Perfide

Perfide Book Cover Perfide
Roberta Balestrucci Fancellu, Loputyn
Biografia, illustrati
2019
128

Servono più cattive di qualità! Nella letteratura per ragazzi ci sotto otto volte più cattivi maschi che femmine. E le femmine sono quasi sempre solo streghe. La storia insegna che ci sono sempre state donne cattive, molto cattive. Davvero perfide. Questa è una raccolta appassionante di ritratti e storie di donne realmente vissute che hanno agito male, facendo della perfidia la loro arma prediletta, adoperata per avere o mantenere il potere, per vendicarsi, per resistere a coercizioni, per ottenere giustizia o per rispondere a una passione irrefrenabile.

Perfide è un libro illustrato che racconta tramite parole e immagini, la vita di alcune delle più celebri donne spietate e sanguinarie.

Perfide

Se la famosa Bloody Mary è passata alla storia per la sua sanguinosa storia familiare ed è conosciuta da tutti, ci sono altre donne passate alla storia, come lei, per fatti ben più inquietanti… ma forse sono meno conosciute!

In questo libricino scopriamo una moltitudine di donne che hanno compiuto gesta incredibili: amore, giustizia, vendetta, pazzia, sono solo alcune delle cause scatenanti delle loro azioni.

La prima donna samurai che lotta per la sua terra e il suo popolo, una donna che fa giustizia per altre donne che hanno subito abusi da parte di mariti e padri, una “strega” che cura un intero villaggio. Ma anche una Dracula che beve il sangue dei suoi servi, una levatrice omicida e una ladra senza scrupoli.

Queste sono solo alcune delle donne descritte nel libro. Ad ognuna di esse sono dedicate poche pagine di testo accompagnate da piccole illustrazioni e un’illustrazione iniziale, in cui vengono raffigurate mettendo in evidenza le loro caratteristiche principali.

Perfide è quindi un bel volumetto: illustrato molto bene e scritto in modo scorrevole e riassuntivo. Consigliato a tutti, lettori e appassionati d’illustrazione, ad eccezione di chi fosse in cerca di informazioni dettagliate sui personaggi storici citati perché, in questo caso, si rivelerebbe “troppo riassuntivo”. Vale comunque la pena di averlo nella collezione dei libri illustrati, tanto più considerandone l’originalità: non spesso, infatti, si trovano biografie illustrate!


Indice recensioni

 

Vincent Van Love

Vincent van Love Book Cover Vincent van Love
Ernesto Anderle
Comics & Graphic Novels
2019
Copertina flessibile
128

La maggior parte delle persone pensa che Van Gogh sia stata una persona triste, pazza e malinconica. Leggendo le lettere al fratello Theo emerge invece una persona solare che amava la vita. Tratto dalle pagine Facebook e Instagram di Vincent van Love, un libro che è un abbraccio sincero, un inno alla forza delle emozioni, una rappresentazione potente della fragilità e della sensibilità umana.

Vincent Van Love è una graphic novel “diversa”, se non altro per ciò che vuole trasmettere sul protagonista, il celebre artista Vincent Van Gogh.

Vincent Van…Love!

Come suggerisce il titolo, questa graphic novel è incentrata sugli aspetti più intimi, amorevoli e delicati dell’artista. Che sia stato un artista dalla vita turbolenta e spesso difficile è risaputo, ciò che spesso viene omesso, invece, è il lato sentimentale di Van Gogh.

In questa graphic novel viene ripercorsa tutta la vita dell’artista sin dall’infanzia, dando modo al lettore di apprendere effettivamente alcune nozioni reali (per esempio la sua propensione per il disegno, il rapporto con la famiglia, con chi l’ha definitivamente portato a dedicarsi all’arte e così via).

Particolare importanza viene data al rapporto con il fratello, al quale l’artista è molto legato sin dalla tenera età. Vengono riportate parti di lettere e citazioni che mettono in risalto le paure, le debolezze e incertezze di Van Gogh. Allo stesso modo viene fatto notare il suo bisogno d’affetto così come la sua propensione ad una forma di amore universale, nei confronti dell’arte e del mondo intero – con il quale si trova spesso a fare i conti però!

La graphic novel

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, la graphic novel è suddivisa in tavole a pagina intera (che spesso riportano citazioni o aneddoti sull’artista) e pagine strutturate come un vero e proprio fumetto.

Lo stile dell’autore è molto semplice: le illustrazioni sono complessivamente molto vivaci e colorate ma mai eccessive. La palette di colori utilizzati in Vincent Van Love è limitata – giustamente –  in modo da rendere omogeneo l’intero libro. La scelta delle citazioni è molto accurata e ogni citazione è abbinata ad una tavola: questo aumenta l’espressività e il significato di entrambe le parti.

In conclusione:

Libro consigliatissimo per gli amanti delle graphic novel, dell’arte e di Van Gogh nello specifico. Ben fatta, curata, piacevole.


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Amanti e regine. Il potere delle donne

Amanti e regine Book Cover Amanti e regine
Benedetta Craveri
Biography & Autobiography
Adelphi
2008
Copetina flessibile
432

"Non si è mai sazi di queste mitiche figure femminili che montagne di biografie e romanzi hanno di volta in volta esaltato o denigrato, icone avventurose o romantiche, melodrammatiche o futili, raggelate dal tempo. Scorrono adesso tutte insieme, da Caterina de' Medici a Maria Antonietta, dai primi decenni del XVI secolo alla fine del XVIII, gemme della storia e delle storie delle donne, con le loro fortune e sfortune, col potere della loro bellezza e della loro sottomissione, il fervore della loro ambizione o del loro ardore, lo slancio della loro intelligenza o della loro astuzia, nel nuovo libro di Benedetta Craveri; la scrittrice che si muove nelle corti e nei castelli dei Valois e dei Borbone, dei Guisa o dei Lorena con la grazia somma della cultura, della curiosità, del pensiero, della scrittura magnifica" (Natalia Aspesi).


Amanti e regine è un saggio storico che racconta di donne che, in epoche diverse e in modi diversi, hanno cambiato la storia e la posizione della donna all’interno di essa.

Nel 1586 il celebre giurista francese Jean Bodin non esitava a confinare le donna ai margini della vita civile ritenendo che “dovessero essere tenute lontane da tutte le magistrature, i luoghi di comando, i giudizi, le assemblee pubbliche e i consigli, perché si occupassero solo delle faccende donnesche e domestiche”.

Amanti e regine: il potere delle donne

Il libro racconta la vita e le imprese di alcune donne, personaggi più o meno conosciuti che hanno fatto molto.

KatharinavonMedici.jpg

Il racconto inizia con un’introduzione sulla figura femminile nel corso dei secoli.

Dopodiché, viene fatto un salto indietro nella storia e si riparte con Caterina de’ Medici, ragazzina che viene mandata per interesse della famiglia come sposa al principe di Francia Enrico II. Caterina è sola in un mondo sconosciuto, in cui non è più “LA” Caterina ma solo la donna che sposerà il Enrico II.

Nonostante le mille avversità, però, riesce a entrare nelle grazie del Re e ad avere una posizione autorevole. Non solo: nonostante l’iniziale l’impossibilità di dare un’erede al marito, Caterina viene comunque amata e apprezzata da tutto il popolo.

Rimane un personaggio controverso a causa della sua personalità austera e del suo coinvolgimento nel massacro della notte di San Bardolomeo. D’altro canto però, viene ricordata come una sovrana indulgente, che ha cercato di adottare una politica di tolleranza e conciliazione.

Ma questo è solo il primo personaggio citato nel libro perché, ricordiamocelo, si parla di DONNE prima che di regine, amanti, mogli, figlie, ecc.

Amanti e regine: il libro

Analizzando la Storia, il libro racconta come sia cambiato il ruolo della donna nel corso dei secoli, prima e dopo la diffusione del Cristianesimo, attraverso l’inquisizione e l’avvento della cultura a stampo maschilista.

Il ritmo di lettura è medio: non tanto per lo stile, semplice e scorrevole, quanto per la quantità di nozioni da assimilare durante la lettura.

Si tratta di un saggio storico, quindi le date e i nomi si susseguono ripetutamente, senza rendere la lettura pesante o noiosa, ma incidendo lievemente sulla velocità con cui il libro può essere letto. Cosa che comunque è tipica dei saggi di questo tipo.

Amanti e regine – Il potere delle donne è un saggio adatto sia agli appassionati di storia e sia a lettori onnivori che cercano informazioni su personaggi rilevanti. Si tratta infatti di personaggi legati da un unico filo conduttore: l’emancipazione, per quanto velata potesse essere in ogni singolo caso.

 

Fonte immagine: wikipedia.


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Tra loro

Tra loro Book Cover Tra loro
Richard Ford
Romanzo, Biografia, Viaggio
I narratori
2017
Copetina flessibile
144

Nel profondo Sud degli Stati Uniti, tra i ruggenti anni Venti e gli anni desolati della Grande Depressione, una strana coppia percorre le strade assolate del Mississippi e dell'Arkansas su una Ford a due porte. Lui è il rappresentante di una ditta di amido per il bucato. Lei è sua moglie. Si sono conosciuti giovanissimi, si sono sposati, si amano e hanno deciso di viaggiare insieme per non doversi separare. E così, per una ventina d'anni, passeranno da un grossista all'altro, da un albergo all'altro, da un ristorante all'altro (festeggiando ogni tanto con qualche bevuta, alla faccia del Proibizionismo), felici di una vita che non potrebbe essere migliore. L'imprevista gravidanza della moglie cambia tutto. L'arrivo di un figlio inatteso separa inevitabilmente quella coppia così unita, costringendo l'uno a un pesante lavoro solitario, l'altra a una vita stanziale in città. Ma quel figlio, peraltro graditissimo e accolto con immensa gioia da entrambi i genitori, non è un ragazzo qualunque, e nel corso degli anni si affermerà come importante scrittore americano contemporaneo: l'autore di questo libro, Richard Ford.

Tra loro è il memoriale scritto da Richard Ford sui suoi genitori.
Tramite la storia dei suoi genitori, però, l’autore offre una vista più ampia sulla storia d’America nel dopoguerra e su quali fossero le convenzioni dell’epoca.

Il libro

Tra loro è suddiviso in due parti, la prima dedicata al padre e la seconda alla madre.

La storia narrata è pressoché la stessa: ovviamente, si tratta delle stesse vite – ma vissute in due modi diversi, osservate e raccontate dallo stesso bambino ormai cresciuto.

Richard nasce dopo quindici anni di matrimonio, un tempo piuttosto lungo in cui in genitori si sono rassegnati all’idea di non avere un figlio, idea che forse non li ha mai nemmeno entusiasmati troppo.

Il padre è un commesso viaggiatore e si occupa di una zona molto vasta nel sud degli Stati Uniti; è un uomo buono, abitudinario, che ha bisogno di essere accudito e “tenuto al sicuro”.

La madre è una donna premurosa che presto si unisce al marito nei suoi lunghi viaggi attraverso l’America. Vivono così per quindici anni, tra motel, alberghi, tavole calde e chilometri di strada.

Poi nasce Richard, inaspettatamente. Per qualche anno la loro vita continua come prima, tra spostamenti e strade. Poi iniziano i problemi dovuti a Richard: qualche malattia, come ogni bambino piccolo, la necessità di una formazione scolastica, ecc.

Questo costringe la famiglia di Richard a fermarsi in un posto, comprare una casa e fare una vita più convenzionale. Da questo momento il padre rientra a casa solo nel fine settimana: gli unici due giorni in cui Richard vede il padre sono giorni in cui i problemi della settimana vengono volutamente ignorati per non turbare lo stato di quiete dei momenti in cui l’uomo è presente.

La vita di Richard prosegue in questo modo, rivalutando spesso la sua posizione rispetto ai genitori, facendosi domane su come il suo arrivo abbia stravolto le loro vite.

Tra loro…

Trattandosi di un memoriale la trama è strettamente legata alla vita privata della famiglia Ford, narrata da un Richard adulto che ricorda la sua infanzia, prima rapportandosi con il padre e poi con la madre.

Dal testo si possono comunque estrapolare valide informazioni sulla vita in America negli anni ’50, su come fosse definita una famiglia “normale” e su quali fossero le abitudini più comuni.

Questo, tra l’altro, è l’aspetto fondamentale che rende possibile la percezione dell’atmosfera e dell’ambientazione (ci sono anche alcune foto di famiglia tra i vari capitoli!).

Lo stile dell’autore è sempre ottimo: mai noioso o con una sola parola fuori posto. Tuttavia, il ritmo di questo libro è piuttosto lento, soprattutto a causa delle descrizioni di alcune fasi della vita della famiglia Ford (a volte anche ripetute) e sia per le riflessioni dell’autore stesso.

In conclusione

Un bel libro che, a mio parere, aiuta a comprendere maggiormente lo stile e gli argomenti tipici di Ford.

Tra loro è, in qualche modo, il ricordo di un bambino che ha ormai perso l’ingenuità ed è combattuto tra il mantenere vivi gli aspetti positivi di una vita fuori dal comune per come l’ha vissuta da piccolo, e il rivalutarla con una critica più matura e razionale.

In Rock Springs, per esempio, tutti i racconti hanno come tema principale il viaggio, lo spostamento, le giornate trascorse tra motel e auto, i divorzi, l’abbandono.

Personalmente credo che il passato dell’autore abbia influito molto sui suoi scritti, soprattutto dopo aver letto questo libro.

Lo consiglio a chi ha intenzione di leggere tutto Ford, approfondendo alcuni aspetti della sua vita e della sua persona.

 


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Se sembra impossibile allora si può fare

Se sembra impossibile allora si può fare. Realizziamo i nostri sogni, affrontando col sorriso ostacoli e paure Book Cover Se sembra impossibile allora si può fare. Realizziamo i nostri sogni, affrontando col sorriso ostacoli e paure
Bebe Vio
Autobiografia
2019
272

Chiunque incontri Bebe, o anche solo la veda in tv, rimane incantato dall’energia positiva che sprigiona a ogni parola, ogni gesto, ogni sguardo. Come si spiega questo suo modo di essere che le ha permesso non solo di superare difficoltà apparentemente insormontabili, ma anche di raggiungere eccezionali traguardi sportivi? Sembra un mistero.Invece, se si leggono gli spassosissimi racconti dei tanti episodi raccolti in questo libro, si scopre che Bebe affronta ogni genere di ostacolo utilizzando strumenti e risorse che ciascuno di noi ha a disposizione… anche se spesso non se ne accorge nemmeno! Innanzi tutto, Bebe è da sempre consapevole che bisogna trovarsi un sogno da perseguire con la massima passione: per esempio, lei ha iniziato a cinque anni a desiderare con tutte le sue forze di andare alle Olimpiadi. Per raggiungere la propria meta è fondamentale poi imparare a collaborare con gli altri, fare squadra, chiedere aiuto perché «da solo non sei nessuno». Ma ci sono anche tanti altri alleati a portata di mano: l’ironia, la capacità di rimanere “scialli”, il saper fare tesoro delle critiche positive stando però attenti a quelle cattive e agli hater. E persino la paura, un’emozione normalissima, può essere gestita: basta sapere come prenderla.Scritto con lo stile spontaneo e frizzante che contraddistingue Bebe, Se sembra impossibile, allora si può fare è una lettura che può ispirare e confortare persone di tutte le età, dai giovanissimi, che possono rispecchiarsi nella sensibilità e nel linguaggio fresco di una ventenne, agli adulti che si trovano a combattere battaglie quotidiane, magari impercettibili agli altri ma ugualmente gravose e impegnative.

Se sembra impossibile allora si può fare è il romanzo autobiografico di Bebe Vio, campionessa paralimpica di scherma.

Si tratta di un libro molto tosto. Nonostante l’apparenza scherzosa ed estremamente positiva, affronta temi come la malattia (il suicidio), la famiglia, la disabilità e tutto ciò che essa comporta.

Che abbiate dieci, venti, quaranta o ottantanove anni come mio nonno Tino, la squadra più importante è quella con cui siete nati. Tenetevela stretta.

Il libro è focalizzato sulla positività, fattore fondamentale per affrontare ogni cosa nella propria vita. Positività che è dovuta a molti fattori: impegno per raggiungerla, vicinanza di una famiglia consapevole e presente, amici, determinazione e passione.

Tutte queste cose insieme servono a raggiungere una mentalità proiettata all’ottimismo e a realizzare i propri sogni, nonostante tutto.

La differenza tra un sogno e un obiettivo sta nell’iniziare a lavorare per raggiungere ciò che si vuole ottenere.

Il libro

Come anticipato, Se sembra impossibile allora si può fare è una biografia. Ma è una biografia fuori dagli schemi: gli eventi raccontati sono tutti selezionati per veicolare dei messaggi.

I temi affrontati sono principalmente:

  • famiglia e amicizia (le cosiddette Squadre)
  • malattia e disabilità
  • sogni e passione

Tutti questi elementi racchiudono più messaggi, tra i quali si possono nettamente distinguere quelli rivolti a chi si trova in una situazione analoga a quella dell’autrice, quelli generici e rivolti a chiunque e quelli universali relativi ai sogni, alla determinazione e all’impegno.

Lo stile dell’autrice è semplice e  scherzoso ma, come ho già detto, dietro questa “veste” si nasconde un libro molto profondo: è un testo scorrevole e si legge davvero in pochi giorni, il linguaggio è giovanile e diretto.

Trattandosi di una biografia ripercorre la vita di Bebe da quando era una bambina fino ad oggi, all’età di vent’anni. Durante l’infanzia è stata colpita da una grave malattia che ha portato all’amputazione di braccia e gambe, ad un dolore smisurato e ovviamente ad avere una vita completamente stravolta.

Nonostante tutto, Bebe ha ricavato il meglio da questa tristissima esperienza (come sottolinea più volte, anche grazie alle sue squadre): è campionessa di scherma, ha fondato una Onlus per aiutare bambini e ragazzi con i suoi stessi problemi e, soprattutto, ha imparato a sorridere alla vita e a godersi ogni momento – e questa è la cosa più difficile per ognuno, qualunque sia il suo problema.

Cambiare può essere traumatico, ma è stupendo. Dà la possibilità di ricominciare, di provare cose nuove e costruire una nuova felicità.

In conclusione

Consiglio questo libro veramente a TUTTI: ragazzi e adulti, chiunque. Si tratta di un libro pieno di speranza, vitalità e messaggi positivi; un invito a non arrendersi mai.

Inoltre, lo stile fresco, giovanile e diretto lo rende veramente adatto a lettori di ogni genere.

Personalmente l’ho apprezzato molto e spero possa piacere anche a voi! Buona lettura!

La cosa più bella che possiamo fare per noi stessi e per gli altri è mostrarci per quello che siamo in qualsiasi situazione.

 

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Le amiche che vorresti e dove trovarle

Le amiche che vorresti e dove trovarle Book Cover Le amiche che vorresti e dove trovarle
Beatrice Masini, Fabian Negrin
Illustrati
Giunti
2019
Copertina rigida
144

Ventidue ritratti di eroine letterarie - da Emma Bovary a Jane Eyre, da Lady Chatterley a Anna Karenina, da Jo a Pippi Calzelunghe, fino ad arrivare alle modernissime Matilde di Roald Dahl o Mina di David Almond - che hanno in comune la caratteristica di uscire dagli schemi della propria società. Le tavole sono diversificate stilisticamente a seconda del carattere e del tipo di personaggio. A ciascuna eroina è dedicato un brano evocativo attraverso cui l’autrice condivide con le giovani lettrici le emozioni e i temi che il personaggio si porta dentro, come una porta che si apre su mondi e sogni sempre nuovi. Età di lettura: da 11 anni.

Le amiche che vorresti e dove trovarle

Le amiche che vorresti e dove trovarle è un libro illustrato realizzato da Beatrice Masini e Fabian Negrin. Si tratta di una raccolta di ventidue ritratti di personaggi femminili, raccontati attraverso parole e immagini. Personaggi diversi tra loro, unici e inimitabili, che hanno fatto la storia della letteratura di ieri e di oggi.

Gli autori

Beatrice Masini è un’autrice italiana, ha scritto libri per bambini, ragazzi e adulti. Vanta molti premi letterari, tra cui il Premio Pippi, il Premio Elsa Morante Ragazzi. Inoltre il Premio Andersen-Il mondo dell’infanzia e il Premio Selezione Campiello, il Premio Alessandro Manzoni e il Premio Viadana per il romanzo Tentativi di botanica degli affetti.

Fabian Negrin è un illustratore attualmente attivo in Italia, di origini argentine. Ha illustrato fiabe per bambini e ragazzi in Europa, America e Asia. Vanta numerosi premi, tra cui la BIB Plaque alla Biennale di Bratislava e il Bologna Ragazzi Award Non-Fiction.

 

Il progetto

Giunti Editore ha selezionato alcuni bookblogger e ha dato loro “in adozione” uno dei ventidue personaggi: il mio è Bibi, protagonista del romanzo Bibi. Una bambina del Nord, scritto nel 1929 da Karin Michaelis.

 

Il libro

Nel libro, per un totale di circa 140 pagine, si alternano astratti del racconto in questione, una citazione tratta da esso e un’illustrazione che ritrae la protagonista; l’impostazione e il progetto grafico, realizzato da Romina Ferrari, sono impeccabili e danno ancora più importanza al contenuto del libro. Le illustrazioni sono straordinarie, non solo per la qualità, ma anche perché ogni illustrazione è realizzata con una tecnica e uno stile diverso, come se ogni personaggio avesse  un libro fatto apposta per sé. Le tecniche utilizzate sono tantissime, ognuna mirata a catturare la caratteristiche più nascoste di ogni personaggio: adorabile.

 

Bibi. Una Bambina del Nord

Trama

Bibi è una bambina danese, figlia di un capostazione e orfana di madre. Libera, curiosa e allegra, ogni volta che lo desidera prende il treno e se ne va in giro, protetta da tutti i capistazione del Paese. Ma i nonni materni non sono d’accordo!! Pubblicato per la prima volta nel 1929, questo è il libro più famoso della scrittrice danese Karin Michaelis, anticonformista e libera quanto la sua eroina, tanto che nella Germania nazista i suoi libri furono messi al bando e bruciati.

Il libro e l’aurtrice

Un libro provocatorio e controverso, tanto da essere messo al bando. La storia di Bibi è quella di una bambina ribelle e indomabile, ma anche di una bambina capace, curiosa, indipendente e – soprattutto – colta. Bibi è una bambina che legge molto e che viaggia in treno per scoprire e conoscere il mondo.

Karin Michaelis mette nei suoi racconti il suo pensiero, la sua determinazione e i suoi messaggi: lei stessa ha ospitato rifugiati in tempi di guerra, per poi dover fuggire in America e tornare a guerra finita. I suoi libri hanno fatto discutere per i contenuti insoliti per l’epoca (L’età pericolosa, per esempio, racconta la storia di una donna divorziata con un uomo più giovane, sicuramente insolita per gli anni in cui è stata scritta) e per i messaggi che trasmettono: libertà, indipendenza, voglia di scoprire il mondo e imparare.

Che cosa aveva fatto, infine?
Niente, se non marinato un po’ la scuola per andare a vedere un pezzettino di mondo.
E il mondo, per che cosa c’era se non per vederlo?

Questa è la storia di Bibi, la bambina che scambia il nome con un’amica perché il suo non le piaceva e perché, in fondo, avrebbe potuto chiamarsi diversamente?

 

In conclusione:

Consiglio questo libro davvero a chiunque: bambini e ragazzi, ma anche adulti; è, infatti, un libro che permette agli adulti di scoprire o riscoprire personaggi che hanno fatto la storia della letteratura e che hanno entusiasmato lettori nel corso degli ultimi decenni. Allo stesso tempo è un libro che può essere letto ai bambini, per avvicinarli alla lettura anche attraverso le bellissime immagini.

Vi lascio il link al sito Giunti Editore, che ringrazio per avermi dato la possibilità di leggere questa meraviglia in anteprima.

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Perduti nei quartieri spagnoli

Perduti nei quartieri spagnoli
Heddi Goodrich
Romanzo, Biografia, Viaggio
Giunti
Copertina rigida

Heddi è una ragazza americana a Napoli, ma non una delle tante. Studentessa di glottologia all’Istituto Universitario Orientale, non è venuta per un rapido giro nel folclore, ma per un’immersione che la porta ad avere della città, della lingua, del dialetto una conoscenza profonda, impressionante, che nasce dall’empatia, da un bisogno di radicamento e dall’entusiasmo della giovinezza.
Con una colorata tribù di studenti fuorisede e fuoricorso Heddi vive ai Quartieri Spagnoli, dove la vita nelle case antiche costa poco, si abita su piani pericolanti che sembrano calpestarsi l’un l’altro, in fuga dalla folla e dai vicoli inestricabili, costruzioni affastellate che sbucano aprendosi sul cielo e sul vulcano, in balconi e terrazzi dove è bello affacciarsi a rabbrividire, fumare e discutere.
Pietro è studente di geologia, figlio di una famiglia contadina della provincia di Avellino, gente avvinta alla terra da un legame ostinato, arcaico. A Napoli, benché il suo paese sia distante solo cento chilometri, Pietro è straniero tanto quanto Heddi.
Il coinvolgimento sentimentale non vela però lo sguardo della narratrice, che considera con sguardo affettuoso ma lucido la personalità di Pietro, al tempo stesso sognatore e velleitario, diviso tra l’emancipazione rappresentata dall’amore per una ragazza così lontana dal suo mondo e il richiamo agli obblighi ancestrali della terra. Anche il ritratto della madre di lui apparentemente fragile e depressa, in realtà custode feroce dell’ordine familiare, è di spietata esattezza.
L’amore che intride queste pagine è quindi istintivo e intellettuale, complicato e semplice. È amore per le parole che compongono una vera e propria lingua del cuore, accarezzata, piegata e scolpita con una sensibilità sempre vigile. È il romanzo di quando la vita è una continua scoperta, esplorazione dell’identità altrui e ricerca della propria, di quando la scrittura incarna un atteggiamento verso il mondo pronto ad aprirsi a ogni esperienza, a godere ogni gioia, a esporsi a ogni ferita.

Recensione – Perduti nei quartieri spagnoli

Il libro

Perduti nei quartieri spagnoli è un libro che parla d’amore: amore nei confronti non solo di una persona ma, soprattutto, di un luogo.

Heddi è una ragazza americana che si trasferisce a Napoli per frequentare l’università e qui, poco alla volta, impara a conoscere e ad amare la città e i suoi abitanti.
Non si tratta semplicemente di visitare Napoli ma bensì di entrare a farne parte, trascorrendo una parte della propria vita in mezzo alle persone, alle usanze e alle tradizioni di questa città.

Ma non è finita qui: il percorso intrapreso da Heddi è un viaggio nella conoscenza di Napoli ma, nello specifico, dei quartieri spagnoli che hanno catturato la sua attenzione e il suo cuore.

Un mondo fatto di colore, suoni e profumi, di nuovi incontri e amicizie.

Heddi deve affrontare scelte difficili e periodi di transizione e cambiamento. In realtà l’intero libro si può riassumere in due concetti: Amore e Cambiamento. Si parla di amore in senso universale: amore per un luogo, per la propria terra e per il luogo che ti ospita, amore per la vita e le sue sorprese, ma – ovviamente – anche amore per una persona che ti stravolge la vita inaspettatamente. E si parla di cambiamento radicale: il genere di cambiamento che ti porta da una parte all’altra del mondo, che ti costringe a cambiare mentalmente e fisicamente.

In questo modo Heddi parla di paura di cambiare: quella che spaventa tutti, quella che fa passare ore sullo stesso pensiero e sulla stessa decisione, quella che, alla fine, ti porta a scegliere una strada piuttosto che un’altra.

Il libro è scritto in modo impeccabile: il lessico scelto è quasi confidenziale ma molto curato e non risulta pesante o troppo ricercato. La lettura risulta scorrevole, con un ritmo medio – dovuto, a mio parere, al lasso di tempo a cui fa riferimento il racconto e alla quantità di emozioni e riflessioni descritte dalla protagonista.

L’ambientazione è ovviamente la città di Napoli, tra le strette vie dei quartieri spagnoli: le descrizioni permettono di visualizzare la città nel minimo dettaglio e immergersi tra colori e profumi tipici. L’atmosfera che si percepisce è solare e trasmette un senso di spensieratezza e felicità ma, tuttavia, varia al variare dello stato d’animo della protagonista.

 

In conclusione

Consiglio questo libro perché è una lettura molto piacevole, che lascia un bel ricordo e un messaggio positivo: mai lasciarsi abbattere dalla paura del cambiamento.

Lo consiglio anche per il modo in cui è scritto e per l’edizione estremamente curata: un libro d’esordio destinato ad un grande successo!

 

Qualche informazione in più:

Perduti nei quartieri spagnoli: un romanzo di scoperta continua, di esplorazione dell’identità altrui e di ricerca della propria

“Non ti preoccupare, domani rivedrai il sole di Napoli, il più bello di tutti i soli, privo di filtri e carico di speranze. Perché il sole, come il napoletano, si rialza sempre.”

  • Questo esordio, presentato da Giunti contemporaneamente in tutto il mondo (l’autrice si è autotradotta anche in inglese), ha tutti gli ingredienti per diventare un vero e proprio caso internazionale.
  • La storia d’amore tra Heddi e Pietro, due giovani provenienti da due mondi troppo distanti perché il loro sentimento possa superare tutte le ostilità sollevate dalla famiglia di lui, tutte le differenze culturali, e realizzarsi compiutamente, sorprenderà il lettore italiano mettendolo nel ruolo non di chi osserva ma di chi viene osservato, e affascinerà il lettore straniero con la carica di esotismo vibrante, acuto, appassionato, che si sprigiona dalle pagine di Perduti nei quartieri spagnoli

L’autrice

Heddi Goodrich, è nata a Washington nel 1971. Arriva per la prima volta a Napoli nel 1987 per uno scambio culturale e, tranne brevi periodi di ritorno negli Stati Uniti, vi soggiorna fino al 1998. Si laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Istituto Universitario Orientale. Insegnante, tiene un blog bilingue su traduzioni, letteratura e curiosità dell’italiano e dell’inglese (Il buono, il brutto e l’ulivo). Vive a Auckland, Nuova Zelanda, con il marito e due figli. Perduti nei quartieri spagnoli è il suo primo romanzo.

 

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Ringrazio Giunti Editore per avermi dato la possibilità di leggere questo libro a pochi giorni dalla sua pubblicazione; vi lascio il link per l’acquisto: Giunti

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Butterfly

Butterfly Book Cover Butterfly
Yusra Mardini
Autobiografia
Giunti
2019
Copetina flessibile
360

Mentre l'imbarcazione di Yusra naufraga, nell'ultimo tratto del suo lungo viaggio per fuggire dalla guerra in Siria, lei e sua sorella Sarah si tuffano in mare per condurre in salvo la barca e gli altri passeggeri a bordo. Nuotano per ore nelle acque gelide, rischiando la vita, riescono a raggiungere le coste di un'isola greca. Da lì, il loro viaggio prosegue fino a Berlino. Il coraggio di Yusra e il suo talento di nuotatrice sono stati premiati: si qualifica alle Olimpiadi di Rio 2016 e gareggia come membro della squadra olimpica degli atleti rifugiati. Yusra è oggi ambasciatrice dei rifugiati ed emblema per i migranti di tutto il mondo: un potente esempio di resilienza e determinazione

Butterfly è l’autobiografia ufficiale dell’atleta olimpica Yusra Mardini, comparsa per la prima volta sullo scenario mondiale ai giochi olimpici di Rio, nel 2016.

Recensione | Butterfly

Il libro

Mille vite spente in un solo giorno. Per una volta, intorno a me, non si fa che parlare di politica. Vedo le famiglie dividersi perché un fratello è a favore del regime e un altro è contrario. Moltitudini di ragazzi vengono inghiottiti da un esercito o dall’altro e non tornano più. Sono giovane, ma abbastanza grande da rendermi conto che il nostro paese sta sprofondando nell’orrore. Sono devastata. Non ho mai chiesto che accadesse, non ho mai voluto che il mio paese andasse in pezzi. Farei di tutto, pur di riportare indietro le lancette dell’orologio.

 

Yusra ha gareggiato nella squadra dei rifugiati, messa insieme per la prima volta proprio in occasione dei giochi di Rio.

La sua è una storia di coraggio e determinazione ma, soprattutto di grande positività e forza d’animo. Il suo racconto parte dall’infanzia quando, ancora bambina, si allena con la sorella nella piscina della sua città.

Lei e Sara, la sorella, seguono allenamenti rigidissimi sotto stretta sorveglianza di un padre-allenatore estremamente esigente e rigoroso, che insegna loro la disciplina e la determinazione necessarie per arrivare a grandi risultati.

Yusra racconta di come questo padre si trasformi dentro e fuori le mura di casa: da padre ad allenatore e vice versa, due persone nettamente distinte. Non c’è spazio per le preferenze, per gli indugi e le insicurezze: il nuoto viene prima di tutto.

Crescendo Yusra attraversa momenti difficili e un contrasto interiore tra il desiderio di affetto da parte dei genitori e la consapevolezza che ciò che fanno è per il suo bene. Anche con la sorella ci sono alti e bassi: Sara ha qualche anno in più di lei e inizia ad entrare nel periodo adolescenziale, ad avere scontri di pensiero con i genitori e Yusra si sforza di capire e comportarsi di conseguenza.

Tutto procede per il meglio: Yusra e la sorella gareggiano in molte competizioni importanti, fino ad arrivare alla Nazionale. I frutti di tanto impegno iniziano a vedersi.

Poco per volta, però, iniziano ad arrivare a Damasco notizie di rivolte, bombardamenti, sparatorie. Ma la guerra sembra ancora lontana: ciò che conta è il nuoto.

La guerra, però, si avvicina inesorabilmente e un giorno una bomba colpisce la piscina in cui abitualmente Yusra si allena: la vede crollare dal lunotto posteriore dell’auto della madre. Da qui, l’inizio del tormento.

Notizie sempre più allarmanti, bombardamenti sempre più frequenti. Yusra e la sua famiglia sono costrette a spostarsi più volte, lasciando la propria abitazione per un hotel, poi per un appartamento, infine un seminterrato: sembra andare sempre peggio. Giungono notizie di conoscenti morti o feriti, i poliziotti e i terroristi sono ovunque, non ci si può più spostare liberamente e senza il pericolo di essere uccisi.

Cosa fare? Partire e rischiare la vita o rimanere nella propria terra e rischiarla ugualmente?

Sara e Yusra partono per l’Europa: un viaggio disperato e senza fine, un viaggio costoso e senza certezze. Si affidano a dei trafficanti, che organizza una prima parte del viaggio in autobus, poi su un gommone. Un gommone che si guasta prima di arrivare sulle coste europee. Qui il gesto eroico di Yusra, che si getta in acqua per dare il suo aiuto.

Il gommone riparte. Arrivano in Grecia, passano per l’Austria e l’Ungheria. Un viaggio in cui trovano ostacoli infiniti, difficoltà di ogni genere, persone ostili, freddo e fame… ma anche pochi momenti di serenità e grandi amicizie.

Infine arrivano in Germania, dove vengono accolte e aiutate. Yusra trova qualcuno che crede in lei, che la aiuta e che la porta a raggiungere il suo sogno di partecipare ai giochi olimpici.

Per tutti noi, l’incubo è finito. Niente più confini, niente più trafficanti, niente più bivacchi per strada, niente più pericolo, nè guerra. […]All’ingresso della stazione, altre persone applaudono e sollevano cartelli con la scritta “Benvenuti rifugiati”. Sorrido a Sara. E’ irreale. Tutti questi estranei, venuti a salutare e a offrirci un futuro. Chi sono?

Si ricongiungerà con la famiglia e dovrà affrontare insulti e incomprensioni, interviste e giornalisti che riportano notizie false.

In tutto ciò Yusra affronta due tipi di viaggio contemporaneamente: un viaggio fisico e uno mentale. Un percorso di crescita, fatto di molte difficoltà, lontana dai genitori, senza una casa e tutto ciò che ha composto la sua vita fino all’adolescenza. Un percorso difficile, fatto di indecisione, offese, momenti bui. Ma anche un percorso che l’ha portata a voler partecipare ai giochi non solo per il nuoto, ma anche e soprattutto per il suo paese, per chi come lei è costretto a lasciare tutto e rischiare la vita. Per chi tutto ciò non l’ha mai desiderato.

Butterfly è un’autobiografia scritta con uno stile giovanile ma discreto ed educato; è scorrevole, il ritmo di lettura è veloce, scandito dagli avvenimenti e dalle riflessioni della protagonista.

Protagoniste, oltre a Yusra, sono Sara e la Siria. In secondo piano compaiono il padre e la madre, la sorella più piccola e gli amici, i compagni di viaggio e gli allenatori tedeschi.

L’atmosfera e l’ambientazione cambiano ripetutamente, seguendo il racconto che porta Yusra da Damasco a Berlino: entrambe, però, rispecchiano lo stato d’animo della protagonista, con i suoi momenti di gioia e dolore.

Qualche informazione in più:

YUSRA MARDINI è una nuotatrice olimpica e una rifugiata siriana che, nel 2015, a soli diciassette anni, è fuggita con la sorella da Damasco, divenuta troppo pericolosa a causa del conflitto in corso. Nel 2016 ha gareggiato nei 100 metri farfalla e stile libero alle Olimpiadi di Rio, nella squadra dei Rifugiati. Vive a Berlino, dove continua ad allenarsi e a competere in vista dei Giochi di Tokio 2020.

Per saperne di più:
  • La storia di Yusra sta per diventare un film: la casa di produzione Working Title ha ingaggiato lo sceneggiatore Jack Thorne (Wonder) e il regista Stephen Daldry (Billy Elliot, The Hours) per lavorare al biopic.
  • Yusra è ormai simbolo della causa dei rifugiati. E per questo ha incontrato Papa Francesco, il presidente Obama, registi, opinion leader e molti leader mondiali.
  • L’incredibile vicenda di questa adolescente siriana ha fatto il giro del mondo: in tanti hanno tifato per lei durante le gare di stile libero e farfalla a Rio 2016.

In conclusione:

Consiglio di leggere Butterfly perché contiene un forte messaggio di incoraggiamento rivolto a tutti: non arrendersi mai, qualunque sia il proprio obiettivo.

Oltre a questo, è un libro che tocca molti punti delicati e che spesso vengono evitati:

  • la politica: tutto è politica – dalla guerra in Siria all’accoglienza in Germania;
  • l’Islam: quella di Yusra è una famiglia con una mentalità aperta, che mantiene le tradizioni del proprio popolo ma non in modo ossessivo (Yusra può indossare un costume, per esempio).
  • la guerra vista da chi non la desidera e non vuole farne parte: spesso ciò che si vede è il risultato di un conflitto; i morti, i bombardamenti, le città distrutte, questo ha ragione e quello ha torto… ma le persone?
  • un percorso di questo tipo attraverso gli occhi di una ragazzina.

In conclusione, Butterfly è un libro che si legge piacevolmente e lascia un bel ricordo nonostante i contenuti difficili da affrontare; lo consiglio sia come messaggio di positività personale e sia per la storia che racconta.

Ringrazio Giunti Editore per avermi dato la possibilità di leggerlo a pochi giorni dalla pubblicazione e vi lascio il link per l’acquisto.

Tiberio – L’imperatore triste

Il Libro:

Come premesso dall’autore, si tratta di una biografia dell’imperatore Tiberio, sotto forma di romanzo.

Nel compiere le ricerche necessarie a scrivere la prima trilogia de “L’impero d’acciaio”, una tra le tante figure storiche che ho studiato mi ha particolarmente affascinato: l’imperatore Tiberio.
Messo in cattiva luce da storici del suo tempo (non esattamente suoi contemporanei, quali Tacito, Svetonio e Dione Cassio) che, pur non riuscendovi completamente, ne esaltarono errori e vizi, sminuendone i pregi.
Solo di recente, accurate ricerche storiche ne hanno rivalutato la figura, ponendola nella giusta prospettiva. Non scevra da lati criticabili, ma molto meno negativa di quanto prospettato dai suoi quasi coevi.

Pur trattandosi di una biografia “romanzata”, è comunque molto interessante e soprattutto molto accurata.

Non solo: offre un punto di vista diverso rispetto a ciò che comunemente si trova sui libri di storia, rivalutando la figura controversa di questo imperatore.

Il libro è suddiviso in capitoli che ripercorrono la vita di Tiberio: infanzia, giovinezza, età adulta, maturità, ma anche la vita politica, partendo dai primi anni del suo principato.

Lo stile dell’autore è semplice, nonostante la complessità del raccontare un personaggio storico di tale importanza. Il ritmo di lettura è piuttosto veloce, in quanto in circa settanta pagine viene ripercorsa l’intera vita di Tiberio mettendo in risalto alcuni passaggi della vita personale o politica. Nella prefazione dell’autore vengono anche spiegate tutte le scelte fatte durante la stesura del libro: per esempio la scelta di utilizzare i nomi italiani per facilitare la lettura e la messa a memoria di persone e luoghi.

Soprattutto nella seconda parte del libro si trovano anche parecchi dialoghi, che aiutano ad immaginare alcune scene importanti della vita di Tiberio e di chi aveva intorno.

Tiberio raggiunse la sala da pranzo camminando lentamente, cercando di capire come aveva fatto ad allevare una simile serpe. E pazienza, ma era imperdonabile che fosse rimasto sordo alle sacrosante verità e nemmeno complete, che aveva bollato come dicerie.

Si arriva così al finale, che è una premessa alla trilogia L’impero d’acciaio, ma anche una sorta di “inno” di speranza che deve aver stimolato l’Imperatore e il popolo romano a fare la storia.

In conclusione:

Consiglio questo libro, ovviamente, come premessa alla trilogia dell’autore perché senza dubbio aiuta a comprenderne i personaggi. Lo consiglio anche a chiunque fosse interessato ad approfondire la vita di Tiberio o questo particolare periodo storico, in un modo diverso dal solito, più scorrevole e coinvolgente di un classico libro di storia.

Ringrazio l’autore per avermi dato la possibilità di leggerlo e vi lascio il link per l’acquisto: qui.

A presto con la recensione della trilogia!

La dama e l’unicorno

La dama e l'unicorno Book Cover La dama e l'unicorno
Tracy Chevalier
Romanzo storico
Beat - Neri Pozza
2014
288

È un giorno della Quaresima del 1490 a Parigi, un giorno davvero particolare per Nicolas des Innocents, pittore di insegne e miniaturista conosciuto a corte per la sua mano ferma nel dipingere volti grandi come un'unghia, e al Coq d'Or e nelle altre taverne al di qua della Senna per la sua mano lesta con le servette di bell'aspetto. Jean Le Viste, il signore dagli occhi come lame di coltello, il gentiluomo le cui insegne sono ovunque tra i campi e gli acquitrini di Saint-Germain-des-Prés, proprio come lo sterco dei cavalli, l'ha invitato nella Grande Salle della sua casa al di là della Senna e in quella sala disadorna, nonostante il soffitto a cassettoni finemente intagliato, gli ha commissionato non stemmi imponenti o vetrate colorate o miniature delicate ma arazzi per coprire tutte le pareti. Arazzi immensi che raffigurino la battaglia di Nancy, con cavalli intrecciati a braccia e gambe umane, picche, spade, scudi e sangue a profusione. Una commissione da parte di Jean Le Viste significa cibo sulla tavola per settimane e notti di bagordi al Coq d'Or, e Nicolas, che può resistere a tutto fuorché alle delizie della vita, non ha esitato un istante ad accettare. Non ha esitato, però, nemmeno ad annuire davanti alla proposta di Geneviève de Nanterre, moglie di Jean Le Viste e signora di quella casa.

La storia:

Gli arazzi furono tessuti nelle Fiandre tra il 1484 e il 1500. Commissionati da Jean Le Viste, presidente della Cour des aides di Lione, passarono per eredità alla famiglia Roberet, ai La Roche-Aymon e poi ai Rilhac che nel corso del XVIII secolo li trasportarono nel loro castello di Boussac.

Nel 1883 il castello fu venduto alla municipalità e diventò sede della sottoprefettura dell’arrondissement.

Nel 1841, molto danneggiati dalle condizioni in cui erano stati mal riposti e conservati, vennero notati da Prosper Mérimée, ispettore dei monumenti storici, e classificati come tali.

Nel 1882 la municipalità vendette gli arazzi a un collezionista parigino, M. Du Sommerard, che li collocò all’Hôtel de Cluny a Parigi, che, dopo la donazione delle sue collezioni alla città, ospita il Museo nazionale del Medioevo.

È composto da sei pannelli, tutti con lo sfondo rosso, con al centro la dama con l’unicorno e il leone e intorno altri piccoli animali, alberi e fiori. Gli stendardi e gli scudi portano l’emblema di Jean Le Viste. Cinque pannelli sono dedicati ai sensi:

  • il gusto: la dama sta prendendo un dolce dall’alzata che le offre una ancella. Ai suoi piedi anche la scimmietta sta mangiando un dolce. Il leone e l’unicorno reggono stendardi e portano mantelli con l’emblema con le tre mezzelune.
  • L’udito: la dama suona un organo appoggiato su un tavolo, l’ancella aziona il mantice che dà aria allo strumento.
  • La vista: l’unicorno si contempla in uno specchio retto dalla dama, seduta con le zampe dell’animale in grembo.
  • L’olfatto: la dama prepara una corona con i fiori che l’ancella le porge su un piatto; altri fiori con cui gioca la scimmietta sono stati raccolti in un cestino.
  • Il tatto: la dama accarezza con la mano sinistra il corno dell’unicorno e con la destra regge una bandiera.
  • A mon seul désir: quest’ultimo pannello, più grande degli altri, differisce nello stile ed è di più difficile interpretazione. La dama si trova di fronte a una tenda, che porta in alto la scritta A Mon Seul Désir (il mio solo desiderio) tenuta aperta dall’unicorno e dal leone. Nelle mani tiene un velo che contiene la collana, che portava negli altri arazzi, e la ripone nel cofanetto che le porge l’ancella.

(fonte: Wikipedia)

Il libro:

Pardon, Madame, ma Monsigneur approverà gli unicorni al posto della battaglia?

La trama del libro, di conseguenza, è strutturata intorno al concepimento e alla realizzazione di questi arazzi: commissionati da Jean La Viste a Nicolas Des Innocents in occasione di ricevimenti e banchetti con nobili e persone di spicco della società dell’epoca, vengono realizzati dando inizio ad una catena di vicende positive e negative.

Gli arazzi realizzati in realtà furono sei e, in ognuno di essi, venne raffigurata una delle donne della famiglia, in corrispondenza dei cinque sensi (più A mon seul deisr) e con significati nascosti.

Ciò che coinvolge realmente il lettore in tutto ciò è come l’artista sia arrivato a scegliere i soggetti e ad accostarli al resto della composizione: si susseguono vicende amorose, tradimenti, violenze, bugie e intrallazzi di vario tipo, che portano ad un finale tutt’altro che scontato e che rendono gli arazzi una sorta di “beffa” per colui che li ha realizzati.

Lo stile dell’autrice è sempre molto scorrevole e delicato ma, personalmente, ho apprezzato maggiormente La ragazza con l’orecchino di perla, che mi è sembrato molto più elegante e raffinato.

Il ritmo di lettura è medio ma mai noioso. Il lessico, come sempre, appropriato al contento storico.

In conclusione:

Lo consiglio agli appassionati d’arte e agli amanti del romanzo storico, è sempre bello scoprire come un’opera prende vita, anche se in forma “romanzata”.

A chi dovesse scoprire per la prima volta l’autrice, consiglio senza dubbio La ragazza con l’orecchino di perla che, come detto in precedenza, è molto più elegante e coinvolgente.

Ad ogni modo, per quanto la storia in sé possa essere apprezzata o meno, Tracy Chevalier si conferma un’autrice eccezionale.

Penitenziagite, Genesi

Penitenziagite - Genesi Book Cover Penitenziagite - Genesi
Fabio Cosio
Createspace Independent Publishing Platform
14 July 2018
336

È un tranquillo giorno di primavera quando il piccolo Davide incontra per la prima volta un inquisitore. Non se n’erano mai visti lassù, in montagna, dove la comunità è il centro del mondo; dove la fratellanza e l’aiuto reciproco sono necessari alla sopravvivenza; dove gli antichi riti pagani sono ancora vivi seppur mascherati. Quello che Davide non sa è che per l’inquisitore quello stile di vita non è consono ai comandamenti e A farne le spese è proprio la sua famiglia. Suo padre Giulio infatti è stato un prete, che ha rinunciato ai voti per amore. Nella comunità in cui aveva trovato pace e rispetto, le pressioni del l’inquisitore e del nuovo sacerdote inviato su sua richiesta lo costringono ai margini della società, impossibilitato a sopravvivere.Giulio, accompagnato dal piccolo Davide, parte per la città, Vercelli, deciso a vendere i suoi unici beni: un crocifisso e una Bibbia.Inizia così la storia di Davide Tornielli, passato alla storia come fra Dolcino da Novara, in un racconto epico che abbraccia trentacinque anni della nostra storia, a cavallo del 1300. Predone, ladro, assassino, eroe, rivoluzionario, sognatore. Ma chi era davvero fra Dolcino? In questo primo volume della trilogia, Fabio Cosio ci accompagna alla scoperta di un personaggio che per secoli è stato sinonimo di malvagità, portandoci con lui tra le speranze dei più poveri e le prepotenze dei più ricchi, tra l’innocente visione di un mondo nuovo e le manovre della Chiesa per incrementare il proprio potere.Con uno stile fluido che tiene il lettore incollato alle pagine, ci fa immergere nel medioevo, facendoci vivere la gioia della speranza e la sofferenza dei soprusi. Ne emerge l’affresco di un’epoca, un romanzo corale carico di emozione e personaggi che emergono vividi tra le righe, come se li conoscessimo da sempre. “Degno di Ken Follet” - recensione Google“Fabio Cosio è un maestro nel far nascere sentimenti quali emozione, amarezza e sdegno.” - Un libro per amicoLa trilogia Penitenziagite è composta dai seguenti volumi:Libro I - GenesiLibro II - Atti degli apostoli Libro III - ApocalisseTutti disponibili su Amazon

Penitenziagite, Genesi

Descrizione:

1272, Prato Sesia, Novara. Giulio, un prete che ha rinunciato ai voti per amore, vive un’ esistenza serena, scandita dai tempi della terra e dai rapporti tipici di una comunità montana. Davide, il figlio maggiore, è deciso a seguire le orme del padre finché un giorno un inquisitore mette in moto una catena di eventi che lo obbligheranno a fuggire. 1287, Parma. Gherardino Segarelli, rifiutato dall’ordine dei domenicani, crea un suo gruppo di fedeli che si fanno chiamare “apostolici” o “minimi”. Vivono predicando povertà, fratellanza e libertà sessuale attirando su di sé le attenzioni della Chiesa. 1286, Roma. Benedetto Caetani, cardinale con grandi aspirazioni, gioca tutte le carte, lecite e non, per ampliare il suo potere personale e quello della sua famiglia. In un’epoca in cui Chiesa e Impero si contendono il potere, sullo sfondo di un’Italia divisa in mille fazioni, gli incroci che porteranno Davide a passare alle cronache come fra Dolcino da Novara, l’eretico più feroce e spietato che la storia d’Italia ricordi.

[…] Anche se moribondo, rimango sufficientemente lucido per darti il mio ultimo consiglio e anche quello più importante: fai quello che ritieni giusto. Tuo padre ne ebbe il coraggio. So che anche tu lo avrai. Dr io oggi ho un rimpianto, è stato quello di non essermi mai ribellato. Non mi sono mai ribellato quando vedevo gente che moriva di fame e chi avrebbe dovuto aiutarli vivere nell’opulenza […]

Il libro:

Genesi è il primo libro della trilogia Penitenziagite, una saga a sfondo storico che narra la storia di fra Dolcino da Novara, un personaggio controverso, nato all’insegna della Chiesa, deluso dai suoi rappresentanti e, infine, condannato per eresia.

La narrazione delle vicende parte da quando fra Dolcino era solo un bambino: costretto ad assistere alle violenze sulla madre e sulla sorella, dovrà separarsi dalla famiglia per trovare protezione e ricevere un’istruzione ecclesiastica.

Fra Dolcino conosce così, con il passare del tempo, le due facce della Chiesa: quella di coloro che si prodigano per aiutare i bisognosi e  i malati durante periodi di malattia e carestia, e quella dei funzionari ecclesiastici corrotti e lussuriosi, che sperperano il denaro il feste e prostitute.

Proprio a causa del susseguirsi di questi eventi e queste conoscenze, fra Dolcino matura una sua idea di ciò che è giusto o sbagliato, la consapevolezza di ciò che vuole fare per aiutare il prossimo e per sé stesso.

Avrà modo di aiutare molte persone, “ruberà ai ricchi per dare ai poveri”: verrà condannato per eresia, in quanto nemico della Chiesa o, perlomeno, dei suoi rappresentanti.

La narrazione avviene tramite un narratore esterno, il ritmo è medio e si alternano momenti descrittivi, che aiutano a collocare nel tempo e nello spazio i protagonisti, a momenti di dialogo che permettono, invece, di conoscere meglio i personaggi.

Come si può apprendere dalle note dell’autore, non esistono testimonianze precise di cosa sia accaduto nel dettaglio a fra Dolcino, soprattutto considerando che la sua storia si articola in molte parti, partendo da Prato Sesia per arrivare fino a Parma e passando da numerose città italiane.

Tuttavia, grazie ad alcuni documenti, è stato possibile ricostruirne a grandi linee la vita e crearne un romanzo: sicuramente molto valido per la descrizione dei luoghi e delle usanze (soprattutto quelle che riguardano la Chiesa e che spesso non vengono diffuse nel modo corretto).

In conclusione:

Personalmente l’ho apprezzato molto come romanzo storico, per l’ambientazione e per la capacità dell’autore di ricreare l’atmosfera inquieta dell’epoca: per questo motivo lo consiglio agli appassionati del genere o a chi fosse interessato a scoprire parte della storia di queste zone.

Inoltre ho apprezzato molto il fatto che nel libro ci fosse una parte iniziale intitolata “contesto storico”, molto utile per collocare la storia narrata nel tempo, e – alla fine del libro – l’elenco dei personaggi e una sorta di linea del tempo con elencati i fatti storici più importanti.

 

Ringrazio l’autore (che potete seguire qui) per avermi dato la possibilità di leggere la sua opera e vi auguro una buona lettura! PS: presto inizierò il secondo volume!

 

Recensioni INDICE

Vita di Leonardo

Vita di Leonardo Book Cover Vita di Leonardo
Bruno Nardini
Arte
Giunti Editore
2004
192

Questa "vita" di Leonardo non è la narrazione rigorosa di un'esistenza, ma una vicenda ricostruita seguendo ogni notizia attendibile: è la vita di un uomo eccezionale, di un genio forse unico al mondo; più che raccontata, essa deve essere intuita e "interpretata" come un'opera d'arte. Perché Leonardo fece, anche della propria esistenza, un capolavoro.

Vita di Leonardo: recensione libro e approfondimento

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Buon venerdì cari lettori! Oggi, in occasione dell’ArtFriday, vi parlo di Leonardo da Vinci.

Se qualcuno ha seguito le stories e i post su Instagram negli ultimi giorni, saprà sicuramente che ho avuto modo di visitare Vinci per la seconda volta e, finalmente, la casa di Leonardo, il museo a lui dedicato e la mostra contenente le riproduzioni di alcune delle sue opere più famose.
Che dire? Semplicemente sbalorditivo. Nel breve post che ho pubblicato qualche giorno fa (IG) l’ho definito un genio senza eguali… e come poterlo definire diversamente? In poche parole, la maggior parte di ciò che utilizziamo quotidianamente, ciò che per noi è un dato di fatto, e buona parte della nostra cultura è impregnata delle sue scoperte, delle sue invenzioni e della sua arte.

Di seguito, un breve riassunto di una vita straordinaria.

Leonardo da Vinci, nato nel 1452, e può essere definito come l’incarnazione del Rinascimento: ha, infatti, espresso la sua creatività e la sua conoscenza nei settori più disparati. Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista, progettista e inventore.

Vita & opere

Leonardo da Vinci nasce ad Anchiano  a circa tre chilometri da Vinci, nel 1452, figlio illegittimo di Ser Piero da Vinci, notaio presso Firenze, e Caterina, una contadina. Già da bambino dimostra le sue potenzialità e, per questo motivo, suo padre lo porta a Firenze, come allievo di un noto pittore. Qui, non solo ha modo di imparare la pittura, ma anche le basi delle arti plastiche nell’officina del Verrocchio, dove rimane per molti anni. Nel 1478 apre la sua bottega a Firenze.

A Firenze, in un primo momento, la sua arte non viene apprezzata a causa dello stile innovativo e alla forte concorrenza instauratasi tra gli artisti dell’epoca. In questo periodo, Leonardo decide di dedicarsi allo studio delle matematica e delle scienze. Nel 1481 realizza L’Adorazione dei Magi, su commissione dei Monaci di San Donato a Scopeto.

L’anno successivo Leonardo si trasferisce a Milano, lavorando e studiando presso il Ducato: inizialmente si presenta come ingegnere militare e civile ma, successivamente, la Corte di Milano lo incoraggia a sviluppare tutti i propri talenti e ad approfondire gli studi in ogni argomento di suo interesse. Fino al 1499, quindi, Leonardo si dedica all’ingegneria militare e all’architettura, per ordine del Duca di Milano. Tra le altre cose, progetta macchinari teatrali e disegna abiti di scena per la corte degli Sforza,  sempre a Milano.

Nel campo artistico, si dedica a diversi progetti sul territorio milanese che, però, non porta a termine. Un dei primi celebri lavori completati è La Vergine delle Rocce. Successivamente dipinge il Cenacolo (Santa Maria delle Grazie), con una nuova combinazione di tempere, nella speranza di renderlo più duraturo ed ottenendo, invece, il risultato opposto.

Pochi anni dopo, è costretto a spostarsi da Milano e tornare a Firenze, a causa dell’invasione da parte dei francesi. Successivamente lavora per i Borgia, come ingegnere militare e come cartografo (le carte da lui disegnate hanno permesso di ricostruire la suddivisione del territorio a quell’epoca).

Proprio in questi anni inizia a dipingere la Gioconda, su commissione di  Francesco di Bartolommeo di Zanobi del Giocondo, che gli commissiona un ritratto della sua terza moglie. Inizia nel 1503 ed impiega quattro anni per terminare il dipinto: dopo averlo completato decide di non consegnarlo a Francesco, ma di venderlo al Re Francesco I di Francia.

Successivamente Leonardo torna a Milano, dove rimane fino al 1513. In seguito trascorre un periodo a Roma ed, infine, si reca in Francia – dove resta fino al 2 maggio 1519, il giorno della sua morte (a Cloux).

 

Religione, esoterismo e aneddoti

Poche righe non possono rendere onore in alcun modo ad un genio di tale portata, tuttavia esistono alcuni aneddoti interessanti, che aiutano a definire questa personalità così insolita, al di là dell’artista, dell’ingegnere e dello studioso, c’è un uomo. Per esempio, si dice che Leonardo fosse amante della natura, che comprasse uccelli in gabbia per poi liberarli, che scrivesse “a specchio” come se fosse naturale. Non si è mai sposato, non ha mai avuto figli e non si è legato in alcun modo; tuttavia, era molto legato allo zio e alla madre, di cui ricorda il volto con chiarezza e da cui prende ispirazione per le sue opere.

Tra gli aspetti curiosi di Leonardo, bisogna citare:

  • lo stile: barba e capelli lunghi (al contrario dei canoni dell’epoca), abbigliamento vistoso e colori vivaci;
  • il carattere: generoso e altruista ma, allo stesso tempo, carismatico e scherzoso (pare, infatti, che fabbricasse scherzetti con cui intrattenere le persone che gli facevano visita);
  • il rapporto con la natura: pare che Leonardo fosse vegetariano e che “difendesse gli animali” pubblicamente;
  • la poliedricità: un pregio senza paragoni ma, allo stesso tempo, un grosso problema; l’applicazione in diversi ambiti e nello stesso momento, gli ha causato non pochi fallimenti e lavori incompiuti;
  • la scrittura: una quantità inimmaginabile di quaderni, libri e annotazioni che hanno reso possibile la sopravvivenza di ogni sua invenzione e scoperta.

L’avversità di Leonardo verso la religione è indubbia: le sue conoscenze e il suo innato desiderio di apprendimento continuo hanno messo in discussione la sua fede e la sua capacità di affidarsi alla Chiesa.

«Molti fien quelli che, per esercitare la loro arte, si vestiran ricchissimamente, e questo parrà esser fatto secondo l’uso de’ grembiuli»

«Assai saranno che lasceranno li esercizi e le fatiche e povertà di vita e di roba, e andranno abitare nelle ricchezze e trionfanti edifizi, mostrando questo esser il mezzo di farsi amico a Dio»

«Infinita moltitudine venderanno pubblica e pacificamente cose di grandissimo prezzo, senza licenza del padrone di quelle, e che mai non furon loro, né in lor potestà, e a questo non provvederà la giustizia umana»

«Le invisibili monete [le promesse di vita eterna] faran trionfare molti spenditori di quelle»

«Parleranno li omini alli omini che non sentiranno; aran gli occhi aperti e non vedranno; parleranno a quelli e non fie lor risposto; chiederan grazie a chi arà orecchi e non ode; faran lume a chi è orbo»

La sua mente ineguagliabile, il suo carattere e la sua personalità stravagante hanno contribuito a dare a Leonardo dei tratti misteriosi, a cui hanno contribuito anche i suoi molteplici interessi, i suoi metodi di ricerca (che hanno senza dubbio precorso i tempi), le sue passioni e le sue strane abitudini (la scrittura a specchio, gli anagrammi e i codici).

Non è facile definire il confine tra realtà e fantasia: nel corso del tempo gli studi e le opere letterarie frutto di immaginazione si sono fuse, avvolgendo ancora di più questo personaggio nel mistero e rendendolo ancora più unico e affascinante. L’unica cosa su cui non si può discutere è l’importanza del il patrimonio che ci ha lasciato.

 

Ed infine…Vinci

 

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