Il ciclope

Il ciclope Book Cover Il ciclope
Paolo Rumiz
Saggio, Viaggio
Feltrinelli
2015-11
Copetina flessibile
192

Un'isola uncinata al cielo con le sue rocce plutoniche, attracco difficile, fuori dai tracciati turistici, dove buca il cielo un faro tuttora decisivo per le rotte che legano Oriente e Occidente. Paolo Rumiz, viandante senza pace, va a dividere lo spazio con l'uomo del faro, con i suoi animali domestici: si attiene alle consuetudini di tanta operosa solitudine, spia l'orizzonte, si arrende all'instabilità degli elementi, legge la volta celeste. Gli succede di ascoltare notizie dal mondo, e sono notizie che spogliano l'eremo dei suoi privilegi e fanno del mare, anche di quel mare apparentemente felice, una frontiera, una trincea. Il faro sembra fondersi con il passato mitologico, austero Ciclope si leva col suo unico occhio, veglia nella notte, agita l'intimità della memoria (come non leggere la presenza familiare della Lanterna di Trieste), richiama, sommando in sé il "gesto" comune delle lighthouse che in tutto il mondo hanno continuato a segnare la via, le dinastie dei guardiani e delle loro mogli (il governo dei mari è legato all'anima corsara delle donne), ma soprattutto apre le porte della percezione. Nell'isola del faro si impara a decrittare l'arrivo di una tempesta, ad ascoltare il vento, a convivere con gli uccelli, a discorrere di abissi, a riconoscere le mappe smemoranti del nuovo turismo da crociera e i segni che allarmano dei nuovi migranti, a trovare la fraternità silenziosa di un pasto frugale.

Il Ciclope è un libro sul mare e per il mare: dall’inizio alla fine, oltre a raccontare la storia del protagonista e del suo viaggio, racconta la storia del mare e della sua terribile sorte dovuta alle azioni degli umani.

Recensione del libro Il ciclope, di Paolo Rumiz

Perché, davvero, qui se sei solo rischi di diventare matto. Parli con te stesso, ti viene naturale, e non ti accorgi di farlo per il semplice motivo che hai il tuo Doppio accanto, qualcosa di simile a un angelo custode.

 

Il Ciclope è un viaggio attraverso la conoscenza di sé stessi in mezzo al nulla, ed è un viaggio alla scoperta del Mar Mediterraneo, una denuncia nei confronti dell’egoismo e dell’ignoranza di chi, per interesse o per stupidità, preferisce gli affari alla salute del pianeta.

Se sono scappato su un’isola solitaria è anche per parlare al mare senza l’orda degli arroganti tra i piedi.

Il libro

In questo libro viene raccontata l’esperienza del protagonista sull’isola solitaria, in compagnia unicamente del faro e del suo guardiano, del mare e degli animali che popolano le acque e i cieli circostanti.

Attraverso la sua esperienza sull’isola e il ricordo di altri viaggi simili, vengono messi in evidenza i problemi principali che riguardano il Mediterraneo e non solo: inquinamento, carburanti, plastica. Tutto ciò porta a decimare i pesci, gli uccelli, i coralli e tutti gli esseri viventi autoctoni di questi luoghi.

Il Ciclope è un libro che a tratti può sembrare lento e ripetitivo, come se il protagonista volesse “mettersi in mostra” ma, in fondo, contiene un messaggio estremamente commovente che riguarda il mare e, in generale, il Pianeta.

Il loro urlo senza voce dice che in trent’anni il Mediterraneo si è svuotato del settanta per cento della sua ricchezza ittica. 

Lo stile dell’autore è piuttosto semplice ma curato, usa termini specifici che riguardano la vita in mare, sulle imbarcazioni o all’interno di un faro ma rimane comunque sempre comprensibile e scorrevole. Il ritmo di lettura è medio e ciò che coinvolge veramente è, a mio parere, la quantità di informazioni sul mare, prima ancora della storia del protagonista.

In realtà, i protagonisti sono due: l’autore, che si trasferisce sull’isola del faro e condivide con il guardiano gli spazi e le esperienze, e il Mar Mediterraneo: soggetto e oggetto di tutto ciò che avviene nel corso del racconto.

Chissà, se nelle reti i pesci gridassero – […] – forse capiremmo. Invece su tutto regna un silenzio che dà carta bianca al massacro. E nulla si fa per rimediare. Basterebbe una pausa di un anno, un anno solo, per ripopolare i fondali, ma i paesi rivieraschi se ne fottono, arroccati nei loro miserabili interessi nazionali, servi di un business che vuole il tutto subito e dei figli chi se ne frega. 

In fondo è questo il problema: tutto, subito. L’uomo è sempre vissuto di caccia, pesca e coltivazione ed è naturale che sia così. Ciò che è sbagliato è l’eccesso, la pretesa di avere tutto senza pensare alle conseguenze. E, stupidamente, senza pensare al futuro: di questo passo, tra pochi decenni i mari saranno vuoti e allora non ci sarà più né pesca, né business, né divertimento. Ma nella maggior parte dei casi l’uomo non vede più in là del proprio naso e, se vede, fa finta di niente perché “non è un problema suo”.

Capiremo solo quando non ci sarà più niente da fare. Se domani il cielo fosse vuoto di passeri, ci metteremo settimane a realizzarlo. Se un giorno il fiume sparisse da sotto i ponti del nostro paese non ce ne accorgeremmo.

In conclusione

Non posso fare altro che consigliare questo libro a TUTTI e invitare tutti a riflettere agire di conseguenza; tutti possono fare qualcosa e per troppo tempo non è stato fatto nulla.

Vi lascio con una citazione, buona lettura:

Come potete illudervi di governare il mondo con i droni, come potete percepire l’esaurirsi delle risorse del Pianeta, se non passate una notte di mare, frugale come questa, soli nel temporale, a distillare da una piccola radio i destini della Specie?

 

 

Recensioni: INDICE

I roghi delle streghe

I roghi delle streghe Book Cover I roghi delle streghe
Alessandra Micheli
Saggio
Caravaggio
2017
e-book
52

La storia della persecuzione delle streghe come prima manifestazione di un fenomeno più profondo e radicato nella concezione moderna occidentale, quello di un accanimento inflessibile e programmatico nei confronti di tutte le donne. Questa la tesi dell’autrice che, attraverso il filtro di una cronaca lucida, ci riporta in quel mondo misterioso e lontano che per troppo tempo è stato ignorato o, più colpevolmente, frainteso.
Iniziata nel Trecento e protrattasi per secoli, fino a culminare negli atti efferati dell’Inquisizione, la “caccia” contro le streghe rappresenta il paradigma di una lotta epocale da parte della Chiesa e dello Stato contro il potere femminile e i suoi valori di immaginazione, libertà e sensualità, che sono il vero motore della nostra evoluzione spirituale. L’affermazione definitiva dello spirito maschile, a partire da quelle vicende sanguinarie, segna pertanto una perdita incalcolabile non solo per le donne ma per l’umanità tutta che, agganciata a una concezione dualistica della vita, dove il divino è confinato in un luogo inavvicinabile, si ritrova debole e separata dalle ricchezze immanenti dell’invisibile.

Recensione I roghi delle streghe

Il libro:

I roghi delle streghe – Storia di un olocausto è un saggio estremamente curato e dettagliato: nonostante sia piuttosto breve, infatti, contiene nozioni fondamentali per chiunque si affacci su questo argomento per la prima volta ma, soprattutto, offre un punto di vista non comune.

Il ritmo è piuttosto veloce perché, come detto poco fa, riassume in meno di cento pagine secoli di storia.

Lo stile è curato e professionale: unisce nozioni storiche e opinioni personali dell’autrice (con cui, per altro, sono pienamente d’accordo). Il lessico è accuratamente scelto per definire ogni aspetto di quello che è stato, a tutti gli effetti, un olocausto – troppo a lungo dimenticato, mascherato, nascosto.

Per quanto riguarda il libro in sé, posso quindi affermare che la mia impressione sia stata quella di avere tra le mani un testo molto valido, realizzato da un’autrice con una profonda conoscenza dell’argomento.

Per quanto riguarda, invece, il contenuto, ammetto di non poter dare un parere imparziale, in quanto il tema trattato mi è sempre stato molto a cuore ed è per me un piacere parlare di un testo che offre un punto di vista differente sugli eventi storici, arrivando fino ai giorni nostri, e che, come già detto, mi trova in totale accordo.

Premesso questo, posso dare una motivazione al mio totale apprezzamento di questo saggio: oltre ad illustrare gli avvenimenti storici ponendo in luce le crudeltà che sono state commesse per ignoranza e paura contro le streghe, incita a soffermarsi a riflettere su come questa non sia altro che una definizione erroneamente associata al male ma che, in realtà, identifica le donne in generale.

Il potere maschile demonizzò, nascose o addirittura sterminò le stesse radici culturali. I roghi delle streghe rappresentarono questa deliberata sottovalutazione, se non addirittura la perdita del femminino nella nostra cultura.

Si tratta di un messaggio molto forte: gran parte di ciò che ci viene insegnato è, in realtà, un tacito nascondere la verità o, perlomeno, tralasciare l’argomento come se non fosse importante.

Questo è doppiamente ingiusto: in primo luogo, per il fatto che degli eventi storici, brutti o belli che siano, possano essere dimenticati; in secondo luogo, per ogni donna.

Con il Rinascimento, per ironia della sorte, esplose la caccia alle streghe. Da una parte, ci fu la riscoperta del sapere ermetico, della tradizione pitagorica e dell’alta magia. Il sapere magico diventò iniziatore ed elitario[…]. Dall’altra parte, le pratiche di stregoneria si caratterizzarono per l’aspetto volgare e spicciolo di una magia incentrata sui bassi appetiti.

Come volevasi dimostrare, gli argomenti trattati sono molto delicati: partendo dal concetto di base, la donna, che rimane un “problema” per molti anche nella società moderna, fino alla stregoneria, idealizzata in un modo profondamente scorretto.

I roghi, le persecuzioni lette in questa ottica, non sono altro che forme di controllo per reprimere l’influsso del potere femminile […].

La Chiesa si impegnò a distruggere le streghe perché erano una manifestazione superstite del paganesimo.

Non solo: il saggio aiuta a far comprendere, a chi dovesse interessarsi per la prima volta all’argomento, come la streghe in realtà siano la base della conoscenza medica, erboristica ed ostetrica. Fattore questo, che viene spesso volutamente nascosto, riportando la conoscenza indietro di centinaia d’anni, ancora prigioniera della paura di ciò che non si conosce.

Colpevoli di essere state donne fiere di esserlo.

In conclusione:

Potrei dilungarmi per ore a parlare degli argomenti trattati nel libro ma mi fermo qui e consiglio vivamente di leggere questo saggio.

Nonostante le nozioni storiche non mi fossero nuove, ho trovato questo testo geniale anche per quanto riguarda lo stile e la forma; lo consiglio quindi ad ogni genere di lettore.

L’unico punto su cui non sono d’accordo con l’autrice è il fatto che ogni donna senta dentro di sé la storia delle streghe: credo, invece, che per alcune donne purtroppo non sia così… credo siano ormai troppo assoggettate a ciò che è stato imposto per secoli come vero.

Detto ciò, vi lascio il link per l’acquisto del libro e ripeto: leggetelo.

P.S. La frase conclusiva del libro è stupenda, ma non voglio rovinarvi la sorpresa!

 

Link per l’acquisto: Caravaggio Editore

 

Vita di Leonardo

Vita di Leonardo Book Cover Vita di Leonardo
Bruno Nardini
Arte
Giunti Editore
2004
192

Questa "vita" di Leonardo non è la narrazione rigorosa di un'esistenza, ma una vicenda ricostruita seguendo ogni notizia attendibile: è la vita di un uomo eccezionale, di un genio forse unico al mondo; più che raccontata, essa deve essere intuita e "interpretata" come un'opera d'arte. Perché Leonardo fece, anche della propria esistenza, un capolavoro.

Vita di Leonardo: recensione libro e approfondimento

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Buon venerdì cari lettori! Oggi, in occasione dell’ArtFriday, vi parlo di Leonardo da Vinci.

Se qualcuno ha seguito le stories e i post su Instagram negli ultimi giorni, saprà sicuramente che ho avuto modo di visitare Vinci per la seconda volta e, finalmente, la casa di Leonardo, il museo a lui dedicato e la mostra contenente le riproduzioni di alcune delle sue opere più famose.
Che dire? Semplicemente sbalorditivo. Nel breve post che ho pubblicato qualche giorno fa (IG) l’ho definito un genio senza eguali… e come poterlo definire diversamente? In poche parole, la maggior parte di ciò che utilizziamo quotidianamente, ciò che per noi è un dato di fatto, e buona parte della nostra cultura è impregnata delle sue scoperte, delle sue invenzioni e della sua arte.

Di seguito, un breve riassunto di una vita straordinaria.

Leonardo da Vinci, nato nel 1452, e può essere definito come l’incarnazione del Rinascimento: ha, infatti, espresso la sua creatività e la sua conoscenza nei settori più disparati. Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista, progettista e inventore.

Vita & opere

Leonardo da Vinci nasce ad Anchiano  a circa tre chilometri da Vinci, nel 1452, figlio illegittimo di Ser Piero da Vinci, notaio presso Firenze, e Caterina, una contadina. Già da bambino dimostra le sue potenzialità e, per questo motivo, suo padre lo porta a Firenze, come allievo di un noto pittore. Qui, non solo ha modo di imparare la pittura, ma anche le basi delle arti plastiche nell’officina del Verrocchio, dove rimane per molti anni. Nel 1478 apre la sua bottega a Firenze.

A Firenze, in un primo momento, la sua arte non viene apprezzata a causa dello stile innovativo e alla forte concorrenza instauratasi tra gli artisti dell’epoca. In questo periodo, Leonardo decide di dedicarsi allo studio delle matematica e delle scienze. Nel 1481 realizza L’Adorazione dei Magi, su commissione dei Monaci di San Donato a Scopeto.

L’anno successivo Leonardo si trasferisce a Milano, lavorando e studiando presso il Ducato: inizialmente si presenta come ingegnere militare e civile ma, successivamente, la Corte di Milano lo incoraggia a sviluppare tutti i propri talenti e ad approfondire gli studi in ogni argomento di suo interesse. Fino al 1499, quindi, Leonardo si dedica all’ingegneria militare e all’architettura, per ordine del Duca di Milano. Tra le altre cose, progetta macchinari teatrali e disegna abiti di scena per la corte degli Sforza,  sempre a Milano.

Nel campo artistico, si dedica a diversi progetti sul territorio milanese che, però, non porta a termine. Un dei primi celebri lavori completati è La Vergine delle Rocce. Successivamente dipinge il Cenacolo (Santa Maria delle Grazie), con una nuova combinazione di tempere, nella speranza di renderlo più duraturo ed ottenendo, invece, il risultato opposto.

Pochi anni dopo, è costretto a spostarsi da Milano e tornare a Firenze, a causa dell’invasione da parte dei francesi. Successivamente lavora per i Borgia, come ingegnere militare e come cartografo (le carte da lui disegnate hanno permesso di ricostruire la suddivisione del territorio a quell’epoca).

Proprio in questi anni inizia a dipingere la Gioconda, su commissione di  Francesco di Bartolommeo di Zanobi del Giocondo, che gli commissiona un ritratto della sua terza moglie. Inizia nel 1503 ed impiega quattro anni per terminare il dipinto: dopo averlo completato decide di non consegnarlo a Francesco, ma di venderlo al Re Francesco I di Francia.

Successivamente Leonardo torna a Milano, dove rimane fino al 1513. In seguito trascorre un periodo a Roma ed, infine, si reca in Francia – dove resta fino al 2 maggio 1519, il giorno della sua morte (a Cloux).

 

Religione, esoterismo e aneddoti

Poche righe non possono rendere onore in alcun modo ad un genio di tale portata, tuttavia esistono alcuni aneddoti interessanti, che aiutano a definire questa personalità così insolita, al di là dell’artista, dell’ingegnere e dello studioso, c’è un uomo. Per esempio, si dice che Leonardo fosse amante della natura, che comprasse uccelli in gabbia per poi liberarli, che scrivesse “a specchio” come se fosse naturale. Non si è mai sposato, non ha mai avuto figli e non si è legato in alcun modo; tuttavia, era molto legato allo zio e alla madre, di cui ricorda il volto con chiarezza e da cui prende ispirazione per le sue opere.

Tra gli aspetti curiosi di Leonardo, bisogna citare:

  • lo stile: barba e capelli lunghi (al contrario dei canoni dell’epoca), abbigliamento vistoso e colori vivaci;
  • il carattere: generoso e altruista ma, allo stesso tempo, carismatico e scherzoso (pare, infatti, che fabbricasse scherzetti con cui intrattenere le persone che gli facevano visita);
  • il rapporto con la natura: pare che Leonardo fosse vegetariano e che “difendesse gli animali” pubblicamente;
  • la poliedricità: un pregio senza paragoni ma, allo stesso tempo, un grosso problema; l’applicazione in diversi ambiti e nello stesso momento, gli ha causato non pochi fallimenti e lavori incompiuti;
  • la scrittura: una quantità inimmaginabile di quaderni, libri e annotazioni che hanno reso possibile la sopravvivenza di ogni sua invenzione e scoperta.

L’avversità di Leonardo verso la religione è indubbia: le sue conoscenze e il suo innato desiderio di apprendimento continuo hanno messo in discussione la sua fede e la sua capacità di affidarsi alla Chiesa.

«Molti fien quelli che, per esercitare la loro arte, si vestiran ricchissimamente, e questo parrà esser fatto secondo l’uso de’ grembiuli»

«Assai saranno che lasceranno li esercizi e le fatiche e povertà di vita e di roba, e andranno abitare nelle ricchezze e trionfanti edifizi, mostrando questo esser il mezzo di farsi amico a Dio»

«Infinita moltitudine venderanno pubblica e pacificamente cose di grandissimo prezzo, senza licenza del padrone di quelle, e che mai non furon loro, né in lor potestà, e a questo non provvederà la giustizia umana»

«Le invisibili monete [le promesse di vita eterna] faran trionfare molti spenditori di quelle»

«Parleranno li omini alli omini che non sentiranno; aran gli occhi aperti e non vedranno; parleranno a quelli e non fie lor risposto; chiederan grazie a chi arà orecchi e non ode; faran lume a chi è orbo»

La sua mente ineguagliabile, il suo carattere e la sua personalità stravagante hanno contribuito a dare a Leonardo dei tratti misteriosi, a cui hanno contribuito anche i suoi molteplici interessi, i suoi metodi di ricerca (che hanno senza dubbio precorso i tempi), le sue passioni e le sue strane abitudini (la scrittura a specchio, gli anagrammi e i codici).

Non è facile definire il confine tra realtà e fantasia: nel corso del tempo gli studi e le opere letterarie frutto di immaginazione si sono fuse, avvolgendo ancora di più questo personaggio nel mistero e rendendolo ancora più unico e affascinante. L’unica cosa su cui non si può discutere è l’importanza del il patrimonio che ci ha lasciato.

 

Ed infine…Vinci

 

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