznanski, Arno Strobel,
Thriller
Giunti Editore
2019
Copertina rigida
360

Un paziente trafitto a morte dal bisturi del chirurgo durante un'operazione a cuore aperto. Un agente immobiliare ucciso con ventiquattro coltellate sulla soglia di casa. Un ragazzo massacrato con una mazza da baseball per strada, davanti a decine di testimoni. Un assurdo bagno di sangue travolge la città di Amburgo, ma la cosa più singolare è la facilità con cui i commissari Daniel Buchholz e Nina Salomon riescono a catturare i colpevoli. Eppure il movente rimane incomprensibile: nessuno di loro sembrava conoscere davvero la vittima. L' unico elemento in comune è una rabbia feroce cresciuta a dismisura, fino a diventare inarrestabile. Una rabbia che non lascia immuni nemmeno gli investigatori: mentre l'indagine si fa sempre più tesa, Nina stenta a riconoscere il suo partner. Come è possibile che Daniel, di solito così controllato e padrone di sé, stia diventando ogni giorno più aggressivo e irrazionale? Intanto, un dubbio comincia a insinuarsi in lei: e se gli assassini fossero stati manipolati? Ma da chi? E soprattutto: come?

Invisibile è un thriller psicologico attuale e piuttosto inquietante.
Il tema principale del libro è “il giudizio degli altri” e l’effetto che fa sulle persone.

Invisibile: Il libro

Per evitare spoiler di qualsiasi tipo accenno soltanto al primo capitolo per dare un’idea di quale sia il contenuto del libro.

Ospedale. Un paziente deve essere operato al cuore, un’operazione di routine. Nell’ospedale lavorano due cardiologi e chirurghi tra i migliori che si possano trovare (uno è primario del reparto). L’operazione sta andando bene ma, all’improvviso, il primario si presenta in sala operatoria e trafigge il cuore del paziente. Il motivo? Una recensione negativa.

Già dal primo capitolo si comprende, quindi, quale sia il movente comune a tutta la serie di omicidi: il giudizio altrui e, in particolar modo, la “fama online“. Quanto influenza la vita quotidiana di ognuno? E cosa si sarebbe disposti a fare pur di cancellare un’opinione negativa?

Invisibile: Oltre la trama

Ciò che rende veramente inquietante (e quindi ben riuscito) questo thriller è proprio il fatto che gli assassini sono persone comuni e apparentemente innocue, senza moventi validi o trascorsi particolari.

L’unica cosa che accomuna queste persone è la presenza invisibile di un giudizio, un qualcosa da cui non riescono più a liberarsi.

Lo stile è semplice e particolarmente scorrevole, lascia spazio alla trama e ai retroscena psicologici delle vicende narrate. L’ambientazione cambia ripetutamente (pur restando nella città di Ambrugo), così come l’atmosfera: in realtà, a differenza di molti altri thriller, non trasmette uno stato di allerta costante ma piuttosto punta sui colpi di scena (come accennato per il primo capitolo, in cui ci si può aspettare qualcosa di insolito solamente perché si è consapevoli di leggere un thriller ma non perché siano i fatti raccontati a suggerirlo).

I protagonisti sono due detective, Daniel Buchholz e Nina Salomon, incaricati di scoprire le cause e i colpevoli di queste morti inspiegabili: sembra esserci una mente “superiore” in grado di manipolare gli assassini.

Questo è il secondo volume della serie che vede come protagonisti Daniel Buchholz e Nina Salomon (il primo è Anonimo) e sicuramente ci sarà un seguito.

In conclusione

Credo sia un thriller molto valido, gli appassionati non possono farselo scappare! Personalmente ho sospeso la lettura di thriller per qualche anno e ho ripreso da poco con questo genere ma credo che sia uno dei migliori tra le ultime uscite!

 


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Morte nelle Highlands

Morte nelle Highlands è un thriller che potrebbe sembrare scontato per la trama ma, in realtà, è molto originale nella forma.

Mi spiego meglio: la trama presenta dei punti comuni a molti altri thriller. L’ambientazione in una baita sperduta, la festa tra amici che si trasforma in tragedia, omicidi senza apparente spiegazione, i sospetti che ricadono su coloro che fino ad un attimo prima erano stati compagni di scherzi e bevute.

La particolarità del romanzo è, invece, la struttura della narrazione: non solo non si sa chi sia l’assassino, non si sa nemmeno chi sia la vittima!

Il libro

Morte nelle Highlands si rivela comunque un buon thriller, soprattutto per la struttura descritta poco fa.

Può essere suddiviso in due parti: la prima dal ritmo più lento e costate e la seconda dal ritmo più veloce e con una serie di colpi di scena più repentini.

Se, per un accanito lettore di thriller, la prima parte può risultare lenta e prolissa, sicuramente la seconda metà può riscattare il libro e portare ad un giudizio positivo.

Quando ti rendi conto di quanto siamo isolati,
capisci che soltanto un matto sceglierebbe di viverci,
soltanto chi scappa da qualcosa,
o chi non ha niente da perdere.
Persone come me.

Lo stile dell’autrice è semplice e scorrevole: si alternano descrizioni, dialoghi e pensieri. Per quanto riguarda il ritmo, invece, si nota molto la differenza tra la prima metà del libro e la seconda.

L’ambientazione, come anticipato, è una baita sperduta in montagna, d’inverno (è capodanno!). L’atmosfera è, inizialmente, festosa e spensierata; successivamente diventa inquieta e sospettosa.

I protagonisti sono molto vari: vengono descritti singolarmente, sono perlopiù coppie ma anche single che si ritrovano abitualmente per festeggiare insieme. Benché siano descritti come amici, sin dall’inizio vengono poste in evidenza situazioni di invidia, gelosia o incomprensione.

 

In conclusione

Consiglio questo libro (soprattutto in questo periodo… una buona “lettura sotto l’ombrellone”!) a lettori di thriller e non. Infatti si tratta di un thriller non eccessivamente cruento o psicologico, perciò può essere apprezzato anche da chi non predilige esclusivamente questo genere di letture.


Ringrazio @giuntieditore per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima!

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La notte del b(r)uco

Fuori il mondo dorme, il brusio della notte culla il moto ondoso dei sospiri. Anche gli incubi si fanno sentire, quelli che accompagnano i respiri affannosi o i passi furtivi che risuonano tra le vie deserte. Il buio mormora parole sconosciute che fanno rumore, insieme agli stivali chiodati sulle foglie secche, sui ramoscelli che si spezzano al passaggio delle ombre.

La notte del b(r)uco è un giallo dall’animo malinconico.

Il libro

La storia ha inizio con un’aggressione: un ragazzo nota la scena ma ha paura e non interviene; si rivolge alla polizia ma senza ottenere aiuto o consigli. Decide allora di contattare un programma radiofonico per raccontare ciò che ha visto ad un pubblico più ampio.

La conduttrice crede alla sua storia ma non può fare nulla per aiutarlo, anzi viene rimproverata per averlo ascoltato.

Inizia in questo modo una caccia al colpevole “alternativa” e decisamente non consueta.

– Questa notte nessuno mi fermerà, la morte vi verrà a cercare, ve lo volevo solo far sapere. Il Bruco non si è dimenticato di voi, ricordatevelo.

L’intera narrazione è accompagnata da un sottofondo musicale: una playlist strepitosa che include gruppi che hanno fatto la storia del rock.

Bury me softly in this womb
I give this part of me for you
Sand rains down and here I sit
Holding rare flowers
In a tomb, in bloom…

Down in a hole – Alice in chains

Questo è fondamentale per la resa dall’atmosfera: cupa, malinconica. Ed è così che il protagonista assume la sua veste di “pierrot” come descritto nella sinossi.

Un pierrot che non smetterà di stupire fino alla fine, quando verranno rivelate le cause dei suoi gesti, una sorta di giustificazione magari non condivisibile ma in qualche modo comprensibile.

Oltre la trama

Un thriller dal ritmo medio ma dalle tante sorprese: a cominciare dal Bruco stesso, il pierrot che vaga per le vie della città sembrando pazzo all’inizio e diventando un vendicatore alla fine.

La notte del b(r)uco non è semplicemente un thriller, è un romanzo che narra di droga, di spacciatori, di giovani e cattive compagnie, di morte.

Il risultato è quindi un romanzo che unisce thriller e formazione. Scritto in modo fluido, unisce descrizioni, dialoghi e stralci di canzoni in un flusso costante, dall’inizio alla fine.

In conclusione

Lo consiglio a tutti gli appassionati di giallo/thriller.

Non ho voluto descriverlo in modo troppo dettagliato per evitare di rovinare la lettura, perché ogni dettaglio aggiuntivo avrebbe rovinato la “sorpresa” della trama. Ad ogni modo è un gran bel thriller, con una colonna sonora pazzesca!

Ringrazio gli autori, nonché fondatori di Eretica Edizioni, per avermi dato la possibilità di leggerlo. Vi lascio il link per l’acquisto qui.


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La città delle streghe

La città delle streghe Book Cover La città delle streghe
Luca Buggio
Romanzo storico, Giallo
La Corte
2017

La città delle streghe: Torino 1704. La città magica è crocevia di banditi, streghe e serial killer. Ma esiste davvero “l’Uomo del Crocicchio”? E’ un uomo? Un demonio? O solo una leggenda?

Il libro:

Ij cornajass a fasjo ‘n gran ciadel. Mi i pensava ch’a fussa morta na feja, e i son andait a vëdde. Col post lì a l’è maledet, eh, ai è le masche. A j’era n’òm ant la reirura, tut patanù e pien ed sang.

“Torino non è una città come le altre”: questa, oltre ad essere una parte della dedica dell’autore, è una convinzione che ho sempre avuto. Torino è magica, è misteriosa, è inquietante e affascinante allo stesso tempo.

Questo perché Torino non è una città semplice: i torinesi hanno da sempre alimentato i “fatti inspiegabili” e inaspettati, costruendo leggende e miti, e contribuendo alla definizione di Torino come città magica o esoterica.

Una delle basi di questa nomea è la presenza delle streghe: donne colte o figlie del diavolo?

La città delle streghe è un romanzo ambientato nella Torino del ‘700, che racchiude al suo interno tratti tipici del romanzo storico ma anche del giallo.

A fare da sfondo alle vicende dei protagonisti, c’è la “città magica”, con la sua tipica atmosfera suggestiva e inquietante. Ad incidere molto sia sulla trama e sia sull’atmosfera ricreata, è il contesto storico: un periodo di transizione tra paganesimo e religione cristiana, tra “sapere popolare” e medicina, con una guerra in vista e tutto ciò che ne può conseguire.

Ed è proprio a causa degli scontri imminenti, che uno dei protagonisti fa la sua comparsa: Laura Chevalier, in fuga da Nizza, si trasferisce a Torino con la famiglia. Il viaggio sarà lungo e tortuoso e, una volta arrivata in città, non sarà più la stessa persona; ma non finisce qui, la sua permanenza a Torino farà di lei una donna matura, trasformandola nell’opposto di ciò che era al momento della partenza.

Durante la sua permanenza in città, infatti, verrà a conoscenza di sparizioni e omicidi efferati: la gente ha paura, l’Uomo del Crocicchio è tornato (o forse è opera delle streghe?). Sarà un investigatore decisamente inconsueto a fare chiarezza sugli eventi che stanno tormentando la città: Gustin, mezzo delinquente e mezzo gentiluomo, conosce posti e persone a sufficienza da riuscire a riportare ogni cosa al suo posto.

Oltre a questi due personaggi principali, ce ne sono molti altri degni di nota: quelli realmente esistiti prima di tutto (il Duca di Savoia, per esempio) e quelli utili a descrivere perfettamente Torino, la sua storia e le sue usanze (la Vipera, per esempio).

I punti di forza del libro sono senza ombra di dubbio l’atmosfera e l’ambientazione: le descrizioni dei luoghi e delle usanze sono assolutamente veritieri, trasportano il lettore in una Torino d’altri tempi tra Borgo Dora e la Cittadella.

In poche parole un romanzo storico veritiero unito ad un thriller ben costruito, con colpi di scena e un finale inaspettato!

Ad aumentare ulteriormente la qualità del romanzo, a mio parere, sono le parole in dialetto, i soprannomi e i modi di dire: nel torinese è consuetudine appellare i personaggi particolari con soprannomi stravaganti (abitudine che fortunatamente non si è ancora persa!), così come ai luoghi di frequentazione comune.

In conclusione:

Ho apprezzato molto questo romanzo, sia come thriller e sia come romanzo storico: lo consiglio a chiunque voglia approfondire le conoscenze sulla storia della città, sulle sue consuetudini e sugli eventi che l’hanno resa “la città magica”; come ho potuto apprendere dall’autore e confermare grazie alle mie letture precedenti, i fatti reali contenuti nel romanzo sono frutto di studi e verifiche da parte di esperti: questo rende la lettura ancora più interessante.

Lo consiglio in ogni caso a tutti gli amanti di questi due generi letterari, anche a chi non dovesse conoscere il dialetto: la quantità di parole in dialetto, infatti, non è tale da rendere difficoltosa la lettura.

 

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Il killer del decalogo

Il killer del decalogo Book Cover Il killer del decalogo
Tiziana Privitera
Giallo
2017
320

Il killer del decalogo

Trama.

Los Angeles, California. Taylor, una giovane poliziotta capace determinata si trova a dover risolvere una caso tutt’altro che semplice: una donna viene ritrovata sulla scalinata della cattedrale di Saint Paul, freddata con un colpo di pistola e con una scritta marchiata a fuoco sulla pelle.

Questo è solo il primo ritrovamento: gli omicidi si diffonderanno a macchia d’olio, coinvolgendo vittime apparentemente scollegate tra loro ma che, loro malgrado, sono entrate a far parte del piano diabolico di un assassino senza scrupoli.

Dopo aver intravisto un collegamento con gli alti omicidi, gli incaricati alla risoluzione del caso si troveranno a dover esaminare scene del crimine disseminate in corrispondenza di chiese: questo complica le cose, perché dovranno fare i conti anche con un clero difficile da trattare e con un ambiente cristiano tutt’altro che semplice.

Il libro:

Un thriller ambientato a Los Angeles: l’ambientazione è, quindi, la famosa città californiana ma ciò che rende questo libro diverso è l’atmosfera cupa, gotica.

Un thriller contemporaneo, la cui protagonista è Taylor, una poliziotta incaricata di risolvere un caso molto complesso. Sia la protagonista e sia i personaggi secondari sono ben definiti  e particolareggiati, sia fisicamente che caratterialmente.

La scrittura è semplice ma accattivante: unisce scene d’azione come sparatorie e inseguimenti a momenti “pacati” ma ricchi di dettagli fondamentali, come le autopsie e la definizione dei profili psicologici.

Il ritmo è medio: tutto ciò che riguarda “il caso” (ritrovamenti, indagini, ecc) si svolge ad un ritmo piuttosto sostenuto ma l’andamento generale del testo viene moderato da scene di vita quotidiana che la protagonista vive con la nipote adolescente, con cui affronta i problemi tipici di questa fascia d’età.

In conclusione:

Una lettura piacevole, un thriller articolato ma scorrevole. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere, è ben scritto e si legge davvero con piacere!

 

Ringrazio l’autrice per avermi dato la possibilità di leggerlo e vi lascio il link al suo sito web:

Tiziana Privitera

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Recensioni: INDICE

Mosca Cieca: Ti fidi dei tuoi vicini di casa?

Mosca Cieca Book Cover Mosca Cieca
Viviana Spoldi
Giallo
8 Gennaio 2018
Copertina flessibile, e-book
222

Florent è un piccolo paese. Circondati dalla campagna, gli abitanti trascorrono una vita tranquilla tra il bar della piazza, il panificio, le chiacchiere coi vicini di casa e il parco dove giocano i bambini. Poi una mattina la quotidianità a cui sono abituati viene stravolta da un delitto inspiegabile. La vittima è Teodor Banisten che vive, con la moglie Catherine e la governante, in una villetta al quartiere Giada. L’ex giudice in pensione Walter Noel, insieme all’energica e pettegola cognata Clotilde Gamble, sono coinvolti dalla polizia nella ricerca di un assassino che non ha lasciato nessuna traccia dietro di sé. Due giorni dopo, un secondo omicidio, al quartiere Ambra, scatena un’ondata di panico all’interno del paese e ogni persona, ogni parola e piccoli episodi del presente e del passato iniziano ad assumere significati diversi e cruciali in un cammino alla ricerca della verità.

Mosca Cieca: Ti fidi dei tuoi vicini di casa? 

?Trama

Un duplice omicidio in un paese di campagna in cui tutti si conoscono e in cui la quotidianità è scandita da pettegolezzi e battibecchi tra vicini di casa.

La prima vittima è Teodor, un uomo che vive nel villaggio Giada insieme a sua moglie. Successivamente, pochi giorni dopo, si verifica un secondo omicidio.

Per tentare di riappacificare questo tranquillo paese di campagna, un giudice in pensione e sua cognata, cercheranno di scoprire la verità su questi casi che hanno portato lo scandalo all’interno della comunità: sono collegati tra loro? L’assassino è il medesimo? Cosa ha spinto l’assassino ad uccidere due persone in una cittadina come questa?

Tutto gira intorno a pettegolezzi, parole dette o non dette, anche in passato.

?Il libro

Questo romanzo è un “giallo diverso”: la struttura è quella classica del giallo, con omicidio, inchiesta, risoluzione del caso. La particolarità, però, sta nel fatto che – come detto in precedenza –  tutta la vicenda sia scandita dai pettegolezzi e dai litigi tra vicini. La trama è ben costruita e tutti i dettagli prendono significato mentre si procede con la lettura.

Si generano le classiche situazioni che si possono trovare solo in un paese di campagna: vicini di casa che si spiano, che fingono amicizie, che sparlano e che criticano per il gusto di farlo. Ma, allo stesso, una comunità dove tutti si conoscono e dove, in un modo o nell’altro, si è tutti uniti.

Il ritmo è medio, scandito dalla quotidianità degli abitanti di Florent; nonostante la cerchia ristretta di persone e sospettati, non mancano i colpi di scena! L’ambientazione, un piccolo paese, aiuta a creare l’atmosfera giusta, soprattutto considerando gli intrighi e le vicende che portano all’assassinio.

Lo stile è chiaro e descrittivo al punto giusto. I personaggi sono ben definiti e, benché all’inizio alcuni possano sembrare incerti, alla fine risultano tutti ben delineati e comprensibili.

?Cosa mi è piaciuto:

  1. La scelta del “paesino”;
  2. La particolarità del racconto

?Cosa ne penso?

Una lettura piacevole e scorrevole, adatta agli amanti del giallo.  Nonostante si tratti di un giallo con omicidi e quant’altro, personalmente non l’ho trovato eccessivamente “crudo”, adatto quindi a chi adora il mistero ma senza troppi spargimenti di sangue e scene macabre.

Link per l’acquisto: Amazon

Pagina Facebook dell’autrice: qui.

Ringrazio infinitamente l’autrice per avermi dato la possibilità di leggerlo e recensirlo 🙂

L’uomo che voleva uccidermi

L'uomo che voleva uccidermi Book Cover L'uomo che voleva uccidermi
Universale economica. Noir
Shuichi Yoshida
Fiction
Feltrinelli
2019
333

In una fredda sera di dicembre, Ishibashi Yoshino saluta le amiche per andare a incontrare il suo ragazzo in un parco di Hakata, nella città di Fukuoka. Il mattino successivo, il cadavere della giovane viene rinvenuto nei pressi del valico di Mitsuse, un luogo impervio e inquietante: è stata strangolata. Chi ha ucciso Yoshino? Chi è l'uomo che doveva incontrare al parco? Perché la cronologia delle chiamate e dei messaggi del suo telefono cellulare racconta una storia diversa da quella che conoscono gli amici e i familiari? La morte violenta di una giovane innesca un intreccio di narrazioni accomunate dal senso di solitudine, dalla difficoltà di vivere in una società sempre più complessa, dalla desolazione dei paesaggi urbani, dall'incapacità di amare.

L’uomo che voleva uccidermi di Shuichi Yoshida

? Trama

I protagonisti di questo romanzo sono coinvolti in amicizie e relazioni difficili o occasionali; alcuni di loro affrontano la monotonia e la tristezza della vita in città trovando conforto su chat e siti di incontri.

Coincidenze e avvenimenti inspiegabili portano all’omicidio di una giovane donna e a rivelare alcuni suoi aspetti sconosciuti ai più.

Gli altri protagonisti si troveranno ad affrontare aspetti del loro carattere che non avevano considerato, superare paure e commettere azioni che, fino a questo momento, non avevano nemmeno preso in considerazione.

Un intreccio di incontri, misteri e bugie che, oltre ad aver portato alla morte di Yoshino, minaccia di causare una serie di eventi a catena, da cui non si potrà tornare indietro.

? Il libro

Il libro è suddiviso in quattro parti: la struttura del romanzo è quindi tale da permettere di portare avanti contemporaneamente la storia vista da persone diverse.

Tutto ruota intorno ai presunti incontri tra i protagonisti e gli incontri che, invece, avvengono realmente: bugie, invenzioni, inganni, frivolezze per passare il tempo che si trasformano in tragedie. Questo è il quadro generale che offre una visione dell’attuale società giapponese, dove – stando a quanto si può apprendere dal libro – è più facile comunicare tramite chat che di persona, ed è più facile dare fiducia ad uno sconosciuto che ad un amico.

Una società in cui i ragazzi desiderano una vita ed un’agiatezza che non potranno mai avere, a causa dei lavori scarsamente remunerati e del costo della vita. Ma, allo stesso tempo, una società in cui alcune persone tentano ancora di far valere principi come la famiglia e l’onore.

Il ritmo della narrazione è medio: probabilmente la trama generale viene “rallentata” dalla struttura. Ogni volta che si cambia punto di vista, si scopre qualcosa in più sul protagonista o i protagonisti di turno, sul loro passato, su cosa li ha portati fino a quel momento e perché: questo, probabilmente, fa in modo che la narrazione sia un po’ più lenta.

L’ambientazione è determinante per la trama: i fatti più importanti, infatti, si svolgono su un valico buio e freddo, descritto come una zona affascinante ma impervia, nonostante sia di uso comune.

Infine, il messaggio: secondo la mia interpretazione, il messaggio principale del romanzo è una sorta di denuncia, o perlomeno di critica, nei confronti del sistema con cui si vengono a creare conoscenze, amicizie e relazioni nella società attuale. Siti di incontri, chat anonime, e chissà quale altro sistema per mettere in piedi una relazione basata su informazioni fittizie e, nella maggior parte dei casi, menzogne. La maggior parte delle persone che decidono di utilizzare questi sistemi (come si desume anche dal libro) lo fa perché in questo modo può “costruire” la persona che vuole essere – o, se non altro, apparire – con la facoltà di decidere cosa dire o non dire di sé, cosa inventare e cosa eliminare.

Ora la domanda è: la società di cui parla l’autore, è poi così diversa dalla nostra? 

? Cosa mi è piaciuto

  1. L’ambientazione;
  2. Il messaggio;
  3. La struttura.

?  Cosa ne penso?

Il commento  tratto da “The New Yorker” che ho riportato all’inizio descrive in maniera più che precisa questo libro: non è un thriller sconvolgente in termini letterari ma lo è in termini umani. Una storia di alienazione, di una società triste ed annoiata, di una gioventù dipendente dall’apparire e dal mondo virtuale.

In conclusione:
Lo consiglio. Ripeto: non tanto come thriller ma piuttosto come spunto di riflessione.

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Recensioni: INDICE

Follia

Follia Book Cover Follia
Patrick McGrath
Fiction, Romanzo, Psicologico
Adelphi
2012
Copertina flessibile
296

Una grande storia di amore e morte e della perversione dell'occhio clinico che la osserva. Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra, e Edgar Stark, artista detenuto per uxoricidio. Alla fine del libro ci si troverà a decidere se la "follia" che percorre il libro è solo nell'amour fou vissuto dai protagonisti o anche nell'occhio clinico che ce lo racconta.

Follia, P. McGrath

✒Citazioni

[…] si stava convincendo che la fiducia, e la speranza e l’amore sono tali in quanto nascono e crescono a dispetto della ragione.

Era come se l’avessero rubata, quella felicità, anzi come se l’avessero trovata per caso e se la fossero portata via di corsa, perché in realtà apparteneva a qualcun’altro e loro non ne avevano alcun diritto.

La vita era uno squallido baratto, soldi contro tempo.

? Trama

Stella, Max, Edgar, Charlie e Peter: cinque persone per costruire un libro.

Stella è una donna sposata, ma delusa dal matrimonio monotono e “piatto”. Max è suo marito, uno psichiatra in carriera che lavora presso una clinica psichiatrica nei pressi di Londra: il lavoro è tutto il suo mondo, i suoi pazienti sono il suo mezzo per arrivare a dirigere la clinica e soddisfare così la sua fama di successo e quella della madre esigente.

Stella e Max si trasferiscono nei pressi della clinica, in modo da facilitare il lavoro di Max: in questa occasione, Stella ha modo di conoscere Edgar Stark, paziente in semilibertà, che viene incaricato di restaurare la serra nel loro giardino.

Edgar e Stella iniziano a conversare, ad incontrarsi per passare i pomeriggi afosi all’interno del giardino. Dopo il ballo organizzato dalla clinica – a cui partecipano sia i membri personale e sia i pazienti – Edgar e Stella entrano sempre più in sintonia: Edgar si insinua nella mente di Stella, scatenando in lei fantasie rimaste soffocate da tempo.

Dopo svariati incontri nel giardino e nella serra, un giorno Edgar va a casa di Stella, passano del tempo nella camera da letto di Stella e Max – questo la fa sentire euforica – ma Edgar, prima di andarsene, prende dei vestiti di Max dall’armadio e scappa con essi.

Il giorno seguente Edgar è scomparso: questo è l’inizio della fine (e da qui non aggiungo altro per non rovinarvi la lettura!). Edgar libero, Stella che si sente imprigionata in casa propria. Un amore malato, devastante, forte e fragile allo stesso tempo.

? Il libro:

Un romanzo cupo, sconvolgente, straordinariamente realistico –  nonostante alcuni passaggi piuttosto “scenici” – a tratti inquietante.

Dopo questa premessa, devo assolutamente spiegarvi meglio cosa intendo: senza scendere eccessivamente nei dettagli, posso anticiparvi che si stratta della storia di Stella, una donna sposata, con famiglia, ma essenzialmente sola, trascurata, ombra di un marito in carriera che non la considera e non la stima, né come donna e né come moglie.

Questo suo stato di incertezza su se stessa e sulla sua vita, la porta ad un’avventura che la spinge a comportarsi all’opposto dei suoi standard: una vita sregolata, incerta, senza un futuro ben definito.

Per la prima volta Stella sentiva che era valsa la pena di saltare nel vuoto, perché alla fine avrebbero trovato il posto sicuro dove amarsi senza paura.

Il problema vero non è, però, questa sua svolta, ma piuttosto l’uomo che ha scelto – o con cui, suo malgrado, si è trovata – per arrivare a tanto: un uomo con precedenti tutt’altro che rosei, un uomo con seri disturbi psichici, un uomo paranoico – sindrome particolarmente pericolosa quando si considera un rapporto tra due persone.

La descrizione del declino di Stella è a dir poco sconcertante: graduale, “morbido”, un lento avvicinarsi ad un punto di non ritorno; il tutto intervallato da sporadici momenti di isteria, euforia, gioia addirittura.

L’aspetto migliore del libro credo sia proprio questo: non tanto il racconto delle implicazioni psicologiche di Edgar, ma quelle di Stella e non solo.

La narrazione, infatti, viene fatta tramite lo specialista (uno psichiatra per l’esattezza) che si occupa in primo luogo di Edgar ed in seguito anche di Stella.

Un personaggio particolare anche questo, perché è la dimostrazione vivente di quanto la mente sia delicata: lui stesso, psichiatra, in alcuni momenti parla della mente umana come se fosse puramente un elemento di studio, in modo freddo e distaccato, in altri momenti è costretto a rendersi conto di quanto profonde possano essere le ripercussioni di tutto ciò (terapie, colloqui, azioni, sentimenti).

Le donne romantiche, riflettei. Non pensano mai al male che fanno in quella loro forsennata ricerca di esperienze forti. In quella loro infatuazione per la libertà.

Tutto si svolge nell’arco di poco più di un anno, in Inghilterra. Tutte le vicende sono ambientate a Londra o in zone poco conosciute e poco frequentate del Galles, dove il paesaggio è perlopiù brughiera e, qua e là, sorgono sporadiche cliniche, gestite da dottori in carriera, che sfruttano questa possibilità per ampliare le proprie conoscenze. Il ritmo è piuttosto veloce: senza nemmeno accorgersene, si passa da una situazione alla sua immediata conseguenza. Il susseguirsi degli episodi è, quindi, abbastanza veloce e continuativo.

? Cosa mi è piaciuto:

  1. La descrizione di sentimenti, umori, risvolti psicologici;
  2. L’ambientazione
  3. Lo stile

?  Cosa ne penso?

Come sempre, dopo aver letto il libro, ho cercato pareri e commenti, ed il risultato – come sempre – è stato questo: “libro brutto e banale” contro “libro meraviglioso e ben scritto”. Cosa ne penso personalmente? Sicuramente è ben scritto; sicuramente porta in luce molti aspetti della mente umana che spesso non vengono considerati a sufficienza e, soprattutto, lo fa in modo molto coinvolgente.

Come sapete, ciò che apprezzo di più in un libro è la sua capacità di “portarti nella storia” e questo ci riesce senza ombra di dubbio.

La mia una incertezza è sul fatto che le vicende vissute da Stella, i cambiamenti, i pensieri e le azioni – aspetti della sua vita così delicati, fragili, sconvolgenti – siano stati elaborati e raccontati da un uomo: voglio dire, la parte di Edgar, secondo me è stata molto più spontanea per l’autore, così come quella dello psichiatra.

Detto questo, lo consiglio assolutamente! Unica avvertenza: non è leggero, quindi leggetelo nel momento giusto!

 

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Recensioni: INDICE

L’insana improvvisazione di Elia Vettorel

L'insana improvvisazione di Elia Vettorel Book Cover L'insana improvvisazione di Elia Vettorel
Anemone Ledger
2017
168

L’insana improvvisazione di Elia Vettorel: “Ho sempre creduto e saputo di essere diverso […]”

? Incipit

“…la prego mi parli liberamente, come se io non ci fossi o come se fossi il suo amico più intimo, se le fa piacere. Mi parli di tutti i suoi problemi, di tutti quello che ha passato, parliamo dapprincipio. Non estrometta nulla. Siamo solo io e lei, soltanto noi due.”

? Sinossi

Improvvisazioni negative accompagnano tutta la fiaba nera di Elia Vettorel, dai suoi primi anni in orfanotrofio fino alla morbosa attenzione nei confronti di sua madre, al delirio completo, alla perdita di se stesso. La collezione di quadri inquietanti raffiguranti bambini uccisi in modi brutali, l’adrenalina nel compiere atti immondi, la derisione per il suo aspetto e la cicatrice sulla guancia, vero e proprio squarcio nell’abisso infernale e sconnesso della sua anima; come non poteva, Elia Vettorel, compiere un atto insano?

? Trama

Elia Vettorel, un bambino diverso dagli altri, un bambino fondamentalmente arrabbiato con tutto e tutti, è un bambino problematico che viene lasciato in orfanotrofio dopo la sua nascita dalla madre che, si coprirà nel corso del racconto, tenta in questo modo di proteggere il figlio dal padre.

Lo lascia poco dopo la sua nascita, salvandolo da un atroce destino ed affidandolo alle suore. Elia non può sapere questa verità ed è molto arrabbiato anche con la madre, proprio perché lo ha abbandonato. Esterna i suoi pensieri per tutta la durata del libro, raccontando come si sia trovato in primo luogo ad affrontare gli altri bambini, ed in seguito le suore stesse.

Poco alla volta matura nella sua mente il desiderio di una famiglia felice: ne  immagina una e disegna su un muro dell’orfanotrofio (questo originerà una delle sue punizioni più severe).

Allo stesso modo, disegna il suo amico immaginario: un amico che “gli parlerà” e lo consiglierà durante tutta la sua permanenza all’orfanotrofio.

Solo una delle suore crede ancora nella bontà di Elia e cerca di aiutarlo in tutti i modi possibili, finché un giorno non scopre che Elia è in possesso di un quotidiano trafugato dalle proprietà delle suore.

Quel tipo di lettura è vietato ai bambini ma uno di loro riesce ugualmente ad impossessarsene e, in seguito, finisce nelle mani di Elia, che lo custodisce gelosamente sotto il materasso e rilegge in modo assiduo i fatti di cronaca.

La vita nell’orfanotrofio procede tra alti e bassi ed Elia è sempre più feroce e introverso, tant’è che le suore non vedono l’ora di liberarsene.

Un giorno la madre di Elia arriva a prenderlo: lo carica in macchina e lo porta a casa. Elia è spaesato, combattuto tra la rabbia che prova ancora nei confronti della madre e la voglia di fuggire da quel posto.

Il tempo passa ma Elia continua a sentirsi inadatto, brutto e fuori luogo. Inizia ad avere pensieri inquietanti nei confronti della madre e a scoprire verità sconcertanti sul padre: questo e molto altro ancora sarà raccontato da un Elia adulto, davanti ad uno psicologo che, ancora una volta, tenterà di capire lui, la sua mente e gli atti sconcertanti che ha compiuto e che sta raccontando.

? Il libro:

Lo stile dell’autrice è molto chiaro e lineare, benché spesso tratti argomenti tutt’altro che semplici. Il ritmo è piuttosto veloce, scandito dai continui turbamenti del protagonista e dalle sue reazioni a ciò che gli accade. La narrazione avviene in prima persona: Elia bambino che racconta tramite i suoi pensieri ed Elia adulto che narra la vicenda allo psicologo. Lo stile cambia leggermente tra i due momenti della vita di Elia e questo credo faciliti molto a distinguere le fasi del racconto.

? Cosa mi è piaciuto:

  1. Lo stile di scrittura;
  2. La particolarità del racconto;
  3. I dettagli e il paragone tra improvvisazione e musica jazz.

?  Cosa ne penso?

Penso sia un libro spaventosamente realistico sotto molti punti di vista: la mente umana sa essere indecifrabile e incomprensibile, soprattutto se pensieri e atteggiamenti perversi iniziano durante l’infanzia. Le cause scatenanti possono essere molte: abbandono, difficoltà, incomprensioni. Ma molto è dovuto anche al carattere e alla determinazione di ognuno.

Un apprezzamento particolare per l’autrice: la sua capacità di descrivere la mente umana e i suoi “scherzi” è incredibile. Lo stesso vale per i pensieri più cupi, gli istinti, il disagio. Complimenti! Grazie per avermi dato la possibilità di leggerlo!

Vi lascio il link al suo libro su Amazon qui.

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Recensioni: INDICE

red sparrow

Red sparrow

✒”[…] non importava cosa l’avrebbero costretta a fare, non sarebbero mai riusciti ad abbattere il suo spirito”.

Incipit

A dodici ore dall’inizio della ricognizione, Nathaniel Nash si sentiva intorpidito dalla vita in giù. Allungava passi legnosi sui ciottoli di una via secondaria di Mosca. Era buio da un pezzo e Nate era ancora alle prese con il percorso studiato per solleticare i suoi controllori, stuzzicarli, provocarli quel po’ che bastava per farli uscire allo scoperto.

? Sinossi

Bella, intelligente, intuitiva, votata alla disciplina più ferrea e imbevuta di ideali patriottici. Nella Mosca di oggi, dove nessuno fa più finta di credere che la Guerra fredda sia finita davvero, Dominika Egorova sembra nata per fare la spia. Se non fosse per il carattere impetuoso, che non sempre le riesce di dominare. Quando il padre  muore senza preavviso e un brutto incidente la costringe a lasciare l’accademia di danza, Dominika si ritrova invischiata in un gioco la cui portata non sospetta neppure. Lo zio, potente vicedirettore dell’Svr, vede in lei la candidata ideale a diventare una “sparrow”, un’agente segreta specializzata in sofisticate tecniche di seduzione e manipolazione dell’avversario. Ciò che Dominika non può immaginare è la vertiginosa spirale di inganni, violenza, doppio gioco e passione nella quale si ritroverà suo malgrado a sprofondare. E il travolgente passo a due che la vedrà schierata ora contro, ora al fianco di Nate Nash, agente Cia dal carattere schivo ma determinato.

? Trama

Dominika Egorova, nonostante sia cresciuta in una famiglia relativamente in contraddizione con lo “spirito” russo e le ideologie diffuse tra i più, sta crescendo e sta diventando la donna russa perfetta: devota alla madre patria, con forti principi morali (dettati dal governo).

Tuttavia, alcuni avvenimenti – tra cui la sua eliminazione dalla scuola di danza per opera di ballerini rivali e la morte del padre – spingono Dominika a rivalutare la sue priorità e le sue convinzioni.

Viene avvicinata dallo zio Vanja, che la spinge ad arruolarsi nei Servizi Segreti russi, tentando di sfruttarla in tutti i modi possibili.

Dominika, però, non vuole un ruolo secondario, vuole essere attiva sul campo e, presto, tutti si accorgeranno delle sue doti nel decifrare le persone. In questo è aiutata dalla sua capacità di “vedere i colori”: sia da quando era bambina, infatti, Dominika interpreta suoni, emozioni e personalità con i colori, come se potesse “leggere” ogni cosa.

Tra le altre cose, lo zio Vanja costringe Dominika a diplomarsi alla scuola delle Rondini: trova ripugnante anche solo l’idea che possa esistere un istituto di questo genere ma, d’altro canto, è sempre stata curiosa e desiderosa si apprendere, così si lascia convincere e inizia questa nuova avventura.

Dopo essersi distinta anche in questo caso per le sue abilità, Dominika ottiene il suo primo incarico: durante questo primo adescamento, però, il suo obiettivo viene barbaramente ucciso davanti ai suoi occhi e, da quel momento, Dominika inizia a mettere in discussione i valori del Servizi Segreti russi.

Successivamente le viene assegnato un altro incarico, in cui non le viene dato il tempo di dimostrare le sue teorie sul soggetto in questione.

Infine, le viene assegnato il caso di Nate Nash, un agente segreto americano ad Helsinki.

I due sono obiettivi reciproci e si spiano a vicenda per diverso tempo, finché non nasce un’intesa che va oltre lo spionaggio freddo e distaccato.

Il quel periodo l’unica amica di Dominika viene fatta sparire e lei ha la certezza che sia stata uccisa per il suo disappunto nei confronti dei superiori e degli ideali: la prova definitiva che i Servizi non sono poi così leali come se li era immaginati.

Dopo questo evento, Dominika racconta tutto a Nash e i due cominciano a collaborare; Dominika viene arruolata nei servizi segreti americani e continuerà a condurre il doppio gioco per un lungo periodo. Verrà arrestata e torturata ma non confesserà; potrà, quindi, tornare operativa per i servizi segreti russi, che non sono riusciti a estorcerle informazioni.

Da qui in avanti cercherà di rintracciare Nash e si scoprirà che le persone coinvolte i fatti poco raccomandabili sono molto più numerose di quanto si potesse immaginare e che i servizi segreti di entrambe le parti non sono poi così diversi o, perlomeno, non lo sono alcune persone che li compongono.

? Il libro:

Lo stile di scrittura dell’autore è molto semplice e scorrevole, benché spesso si trovino parole in russo – alcune volte comprensibili, altre volte un po’ meno.

Il racconto dell’organizzazione interna dei servizi segreti russi è molto dettagliato e rende molto interessante la storia della protagonista e di cosa abbia dovuto subire pur di farsi strada in questo ambiente corrotto e viscido.

La narrazione alterna i dialoghi di Dominika con i vari interlocutori – lo zio, i superiori e i vari obiettivi – con le descrizioni delle varie scene ed eventi. Fondamentali però, a parer mio, sono i pensieri dei protagonisti, perché è attraverso questi che si comprendono le personalità, le situazioni e le scelte.

Il ritmo è piuttosto sostenuto – non mancano mai sorprese e colpi di scena – anche se, secondo il mio parere, alcuni avvenimenti non sono così fondamentali per la trama principale, cosa che alcuni potrebbero interpretare come una narrazione noiosa e lenta.

I fattori che, sempre secondo il mio parere, rendono questo libro un bel libro (oltre al racconto di spionaggio, ovviamente) sono due: l’interpretazione delle persone attraverso i colori e l’aggiunta della ricetta al fondo di ogni capitolo – è come se ogni piccola cosa, come il colore e il cibo, contribuissero a definire un momento, una scelta, una sensazione.

?  Cosa ne penso?

Credo che Red Sparrow sia un buon libro da leggere “per svago”: non l’ho trovato sconvolgente e non mi ha lasciato quel senso di vuoto e dispiacere per averlo finito. Sicuramente interessante è vedere come, ancora una volta, sia una donna a doversi far forza in un ambiente che non ne sfrutta solo le capacità, ma tutto ciò che può essere preso da una persona, sia fisicamente che mentalmente. Molto interessante anche scoprire l’organizzazione interna dei servizi segreti, l’esistenza di scuole di adescamento e di prigioni con la facoltà di tortura… Tutto ciò amalgamato alla perfezione in un thriller con una protagonista formidabile.

? Cosa mi è piaciuto:

  1. Il personaggio di Dominika, una donna forte e determinata nonostante il crollo dei suoi ideali e le avversità create da chi le sta intorno;
  2. la particolarità di descrivere un piatto tipico russo – e non solo – alla fine di ogni capitolo;
  3. l’identificazione delle persone attraverso i colori.

 

Tokyo Express

Tokyo Express Book Cover Tokyo Express
Matsumoto Seicho
Thriller
Adelphi
2018
Copertina flessibile
175

In una cala rocciosa della baia di Hakata, i corpi di un uomo e di una donna vengono rinvenuti all'alba. Entrambi sono giovani e belli. Il colorito acceso delle guance rivela che hanno assunto del cianuro. Un suicidio d'amore, non ci sono dubbi. La polizia di Fukuoka sembra quasi delusa: niente indagini, niente colpevole. Ma, almeno agli occhi di Torigai Jutaro, vecchio investigatore dall'aria indolente e dagli abiti logori, e del suo giovane collega di Tokyo, Mihara Kiichi, qualcosa non torna: se i due sono arrivati con il medesimo rapido da Tokyo, perché mai lui, Sayama Ken'ichi, funzionario di un ministero al centro di un grosso scandalo per corruzione, è rimasto cinque giorni chiuso in albergo in attesa di una telefonata? E perché poi se n'è andato precipitosamente lasciando una valigia? Ma soprattutto: dov'era intanto lei, l'amante, la seducente Otoki, che di professione intratteneva i clienti in un ristorante? Bizzarro comportamento per due che hanno deciso di farla finita. Per fortuna sia Torigai che Mihara diffidano delle idee preconcette, e sono dotati di una perseveranza e di un intuito fuori del comune. Perché chi ha ordito quella gelida, impeccabile macchinazione è una mente diabolica, capace di capovolgere la realtà. Non solo: è un genio nella gestione del tempo. Con questo noir dal fascino ossessivo, tutto incentrato su orari e nomi di treni - un congegno perfetto che ruota intorno a una manciata di minuti -, Matsumoto ha firmato un'indagine impossibile, ma anche un libro allusivo, che sa con sottigliezza far parlare il Giappone. «Si era appena fatto giorno. Il mare era avvolto in una foschia lattiginosa. Shikanoshima, l'isola dei cervi, si vedeva a malapena, così come il sentiero del mare. Tirava una brezza fredda e salmastra. L'operaio, col bavero alzato e il capo chino, procedeva a passo svelto. Attraversava quella spiaggia rocciosa per arrivare prima in fabbrica, come era sua abitudine. Ma qualcosa di totalmente inatteso attirò il suo sguardo, sempre rivolto al suolo. Due corpi adagiati su una lastra di roccia scura stonavano incredibilmente con quel paesaggio a lui così familiare».

✒ “Ci sono scritti i nomi delle stazioni di tutto il Giappone, e leggendoli riesco a immaginarmi il paesaggio di ciascuno di quei luoghi. […] Davanti ai miei occhi si materializzano le atmosfere di tutti quei villaggi e di quelle città, le case e persino la gente per strada”.

?Incipit

La sera del tredici gennaio Yasuda Tatsuo invitò a cena uno dei suoi clienti al ristorante Koyuki di Akasaka. L’invito era ad un alto funzionario di un certo ministero.

?Sinossi

In una cala rocciosa della baia di Hakata, i corpi di un uomo e di una donna vengono rinvenuti all’alba. Entrambi sono giovani e belli. Il colorito acceso delle guance rivela che hanno assunto del cianuro. Un suicidio d’amore, non ci sono dubbi. La polizia di Fukuoka sembra quasi delusa: niente indagini, niente colpevole. Ma, almeno agli occhi di Torigai Jutaro, vecchio investigatore dall’aria indolente e dagli abiti logori, e del suo giovane collega di Tokyo, Mihara Kiichi, qualcosa non torna: se i due sono arrivati con il medesimo rapido da Tokyo, perché mai lui, Sayama Ken’ichi, funzionario di un ministero al centro di un grosso scandalo per corruzione, è rimasto cinque giorni chiuso in albergo in attesa di una telefonata? E perché poi se n’è andato precipitosamente lasciando una valigia? Ma soprattutto: dov’era intanto lei, l’amante, la seducente Otoki, che di professione intratteneva i clienti in un ristorante? Bizzarro comportamento per due che hanno deciso di farla finita. Per fortuna sia Torigai che Mihara diffidano delle idee preconcette, e sono dotati di una perseveranza e di un intuito fuori del comune. Perché chi ha ordito quella gelida, impeccabile macchinazione è una mente diabolica, capace di capovolgere la realtà. Non solo: è un genio nella gestione del tempo. Con questo noir dal fascino ossessivo, tutto incentrato su orari e nomi di treni – un congegno perfetto che ruota intorno a una manciata di minuti –, Matsumoto ha firmato un’indagine impossibile, ma anche un libro allusivo, che sa con sottigliezza far parlare il Giappone.

Trama

Yasuda Tatsuo è a capo di una ditta che produce macchinari industriali, è un uomo in carriera che tiene particolarmente al suo successo e ai suoi contatti: i contatti, in effetti, non mancano. Per mantenere questi buoni rapporti, che garantiscono la crescita dell’azienda, Yasuda è solito invitare i suoi clienti altolocati in un ristorante, il Koyuki di Akasaka.

Non che questo locale sia particolarmente pregiato, ma ha la particolarità di garantire la massima riservatezza e l’anonimato dei clienti. Yasuda, tuttavia, è un cliente abituale e conosce tutto il personale del locale: alcune ragazze sono particolarmente espansive, altre invece si limitano ad intrattenere i clienti, ascoltandoli mentre espongono i loro interminabili monologhi.

In questo periodo si vocifera ovunque di uno scandalo colossale, in cui sono coinvolti personaggi importanti del ministero, nonché i loro più stretti collaboratori (anche per questo motivo Yasuda preferisce un posto riservato).

Per l’ennesima volta, Yasuda invita un suo cliente in questo locale e, come sempre, è Otoki la ragazza incaricata di intrattenere Yasuda e il suo importante ospite.

Otoki, tra l’altro, è proprio una ragazza poco espansiva e piuttosto riservata, che si limita svolgere il suo lavoro.

In seguito, Yasuda chiede a due ragazze di accompagnarlo il giorno seguente in un locale, semplicemente per un caffè. Trascorrono un po’ di tempo insieme, poi Yasuda si fa accompagnare alla stazione: qui notano che Otoki sta partendo con un uomo su un binario poco distante (è proprio Yasuda a notarla per primo). Iniziano i pettegolezzi e gli scherzi, a maggior ragione considerando che nessuno era a conoscenza di alcun dettaglio sulla vita privata di Otoki.

Il mattino seguente il corpo di Otoki viene ritrovato senza vita in una cala rocciosa della baia di Hakata insieme al corpo di un alto funzionario del ministero coinvolto nello scandalo: investigatori e forze dell’ordine si riuniscono sul posto e, poco dopo, sono in grado di risolvere il caso. Secondo il pensiero comune si tratta di un doppio suicidio a sfondo passionale: due amanti che si suicidano per sfuggire allo scandalo, con del cianuro e una bottiglia di succo abbandonata poco distante.

Fortunatamente, Torigai Jutari – un vecchio investigatore che ha lasciato il servizio – sospetta che ci sia qualcosa in più dietro a quelle due persone morte sulla spiaggia. Della stessa opinione è anche Mihara Kiichi, il suo collega più giovane e nel pieno della carriera.

Ci sono troppe cose che non tornano: sono saliti in treno insieme, ma lui ha atteso una telefonata per cinque giorni in una camera d’albergo prima di muoversi; non si sa dove sia stata Otoki per cinque giorni; i corpi sono composti, come se fossero stati posizionati da qualcuno, non sono sporchi. E non solo: Sayama, il funzionario morto, ha pranzato da solo sul treno, quindi Otoki non era con lui… Sono davvero molti i fattori che insospettiscono i due investigatori ma, tuttavia, non riescono ad arrivare alla soluzione del caso.

Sia Torigai che Mihara, però, sono determinati a non arrendersi: Mihara viaggerà per tutto il Giappone, ripercorrendo gli spostamenti delle vittime e dei sospettati, incontrando parenti e semplici passanti, calcolando i tempi di percorrenza e di sosta dei treni.

La perseveranza dei due investigatori li porterà ad avere delle intuizioni decisive: il tempo è la chiave di tutto. Qualcuno ha architettato un piano preciso nei minimi dettagli con, addirittura, dei margini d’errore a scongiurare qualsiasi imprevisto.

Decisivo sarà l’incontro tra Mihara e la moglie di Yasuda, una donna gravemente malata che non può lasciare la casa di periferia in cui è stata relegata a causa della cura che deve seguire.

Un caso di corruzione, omicidio, false testimonianze, costruito su quattro minuti di attesa alla stazione: la soluzione arriverà solo dopo mesi d’indagine e svariate complicazioni, con una lettera di Mihara inviata a Torigai.

 

? Il libro:

  • lo stile è molto particolare, unisce costantemente il pensiero e le azioni dei protagonisti;
  • il ritmo è piuttosto sostenuto, pur senza una grande quantità di avvenimenti, i protagonisti (soprattutto Mihara) superano mille vicissitudini prima di arrivare alla conclusione del caso;
  • l’ambientazione è a dir poco spettacolare, considerando che viene attraversato tutto il Giappone;
  • i personaggi principali sono pochi, ma ben definiti e, soprattutto, mantengono la giusta quantità di mistero fino alla fine.

? Cosa mi è piaciuto:

  1. l’ambientazione: il Giappone ha un fascino inavvicinabile;
  2. la scelta del treno come chiave di tutto il racconto;
  3. il personaggio di Torigai: saggio ed esperto investigatore.

?  Cosa ne penso?

L’ho selezionato come uno dei tre migliori libri letti quest’anno e credo che sia tutto detto. Mi è piaciuto davvero molto, forse la mia passione per il Giappone può aver influenzato la lettura ma, in ogni caso, credo che possa piacere a tutti gli amanti dei gialli “alla vecchia maniera”. Inoltre, credo che nel libro siano contenuti diversi aspetti della società giapponese che non vengono spesso citati.