L’incubo di Biancaneve – La città dei mercenari

L' Incubo Di Biancaneve
Scarlet Danae
Retelling
Self-published
15 March 2018
173

Una ragazza sfortunata. Una misteriosa droga spacciata in delle mele. Un'overdose fatale e un viaggio in un mondo parallelo, infetto da un virus mortale e oppresso da sette streghe. Riuscirà Bianca a salvare il principe Darknight tenuto prigioniero nella città dei mercenari? Ma soprattutto, accetterà il suo destino come clone della rivoluzionaria Biancaneve?

L’incubo di Biancaneve è un retelling della fiaba classica di Biancaneve , ambientata in tempi moderni.

La protagonista è, ovviamente, Bianca, una giovane fanciulla che viene sfruttata dalla “matrigna”, l’antagonista, al pari di una prostituta. Viene introdotta in questo mondo proprio dalla matrigna, che la costringe a vendersi. Abbiamo quindi una nuova veste per entrambe, rivisitata e più moderna.

Ora: su questo libro vanno fatte alcune precisazioni, perciò procediamo per gradi. Si basa su un’idea di retelling originale e “folle” al punto giusto. Si tratta di quel tipo di follia che, ahimè, si rivela particolarmente  verosimile. Questo si nota soprattutto nella caratterizzazione dei personaggi e nel ruolo che ricoprono all’interno della storia. Bianca è una ragazza vittima di soprusi indescrivibili ma che, allo stesso tempo, progetta un qualche tipo di riscatto, rivincita, vendetta. Bianca ha un tipo di emancipazione e di sviluppo adatto ai tempi moderni e all’ambientazione della storia. La matrigna lucra su di lei vendendola come oggetto sessuale: sicuramente un tipo di abuso più attuale rispetto al costringere una ragazza a fare i lavori domestici o altro.

Tutto l’insieme, quindi, rende il romanzo tremendamente crudo e attuale. Tuttavia, bisogna sapere a cosa si va incontro: il linguaggio scelto dall’autrice è molto scurrile e schietto, senza giri di parole o “abbellimenti” delle scene descritte, anzi!

“Cosa sei Bianca?” mi domandò.

“Sono una cagna.”

“E cosa fanno le cagne?”

“Stanno a quattro zampe e abbaiano…”

L’intento dell’autrice presumo fosse proprio quello di rendere ancora più vivido il racconto. Molto probabilmente, se ci si trovasse davanti ad uno sfruttatore , questo non andrebbe molto per il sottile e userebbe un linguaggio molto simile a questo. Sotto questo punto di vista, la scelta dell’autrice è stata senza dubbio accurata.

Tuttavia, trattandosi di un romanzo, potrebbe non essere adatto a tutti i lettori: c’è chi apprezza e chi no, per questo è meglio essere a conoscenza di ciò che si sta per leggere.

La trama, ovviamente, è costruita su un susseguirsi di eventi, tra cui l’improvvisa precipitazione di Bianca in un mondo alternativo – dopo aver morso la famosa mela avvelenata. Il mondo in cui Bianca viene catapultata è costruito e descritto ancora meglio del precedente. Inoltre, fa la sua comparsa Cogito, un “personaggio” che guida Bianca dall’interno. Da questo momento Bianca diventa la vera protagonista “attiva”, inizia la sua avventura che la porterà al fianco di Darknight – un principe prigioniero – e non solo.

La città dei mercenari è il primo volume di questa saga fantasy: Bianca ha ancora molti passi da compiere prima che la “fiaba” si concluda.

l’incubo di Biancaneve: Nota personale e conclusioni

Personalmente ho apprezzato molto l’ambientazione e l’idea che sta alla base del retelling. Come anticipato, la trovo molto attuale e più verosimile di quanto si voglia credere. Ciò che, secondo me, fa perdere qualche punto al libro sono l’editing e il linguaggio. Il primo valido per tutti, il secondo solo per alcuni: a me, per esempio, non infastidisce il linguaggio volgare, nonostante preferisca uno stile più classico – ma, ovviamente, non è così per tutti, di conseguenza questa saga necessita di trovare il lettore adatto. Ma, d’altra parte, è così per ogni libro!

Recensioni: indice

The Queen’s Gambit

The Queen's Gambit Book Cover The Queen's Gambit
Walter Tevis
Romanzo
Weidenfeld & Nicolson
14 April 2016
272

 

The Queen’s Gambit è un romanzo di Walter Tevis, pubblicato nel 1983 e riportato in auge dalla recente serie televisiva su Netflix.

Racconta la storia di Beth Harmon che, come via di fuga da una vita monotona e infelice, trova il gioco degli scacchi – che la appassiona a tal punto da assorbirla completamente e renderla una delle migliori in quell’ambito ma che la porta anche ad accentuare problemi già radicati in lei, come la dipendenza da alcol e tranquillanti.

Il titolo del libro fa riferimento ad una mossa di scacchi che prevede il sacrificio di un pedone per mettere in posizione di vantaggio la regina. Oltre ad essere un titolo d’effetto, è anche molto significativo se paragonato al contenuto del romanzo.

Questo libro, infatti, tratta molti argomenti difficili e importanti. Lo fa su più livelli. A livello individuale tratta di:

  • la solitudine, l’abbandono, l’infanzia, l’adolescenza e lo sviluppo della personalità e delle capacità di una persona. Beth è orfana, vive in un orfanotrofio, è introversa e solitaria. Riesce a stringere solo due legami forti: con il custode dell’orfanotrofio, nonché suo primo maestro di scacchi, e con una compagna di stanza.
  • la dipendenza: in questo caso da tranquillanti, sin dall’età adolescenziale, e dall’alcol in età adulta.
  • l’emancipazione femminile: Beth è l’unica donna a competere a livello mondiale in un gioco che fino a quel momento era stato prettamente maschile.
  • in generale, tratta di psicologia: tutti gli eventi che possono accadere  nell’arco di una vita e le ripercussioni psicologiche che possono avere su un individuo; le sue reazioni e comportamenti. Nel caso di Beth: il lutto, la celebrità improvvisa, il rapporto con gli uomini, la passione per un gioco che diventa quasi fanatismo.

Allo stesso modo, tratta di temi importanti anche a livello macroscopico, inserendo all’interno della trama le rivalità storiche tra America e Russia, descrivendo in modo piuttosto schietto e preciso la società americana degli anni ’50, la posizione della donna in questa società e così via.

The Queen’s Gambit tratta decine di argomenti importanti e delicati ma lo fa in modo quasi impercettibile, perché tutto ciò viene magistralmente “nascosto” sotto la trama principale che porta Beth dall’infanzia all’età adulta in un susseguirsi di vicende e intrecci che appassionano il lettore tanto da farlo arrivare al fondo concentrandosi solo su questo aspetto, per poi riflettere in seguito sul contenuto più profondo del libro.

Lo stile dell’autore è insolito: spezza le scene, spostando il focus da un personaggio all’altro in modo repentino e improvviso, soprattutto nella prima parte del libro. La narrazione avviene in terza persona e, ovviamente, nonostante alterni diversi personaggi, ritorna sempre sulla protagonista.

Il ritmo è medio/veloce: i fatti narrati sono molti e ravvicinati nel tempo; ci sono descrizioni di scene, stati d’animo e personaggi ma sono bilanciate e aiutano il lettore a immaginare le intere scene.

Complessivamente è un bel romanzo: si legge in modo piacevole e scorrevole, ha una bellissima ambientazione geografica e storica, nonché un accurato studio dei dettagli (primo tra tutti, tutto ciò che riguarda gli scacchi).

Nota personale:

Ho letto questo libro in lingua originale e non ho avuto modo di confrontarlo con l’edizione italiana. Quindi è possibile che la mia percezione dello stile e del ritmo siano state influenzate da questo. Il lessico utilizzato è molto curato e ricercato, ci sono molti vocaboli che non si sentono abitualmente, anche per ciò che non riguarda gli scacchi.

The queen’s gambit su Netflix

Avendo letto il libro e visto la serie, la domanda che sorge spontanea è: qual è il più bello? Entrambi. Il libro personalmente mi è sembrato meno “dolce” rispetto alla serie, che però si è rivelata molto accurata nel rispettare la trama del libro.

Inoltre l’interpretazione della protagonista è stata singolare e l’attenzione per i dettagli altrettanto meritevole: le partite di scacchi sono tutte realmente giocate, gli abiti rispecchiano a pieno la moda dell’epoca e, in generale, la serie è stata un ottimo lavoro sotto ogni punto di vista.

Si vocifera che sia in produzione un seguito: personalmente spero non sia così perché, per quanto si possa desiderare un’altra stagione così entusiasmante, non sarebbe più fedele al libro ma risulterebbe una forzatura.

Detto ciò, consiglierei entrambi: magari prima il libro e poi la serie! Buona lettura e buona visione!

 


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Gelidi abissi

Gelidi abissi Book Cover Gelidi abissi
Massimo Gagliardini
Fiction, Romanzo Storico
Bonfirraro
2020
324

Southampton, 1912. Emily e Clayton si imbarcano sul maestoso Titanic per il loro viaggio di nozze in America. L'eccitazione della coppia per la lunga traversata si tramuta ben presto in inquietudine quando Clayton fa la conoscenza di un altro passeggero, Renard, un grottesco individuo dal passato scomodo e oscuro che nasconde un piano sconvolgente. Giorno dopo giorno, Clayton ed Emily si ritrovano a subirne la presenza magnetica, finché Clayton prova a ricomporre i tasselli di un puzzle che si perde nei lontani anni della sua gioventù. In una matassa di reticenze e menzogne, arriva il momento della resa dei conti tra Clayton e Renard, mentre il Titanic continua la sua corsa verso New York, solcando cieli bui e acque gelide, finché il fatale impatto con un gigantesco iceberg non lo squarcia nella notte. Sulla nave è il delirio, una corsa disperata verso le poche scialuppe che vengono calate in mare, mentre il transatlantico affonda sempre di più, fino a spezzarsi in due tronconi e colare a picco. Il destino di Clayton, Emily e Renard correrà lungo la rotta di morte che distingue tra sommersi e salvati e sarà proprio Emily ad affrontare rivelazioni sconvolgenti che la condurranno a scoprire una terribile verità troppo a lungo taciuta.

Gelidi abissi di Massimo Gagliardini è un romanzo ambientato nel 1912, che narra la storia del Titanic sotto un altro punto di vista rispetto a quello che solitamente abbiamo visto, letto è ascoltato.

Racconta la storia di Emily e Clayton che partono sul Titanic per festeggiare le loro nozze ma, poco dopo la partenza, Clayton fa la conoscenza di un misterioso personaggio di nome Renard, il quale nasconde un piano chi lascia la giovane coppia stupefatta e inquieta.

Dopo una serie di vicissitudini che riguardano vicino la giovane coppia e lo scuro Renard, si arriva al fatale e noto evento che riguarda la maestosa nave su cui i protagonisti si erano imbarcati: lo scontro con l’iceberg. 

Nel frattempo Clayton scopre le origini di Renard e come il loro passato sia in qualche modo collegato. Inizia ad essere sospettoso ed inevitabilmente i due arriveranno ad uno scontro finale. Fatalmente questo scontro coincide con il momento del naufragio e la vicenda si complica ulteriormente.

I personaggi principali sono quindi tre:

  • Emily, la giovane sposa, agiata e innamorata. In qualche modo ricorda la protagonista del film Titanicse non altro per le origini benestanti. Tuttavia, ha un carattere quasi opposto alla celebre Rose, che si strugge per non poter vivere una vita libera e per la sua impotenza nella società; Emily, al contrario, è piuttosto spensierata e ingenua.
  • Clayton è il classico uomo per bene, felice di aver raggiunto il traguardo del matrimonio con una bella donna. Ha però un passato spinoso, che preferirebbe dimenticare.
  • Renard, l’antagonista, colui che metterà alla prova la giovane coppia.

I tre ruoli si accavallano e prendono importanza in modo alternato: verso la fine, per esempio, sarà proprio Emily ad avere un ruolo rilevante nella vicenda!

Gelidi Abissi: Oltre la trama

Il ritmo è medio, scorrevole; un libro caratterizzato da un buon lessico, non troppo formale ma nemmeno colloquiale, unito a belle descrizioni e caratterizzazione dei personaggi.

La trama portante del Gelidi Abissi, inventato dall’autore, è ben amalgamata alla storia realmente accaduta del Titanic, riguardante la nave e alcuni personaggi. Sì, perché alcuni dei personaggi secondari sono realmente esistiti: al fondo del libro è stata inserita una breve biografia per ognuno –  molto apprezzata!

 

Reset

Reset Book Cover Reset
Andrea Marlano
Romanzo, Distopico
bookabook
2021
191

 

Reset è il romanzo d’esordio di Andrea Marlano: un romanzo fantascientifico ambientato nell’ipotetica Milano di un futuro prossimo.

Incipit: Il display dell’orologio della cucina segnava le 22:42 quando Annarey rientrò nel suo appartamento al sedicesimo piano del Reebok Building, nel nuovo upperside di Milano, un tempo conosciuto come quartiere Bovisa. Minou e Cloe, le gatte birmane, le si fecero incontro come al solito, strofinando il pelo bianco e morbido contro le sue caviglie e facendo le fusa. 

La città è composta da grattacieli immensi ed enormi edifici industriali, gestiti da colossi multinazionali che influenzano l’economia mondiale e, in qualche modo, la quotidianità di ognuno.

Ad entrare presto in stretto contatto con una di queste multinazionali è la protagonista, Annarey. La ragazza decide di scendere a compromessi con uno di questi colossi, produttore di mircochip che vengono impiantati nelle persone e contengono delle “funzioni” per questi individui.

Annarey mira a riacquistare l’utilizzo delle proprie gambe, mentre la multinazionale ottiene l’ennesima pedina a cui far sbrigare lavori scomodi. Ecco che Annarey riceve i suoi incarichi e inizia la sua nuova vita. Al suo fianco ha uno strano personaggio, una sorta di accompagnatore o custode, di cui non si capiscono natura e intenzioni fino alla fine: alleato o nemico? Difficile a dirsi.

La protagonista si trova improvvisamente a vivere una vita incredibilmente movimentata e diversa da quella che aveva avuto fino a quel momento: azione continua, pericoli, persone che vengono uccise, e così via.  Sono molte sfide da affrontare, tutte in una volta. Tuttavia, Annarey riesce a uscirne: alla fine di questo percorso non è più la stessa persona, ha perso molto, ha trovato cose che non avrebbe mai pensato di raggiungere, ma soprattutto ha tirato una linea netta tra i buoni e i cattivi. Chi è da una parte e chi dall’altra?

Reset: oltre la trama

Reset è un romanzo che si legge molto velocemente, scorrevole e lineare. Scritto in modo semplice, ha un ritmo veloce e costante. Ambientato in una Milano futuristica, non troppo lontana da quella attuale, agevola l’identificazione dei luoghi menzionando i nomi dei luoghi inventati seguiti da “quelli di una volta” (ossia quelli attuali).

L’atmosfera che si percepisce è un misto di inquietudine e freddezza, tipiche del genere fantascientifico/futuristico: l’evoluzione della tecnologia e della medicina, il controllo degli individui, la predominanza delle multinazionali, ecc.

Lo consiglio agli amanti del genere ai lettori sempre in cerca di qualcosa di nuovo!


L’autore:

Andrea Marlano
è nato e cresciuto a Milano dove vive tuttora con la sua famiglia. Sin da piccolo sviluppa una passione per la fantascienza, coltivandola attraverso libri, fumetti, film e giochi di ruolo. Dopo la laurea in Giurisprudenza e un master in Etica di impresa, lavora in una nota società finanziaria, dove svolge tuttora il ruolo di auditor. A partire dal 2015, quasi per gioco, comincia a scrivere racconti. Reset è il suo romanzo d’esordio.

 


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Il nome del vento

Il nome del vento Book Cover Il nome del vento
Patrick Rothfuss
Fantasy
2011
864

La Pietra Miliare, una locanda come tante, nasconde un incredibile segreto. L'uomo che la gestisce, Kote, non è davvero il mite individuo che i suoi avventori conoscono. Sotto le sue umili spoglie si cela Kvothe, l'eroe che ha fatto nascere centinaia di leggende. Il locandiere ha attirato su di sé l'attenzione di uno storico, che dopo un lungo viaggio non privo di pericoli e avventure riesce a raggiungerlo e convincerlo a narrare la sua vera storia. Il nostro eroe muove i suoi primi passi a bordo dei carri degli Edema Ruh, un popolo di attori, musicisti e saltimbanchi itineranti che, nonostante le malevole credenze popolari, si rifanno a ideali nobili e tengono in gran conto arte e cultura. Kvothe riceve i primi insegnamenti dall'arcanista Abenthy, e viene poi ammesso all'Accademia, culla del sapere e della conoscenza. Qui egli apprenderà diverse discipline, stringerà salde amicizie e sentirà i primi palpiti dell'amore, ma dovrà anche fare i conti con l'ostilità di alcuni maestri, l'invidia di altri studenti e l'assoluta povertà; vivrà esperienze rischiose e incredibili che lo aiuteranno a maturare e lo porteranno a diventare il potentissimo mago, l'abile ladro, il maestro di musica e lo spietato assassino di cui parlano le leggende. Contiene l'estratto del secondo libro della serie "Le cronache dell'assassino del re", "La paura del saggio".

Il nome del vento è un romanzo fantasy moderno, scritto da Patrick Rothfuss, edito da Fanucci (e ora anche da Mondadori).

Considerato una colonna portante del fantasy moderno, questo libro sembra essere stato apprezzato un po’ in tutto il mondo. In Italia ha avuto una rivalutazione di recente proprio grazie alla nuova edizione Oscar Vault. Personalmente ho alcune perplessità nel considerarlo una “colonna portante”. Qui di seguito cercherò di analizzarlo in modo oggettivo, dopodiché lascerò il mio personale commento sperando che sia cosa gradita per i lettori più scrupolosi.

Il nome del vento

Il libro essenzialmente racconta la storia di Kvothe, unico protagonista indiscusso del racconto, e di come sia diventato una leggenda. Viene raccontata in prima persona, con il protagonista che riporta la sua storia perché ne venga tratta una biografia quando, ormai anziano e “sotto mentite spoglie” gestisce una locanda – la Pietra Miliare.

Il prologo è qualcosa di epico, così come l’epilogo, infatti ci si aspetta che la trama parta subito con un’esplosione di eventi e sia un crescendo di avventure e colpi di scena. Ma non è così. Anzi, subito dopo il prologo il ritmo si fa lento e costante, fino alla fine. Questo può essere un bene o un male: si ha di fronte un libro estremamente descrittivo e dettagliato, perciò è normale che sia piuttosto lento e, se l’intento dell’autore era quello di simulare l’ascolto di una storia (come si può immaginare dalle prime scene), ci è riuscito sicuramente.

Tuttavia, lo sviluppo della trama risulta piatto e sconclusionato: Kvothe inizia il suo racconto dall’infanzia, per poi elencare tutti gli eventi che lo hanno colpito in qualche modo fino all’adolescenza. Gliene succedono di tutti i colori: lutti, povertà, solitudine, sfide continue, prove, e così via. Incontra persone amiche e non, trova sostenitori e avversari, trova persone che vogliono ostacolarlo e altre che farebbero di tutto per lui. Non si può dire che il libro sia povero di eventi: piuttosto è povero di fatti.

Ambientato in un mondo fantastico (studiato alla perfezione, con: luoghi, etnie, usi e costumi, moneta, professioni e quant’altro), si svolge quasi interamente all’interno della scuola di magia che Kvothe frequenta, con tutte le difficoltà del caso. Inizialmente sembra che la missione del protagonista sia arrivare a frequentare la scuola, dopo si comprende che in realtà la scuola è solo un mezzo per raggiungere un altro scopo.

Trascorrono così gli anni di Kvothe dall’infanzia all’adolescenza: si può quindi definire un romanzo di formazione? Non proprio. Kvothe fa un percorso evolutivo, senza dubbio, ma principalmente incentrato sulle sue capacità magiche e simili, non tanto sulla sua crescita come individuo. Anzi: i “difetti” del suo carattere rimangono invariati dall’inizio alla fine e non c’è una trasformazione così radicale da poterla definire “formazione”.

Si arriva fino agli anni delle prime infatuazioni: Kvothe si innamora di una ragazza, si aiutano a vicenda e in qualche modo continuano il loro percorso insieme.

La ragazza viene presentata in modo simile alla “donna angelo” della Letteratura classica, anche se con caratteristiche diverse. Kvothe ha una totale ammirazione per lei ma, in alcune scene, sembra comunque sminuirla. In altre, sembra una gara a chi dei due riesce a rubare il palcoscenico all’altro.

 

La resa dell’atmosfera e delle ambientazioni è ben riuscita, soprattutto grazie alle descrizioni dei luoghi e delle emozioni del protagonista: unendo questo allo stile dell’autore, si ha realmente la sensazione di ascoltare qualcuno che racconti la propria vita.

C’è solo un problema: non c’è un messaggio, non c’è una missione compiuta, non c’è un’elevazione del personaggio ad un livello successivo. Kvothe migliora nelle arti magiche, ma non arriva ad un risultato. Cercava vendetta? La vendetta non si compie. L’epilogo – scritto in modo epico come il prologo – fornisce l’unica chiave di lettura possibile: Kvothe è invecchiato, è sopravvissuto a tutto e a tutti. Ma, fatta eccezione per questa interpretazione, il suo racconto non ha altro fine. Non dimostra nulla al lettore, non c’è un messaggio importante o un significato nascosto per cui dire “questo libro mi ha lasciato qualcosa”. Semplicemente c’è la vita di Kvothe che, come ognuno di noi, fa un percorso e arriva ad un punto di equilibrio.

In conclusione:

Si potrebbero sviscerare i vari aspetti di questo romanzo all’infinito ma credo di aver detto l’essenziale per chiunque voglia approcciarsi per la prima volta al libro, evitando di scendere eccessivamente nei dettagli e rivelare così troppe informazioni sulla trama.

A questo punto confesso le mie perplessità che, immagino, si saranno già dedotte da quanto detto finora. Il nome del vento è un grande libro, con un buon potenziale, una scrittura fluida e “studiata nel dettaglio”, dei personaggi (a loro modo) articolati, ma manca di sostanza.

Personalmente credo che ogni libro, indipendentemente dal genere, debba “lasciare un segno”. Anche il genere fantasy può farlo: ne Il signore degli anelli, per esempio, ogni singolo personaggio ha uno scopo o è una metafora per rappresentare qualcosa di reale. Inoltre la storia nel suo insieme ha un’evoluzione che porta ad un epilogo.

In quasto libro non accade, o meglio accade ma in modo molto più piatto, tanto da passare inosservato.

È da leggere perché è Il nome del vento, fine. Da amante del fantasy non ritengo di aver letto un pilastro di questo genere.

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Buona lettura!

Recensioni in ordine alfabetico: INDICE

La Signora del Lago – The Witcher 7

La signora del lago. The Witcher Book Cover La signora del lago. The Witcher
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
2020
624

L'inverno si avvicina. Stremati, Geralt e i suoi compagni sono costretti a fermarsi a Toussaint, un piccolissimo regno d'incredibile bellezza, risparmiato dalla guerra grazie alla sua posizione isolata. Lì, lo strigo spera di trovare un posto sicuro per recuperare le forze, e soprattutto informazioni che possano aiutarlo nella ricerca di Ciri. Geralt non sa se le voci secondo cui la ragazza sarebbe stata catturata dall'esercito imperiale siano vere. Una cosa è certa: ha bisogno di lui. Tuttavia Ciri non è l'unica a essere in grave pericolo: le spie di Nilfgaard sono ovunque, e persino in un luogo idilliaco come Toussaint c'è qualcuno che trama nell'ombra perché Geralt non ne esca vivo…
L’hanno ribattezzata la Signora del Lago. Per sfuggire alle truppe di Nilfgaard, Ciri ha varcato il portale magico nascosto nella Torre della Rondine e, da quel giorno, gli elfi si sono presi cura di lei, guarendo le sue ferite e trattandola come una vera principessa. Ciri quindi ha abbassato la guardia e non si è subito resa conto di non essere affatto una loro gradita ospite, bensì una prigioniera. Ma, adesso che ha scoperto il gioco degli elfi, deve assolutamente riuscire ad evadere. Perché lei è la Fiamma di cui parlano le profezie. Ed è giunto il tempo che il suo destino si compia…

La Signora del Lago è il settimo volume della saga di Geralt di Rivia, edita da Editrice Nord – volume conclusivo delle vicende che riguardano, appunto, Geral; l’ottavo volume, infatti si colloca cronologicamente prima del primo romanzo della serie.

La trama

L’inverno si avvicina. Stremati, Geralt e i suoi compagni sono costretti a fermarsi a Toussaint, un piccolissimo regno d’incredibile bellezza. Lì, lo strigo spera di trovare un posto sicuro per recuperare le forze, e soprattutto informazioni che possano aiutarlo nella ricerca di Ciri. Una cosa è certa: ha bisogno di lui. Tuttavia Ciri non è l’unica a essere in grave pericolo: le spie di Nilfgaard sono ovunque…

L’hanno ribattezzata la Signora del Lago. Per sfuggire alle truppe di Nilfgaard, Ciri ha varcato il portale magico nascosto nella Torre della Rondine e, da quel giorno, gli elfi si sono presi cura di lei, trattandola come una vera principessa. Ciri quindi ha abbassato la guardia e non si è subito resa conto di non essere affatto una loro gradita ospite, bensì una prigioniera. Ma, adesso che ha scoperto il gioco degli elfi, deve assolutamente riuscire ad evadere. Perché lei è la Fiamma di cui parlano le profezie. Ed è giunto il tempo che il suo destino si compia…

La Signor del Lago

Questo settimo volume rappresenta l’epilogo perfetto per la saga di cui fa parte.

Un colpo di scena assolutamente imprevisto permette di mettere insieme tutti i pezzi della storia dei sei libri precedenti e di dare un senso a tutti i passaggi fino ad ora inspiegabili. Il colpo di scena si verifica relativamente “presto” all’interno del libro perciò, successivamente, si hanno ulteriori passaggi articolati e svolte della trama.

In ogni caso le doti dell’autore sono indiscutibili: ha scritto sei libri in cui la storia si è sviluppata su più fronti, inducendo il lettore a supporre qualsiasi versione possibile di epilogo, per poi  crearne uno decisamente inaspettato.

Ci sono alcune particolarità che merita citare:

  • questo è l’unico volume della saga in cui vengono menzionati luoghi reali;
  • ci sono due possibili interpretazioni del finale di Yennefer e Geralt: ogni lettore è libero di scegliere quella che preferisce;
  • verso la fine, fa la sua comparsa un personaggio del tutto estraneo alla saga, almeno finora, e si apre l’ennesimo colpo di scena da maestro di Sapkowski;
  •  relazione all’epilogo, è interessante la teoria dei flashback dei personaggi, che si può notare solo leggendo l’intera saga – rivelarla ora rovinerebbe la lettura a chi deve ancora iniziare!

I libri precedenti:

  1. Il guardiano degli innocenti
  2. La spada del destino
  3. Il sangue degli elfi
  4. Il tempo della guerra
  5. Il battesimo del fuoco
  6. La Torre della Rondine

Recensioni: INDICE

Penitenziagite – Apocalisse

Penitenziagite - Apocalisse Book Cover Penitenziagite - Apocalisse
Penitenziagite
Fabio Cosio
Romanzo Storico, Biografia
Self-published
633
Copertina flessibile

Nel momento in cui fra Dolcino assume la guida del movimento degli apostolici, il loro numero inizia a crescere esponenzialmente. L'inquisizione stringe ancora di più le sue maglie, processando e bruciando un gran numero di adepti.
Trovato un rifugio in Trentino, gli apostolici fondano una comunità dove, finalmente, possono vivere in pace, protetti dal signore locale. Ma quando questi muore, la situazione precipita. Costretti a una nuova fuga, gli apostolici attraversano tutto il nord Italia fino a giungere in Valsesia, dove la popolazione si è ribellata ai feudatari locali. Nuovamente perseguitati e attaccati, fra Dolcino e gli apostolici decidono di combattere per la loro libertà, impugnando le armi in un'eroica resistenza contro le forze del vescovo.

Penitenziagite – Apocalisse è il volume conclusivo della trilogia di romanzi storici di Fabio Cosio, che vede come protagonista fra Dolcino da Novara.

Penitenziagite – Apocalisse

Questa trilogia di romanzi storici ripercorre, attraverso il protagonista, alcuni decenni della storia italiana caratterizzati dal dominio della Chiesa, dalla violenza dell’Inquisizione e dalle lotte del popolo.

Nei primi volumi (Genesi  e Atti degli apostoli), abbiamo seguito fra Dolcino nella sua carriera ecclesiastica e nel distaccamento da molti degli aspetti della Chiesa che riteneva sbagliati o contraddittori.

In quest’ultimo volume si giunge al termine di questo percorso e, purtroppo, della vita di Dolcino. Per avere qualche blanda informazione sulla vita di quest’uomo basta aprire un libro di storia o cercare online e, trattandosi di una ricostruzione storica molto fedele alla realtà, rivelare il finale di questo libro non significa rovinare la lettura della trilogia.

Fra Dolcino, come anticipato nei volumi precedenti, è stato il fondatore del movimento dei dolciniani, movimento riconducibile a quello degli apostolici (a sua volta derivante dai movimenti pauperistici e millenaristici).

La sua dottrina prevedeva una scrupolosa osservazione delle Sacre Scritture, nonché il digiuno, la preghiera e la povertà. Tuttavia, si basava su altri due aspetti rilevanti che, ovviamente, non potevano essere approvati dalla Chiesa: la disobbedienza alla Chiesa stessa e al papa, qualora si fosse allontanato dalla giusta predicazione e applicazione dei Vangeli e sulla possibilità di eliminare l’obbligo del celibato.

Fra Dolcino, in prima persona, aveva una compagna – Margherita – e, giunti a questo punto, merita soffermarsi sull’epilogo di questa storia: fra Dolcino viene condannato a morte dal vescovo, costretto a subire torture inimmaginabili prima dell’esecuzione della pena capitale. Ma non è tutto: anche Margherita viene condannata a morte: per eresia, stregoneria, legami con Satana e quant’altro. Viene bruciata viva. E Dolcino è costretto ad assistere, prima di essere ucciso a sua volta.

Perché soffermarsi sul finale: perché racchiude il messaggio dell’intera trilogia. Un messaggio di un uomo, vissuto 700 anni fa, che ha avuto il coraggio di opporsi alla dittatura di una Chiesa corrotta. Un uomo: non era un santo, ma semplicemente un uomo, vissuto da uomo e morto da uomo. Morto per ciò in cui credeva. Allo stesso modo, con lui, è morta Margherita, che non si è piegata fino alla fine, nemmeno davanti al boia.

Allo stesso modo sono morti in tanti: sono morti coloro che hanno cercato di proteggerlo, coloro che hanno condiviso con lui una visione differente della religione; sono morti i “poveri cristiani” che si sono opposti al vescovo nella terribile battaglia della Valsesia.

Non è finita: Dolcino sarebbe dovuto diventare un esempio, un monito per la popolazione. Per questo è stato torturato pubblicamente per le strade di Vercelli, nei modi più terribili e disgustosi. Per questo le ceneri di Longino  e Margherita sono state gettate nel fiume Cervo. Tutto questo e molto altro in Penitenziagite Apocalisse.

In conclusione

Non posso fare altro che consigliare la lettura di questa trilogia per vari motivi: la ricchezza di dettagli, la minuziosa ricostruzione storica, la volontà dell’autore di “riportare in vita” una tale storia e, ovviamente, per il significato di quella storia.

Per darvi qualche informazione in più sulla lettura di questo libro, oltre a rimandarvi alle recensioni precedenti, posso dirvi che: è scritto molto bene, in modo semplice e chiaro; ha un ritmo di lettura lento, soprattutto a causa dei temi affrontati e alla quantità di dettagli; è adatto ad appassionati di storia, lettori onnivori e a chiunque voglia approfondire le proprie conoscenze sulla storia d’Italia tra la fine del 1200 e l’inizio del 1300.


Recensioni: INDICE

 

La Torre della Rondine – The Witcher 6

La torre della rondine. The Witcher Book Cover La torre della rondine. The Witcher
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
Editrice Nord
2020
Copertina flessibile
516

Nella notte dell'Equinozio d'autunno, una tempesta infernale si abbatte su Ellander. All'improvviso, alcune nuvole nere assumono la forma di guerrieri a cavallo e sorvolano con gran strepito il tempio della dea Melitele. La maga Triss Merigold non ha dubbi: è la Caccia Selvaggia narrata dalle leggende, portatrice di morte e di sventura. Qualcuno a lei molto caro è caduto vittima di un sortilegio o di un'imboscata. Non c'è un attimo da perdere: deve avvisare Geralt di Rivia…
Tre giorni dopo, durante una battuta di caccia nelle paludi, Vysogota di Corvo trova una fanciulla priva di sensi e gravemente ferita. Senza esitare, il vecchio eremita la porta in casa e le presta le prime cure. Tra i deliri indotti dalla febbre, la ragazza rivela di essere sfuggita per miracolo a un manipolo di soldati di Nilfgaard, gli stessi uomini che ancora le stanno dando la caccia per ucciderla. E allora l'eremita capisce: lei è la principessa Ciri, l'ultima erede al trono di Cintra, colei che, secondo la profezia, causerà il crollo dell'impero e riporterà la pace tra i popoli della terra. La giovane ha bisogno di protezione. E c'è solo una persona che possa aiutarla a compiere il suo destino: Geralt di Rivia

La Torre della Rondine è il sesto volume della Saga di Geralt di Rivia e rappresenta racchiude una fase decisiva nella struttura di questa saga.

Se, fino al volume precedente, la Saga è stata contorta e caotica, con questo nuovo capito tutto inizia a prendere forma. Benché le vicende siano ancora più intricate e sovrapposte, si inizia a vedere una traccia che – suppongo – porterà all’epilogo con il settimo volume.

La Torre della Rondine

Senza rivelare troppo sulla trama di questo volume, si può dire che: fa la sua comparsa un nuovo personaggio, che si rivelerà determinante da questo momento in poi. Si tratta di Vysogota di Corvo, un anziano che vive in una capanna nascosta nel mezzo di una palude e che salva Ciri nel momento in cui ne ha più bisogno.

Dopo un periodo di sospetti e incomprensioni, i due si raccontano le rispettive storie e iniziano a fidarsi l’uno dell’altro: Vysogota di Corvo capisce chi è Ciri e capisce anche che c’è una sola persona in grado di aiutarla… Geralt di Rivia.

In questo sesto volume entrano in gioco i nuovi poteri di Ciri e non solo: la trama inizia a propagarsi nel tempo e nello spazio, dando la possibilità di trarre diverse conclusioni e possibili finali.

Geralt, Yennefer e Ciri continuano ad essere legati indissolubilmente, nonostante si trovino in luoghi diversi, in situazioni diverse e con compagni che nemmeno si conoscono tra loro!

Ciri e Yennefer hanno addirittura delle visioni su Geralt ma i tre riescono a comunicare tra loro solo in modo sporadico e incomprensibile: possono solo trarre qualche spunto dalle rispettive visioni e sensazioni, ma nulla di concreto e certo.

Il loro destino rimane legato e, benché Ciri abbia poteri inestimabili e sia ormai più che autosufficiente, ha bisogno di aiuto per compiere la sua missione: bisogna rimettere insieme la squadra…

Oltre la trama

Tutto ciò che riguarda lo stile, la struttura e la trama è rimasto invariato rispetto ai volumi precedenti. Perciò credo sia utile analizzare le diversità: per la prima volta in questo volume l’autore fa riferimento esplicito a luoghi e popoli realmente esistiti. L’avrà fatto per creare ancora un po’ più di caos apparente? O l’avrà fatto per “avvicinare” il lettore ai protagonisti?

Inoltre, in questo volume i riferimenti alla cultura pagana nordica sono ancora più espliciti rispetto ai volumi precedenti. Il tempo è segnato da ricorrenze tipicamente pagane, l’anno è suddiviso da equinozi, solstizi e festività tipiche della cultura celtica (i nomi sono stati semplicemente distorti dall’autore in modo che fossero riconoscibili ma non identici agli originali.

La Torre della Rondine conferma per la sesta volta quanto questa saga sia elaborata e curata: Sapkowski ha fatto davvero un gran lavoro nella creazione di ogni elemento del suo racconto.

Questo sesto capitolo della saga riporta un po’ di azione e, soprattutto, riporta il focus sui tre protagonisti principali: si va verso l’epilogo della saga e si percepisce che qualcosa di grosso debba ancora succedere ma, ovviamente, si possono solo fare supposizioni.

Ciri è prossima a svelare il suo vero scopo e gli altri personaggi devono aggiudicarsi il “ruolo definitivo” e c’è ancora spazio per qualsiasi cambiamento di rotta.

Questo la dice lunga sulle capacità dell’autore: riesce a tenere i lettori incollati alle pagine per sei volumi (da 400 pagine l’uno!) per poi, molto probabilmente, stravolgere tutto alla fine – o, se non altro, dare un senso a tutto nell’ultimo volume.

Fino ad ora la trama, infatti, è stata un “crescendo” di eventi, senza mai mostrare segni di cedimento o di prossimità alla conclusione. BEN FATTO caro Andrzej!

I libri precedenti:

  1. Il guardiano degli innocenti
  2. La spada del destino
  3. Il sangue degli elfi
  4. Il tempo della guerra

Recensioni: INDICE

Il battesimo del fuoco – The Witcher 5

Il battesimo del fuoco. The Witcher Book Cover Il battesimo del fuoco. The Witcher
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
Editrice Nord
2020
459

Geralt di Rivia ha fallito. Durante la rivolta scoppiata sull'isola di Thanedd, non è riuscito a portare in salvo Ciri, l'ultima erede al trono di Cintra, e ora la principessa è scomparsa. La sua unica speranza di ritrovarla è affidarsi a Milva, la più abile spia delle driadi. E Milva non lo delude: scopre che Ciri è prigioniera dell’imperatore Emhyr var Emreis e si offre di guidare lo strigo fino alla capitale di Nilfgaard. Benché sia ancora debole a causa delle ferite riportate, Geralt lascia la sicurezza dei boschi di Brokilon e si mette in viaggio con Milva, ma bastano pochi giorni di cammino per rendersi conto che raggiungere il palazzo imperiale è un'impresa quasi impossibile: ovunque infuriano violente battaglie tra le truppe di Nilfgaard e gli eserciti dei liberi regni; le strade sono pattugliate giorno e notte da ronde di soldati, mentre i villaggi sono lasciati alla mercé dei gruppi di elfi ribelli. Lo strigo e la driade sono quindi costretti a tagliare per la foresta, senza sapere che così facendo cadranno nella trappola preparata da una creatura che da tempo li segue nell'ombra, pronto a tutto pur di evitare che Geralt arrivi vivo a Nilfgaard….

Il battesimo del fuoco è il quinto volume della Saga di Geralt di Rivia, meglio nota come The Witcher, per via della serie Netflix (ed è il terzo romanzo della saga).

Il battesimo del fuoco

Geralt si scontra con Vilgefortz e rimane gravemente ferito; Triss lo aiuta portandolo dalle Driadi, che gli offrono asilo e lo curano.

Qui conosce Milva, un’arciera che fa parte del gruppo degli Scoia’tael, che lo informa sulle condizioni di Ciri.

Dopo aver udito della cattura di Ciri da parte dei Nilfgaardiani, Geralt parte alla ricerca della ragazzina insieme all’inseparabile Ranuncolo e alla stessa Milva, che decide di aiutarli.

Il viaggio si fa lungo e insidioso, ma Geralt trova nuovi compagni di viaggio (un più strampalato dell’altro) e la novella combricola si avvia verso il fiume Jaruga, per poi comprendere che sarebbe stato un viaggio impossibile. Perciò ritorna sui suoi passi e cambia direzione, cercando di evitare scontri e battaglie ma, talvolta, trovandosi proprio in mezzo ad essi.

In particolare, Geralt e i suoi compagni saranno decisivi per una battaglia… con la quale Geralt otterrà il titolo con cui tutti lo conosciamo: “Geralt di Rivia“.

Oltre la trama

Come detto nelle recensioni precedenti, Sapkowski ha creato qualcosa di magico ed estremamente complesso. Nonostante sia stato criticato da molti per la struttura e la trama dalla saga, personalmente credo che abbia fatto un lavoro studiato e curato nei minimi dettagli e che l’effetto “caos” sia assolutamente voluto: alla fine tutto avrà un senso.

Detto ciò, non si può che confermare la bravura dell’autore nella resa dei personaggi, dei luoghi, dell’atmosfera e delle sensazioni.

Ciò che, però, influisce maggiormente nell’ottenere tutto ciò è lo stile: sempre impeccabile, coinvolgente, vivido. La traduzione della saga, tra l’altro, è stata fatta direttamente da una lingua all’altra su specifica richiesta dell’autore, senza passare dall’inglese.

Il battesimo del fuoco è quindi l’ennesima prova di quanto meriti leggere questa saga! (Anche se in questo volume Yennefer si vede pochissimo!)

I libri precedenti:

  1. Il guardiano degli innocenti
  2. La spada del destino
  3. Il sangue degli elfi
  4. Il tempo della guerra

Recensioni: INDICE

Il tempo della guerra – The Witcher 4

Il tempo della guerra. The Witcher Book Cover Il tempo della guerra. The Witcher
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
Editrice Nord
2020
Copertina flessibile
432

Tre ombre cavalcano nella notte. Sono tre sicari, lanciati all’inseguimento della loro prossima vittima. Tuttavia non sanno di essere a loro volta seguiti da una creatura più forte e più resistente di qualsiasi essere umano: Geralt di Rivia, l’assassino di mostri. In circostanze normali, lo strigo non si sporcherebbe le mani per eliminare dei comuni criminali, ma stavolta è diverso. Perché quei tre sono stati assoldati per uccidere la principessa Ciri e, se ci riusciranno, il mondo intero sarà perduto: Ciri è la Fiamma di Cintra, la maga di cui parlano le profezie, l’unica forza in grado di contrastare i piani dello spietato imperatore di Nilfgaard e di riportare la pace tra i popoli della terra. Per questo è essenziale che Ciri arrivi sana e salva sull’isola di Thanedd, dove si stanno radunando tutti gli altri maghi. E Geralt è disposto a ogni sacrificio pur di proteggere il suo cammino. Però nessuno può immaginare che la principessa non sarà al sicuro nemmeno sull’isola. Sebbene sia difesa da incantesimi potentissimi, le spie di Nilfgaard sono infatti sbarcate persino in quel luogo isolato. E adesso sono in attesa, pronte a colpire….

Il tempo della guerra è il quarto volume della saga di Geralt di Rivia in ordine di pubblicazione ma è il secondo vero e proprio romanzo (considerando che i primi due volumi sono raccolte di racconti).

Il tempo della guerra – SPOILER ALERT

I Regni del Nord e Nilfgaard sono sempre più in cattivi rapporti: in ogni angolo ci sono scontri tra potenze, maghi e bande.

Ciri continua la sua fuga perenne ma inizia a correre voce che sia stata uccisa. Nel frattempo Geralt cerca di far luce sull’identità di Rience e di chi lo ha assoldato.

Citi e Yennefer si recano a Gors Velen. Prima di spostarsi a Thanedd, dove Yennefer parteciperà alla riunione dei maghi e Ciri frequenterà la scuola di Aretuza, dove era già stata istruita Yennefer.

Durante il viaggio fanno tappa a Gros Valen dove Yennefer incontra un nano banchiere con cui pattuisce affari vantaggiosi per entrambi. Mentre Yennerfer è alle prese con in nano, Ciri si fa accompagnare da Fabio per visitare la città con la raccomandazione di non farsi notare, ma ovviamente non sarà così. Viene scambiata per una studentessa di Aretuza fuggita dalla scuola e…

La saga

Lo stile dell’autore rimane invariato in questo secondo (o quarto) volume della saga o, forse, si fa ancora più coinvolgente e “sottile”.

Letti singolarmente, i libri possono sembrare dispersivi e, dopo il secondo, le vicende si spezzettano in tanti piccoli frammenti e prendono strade diverse: addirittura per ogni personaggio ci possono essere più percorsi possibili. Tuttavia, nel complesso la saga è strutturata in modo magistrale: i due vertici della saga sono i due punti saldi a cui riconducono tutte le vicende che però, con il proseguire della lettura, si allontanano e si diversificano tantissimo.

Vengono infatti presentati nuovi luoghi, personaggi, collegamenti e grossi punti interrogativi.

In conclusione, non si può che confermare un giudizio più che positivo per l’intera saga.


Personalmente ho trovato alcuni passaggi un po’ lenti rispetto ai volumi precedenti – ma questo può essere dovuto ad un fattore prettamente soggettivo perché purtroppo non ho avuto modo di dedicare alla lettura il tempo e l’attenzione che avrei voluto.

Ho letto diverse opinioni negative su questa saga e sull’autore in generale: molto spesso queste critiche hanno come oggetto principale il “sospetto” che la saga sia stata scritta in modo confusionario e non programmato. In realtà io credo che l’effetto fosse voluto: tantissimi personaggi, tantissimi luoghi: impossibile ricordare tutto. Eppure, alla fine, tutto avrà un senso…


I volumi precedenti:


Recensioni: INDICE

 

Il conte di Huntingdon – Gloria

Il conte di Huntingdon Book Cover Il conte di Huntingdon
Gloria
Venus Marion
Novella
Self-published
2020
Copertina flessibile

⤜ IL MEDIOEVO COME LO AVETE GIA' LETTO... solo in GLORIA!⤞ Terza novella della saga di GLORIA. Agli episodi già noti della storia principale, che vede protagonista milady di Gisborne, si intrecciano le (dis)avventure di Adam di Locksley. Bandito sin dalla nascita, reietto finché non si presenta l’occasione di riappropriarsi di titoli e proprietà, Adam non deve solo portare avanti un’eredità ingombrante, ma deve compiere un’impresa titanica: scavare le fondamenta di un futuro incerto. Senza farsi sfuggire l’amore della sua vita, nel frattempo. ⚠ ATTENZIONE: alto rischio di contenuti estremamente estrogeni - non adatto a giovani lettori. Cover Art by © Alice Sogno


Il conte di Huntingdon è la terza novella/spin-off di Gloria, di Venus Marion.

Se avete seguito le vicende di Cybele e Adam – e le mie recensioni – fino qui, saprete ormai che le recensioni di questa saga sono diverse dalle altre. Sono diverse perché V. è ormai una delle più grandi amiche che abbia mai avuto e perché oltre a propinarvi qui e su Instagram i suoi libri, vi propino anche le mia copertine! Ma veniamo al libro…

Il conte di Huntingdon

Stravolge completamente la struttura e l’impostazione della trilogia principale e delle precedenti novelle, cambiano punto di vista e suddivisione della narrazione.

Questa volta il protagonista è Adam, ed è proprio lui a raccontare i fatti attraverso gesta, parole e pensieri. Si tratta perlopiù di scene già viste in Gloria, ma questa volta narrate secondo l’esperienza del protagonista maschile: alcune scene vengono approfondite e interpretate in modo diverso rispetto a ciò che abbiamo letto nella “prima versione dei fatti”, dettata da Cybele.

La novella è essenzialmente una raccolta di racconti brevi che ripercorrono l’arco temporale della trilogia principale. Rimangono quindi invariati i personaggi, l’ambientazione e l’atmosfera, ma cambia la percezione di tutto ciò.

Questo è possibile grazie a V., che si è divertita (o, forse, ha più che altro sofferto) nel saltare da una mente all’altra dei suoi personaggi, rendendo tutto assolutamente realistico e percettibile.

Adam in questa novella ci fa ridere e piangere. Come anticipato, anche questa novella è l’equilibrio esatto tra ironia e tragedia.

 

Devo dirvi ancora qualcosa? Si: recuperate Gloria, Radici d’inverno e Ci vorrebbe un eroe. SUBITO.

 

 

 

 

Verde oscurità

Verde oscurità Book Cover Verde oscurità
Anya Seton
Romanzo
2013
493

Tra le colline del Sussex si erge il castello di Medfield Place, una residenza Tudor che, sin dal 1200, da quando uno dei primi Marsdon si costruì un piccolo torrione di pietra, è la dimora dell'antica famiglia di baronetti inglesi. Da qualche tempo Medfield Place è anche la casa di Celia Taylor, giovane, ricca americana diventata una lady Marsdon dopo aver sposato Richard, erede, con la morte del vecchio sir Charles, di titoli e averi della nobile stirpe. I primi giorni a Medfield Place sono stati per Celia tra i più gioiosi della sua vita, segnati dall'orgoglio di appartenere a un'antica e solida famiglia e di condividere un amore vero e appassionato tra le lussureggianti colline del Sussex. Poi in un pomeriggio d'autunno tutto è cambiato. Celia è diventata una giovane donna infelice. Nei boschi le foglie erano ingiallite e una fumosa foschia scendeva dagli anfratti dei Downs, quando lei e Richard raggiunsero il castello di Cowdray, l'antica costruzione Tudor di sir Anthony Browne, il cui cappellano, durante i regni di re Edward e della regina Mary, era Stephen Marsdon, un illustre antenato di Richard. Nel Salone dei Cervi Celia ha avvertito la netta sensazione di essere già stata in quel posto. Da quel pomeriggio, le allucinazioni hanno continuato a perseguitarla, col risultato di allontanare da lei Richard. Jiddu Akananda, il dottore indù ospite del castello, non ha dubbi sulle cause dell'infelicità sua e di Richard: qualcosa di terribile deve essere accaduto nel castello. Postfazione di Barbara Samuel.

Verde oscurità è un celebre romanzo storico dell’autrice Anya Seton.

Verde oscurità

Ambientato tra ‘900 e ‘500Verde oscurità racconta la storia di Richard e Celia: una giovane coppia che, dopo il matrimonio nel 1960, si stabilisce nel maniero di famiglia nel Sussex.

Dopo un periodo nell’abitazione, però, iniziano a verificarsi strani eventi sia per un coniuge che per l’altro: isteria, visioni, comportamenti fuori dalla norma.

In questo modo la trama riporta il lettore a quattro secoli prima, quando un certo Richard e una certa Celia impazzivano per una storia d’amore desiderata ma impossibile.

Oltre la trama

Un libro pieno di suspense, molto dinamico e frenetico, nonostante in apparenza abbia uno stile pacato e un andamento costante.

Lo stile dell’autrice è impeccabile: coinvolgente, ricercato ma non eccessivamente elaborato al punto di distogliere il lettore dalla trama.

Stile, ritmo e trama sono perfettamente amalgamati, in modo da ottenere un romanzo scorrevole e intrigante che balza avanti e indietro nello spazio e nel tempo tra storie familiari sepolte e riscoperte, senza lasciare un attimo di respiro al lettore.

A rendere un romanzo storico veramente valido, poi, sono l’ambientazione e l’atmosfera: in questo l’autrice è stata davvero magistrale. La narrazione è tale da rendere il tutto vivido e percettibile, tanto da far immergere completamente il lettore in un’altra epoca.

Inoltre, tra amore e possibili reincarnazioni, avvolge il tutto in un alone di fascino e mistero che tiene incollato il lettore alle pagine dall’inizio alla fine.

In conclusione:

Consiglio questo libro a tutti gli amanti del romanzo storico e non solo. Questo libro è veramente valido nel suo insieme, perciò consigliatissimo anche ai lettori che solitamente preferiscono altri generi letterari!


Indice recensioni

 

Il sangue degli elfi – The Witcher 3

Il sangue degli elfi. The witcher Book Cover Il sangue degli elfi. The witcher
The Witcher
Andrzej Sapkowski
Fantasy
2019
393

Il regno di Cintra è caduto. Dopo quattro giorni d'assedio, le truppe di Nilfgaard irrompono nel castello e massacrano l'intera famiglia reale. La principessa Ciri è l'unica che riesce a fuggire ma, all'improvviso, un cavaliere nemico le si para davanti e avanza minaccioso, brandendo un pugnale insanguinato... Ciri non ricorda cosa sia successo. Sa solo che ora è sana e salva, protetta dalla spada di Geralt di Rivia e dalle possenti mura di Kaer Morhen, la fortezza in cui si addestrano i giovani strighi, gli assassini di mostri. Anche Ciri vorrebbe diventare una di loro, così, se tornasse il cavaliere di Nilfgaard, lei non avrebbe più paura, anzi sarebbe pronta a combattere. Una sera, però, al termine di un'estenuante giornata di allenamento, la ragazza dimostra di possedere straordinarie capacità psichiche, così dirompenti da non lasciare adito a dubbi: è lei la Fiamma di Cintra di cui parlano le profezie, la forza che salverà i popoli del mondo dalla rovina. Il suo destino è quindi segnato: deve partire subito per Ellander, dove una maga le insegnerà a controllare quell'immenso potere. Tuttavia, durante il viaggio, Ciri e Geralt dovranno stare molto attenti. Perché un sicario è già sulle loro tracce, disposto a tutto pur di eliminare la Fiamma di Cintra e scatenare il caos...

Il sangue degli elfi  è il primo romanzo vero e proprio della Saga di Geralt di Rivia dello scrittore polacco Andrzej Sapkowski. In ordine cronologico di narrazione però si colloca al terzo posto, preceduto da Il guardiano degli innocenti e La spada del destino, che sono raccolte di racconti.

Ricorda. La magia è Caos, Arte e Scienza. È maledizione, benedizione e progresso. Tutto dipende da chi si serve della magia, come e con quale scopo. Ma la magia è ovunque. Ovunque intorno a noi. Facilmente accessibile. Basta allungare la mano. Guarda.

Il sangue degli elfi

In questo terzo volume molti dei pezzi che finora erano sparsi, trovano il loro posto all’interno della trama generale della saga. Viene fatta chiarezza sulla natura di Ciri, Geralt e Yennefer definiscono i loro ruoli all’interno della storia e nei confronti della bambina. C’è un altro personaggio a ricoprire un ruolo importante in questo volume… e si pensava non esistesse più!

Come anticipato per i due volumi precedenti, la saga si basa su ben quattro punti di forza:

  • lo stile;
  • i personaggi;
  • l’ambientazione;
  • l’atmosfera.

Senza ripetere quanto detto in precedenza, quindi, ci si può soffermare sulle “novità”: la più importante è sicuramente il fatto che si tratti di un romanzo anziché di una raccolta di racconti. La suddivisione avviene quindi in capitoli, in ordine cronologico, non in “eventi” distaccati.

Inoltre, rispetto ai precedenti volumi, questo districa in modo lineare ciò che accade sullo sfondo: lotte di potere tra re, rivalità tra creature di varie specie, intrighi tra maghi e così via. I tre personaggi principali salgono di livello: Geralt mostra ancor di più la sua personalità dalle mille facce, Yennefer si rivela una grande donna oltre che una grande maga, Ciri si allena fino allo sfinimento in tutte le sue svariate capacità e… ovviamente, non è ancora in salvo!

Il sangue degli elfi, come l’intera saga, è un fantasy molto valido dal punto di vista tecnico, piacevole da leggere, molto scorrevole e capace di dare un sacco di emozioni.

Per tutte le informazioni tecniche su questa saga vi rimando alle due recensioni precedenti:


Recensioni: INDICE